{"id":74031,"date":"2019-05-17T10:03:21","date_gmt":"2019-05-17T08:03:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74031"},"modified":"2019-05-20T15:36:14","modified_gmt":"2019-05-20T13:36:14","slug":"ucraina-presidenza-zelensky-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ucraina-presidenza-zelensky-russia\/","title":{"rendered":"Ucraina: la presidenza Zelensky vista da Mosca"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;elezione di <strong>Volodymyr <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/ucraina-zelensky-presidente-tv\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Zelensky<\/a><\/strong>\u00a0alla presidenza con\u00a0il 73% dei voti \u00e8 il risultato di una performance elettorale plebiscitaria destinato ad assumere un rilievo politico e strategico che va oltre i confini dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/ucraina-zelensky-transizione-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ucraina<\/strong><\/a>. Svoltesi in un Paese cruciale nel contesto della contrapposizione tra Russia e Occidente, queste elezioni costituiscono un evento di novit\u00e0 nel panorama europeo.<\/p>\n<p>Quali che possano essere\u00a0 le prospettive di successo del futuro governo ucraino nell\u2019attuazione del suo programma, la sua evoluzione \u00e8 destinata ad influire\u00a0 in misura significativa sul\u00a0 corso delle relazioni fra le grandi potenze rivali sul continente. Siamo all\u2019inizio di una fase in cui l\u2019Ucraina, uscita da un prolungato periodo di stasi, non mancher\u00e0 di porre le grandi potenze di fronte alle proprie responsabilit\u00e0, considerata la posizione nel delicato sistema degli equilibri continentali.<\/p>\n<p><strong>Nuove complessit\u00e0 in un rapporto difficile<\/strong><br \/>\nLa <strong>Russia<\/strong> in particolare si trover\u00e0 a gestire con Kiev un rapporto che, al di l\u00e0 delle implicazioni di natura strategica dovute\u00a0 alla prossimit\u00e0 geografica, risulta particolarmente complesso. L&#8217;Ucraina \u00e8 infatti un Paese che per estensione territoriale, consistenza della popolazione, risorse industriali e agricole rappresenta l\u2019attore di maggior rilievo nel gruppo degli Stati indipendenti non russi nati dal collasso dell\u2019Unione sovietica. Un&#8217;entit\u00e0 riconosciuta pienamente sovrana dalla comunit\u00e0 internazionale che ha le potenzialit\u00e0, se messa in grado di superare l\u2019attuale condizione di arretratezza, di assumere il ruolo di una media potenza europea.<\/p>\n<p>Nello sforzo per uscire definitivamente da una secolare condizione di soggezione all\u2019egemonia russa basata su un intreccio di legami culturali, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/russia-ucraina-la-crisi-travolge-anche-la-chiesa-ortodossa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">religiosi<\/a> e economico-politici, Kiev ha di fronte a s\u00e9 un compito molto impegnativo. La rottura nel 2014, per effetto della rivoluzione di Maidan, che ha portato al rovesciamento del governo vicino a Mosca e all\u2019allineamento con Washington e Bruxelles, ha\u00a0 costituito un evento traumatico. Il mutamento intervenuto nei rapporti di forza nella regione ha provocato l\u2019intervento militare russo con l\u2019annessione della <strong>Crimea <\/strong>e la costituzione dell\u2019enclave secessionista del <strong>Donbass<\/strong>.<\/p>\n<p>I cinque anni che sono intercorsi da quella data hanno fatto dell\u2019Ucraina, travagliata da un persistente conflitto civile tra forze governative e secessioniste, la posta cruciale dell&#8217;attuale versione della Guerra fredda. Da parte degli opposti schieramenti si sviluppa un\u2019azione articolata su una variet\u00e0 di strumenti di soft e hard power , tesa a condizionare l\u2019atteggiamento del nuovo governo ucraino. All\u2019azione di aperto sostegno fornita da Washington e Bruxelles fa il paio la politica di Mosca volta a tenere l\u2019Ucraina sotto pressione. Ancorata ma non integrata all\u2019Occidente, e sottoposta alle pesanti sollecitazioni da parte russa, il Paese si \u00e8 cos\u00ec ritrovato allo stesso tempo nella posizione di causa e oggetto nel quadro della contrapposizione Est-Ovest .<\/p>\n<p><strong>Fuori l&#8217;ultranazionalista, nessuno sconto per l&#8217;ex comico<\/strong><br \/>\nL\u2019imbarazzo della Russia impegnata in un complesso processo di adeguamento alle dinamiche internazionali, nei confronti della nuova leadership di recente insediatasi a Kiev con elezioni libere e competitive \u00e8 evidente. Il rivolgimento del quadro politico ucraino provocato dalla rivolta della societ\u00e0 ,insofferente ad uno uno status quo inquinato da una successione di amministrazioni corrotte e inefficienti riveste un rilievo simbolico. Non a caso \u00e8 stato celebrato dal neo presidente Zelensky come un esempio rivolto agli Stati dello spazio post-sovietico dominati da regimi in misura pi\u00f9 o meno pronunciata su posizioni autoritarie e incapaci di progresso. Si apre di conseguenza per l\u2019Ucraina una prospettiva dinamica, fondata nelle intenzioni su un corso di radicali riforme che tutto porta a credere sar\u00e0 segnata da contraddizioni e turbolenze, con inevitabili contraccolpi sulla conduzione dei rapporti con le grandi potenze esterne.<\/p>\n<p>A questo punto si pongono per Mosca una serie di interrogativi circa le strategia da seguire per far fronte alla nuova situazione che si profila a ridosso dei propri confini nazionali. L\u2019Ucraina torna ad essere come gi\u00e0 in occasione delle elezioni del 2004 e 2014, ma con effetti pi\u00f9 incisivi, considerato il mutato contesto domestico e internazionale ,un Paese e un vicino particolarmente problematico . La vittoriosa affermazione di Zelensky, l\u2019attore passato alla politica con le perplessit\u00e0 che questa connotazione comporta, \u00e8 un fatto compiuto .<\/p>\n<p>A questo risultato corrisponde la sconfitta di <strong>Petro Poroshenko<\/strong>, il candidato rivale che facendosi interprete dei sentimenti pi\u00f9 dichiaratamente antirussi di una parte della popolazione aveva portato a un grado estremo di tensione il rapporto con la Russia. A giudicare dalle prime iniziative, Mosca, obiettivamente alleggerita dell\u2019uscita di scena dell\u2019esponente ultranazionalista, non sembra disposta a fare concessioni sul piano politico-strategico e economico alla nuova leadership di Kiev. Quanto questo atteggiamento sia di carattere tattico per preparare un terreno favorevole nei confronti della controparte in vista di un negoziato a livello strategico \u00e8 difficile dire. Tener alta la pressione , con un\u2019iniziativa adeguata a una situazione di incertezza sembra essere per il momento l\u2019opzione pi\u00f9 conveniente.<\/p>\n<p><strong>I rischi della modernizzazione, le opportunit\u00e0 della normalizzazione<\/strong><br \/>\nLe ragioni che spiegano questo atteggiamento sembrano chiare: se un governo ucraino si dimostrasse in grado di promuovere un effettivo rinnovamento delle strutture istituzionali del Paese, facendone <strong>un caso di riuscita modernizzazione<\/strong> Mosca si troverebbe di fronte a una sfida di prima grandezza. L\u2019Ucraina verrebbe a costituire un problema destinato a influire sul piano della politica interna russa in misura anche maggiore che a livello internazionale. Anche se si tratta di una prospettiva ipotetica, \u00e8 evidente il timore del Cremlino che un successo della politica di Zelensky, possa costituire la premessa di un processo di contaminazione fra gli sviluppi della situazione ucraina e quella russa .Con gravi conseguenze per l\u2019\u00e9lite dirigente ai vertici del sistema di potere che fa capo a Putin, e contraccolpi imprevedibili sugli equilibri nello spazio post-sovietico e pi\u00f9 in generale europeo.<\/p>\n<p>Le relazioni fra Russia e Ucraina, nella prospettiva di evoluzione del quadro politico interno di quest\u2019ultima, vanno ovviamente considerate tenuto conto dell\u2019andamento del rapporto fra i due Stati sul piano internazionale. Basti pensare al rilievo della questione del Donbass &#8211; il caso della Crimea \u00e8 invece chiuso -, la cui soluzione rappresenta una condizione fondamentale per avviare una politica di <strong>normalizzazione con l\u2019Occidente<\/strong>. Un capitolo a sua volta carico di interrogativi, di cui il corso delle relazioni fra Mosca e Kiev costituisce, come\u00a0 abbiamo\u00a0 sottolineato, uno degli elementi \u00a0cruciali nella gestione dei rapporti fra le grandi potenze rivali nel Vecchio continente.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Pavlo Gonchar\/SOPA Images via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;elezione di Volodymyr Zelensky\u00a0alla presidenza con\u00a0il 73% dei voti \u00e8 il risultato di una performance elettorale plebiscitaria destinato ad assumere un rilievo politico e strategico che va oltre i confini dell&#8217;Ucraina. Svoltesi in un Paese cruciale nel contesto della contrapposizione tra Russia e Occidente, queste elezioni costituiscono un evento di novit\u00e0 nel panorama europeo. 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