{"id":74070,"date":"2019-05-20T15:33:24","date_gmt":"2019-05-20T13:33:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74070"},"modified":"2019-05-23T06:15:18","modified_gmt":"2019-05-23T04:15:18","slug":"golfo-hormuz-ritorno-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/golfo-hormuz-ritorno-passato\/","title":{"rendered":"Golfo: Usa, Iran e non solo, ritorno al passato ad Hormuz"},"content":{"rendered":"<p>La marea di una nuova crisi marittima <a href=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/a\/ae\/Strait_of_hormuz_full.jpg\">nell\u2019area dello Stretto<\/a> di\u00a0<strong>Hormuz<\/strong>\u00a0sembra inesorabilmente montare. Gli scenari ipotizzabili sono quelli gi\u00e0 visti\u00a0negli Anni Ottanta del Novecento. Gli attori, anche, sono pi\u00f9 o meno gli stessi.<\/p>\n<p>Sul piano politico l\u2019<strong>Unione europea<\/strong> si \u00e8 sinora impegnata nel mantenimento di\u00a0un dialogo\u00a0con l\u2019<strong>Iran<\/strong>, relativamente all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-rischi-jcpoa\/\">accordo sul nucleare osteggiato<\/a> dall\u2019Amministrazione Trump. Manca tuttavia all\u2019Ue una prospettiva marittima\u00a0dedicata\u00a0alla\u00a0libert\u00e0 di navigazione nel Golfo Persico.<\/p>\n<p>La \u00a0chiusura di Hormuz da parte iraniana rappresenterebbe una violazione della legalit\u00e0 internazionale, stante il regime di libert\u00e0 di transito stabilito dalla Convenzione del diritto del mare per gli stretti adibiti alla navigazione internazionale. Il Consiglio di sicurezza potrebbe quindi intervenire.<\/p>\n<p>Nulla impedirebbe tuttavia all\u2019Iran o agli <strong>Stati\u00a0Uniti\u00a0<\/strong>e ai loro alleati\u00a0di agire\u00a0unilateralmente\u00a0in legittima difesa in ipotesi di\u00a0<em>casus belli<\/em>\u00a0reciproci.\u00a0Anche in un simile contesto, andrebbero garantiti i diritti dei Paesi terzi, proprio come avvenne trent\u2019anni or sono.<\/p>\n<p><strong>Golfo in fiamme<br \/>\n<\/strong>Non si \u00e8 ancora spenta la memoria della Guerra del Golfo che vide l\u2019Iran confrontarsi con l\u2019<strong>Iraq<\/strong> ed i\u00a0suoi\u00a0alleati\u00a0statunitensi e\u00a0kuwaitiani in un conflitto armato sul mare\u00a0<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]\u00a0<\/a>che riguard\u00f2 anche i mercantili dei Paesi non partecipanti alle ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Italia fu costretta ad affidare alla Marina la missione di proteggere il traffico mercantile nazionale, dopo l\u2019attacco &#8211; ad opera di\u00a0<em>pasdaran (Guardie armate rivoluzionarie)\u00a0<\/em>iraniani &#8211; subito dalla nostra nave portacontainer <a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1987\/09\/04\/nel-golfo-venti-minuti-di-terrore.html\"><u>\u201cJolly Rubino\u201d il 2 settembre 1987.<\/u><\/a><\/p>\n<p>Analoga iniziativa fu assunta da altre Marine europee &#8211; il cui intervento fu coordinato dall\u2019Unione dell\u2019Europa\u00a0occidentale (Ueo) &#8211; le quali, oltre a scortare in convoglio il naviglio di bandiera\u00a0nel transito attraverso lo Stretto, provvidero a sminare le rotte di accesso.<\/p>\n<p><strong>L\u2019arma del petrolio<br \/>\n<\/strong>I Paesi non coinvolti nelle ostilit\u00e0 (e quindi neutrali) dovettero affrontare due problemi: da un lato le minacce iraniane alla libert\u00e0 di passaggio nello Stretto; dall&#8217;altro, l\u2019esercizio dei diritti di belligeranza delle Forze navali di Teheran (che includevano gruppi &#8216;irregolari&#8217; di <em>Pasdaran)\u00a0<\/em>con il \u00a0controllo dei carichi dei \u00a0mercantili\u00a0stranieri, stante la lotta al commercio marittimo di Bagdad, in seguito sanzionato da embargo navale Onu.<\/p>\n<p>Al tempo si palesarono le mire di Teheran sull\u2019uso strategico di Hormuz.\u00a0 La minaccia dell\u2019Iran di fermare il traffico petrolifero via mare (in percentuale, non meno del 20% di quello mondiale e con valori superiori per Cina, Giappone ed India) si \u00e8 ripetuta a pi\u00f9 riprese negli Anni Duemila, in risposta alle politiche statunitensi contro la proliferazione nucleare.<\/p>\n<p>Ora che gli Stati Uniti hanno decretato il blocco delle esportazioni petrolifere di Teheran, \u00e8 Israele ad ipotizzare il fermo di navi cisterna trasportanti <u><a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-iran-israel-oil-idUSKCN1QN2EM\">greggio iraniano \u201cdi contrabbando\u201d<\/a>.<\/u><\/p>\n<p><strong>Rischi potenziali<br \/>\n<\/strong>Quando si parla di effettivo blocco di Hormuz bisogna considerare che la realt\u00e0 \u00e8 diversa dalla propaganda. La strategia di interdizione si baserebbe su azioni occasionali di disturbo tramite barchini esplosivi, droni armati o mine navali, pi\u00f9 che su impiego di unit\u00e0 in pattugliamento o batterie missilistiche terrestri.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 gi\u00e0 successo in passato, anche nel corso di &#8216;incontri ravvicinati&#8217; tra unit\u00e0 statunitensi ed imbarcazioni iraniane dei Pasdaran (ad aprile designati da Washington <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/briefings-statements\/statement-president-designation-islamic-revolutionary-guard-corps-foreign-terrorist-organization\/\">come gruppi terroristici<\/a>), non sfociati in atti ostili per puro caso. Un nuovo assaggio si \u00e8 avuto qualche settimana fa quando mercantili sauditi sono stati danneggiati da esplosioni.<\/p>\n<p>In effetti, l\u2019Iran non controlla tutte le rotte che fanno capo allo Stretto: i corridoi di traffico nella parte centrale di Hormuz ricadono, ad esempio, in acque territoriali omanite perch\u00e9 i fondali del versante iraniano non sono adeguati. Per il restoil\u00a0 traffico marittimo dell\u2019area \u00e8 equamente distribuito nelle acque territoriali di Iran ed Oman, a seconda delle rotte seguite dai mercantili.<\/p>\n<p>Rilevante \u00e8 perci\u00f2 il ruolo dell\u2019Oman, sorta di custode neutrale della libert\u00e0 di navigazione, anche se Mascate ha concesso agli Stati Uniti una base militare. Ben difficilmente il Sultanato tollererebbe quindi interferenze iraniane nei propri spazi marittimi.<\/p>\n<p><strong>Impegno atlantico ed europeo<br \/>\n<\/strong>La posta in gioco nel Golfo \u00e8 ancora una volta molto alta. Ne va di mezzo l\u2019ordine mondiale ed il funzionamento di intere economie legate ai flussi energetici via mare. L\u2019area di crisi rischia di allargarsi ad altri <em>choke-point<\/em> internazionali come <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/yemen-hodeida-equilibri-golfo\/\">lo Stretto di Bab el Mandeb<\/a>, ove le milizie yemenite <em>huthi<\/em> hanno gi\u00e0 attaccato nel 2018 una petroliera saudita.<\/p>\n<p>Il confronto militare che oppone a livello regionale l\u2019Iran agli Stati Uniti ed ai loro alleati \u00e8 generato da un\u2019insanabile rivalit\u00e0. Ma, come insegna la Guerra del Golfo del secolo scorso, l\u2019Occidente (compreso il Giappone) e in particolare l\u2019Europa, non potrebbero a lungo reggere l\u2019urto di un conflitto che, in modo non dissimile dalla pirateria, insidi la libert\u00e0 dei traffici marittimi.<\/p>\n<p>L\u2019interruzione dei rifornimenti energetici ai Paesi Nato da parte \u00a0delle Monarchie del Golfo, ove attuato con la forza dall\u2019Iran, potrebbe mettere a repentaglio la loro\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/topics_49208.htm\"><em>energy security<\/em><\/a> in modo tale da giustificare un intervento dell\u2019Alleanza a difesa delle vie di comunicazione passanti per Hormuz.<\/p>\n<p>L\u2019Ue, per parte sua, \u00a0seguendo la linea della vecchia Ueo, \u00a0non potrebbe non \u00a0mettere in atto misure navali di protezione del traffico commerciale nell\u2019ambito della propria Politica di sicurezza e \u00a0difesa comune.<\/p>\n<p>In ogni caso, mantenere la libert\u00e0 di navigazione nel Golfo \u00e8 questione che, interessando la comunit\u00e0 internazionale nel suo complesso, richiede chiare prese di posizioni, anche a livello di monito preventivo, come del resto accade per la contesa del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/g7-mcm-pechino-washington\/\">Mar della Cina<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a> I risvolti giuridici di quella che segn\u00f2 lo sviluppo di nuove prassi di diritto internazionale marittimo sono stati analizzati approfonditamente nell\u2019opera\u00a0 <em>The Iran-Iraq War (1980-1988) and the Law of Naval Warfare<\/em> (Edited by Andrea de Guttry and Natalino Ronzitti), Cambridge, 1993.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La marea di una nuova crisi marittima nell\u2019area dello Stretto di\u00a0Hormuz\u00a0sembra inesorabilmente montare. 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