{"id":74085,"date":"2019-05-21T07:09:19","date_gmt":"2019-05-21T05:09:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74085"},"modified":"2019-05-21T07:09:19","modified_gmt":"2019-05-21T05:09:19","slug":"islamofobia-visione-contrastare-odio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/islamofobia-visione-contrastare-odio\/","title":{"rendered":"Islamofobia: una visione d\u2019insieme per contrastare l\u2019odio"},"content":{"rendered":"<p>La \u2018<strong>Christchurch<\/strong> call to action\u2019, ricevuta il 15 maggio all\u2019Eliseo dal presidente francese Emmanuel <strong>Macron<\/strong>, insieme al primo ministro neozelandese Jacinda <strong>Ardern<\/strong>, si propone come uno spazio di discussione, a livello intergovernativo, sul contrasto ai fenomeni di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/isis-lotta-allestremismo-linformazione\/\"><strong>estremismo<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/cyber-sicurezza-privacy-antiterrorismo\/\"><strong>terrorismo<\/strong><\/a> online, a due mesi dalla strage dettata dall&#8217;<strong>islamofobia<\/strong> nella moschea della cittadina nell\u2019Isola del Sud. \u201cUn Internet libero, aperto e sicuro \u00e8 un potente strumento per promuovere la connettivit\u00e0, migliorando l\u2019inclusione sociale e consentendo la crescita economica\u201d, si legge nell\u2019incipit del documento finale di quell&#8217;incontro; al tempo stesso, i firmatari concordano \u201csull\u2019urgente necessit\u00e0 di azione e rafforzamento nella cooperazione di un ampio raggio di attori\u201d. Il contrasto all&#8217;islamofobia s&#8217;accompagna alla denuncia e alla condanna di ogni forma di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/antisemitismo-spirale-odio-intervento\/\"><strong>anti-semitismo<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Tra i Paesi europei, oltre alla Francia e all\u2019appoggio della Commissione europea, hanno risposto all\u2019appello Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Irlanda e Svezia e sette\u00a0<em>tech companies<\/em> incluse Amazon, Facebook e Google. Significativo il <em>caveat<\/em> degli Stati Uniti, affidato ad un comunicato: \u201cLa Casa Bianca \u00e8 al fianco della comunit\u00e0 internazionale [&#8230;], ma non si trova nella posizione di potere fornire il proprio appoggio\u201d. Secondo indiscrezioni, a causa di divergenze interne all\u2019Amministrazione statunitense sulla posizione da adottare nei confronti del de-platforming attuato dai social network: lo stesso Trump s&#8217;\u00e8 scagliato contro l\u2019eliminazione di pagine\/contenuti pubblicati da profili riconducibili all&#8217;estrema destra su Facebook e Instagram.<\/p>\n<p><strong>Un fenomeno globale, diversi livelli di allarme<br \/>\n<\/strong>Divergenze e defezioni che, tuttavia, impediscono un approccio globale in materia, in particolare in risposta alle manifestazioni di islamofobia, cio\u00e8 di odio contro individui e gruppi di fede musulmana, bersaglio di aperta discriminazione in molti Paesi. Sebbene peculiare, la dinamica dell\u2019attacco terroristico nelle due moschee di Christchurch (50 vittime), lo scorso 15 marzo, non pu\u00f2 essere esclusivamente isolata come il folle gesto del suprematista bianco Brenton Tarrant.<\/p>\n<p>L\u2019odio anti-musulmano \u00e8 un fenomeno complesso dal punto di vista storico e sociale, spesso localizzato in aree ad alta conflittualit\u00e0 etnico-religiosa o caratterizzate da marginalizzazione e disagio sociale: dalle pi\u00f9 volte denunciate \u2018violazioni di Stato\u2019 dei diritti umani nei confronti delle minoranze musulmane alle minacce fisiche e verbali. Tra i casi pi\u00f9 gravi, la questione degli Uiguri rinchiusi nei campi di rieducazione (<em>Laogai<\/em>) nel nord-ovest della Cina, cos\u00ec come l\u2019espulsione sistematica dei Rohingya, residenti nella parte settentrionale del Myanmar, fino alla scia di aggressioni a sfondo anti-islamico che, nel 2017, ha colpito Europa e Nord-America. I cittadini di fede musulmana sono divenuti obiettivo sensibile da proteggere dopo la data spartiacque dell\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p><strong>Lupi (non) solitari e ideologi pericolosi<br \/>\n<\/strong>L\u2019imprevedibilit\u00e0 del \u2018lupo solitario\u2019, i suoi idoli e il \u2018capro espiatorio\u2019: Tarant si \u00e8 apertamente ispirato, riportandone i nomi sulle mitragliatrici, al &#8216;cavaliere giustiziere&#8217; norvegese Anders Breivik, autore della strage dei giovani laburisti nell\u2019isola di Utoya nel luglio 2011, e all\u2019italiano Luca Traini, autore della sparatoria contro gli immigrati a Macerata nel febbraio 2018.<\/p>\n<p>Non devono, dunque, essere elusi legami e scambi d\u2019informazioni con una vasta rete di militanti estremisti, compagine eterogenea negli ambienti reali e online dell\u2019<em>alt-right<\/em>. La radici psicologiche e sociali dell&#8217;islamofobia, il pericoloso odio verso i presunti \u2018invasori islamici\u2019 \u2013 riporta l\u2019Economist in un articolo sulla vicenda neozelandese \u2013, si alimenta della \u201csubcultura multinazionale del risentimento\u201d.<\/p>\n<p><strong>La crescente ondata d\u2019odio negli Stati Uniti<br \/>\n<\/strong>I dati sembrano confermare questa percezione. Nel rapporto <em><a href=\"https:\/\/www.cartercenter.org\/resources\/pdfs\/peace\/conflict_resolution\/countering-isis\/cr-countering-the-islamophobia-industry.pdf\">Countering the Islamophobia Industry<\/a><\/em> (maggio 2018), a cura del Carter Center, si segnala che, negli Stati Uniti, i gruppi anti-musulmani sono cresciuti da cinque nel 2010 a 101 nel 2016. Nello stesso anno, le statistiche della FBI sui crimini d\u2019odio rilevano 307 \u2018incidenti anti-musulmani\u2019, circa il 19% in pi\u00f9 rispetto ai 257 del 2015. Inoltre, dal 2017, \u00e8 in crescita il numero dei disegni di legge tesi ad imporre restrizioni a persone e gruppi di fede islamica (217), convertiti, finora, in una manciata di Stati, tra cui Texas e Arkansas, come segnala uno studio citato dell\u2019Haas Institute dell\u2019Universit\u00e0 della California.<\/p>\n<p>Trend preoccupanti crescono nell\u2019alveo dei crimini d\u2019odio su base religiosa, stimati in circa 250.000 nel 2017 dal Dipartimento di Giustizia. Effetti imputati in parte, sostiene il rapporto, all\u2019elezione alla presidenza statunitense di Donald Trump che, durante la campagna elettorale, ha duramente avversato i musulmani \u2013 basti qui ricordare l\u2019allusione alla \u2018quinta colonna\u2019 islamica nell\u2019Amministrazione USA paventata dall\u2019allora <em>campaign manager<\/em> Steve Bannon \u2013 e che ha poi tradotto in atti formali questo sua atteggiamento con il cosiddetto <em>Muslim-ban<\/em>, due ordini esecutivi tesi a negare l\u2019accesso negli Usa a persone provenienti da Paesi a maggioranza musulmana, quali Somalia, Sudan, Iran, Iraq, Siria, Yemen e Libia.<\/p>\n<p><strong>Insofferenza europea e segnali da non sottovalutare<br \/>\n<\/strong>Livelli d\u2019allarme si segnalano anche in Europa: secondo una ricerca del <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/newsroom\/just\/item-detail.cfm?item_id=50085\">Parlamento europeo<\/a> (marzo 2018), le discriminazioni su base religiosa percepite dai musulmani sono cresciute dal 12% del 2010 al 25% del 2016, con circa un terzo di loro che, nel 2017, segnala problemi nell&#8217;ambiente lavorativo.<\/p>\n<p>Nel Regno Unito, secondo il rapporto <em><a href=\"https:\/\/www.hopenothate.org.uk\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/state-of-hate-2019-final-1.pdf\">State of Hate<\/a><\/em> (febbraio 2019) del gruppo di <em>advocacy<\/em> <em>HOPE not Hate<\/em>, si segnala un crescente sentimento anti-elitario che, dietro la rivendicazione di un discorso libero, nasconde una rappresentazione pregiudizievole della realt\u00e0, carica di rancore e radicalismo. Esemplificativa in merito, la partecipazione di circa 10.000 persone nell&#8217;estate 2018 alle dimostrazioni #FreeTommy a sostegno della scarcerazione dello scrittore e attivista di estrema destra <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/uk-news\/2018\/jul\/29\/tommy-robinson-far-right-resurgence-steve-bannon-us-support\">Stephen Yaxley-Lennon,\u00a0<\/a>meglio conosciuto online come Tommy Robinson, autore di libri anti-islamici ed ex capo della <em>English Defence League<\/em>, movimento di destra radicale fondato nel 2009.\u00a0 L&#8217;attivista, gi\u00e0 pregiudicato e condannato a 13 mesi di carcere per aver trasgredito un divieto impostogli dal tribunale di Leeds, trasmettendo un video dall\u2019esterno della corte via Facebook Live, sarebbe invece un &#8220;martire per la libert\u00e0&#8221;, secondo il leader del Partito per la Libert\u00e0 olandese Geert Wilders e altri esponenti dell\u2019estrema destra europea ed americana.<\/p>\n<p>Negli scorsi giorni, YouTube ha posto restrizioni al suo canale che conta oltre 387.000 iscritti, mentre i suoi profili Facebook e Instagram sono bloccati da tempo: \u201c<em>Le ricerche del Pew research suggeriscono che l\u201981% degli utenti guarda i video consigliati \u2013 <\/em>commenta un portavoce di <em>HOPE not Hate<\/em> \u2013. Q<em>uindi girare il rubinetto per Lennon \u00e8 un buon inizio. Ma la gente si chieder\u00e0 giustamente perch\u00e9 YouTube fornisce una piattaforma d\u2019incitamento all\u2019odio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec in Spagna, dove il tribunale di Valencia indaga su <a href=\"https:\/\/elpais.com\/elpais\/2019\/04\/03\/inenglish\/1554300350_838434.html\">Javier Ortega Smith<\/a>, segretario generale di Vox \u2013 partito di estrema destra fondato nel 2013 \u2013, contestando il reato d\u2019odio a seguito della denuncia dell\u2019associazione <em>Musulmanes contra la Islamofobia<\/em>. Un <a href=\"https:\/\/m.youtube.com\/watch?v=rjpdBNaqT4Y\">video<\/a>, girato in occasione di un comizio nel settembre 2018, mostra il politico spagnolo pronunciare la frase denunciata: \u201c<em>Il nostro nemico comune, il nemico dell\u2019Europa, del progresso, della democrazia, della famiglia, della vita, il nemico del futuro si chiama invasione islamista<\/em>\u201d, una sorta di manifesto dell&#8217;islamofobia.<\/p>\n<p><strong>Reti d\u2019odio e propaganda anti-musulmana<br \/>\n<\/strong>L\u2019insufficiente cognizione del problema dell&#8217;islamofobia da parte degli Stati membri dell\u2019Unione europea \u00e8 un ulteriore ostacolo al contrasto all&#8217;odio religioso: la Commissione europea contro il razzismo e l\u2019intolleranza (Ecri) del Consiglio d\u2019Europa denuncia, in un monitoraggio su 47 Paesi europei, problemi legati ai discorsi politici intolleranti cos\u00ec come una generale tendenza anti-musulmana nella linea editoriale dei media e nei contenuti in rete.<\/p>\n<p>Posizioni oltranziste proliferano soprattutto sui <em>social network<\/em>, polarizzando in questo modo il dibattito politico su migrazione e diritti di quarta generazione (aborto, privacy etc.), spesso fagocitati nel discorso anti-islamico e \u2018terreno fertile\u2019 di ideologie radicali \u2013 su tutti Gab, lanciato nel 2016 con l\u2019obiettivo di promuovere il <em>free speech<\/em>, \u00e8 oggi tra i principali incubatori d\u2019odio \u2013.<\/p>\n<p>Facebook ha recentemente messo al bando contenuti di \u201c<em>elogio, supporto e rappresentazione del nazionalismo e del separatismo bianco<\/em>\u201d, rafforzando quanto gi\u00e0 previsto nel <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-16-1937_it.htm\">Codice di condotta<\/a> sull\u2019illecito incitamento all\u2019odio online siglato nel 2016 e frutto della collaborazione tra Commissione europea, Stati membri Ue e principali aziende del settore informatico. L\u2019intervento mira a contrastare ogni trattamento discriminatorio su base etnica, razziale e religiosa usato nella retorica suprematista \u2013 si pensi alla facilit\u00e0 con cui Tarrant ha filmato e diffuso in diretta la strage \u2013, affiancando agli operatori incaricati di sorvegliare il flusso di <em>post<\/em>, foto e live video su Facebook e Instagram anche strumenti dotati di intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Le piattaforme <em>social<\/em> sono state progettate per ottimizzare velocit\u00e0 di caricamento e condivisione dei contenuti non adottando, al contempo, parametri di sicurezza adeguati alla diffusione di contenuti pi\u00f9 rischiosi \u2013 argomenta Dan Patterson, <em>producer<\/em> di CBS News, a seguito della strage di Christchurch \u2013, laddove sempre pi\u00f9 utenti sanno \u201c<em>come funzionano gli algoritmi e che cosa induce le persone a fare clic e a condividere il contenuto<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La \u2018Christchurch call to action\u2019, ricevuta il 15 maggio all\u2019Eliseo dal presidente francese Emmanuel Macron, insieme al primo ministro neozelandese Jacinda Ardern, si propone come uno spazio di discussione, a livello intergovernativo, sul contrasto ai fenomeni di estremismo e terrorismo online, a due mesi dalla strage dettata dall&#8217;islamofobia nella moschea della cittadina nell\u2019Isola del Sud. 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