{"id":74139,"date":"2019-05-24T11:50:12","date_gmt":"2019-05-24T09:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74139"},"modified":"2019-05-24T09:41:11","modified_gmt":"2019-05-24T07:41:11","slug":"elezioni-europee-voto-dossier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-voto-dossier\/","title":{"rendered":"Elezioni europee: dopo il voto, stallo sui dossier aperti?"},"content":{"rendered":"<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Quello che ci verr\u00e0 consegnato dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>voto europeo<\/strong><\/a> di domenica sar\u00e0 un <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/portal\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Parlamento europeo<\/strong><\/a>\u00a0(Pe) pi\u00f9 frammentato in cui i partiti tradizionalmente europeisti dovranno allargare la coalizione popolari-socialisti per avere la maggioranza e in cui gli euroscettici vedranno crescere il loro peso.\u00a0<\/span><span class=\"s1\">A partire da questi punti fermi, \u00e8 cruciale interrogarsi su cosa ne sar\u00e0 dei pi\u00f9 importanti dossier aperti all\u2019indomani del voto. \u00c8 anzitutto lecito attendersi un inasprimento dei rapporti tra un Parlamento in maggioranza non euroscettico e un Consiglio dei Ministri dell&#8217;Ue in cui non mancano voci nazional-populiste.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>La Commissione europea e il suo presidente primi banchi di prova<\/strong><br \/>\nPrimo banco di prova sar\u00e0 necessariamente la nomina dei membri della <strong>Commissione europea<\/strong>. Spetta infatti al governo di ciascun Paese membro designare il proprio commissario. Ma spetta al Pe approvare l\u2019intera Commissione, dopo l\u2019audizione di ciascun Commissario designato. Come gi\u00e0 avvenuto in passato, il Pe pu\u00f2 minacciare di non votare a favore dell\u2019intera Commissione se alcuni nomi designati dai governi non verranno sostituiti. Nell\u2019attuale contesto politico \u00e8 ancora pi\u00f9 probabile che uno scontro di questo tipo avvenga, e che sia anche pi\u00f9 duro che in passato. Dal punto di vista dell\u2019Italia, per puntare a un portafoglio di peso bisogner\u00e0 non solo fare le giuste alleanze con le cancellerie europee, ma anche presentare un candidato di comprovata esperienza che minimizzi le possibili critiche del Pe. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">All\u2019interno della Commissione la nomina pi\u00f9 importante \u00e8 certamente quella del presidente. Dal 2014 il Pe spinge per seguire la logica dello <i>Spitzenkandidat<\/i>. Andrebbe quindi scelto il nome del candidato indicato dal gruppo politico che arriver\u00e0 primo alle elezioni europee. Se il Partito popolare europeo (Ppe) si confermer\u00e0 primo (anche se con voti in calo), la carica di presidente della Commissione dovrebbe spettare al tedesco Manfred Weber, che \u00e8 proprio lo <i>Spitzenkandidat <\/i>del Ppe.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Ma non \u00e8 escluso che nella disperata ricerca di un compromesso alla fine emerga un nome diverso: sempre in area popolare, si \u00e8 fatto ad esempio il nome del capo negoziatore della Brexit da parte dell\u2019Ue, ovvero il francese Michel Barnier. L\u2019allargamento della coalizione ai liberali \u2013 da sempre contrari al metodo <i>Spitzenkandidat<\/i> \u2013 potrebbe per\u00f2 costringere tanto Weber quanto Frans Timmermans (candidato del gruppo socialista) a fare un passo indietro a favore di una figura terza.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>Il risiko delle altre nomine<\/strong><br \/>\nIpotizzare un nome in questo momento \u00e8 difficile, anzi quasi impossibile, perch\u00e9 il compromesso dovr\u00e0 tenere conto sia dell\u2019allargamento della maggioranza in seno al Pe, sia della nazionalit\u00e0 del presidente. Quest\u2019ultima infatti influir\u00e0 inevitabilmente anche sull\u2019identificazione delle altre alte cariche europee, tra cui l\u2019Alto Rappresentante della politica estera e di sicurezza e il presidente del Consiglio europeo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">A ottobre, inoltre, bisogner\u00e0 scegliere il sostituto di Mario Draghi alla guida della Bce. Al momento per la poltrona pi\u00f9 importante dell\u2019Eurotower i candidati pi\u00f9 forti sembrano essere quelli della Francia (il governatore della <i>Banque de France<\/i>, Fran\u00e7ois Villeroy de Galhau) e della Finlandia (l\u2019ex presidente della banca centrale finlandese Erkki Liikanen), entrambi piuttosto favorevoli \u2013 seppur con alcuni distinguo \u2013 alle principali decisioni di politica monetaria prese da Mario Draghi. Pi\u00f9 incerta appare invece la sorte di Jens Weidmann, governatore della <i>Bundesbank<\/i> tedesca e deciso oppositore degli stimoli monetari messi in campo da Francoforte in risposta alla crisi finanziaria.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>Conti, moneta e banche<\/strong><br \/>\nSi tratter\u00e0 di un passaggio importante per l\u2019Italia per evitare che prevalgano le visioni &#8216;rigoriste&#8217; del Nord Europa. Una scelta, quella del presidente della Bce, peraltro strettamente legata anche al dossier ancora aperto sul rafforzamento della moneta unica che \u00e8 al centro dello scontro tra i Paesi del nord e del sud dell\u2019Eurozona. Rimane infatti da capire come contemperare la richiesta di maggiore condivisione dei rischi da parte dei Paesi del sud con quella di un preliminare abbassamento dei rischi stessi da parte di quelli del nord.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il Consiglio europeo ha gi\u00e0 assunto una posizione favorevole nei confronti dell\u2019approvazione del pacchetto sul completamento dell\u2019Unione bancaria \u2013 con una garanzia comune per i depositi bancari \u2013 e sul rafforzamento del \u201cfondo salva-Stati\u201d (Meccanismo europeo di stabilit\u00e0). Ma di fronte ai veti incrociati dei &#8216;rigoristi&#8217; del nord e delle &#8216;colombe&#8217; del sud il rischio \u00e8 che tutto si traduca in un nulla di fatto da cui n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri potranno trarre beneficio. Cos\u00ec come si rischia il fallimento \u2013 o il drastico ridimensionamento \u2013 della proposta del presidente francese Emmanuel Macron di creare un budget per l\u2019Eurozona (per stimolare gli investimenti e, almeno in parte, con finalit\u00e0 distributive). La cancelleria tedesca Angela Merkel ha gi\u00e0 chiarito da tempo che al massimo si tratter\u00e0 di qualche decina di miliardi di euro entro una linea di bilancio dedicata dell\u2019intero bilancio Ue. Difficilmente si tratter\u00e0 quindi di un <i>game-changer<\/i>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>Il Quadro finanziario pluriennale<\/strong><br \/>\nSorvolando sulla questione delle migrazioni (su cui \u00e8 difficile prospettare a breve significativi passi avanti), un altro dossier che rischia di gettare l\u2019Ue in una lunga <i>impasse<\/i> \u00e8 quello del Quadro finanziario pluriennale (Qfp) che definisce i tetti di entrate\/spese per i bilanci Ue 2021-2027. Qui lo strappo potrebbe avvenire soprattutto con i Paesi del gruppo di Visegr\u00e1d. La Commissione ha gi\u00e0 presentato una bozza di Qfp che, peraltro, favorisce complessivamente l\u2019Italia attraverso una riduzione delle spese della politica di coesione verso i Paesi centro-orientali (che negli ultimi anni hanno registrato una crescita sostenuta) proprio a favore dell\u2019area mediterranea (+8% per la Grecia, +5% per la Spagna e +6,4% per l\u2019Italia). Questa bozza va incontro alle esigenze italiane anche perch\u00e9 aumenta le spese per la gestione dei confini esterni dell\u2019Ue (da 12 a 30 miliardi). Motivo in pi\u00f9 per l\u2019Italia per sostenere la proposta della Commissione e cercare una sponda con gli altri Paesi che maggiormente potrebbero beneficiare del nuovo Qfp.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Ce ne \u00e8 abbastanza per comprendere che le occasioni di scontro tra le istituzioni europee e tra i Paesi membri non mancheranno gi\u00e0 nelle settimane e mesi dopo il voto. In un clima di crescenti divisioni, il rischio di un continuo stallo e del rinvio delle decisioni su dossier cruciali appare molto alto. Una situazione che non farebbe altro che indebolire ulteriormente l\u2019Ue. Sarebbe un costo molto elevato per i cittadini europei e un ulteriore (e immeritato) regalo alle potenze mondiali, vecchie e nuove, che non vedono l\u2019ora di approfittare dello stallo europeo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s1\"><i>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana.<\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che ci verr\u00e0 consegnato dal voto europeo di domenica sar\u00e0 un Parlamento europeo\u00a0(Pe) pi\u00f9 frammentato in cui i partiti tradizionalmente europeisti dovranno allargare la coalizione popolari-socialisti per avere la maggioranza e in cui gli euroscettici vedranno crescere il loro peso.\u00a0A partire da questi punti fermi, \u00e8 cruciale interrogarsi su cosa ne sar\u00e0 dei pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":74140,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[485,530,1664,1057,1298,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74139"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74139"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74156,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74139\/revisions\/74156"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74140"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}