{"id":74143,"date":"2019-05-24T11:48:35","date_gmt":"2019-05-24T09:48:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74143"},"modified":"2019-05-27T23:24:29","modified_gmt":"2019-05-27T21:24:29","slug":"elezioni-europee-pd-forza-italia-riscatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-pd-forza-italia-riscatto\/","title":{"rendered":"Elezioni europee: Pd e Forza Italia alla ricerca del riscatto"},"content":{"rendered":"<p>I partiti tradizionali hanno gravemente risentito dell\u2019emergere di quelle forze che, a vario titolo, vengono definite come nazionaliste e populiste. Nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/italiani-europa-sovranisti-non-troppo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">caso italiano<\/a>, sia il <strong>Partito democratico<\/strong> (Pd) che <strong>Forza Italia<\/strong> (Fi) hanno subito l\u2019avanzata dei due partiti che hanno dato vita alla coalizione giallo-verde, il <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong> (M5S) e la <strong>Lega<\/strong>. Sin dalle elezioni del marzo 2018, Pd e Fi hanno faticosamente cercato di definire una strategia e un\u2019agenda politica che permettesse loro di ritrovare una collocazione in uno spazio politico nazionale profondamente mutato. All\u2019interno di questa strategia, il rapporto con l\u2019Unione europea ha avuto un ruolo significativo, sia perch\u00e9 le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni europee<\/a> potrebbero rappresentare la prima occasione di \u201criscatto\u201d, sia perch\u00e9 l\u2019Ue \u00e8 divenuta sempre pi\u00f9 il <em>clivage<\/em> della politica italiana.<\/p>\n<p><strong>I dem e l\u2019orizzonte progressista europeo<\/strong><br \/>\nIl Partito democratico arriva all\u2019appuntamento elettorale del 26 maggio con una nuova leadership ma con molti problemi interni ancora da risolvere, che si aggiungono a quelli derivanti dalla <strong>crisi complessiva della socialdemocrazia in Europa<\/strong>.<\/p>\n<p>Il programma elettorale del Pd del nuovo segretario Nicola <strong>Zingaretti<\/strong> si ispira ai valori della tradizione progressista, con una forte attenzione all\u2019Europa sociale \u2013 marcata dalle proposte per un\u2019<strong>indennita\u0300 europea di disoccupazione <\/strong>finanziata da risorse comunitarie, un <strong>salario minimo europeo<\/strong>, un piano europeo per il diritto allo studio e la lotta alla poverta\u0300 infantile; e politiche orientate alla crescita \u2013 attraverso un <strong>piano straordinario di investimenti <\/strong>per la ricerca, le infrastrutture, le energie rinnovabili e le politiche sociali. Tra le politiche europee da tutelare e rafforzare, il Pd punta in primo luogo su quella della concorrenza, proponendo l\u2019introduzione di un\u2019aliquota minima del 18% per le imprese contro la concorrenza fiscale sleale; quella agricola, mantenendo un bilancio europeo almeno pari a quello attuale e tutelando i produttori e consumatori insieme alle tipicita\u0300 dei territori; e non da ultima quella di migrazione e asilo, attraverso la riforma del regolamento di Dublino, la gestione comune della frontiere europee e politiche comuni di integrazione. Trovano poi spazio le tematiche ambientali e quelle di genere, sia in termini di eguaglianza salariale tra uomo e donna sia di contrasto alla violenza di genere.<\/p>\n<p>Resta da vedere se la galassia progressista che emergera\u0300 dalle elezioni sara\u0300 in grado di accogliere e promuovere queste istanze a livello europeo, superando le divergenze interne e le cautele che imbrigliano le forze politiche nazionali.<\/p>\n<p>Occorrera\u0300 poi affrontare la questione delle alleanze. Il tentativo di costituire un fronte progressista ampio <strong>\u201cda Macron a Tsipras\u201d<\/strong> in grado di opporsi efficacemente alle forze nazionaliste ed euroscettiche sembra essersi arenato per mancanza di un carattere genuinamente transnazionale dei suoi promotori e delle sue proposte. Allo stesso tempo, se gli ultimi sondaggi fossero confermati, il gruppo S&amp;D \u2013 dove il Pd siede al Parlamento europeo &#8211; non potr\u00e0\u0300 fare affidamento solo su un\u2019alleanza con il Partito popolare europeo (Ppe) all\u2019interno della prossima Assemblea di Strasburgo, ma dovra\u0300 cercare la sponda anche di altre famiglie politiche, tra le quali i liberali dell\u2019<strong>Alde <\/strong>e i <strong>Verdi<\/strong>. Questo rischia di annacquare l\u2019agenda proposta dal Pd, ridurre la sua spinta riformista e porre una pesante ipoteca sulla possibilita\u0300 di trovare un accordo tra le forze S&amp;D su questioni cruciali come quelle del welfare, della crescita e della migrazione, che occupano un posto importante nelle preoccupazioni e nelle richieste dei cittadini elettori delle forze progressiste in Europa.<\/p>\n<p><strong>La svolta europea di Berlusconi<\/strong><br \/>\nForza Italia ha subito un forte ridimensionamento alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, elezioni che hanno di fatto segnato il passaggio della leadership del centro-destra nelle mani della Lega di Matteo <strong>Salvini<\/strong>. \u00c8 interessante rilevare come fin dalla formazione del governo giallo-verde Silvio <strong>Berlusconi<\/strong> abbia utilizzato proprio l\u2019approccio verso l\u2019Ue per distinguere Fi dai partiti populisti e in particolare dal Movimento 5 Stelle, opponendo la sua lunga esperienza di politico impegnato nelle relazioni internazionali e nei vertici europei al comportamento dei \u201cdilettanti\u201d al governo. Questo espediente appare tanto pi\u00f9 sorprendente se si considera che il rapporto con l\u2019Europa era stato uno degli aspetti pi\u00f9 problematici dell\u2019ultima fase del governo Berlusconi nel 2011.<\/p>\n<p>Il programma per le elezioni europee elaborato da Forza Italia rappresenta un tentativo di trovare un compromesso tra l\u2019aspirazione a una linea autonoma e il riferimento a un elettorato di centro-destra sempre pi\u00f9 sensibile alle tematiche legate alla sicurezza. Questa seconda priorit\u00e0 spiega la sostanziale aderenza del programma di Fi a quello della Lega su un tema come quello dell\u2019immigrazione. Convergenze tra i due partiti del centro-destra sono da registrare pi\u00f9 in generale su questioni di sicurezza e difesa, come anche su alcuni dossier internazionali: le sanzioni alla Russia e il rapporto con la Cina, verso la quale un\u2019eccessiva apertura potrebbe avere ripercussioni negative sul rapporto con gli Stati Uniti. Quest\u2019ultimo punto \u00e8 di particolare importanza per Fi, che continua a declinare la politica nazionale ed europea come sincrona rispetto a quella con gli Stati Uniti. A differenza della Lega, Fi ha voluto marcare per\u00f2 una maggiore moderazione nei rapporti con la Commissione europea, soprattutto sui dossier economici. Berlusconi ha chiaramente sostenuto la necessit\u00e0 di evitare uno scontro frontale.<\/p>\n<p>Particolarmente interessante \u00e8 la linea di Forza Italia in tema di alleanze europee. Il partito \u00e8 rimasto sempre aderente alla linea del Ppe, ritenuto la propria collocazione naturale, in contrapposizione al nascente raggruppamento sovranista. Berlusconi ha per\u00f2 pi\u00f9 volte auspicato che il Ppe rappresenti il luogo di convergenza anche delle forze nazionaliste che avrebbe dovuto accogliere e, in un certo senso, \u201cgovernare\u201d. Lo si \u00e8 visto nel caso della \u201ccontroversia <strong>Orb\u00e1n<\/strong>\u201d, rispetto alla quale Berlusconi ha sempre mantenuto un atteggiamento moderato e di inclusione. Questo atteggiamento \u00e8 stato in netto contrasto rispetto a quello di altri leader europei, prima fra tutti la cancelliera tedesca Angela Merkel.<\/p>\n<p><strong>Argine italiano ai sovranisti<\/strong><br \/>\nLe elezioni del 26 maggio saranno la cartina di tornasole sia per il Pd, che cerca una conferma della strategia di consolidamento interno e di apertura appena avviata dal nuovo segretario, che per Fi, che punta a mantenere uno zoccolo duro di elettori e un ruolo significativo, sebbene ridimensionato, nel centro-destra.<\/p>\n<p>Poi arriveranno al pettine i nodi programmatici e di alleanza all\u2019interno delle rispettive famiglie politiche europee, ma per ora molti in Europa guardano al Pd e a Fi come l\u2019unico possibile argine alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/parlamento-europeo-elezioni-populismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">valanga sovranista ed euroscettica<\/a> in Italia.<\/p>\n<div class=\"news-main-text\">\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell\u2019ambito dell\u2019Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana.<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I partiti tradizionali hanno gravemente risentito dell\u2019emergere di quelle forze che, a vario titolo, vengono definite come nazionaliste e populiste. 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