{"id":74146,"date":"2019-05-24T11:47:12","date_gmt":"2019-05-24T09:47:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74146"},"modified":"2019-05-28T13:04:59","modified_gmt":"2019-05-28T11:04:59","slug":"elezioni-europee-equilibri-sovranisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-equilibri-sovranisti\/","title":{"rendered":"Elezioni europee: equilibri istituzionali al tempo dei sovranisti"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi decenni, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Parlamento europeo<\/strong><\/a> ha visto perlopi\u00f9 alternarsi alla sua guida il Partito popolare europeo (Ppe) del centro-destra e i socialisti e democratici (S&amp;D) del centro-sinistra. Questo ordine, gi\u00e0 messo parzialmente in discussione nel 2014, verr\u00e0 ulteriormente sovvertito dal voto del 26 maggio e dall\u2019attesa affermazione dello schieramento dei partiti <strong>sovranisti<\/strong>. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/ue-destre-parlamento-e-commissione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">avanzata dei sovranisti<\/a> rappresenta un ulteriore passo in avanti nella crescente rilevanza dei partiti di destra, populisti e anti-immigrazione in Europa. La loro accresciuta presenza render\u00e0 necessaria la formazione di ampie coalizioni tra gruppi considerati \u201ctradizionali\u201d per formare una maggioranza per eleggere il presidente della Commissione europea e approvare i futuri commissari. L\u2019equilibrio di forze nelle istituzioni europee dipender\u00e0 proprio dalla capacit\u00e0 dei partiti tradizionali e di quelli sovranisti di \u201cfare blocco\u201d tra loro in modo da influenzare pi\u00f9 efficacemente l\u2019assetto istituzionale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><strong>Gruppi tradizionali e nuove leve<\/strong><br \/>\nSecondo i sondaggi di <strong><a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/2019-european-elections\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Politico Europe<\/a>\u00a0<\/strong>(proiezioni aggiornate al 10 maggio scorso), con circa 170 seggi su 751 (46 in meno rispetto al 2014), il Ppe sar\u00e0 il primo gruppo politico nell\u2019Assemblea di Strasburgo. Per avere la maggioranza dovr\u00e0 per\u00f2 necessariamente coalizzarsi con i Socialisti (S&amp;D) che avranno probabilmente 141 seggi (33 in meno del 2014), e con i liberali dell\u2019Alde, formazione che, grazie anche al sostegno del partito del presidente francese Emmanuel Macron, <em>La R\u00e9publique En Marche<\/em> (accreditata di circa 20 eletti), arriver\u00e0 approssimativamente a 103 seggi (35 in pi\u00f9 rispetto al 2014).<\/p>\n<p>All\u2019estrema destra, il gruppo guidato dalla <strong>Lega<\/strong> di Matteo Salvini (26 seggi circa e primo partito in Italia), l\u2019<strong>Alleanza europea dei Popoli e delle Nazioni<\/strong> (Eapn), che comprender\u00e0 anche il <em>Rassemblement National<\/em> di Marine Le Pen (21 seggi) e <em>Alternative f\u00fcr Deutschland<\/em> (AfD, 11 seggi), dovrebbe raggiungere 76 seggi ed essere quindi il quarto gruppo politico nel Parlamento. Il gruppo dei Conservatori e riformisti (Ecr, di cui fanno parte i Tories britannici e Fratelli d\u2019Italia), con 59 seggi, potrebbe diventare un alleato chiave per Salvini.<\/p>\n<p>Dopo lo sfaldamento dell\u2019Europa della Libert\u00e0 e della Democrazia Diretta (Efdd), dovuta alla dipartita del partito anti-Ue britannico Ukip, il <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong> non ha un gruppo di riferimento. I grillini, che potrebbe raggiungere quota 18 seggi, avranno un peso politico rilevante e per questo risulterebbero ingombrante e difficilmente assimilabile all\u2019interno di gruppi pi\u00f9 piccoli, come quello dei Verdi (55 seggi), con cui pur condivide alcune cause. Il M5S potrebbe quindi cercare di creare un nuovo gruppo trovando il sostegno di altri partiti, a patto che rappresentino almeno sette Paesi membri.<\/p>\n<p><strong>La scelta del successore di Juncker primo banco di prova<\/strong><br \/>\nLa maggioranza all\u2019interno del nuovo Parlamento europeo sar\u00e0 nelle mani dei partiti tradizionali, ovvero Ppe, S&amp;D e Alde. Tuttavia, la sostenibilit\u00e0 della coalizione dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 dei gruppi di accordarsi sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-ue-nomine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nomina del presidente della Commissione<\/a>. Lo <em>Spitzenkandidat<\/em> \u2013 ovvero il \u2018candidato di punta\u2019 \u2013 del Ppe alla Commissione, <strong>Manfred Weber<\/strong>, potrebbe non ricevere il sostegno da parte degli altri due gruppi. Anche se il Ppe sar\u00e0 il primo partito, potrebbe dover cedere di fronte alle pressioni di S&amp;D e Alde e accordarsi su un altro candidato, come lo <em>Spitzenkandidat<\/em> dei socialisti, l\u2019olandese Frans Timmermans, vicepresidente uscente della Commissione o uno di quelli proposti dai liberali, fra cui spiccano la commissaria alla concorrenza <strong>Margrethe Vestager<\/strong>, l&#8217;ex premier belga Guy Verhofstadt e l\u2019ex ministra italiana Emma Bonino. Non sono poi da sottovalutare le candidature sostenute dai capi di governo, come quella di <strong>Michel Barnier<\/strong>, ex ministro francese e commissario europeo, ora a capo dei negoziati sulla <strong>Brexit.<\/strong><\/p>\n<p>Le chance che si formi una coalizione tra i sovranisti e i conservatori di Ecr, che non vedono di buon occhio le posizioni pro-russe di Salvini e di altri dello schieramento sovranista, sono minime. Anche se i due dovessero trovare un accordo, difficilmente avrebbero i numeri per esprimere il prossimo presidente della Commissione. Rimane in dubbio anche la possibilit\u00e0 per il gruppo stesso di Salvini di cooperare nel lungo periodo. I partiti che comporranno Eapn hanno identit\u00e0 politiche simili, caratterizzate da una forte vocazione sovranista, scetticismo verso le istituzioni sovranazionali e l\u2019integrazione europea, e ostilit\u00e0 all\u2019immigrazione. Tuttavia su altre questioni, soprattutto di natura economica, i partiti di Eapn troveranno difficile un accordo, riflettendo nelle loro posizioni gli egoismi nazionali pi\u00f9 che l\u2019interesse comune. Le forze di stampo sovranista degli Stati membri Ue pi\u00f9 in difficolt\u00e0 dal punto di vista economico si dichiarano contrari alle politiche di austerit\u00e0, ma quelli dell\u2019Europa del Nord, come l\u2019AfD, sono contrarissime a caricarsi oneri fiscali di altri Paesi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019avvento dei commissari sovranisti<\/strong><br \/>\nNonostante le diversit\u00e0 interne, i partiti sovranisti, euroscettici e anti-establishment che sono attualmente al governo \u2013 come la Lega e il M5S in Italia, il Partito di diritto e giustizia (PiS, gruppo Ecr) in Polonia, l&#8217;Unione democratica croata (Hdz, gruppo Ppe) in Croazia o Fidesz (gruppo Ppe) in Ungheria \u2013 avranno comunque la possibilit\u00e0 di nominare uno dei 28 commissari. La prevedibile opposizione dei governi formati da partiti tradizionali non permetter\u00e0 loro di esprimere l\u2019Alto Rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, o di accedere a posizioni ambite all\u2019interno della Commissione come la responsabilit\u00e0 degli Affari Economici e Finanziari o quella della Concorrenza. Tuttavia, la nomina dei membri della Commissione vedr\u00e0 un gioco negoziale importante sia a livello del Consiglio sia all\u2019interno del Parlamento che dovr\u00e0, una volta designato il presidente della Commissione, avallare il team di commissari proposto.<\/p>\n<p>Proprio questa necessit\u00e0 di trovare accordi tra gruppi pi\u00f9 frammentati rispetto al 2014 trasformer\u00e0 le dinamiche all\u2019interno dell\u2019emiciclo, \u201cnazionalizzando\u201d la politica europea. Gli stessi giochi e accordi politici che caratterizzano tutti i Parlamenti nazionali saranno pi\u00f9 visibili anche a livello europeo. Se da un lato questo processo potrebbe avvicinare e in qualche modo \u201cnormalizzare\u201d un\u2019istituzione spesso vista come distante dal <em>demos<\/em> europeo, dall\u2019altro l\u2019estrema polarizzazione del dibattito rischia di rallentare la creazione di una nuova Commissione e la formulazione di politiche chiare in grado di rispondere in maniera efficace alle esigenze dei cittadini.<\/p>\n<p>Secondo uno studio della <a href=\"https:\/\/www.bertelsmann-stiftung.de\/fileadmin\/files\/BSt\/Publikationen\/GrauePublikationen\/eupinions_EP_elections.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bertelsmann-Stiftung<\/a>, dal 2015 ad oggi, nonostante le diversit\u00e0 nazionali, ci\u00f2 che accomuna la maggioranza degli europei \u00e8 l\u2019idea che l&#8217;Ue dovrebbe avere come priorit\u00e0 la protezione dei cittadini: dalla lotta al terrorismo alla creazione di welfare e sicurezza sociale, alla gestione del problema dell\u2019immigrazione. In questo frangente, un\u2019impasse politica nel Pe e nelle istituzioni europee intorno a temi vitali per i cittadini potrebbe minare le basi per il necessario rilancio del progetto europeo.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi decenni, il Parlamento europeo ha visto perlopi\u00f9 alternarsi alla sua guida il Partito popolare europeo (Ppe) del centro-destra e i socialisti e democratici (S&amp;D) del centro-sinistra. Questo ordine, gi\u00e0 messo parzialmente in discussione nel 2014, verr\u00e0 ulteriormente sovvertito dal voto del 26 maggio e dall\u2019attesa affermazione dello schieramento dei partiti sovranisti. 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