{"id":74175,"date":"2019-05-28T12:12:16","date_gmt":"2019-05-28T10:12:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74175"},"modified":"2019-06-03T12:42:17","modified_gmt":"2019-06-03T10:42:17","slug":"ue-ora-governi-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-governi-italia\/","title":{"rendered":"Ue ora: nell&#8217;Europa dei governi deboli, un&#8217;Italia pi\u00f9 isolata"},"content":{"rendered":"<p>Con una affluenza alle urne (in media circa il 51%) complessivamente aumentata rispetto al 2014 (la pi\u00f9 alta negli ultimi venti anni, anche se il dato \u00e8 molto diversificato da Paese a Paese e l\u2019<strong>Italia<\/strong> appare \u00a0in contro-tendenza), il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\">risultato elettorale<\/a>, a livello europeo, conferma complessivamente le previsioni delle vigilia.<\/p>\n<p>Vanno\u00a0 in questo senso registrati sia\u00a0 il calo importante di consensi (e di parlamentari eletti) per popolari e per socialisti, che una crescita altrettanto significativa dei liberali\u00a0 e dei verdi.\u00a0 Queste forze politiche sono sufficientemente omogenee al loro interno (se si esclude il caso del difficile rapporto tra Fidesz e il Ppe) e non dovrebbero avere difficolt\u00e0 a costituire gruppi\u00a0 politici ugualmente omogenei. Se riusciranno a \u00a0coalizzarsi, \u00a0malgrado le differenze delle rispettive piattaforme politiche, questi partiti potranno dar vita ad \u00a0una alleanza \u00a0convintamente pro-europea, in grado di costituire a sua volta una solida maggioranza nel <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/portal\/it\">Parlamento europeo<\/a>.<\/p>\n<p>Le varie formazioni politiche \u00a0nazionaliste o sovraniste crescono complessivamente a livello europeo; ed in alcuni Paesi crescono in misura rilevante. Ma, sempre a livello europeo, non sfondano e sono destinate a rimanere una minoranza nel Parlamento. Non \u00e8 chiaro come si posizioneranno rispetto alla creazione dei gruppi politici (strumento essenziale per il funzionamento del Parlamento); n\u00e9 \u00e8 dato di prevedere allo stato in quanti gruppi si distribuiranno. Ma soprattutto la loro azione sar\u00e0 condizionata da agende politiche differenziate, in alcuni casi addirittura divergenti o in conflitto fra loro (come ad esempio sulle regole in materia di disciplina di bilancio o di rapporti con la Russia).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Unione europea dei governi deboli deve fare il suo &#8216;tagliando&#8217;<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 premesso sarebbe un errore \u00a0concludere che non \u00e8 successo niente di significativo; e che tutto pu\u00f2 proseguire come prima. Anche soltanto rimanendo al dato aggregato a livello europeo, il successo, sia pure relativo e circoscritto, \u00a0di partiti che si definiscono come nazionalisti ed euroscettici, \u00a0dovrebbe far riflettere sulla circostanza che evidentemente nell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong>, o perlomeno nella sua percezione da parte delle opinioni pubbliche nazionali, qualcosa non ha funzionato come doveva. E che\u00a0 quindi un &#8216;tagliando&#8217; s&#8217;impone se si vorr\u00e0 riconquistare il sostegno dei cittadini europei. Sar\u00e0 questa la grande sfida per l\u2019Unione e le sue Istituzioni nella prossima legislatura.<\/p>\n<p>Il dato per\u00f2 che deve pi\u00f9 far riflettere \u00e8 quello si ricava dal risultato elettorale nei maggiori Paesi europei. In Germania la modesta \u201cperformance\u201d dei due alleati di governo (Cdu-Csu e Socialisti) e il successo dei Verdi rendono ancora pi\u00f9 fragile un governo e una cancelliera \u00a0(alla fine del suo ciclo politico) che gi\u00e0 dovevano fare affidamento su una maggioranza instabile. In Francia il successo relativo del Rassemblement National \u00a0indebolisce un presidente della Repubblica gi\u00e0 in crisi di consensi sul fronte interno e privo di alleati credibili in Europa. Nel Regno Unito, vittima di una Brexit di cui non riesce\u00a0 a definire un esito sostenibile, queste elezioni-farsa hanno decretato il tracollo dei conservatori, confermato la debolezza del Labor Party, e forse segnato la fine di un bipartitismo quasi perfetto,\u00a0 che tutta l\u2019Europa invidiava ai sistema politico britannico. Infine in Italia il trionfo \u00a0(ampiamente annunciato) della Lega sembra desinato a indebolire il Governo e a relegare\u00a0 il nostro Paese in un ruolo marginale e minoritario in Europa. E\u00a0 il brillante \u00a0risultato dei socialisti in Spagna, combinato con il modesto risultato di Vox, \u00a0non basta a compensare un quadro complessivo da cui emerge una diffusa debolezza dei governi dei Paesi pi\u00f9 significativi.<\/p>\n<p><strong>La partita della scelta dei vertici delle Istituzioni<\/strong><br \/>\nOra in Europa si apre la partita della scelta dei vertici delle Istituzioni. Il primo appuntamento importante sar\u00e0 la designazione del presidente della Commissione europea. Dovr\u00e0 farlo il Consiglio europeo, il 20 e 21 giugno, con una decisione a maggioranza dei suoi membri. Ma il presidente della Commissione cos\u00ec designato, essenzialmente sulla base di una intesa fra Governi, sia pure tenendo conto del risultato elettorale , dovr\u00e0 successivamente essere eletto dal Parlamento europeo, sempre a maggioranza dei suoi membri. E ai primi di luglio si dovr\u00e0 eleggere il Presidente del Parlamento. Su entrambi questi passaggi si andr\u00e0 a testare le tenuta delle alleanze\u00a0 che i governi e i gruppi politici saranno stati in grado nel frattempo di realizzare in Parlamento.<\/p>\n<p>La partita delle nomine si completer\u00e0 con la designazione dei membri della Commissione (sono designati dai governi degli Stati membri \u00a0sulla base \u00a0del principio di un commissario per Stato membro, e previa intesa con il presidente della Commissione, ma dovranno essere confermati dal Parlamento dopo una audizione che in passato ha riservato qualche sorpresa). E infine il Consiglio europeo dovr\u00e0 eleggere (sempre a maggioranza) il suo presidente e soprattutto il prossimo presidente delle Bce. Una partita complicata, nella quale conteranno le capacit\u00e0 dei singoli Paesi e Governi non solo di farsi ascoltare ma anche e soprattutto di saper stringere alleanze efficaci, in un complesso gioco delle parti in cui conteranno credibilit\u00e0 dei singoli Paesi e credibilit\u00e0 dei candidati alle varie posizioni.<\/p>\n<p><strong>Le prossime scadenze un banco di prova per l&#8217;Italia<\/strong><br \/>\nQueste prossime scadenze europee saranno un banco di prova anche per l\u2019Italia che \u00e8 uscita dalla urne con un evidente successo della Lega, trascinata da un Salvini che ha saputo sfruttare al meglio le sue doti innegabili di comunicatore; con un pesante ridimensionamento dei Cinque Stelle, che pagano la disastrosa prova al governo del Paese; con una ripresa di consensi del Partito democratico, finalmente compatto dietro la leadership inclusiva del nuovo segretario;\u00a0 e con la conferma di una ormai endemica debolezza di Forza Italia, cui non \u00e8 bastata la discesa in campo di un ormai logorato Silvio Berlusconi.<\/p>\n<p>Vedremo se, al di l\u00e0 delle dichiarazioni di rito delle prime ora del dopo voto, \u00a0l\u2019innaturale alleanza giallo-verde, risultato delle elezioni politiche del marzo 2018, resister\u00e0 alla drastica\u00a0 ridistribuzione di rapporti di forza fra i due partiti della coalizione. Ma nell&#8217;immediato il dato che emerge con maggiore evidenza \u00e8 quello del rischio di un accresciuto isolamento dell\u2019Italia in Europa.<\/p>\n<p>Salvini ha vinto; ma resta pur sempre l\u2019azionista di riferimento di un Governo indebolito dal risultato elettorale, e inevitabilmente condizionato da un alleato che lotter\u00e0 con tutte le sue (ridotte) forze per recuperare consensi nel Paese. E sul piano europeo rimarr\u00e0 pur sempre il leader di un partito fortissimo in Italia, ma isolato e minoritario nel Parlamento europeo, e ancor pi\u00f9 isolato fra i governi degli Stati membri che restano, con l\u2019eccezione dei Paesi di Visegrad, sostanzialmente e maggioritariamente europeisti\u00a0 e \u00a0impegnati a sostegno di un progetto di rafforzamento dell\u2019Unione europea. Certamente una situazione nella quale sar\u00e0 molto complicato per l\u2019Italia giocare un qualche ruolo, che non sia di sola interdizione, sia sulle nomine che sulla definizione della agenda dell\u2019Unione per la prossima legislatura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una affluenza alle urne (in media circa il 51%) complessivamente aumentata rispetto al 2014 (la pi\u00f9 alta negli ultimi venti anni, anche se il dato \u00e8 molto diversificato da Paese a Paese e l\u2019Italia appare \u00a0in contro-tendenza), il risultato elettorale, a livello europeo, conferma complessivamente le previsioni delle vigilia. 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