{"id":74184,"date":"2019-05-28T12:39:09","date_gmt":"2019-05-28T10:39:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74184"},"modified":"2019-06-02T22:07:17","modified_gmt":"2019-06-02T20:07:17","slug":"ue-ora-storta-istituzioni-paesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-storta-istituzioni-paesi\/","title":{"rendered":"Ue ora: brutta storta, problema non Istituzioni ma Paesi"},"content":{"rendered":"<p class=\"Corpo\">Il <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/portal\/it\"><strong>Parlamento europeo<\/strong><\/a> vede una forte crescita dei partiti nazionalisti e di estrema destra, ma rimane largamente dominato dalle formazioni &#8216;europeiste&#8217;. Dopo le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a>, il problema non \u00e8 tanto nelle Istituzioni europee quanto nei Paesi membri; e ci\u00f2 crea una estrema debolezza, quasi un\u2019assenza di leadership. Le maggiori potenze europee, quelle che in passato, nel bene e nel male, hanno indirizzato le scelte dell\u2019<strong>Unione<\/strong> e ne hanno facilitato la realizzazione, stanno tutte vivendo un periodo di crisi.<\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>I grandi Paesi, ciascuno una storia diversa<\/strong><br \/>\nSaltiamo pure a pie&#8217; pari il caso del Regno Unito: le elezioni europee hanno dimostrato che non c\u2019\u00e8 alternativa possibile alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-gb-brexit-paralisi\/\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>, quale che sar\u00e0 la sua forma. Solo la definitiva chiusura di questa pratica consentir\u00e0, forse, alla classe politica britannica di ricominciare a pensare. Ma allora sar\u00e0 fuori dall\u2019Unione.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">La Germania ha visto un arretramento dei nazionalisti, il che \u00e8 positivo, ma anche l\u2019indebolimento dei partiti al governo e un forte balzo in avanti dei Verdi. Nulla di preoccupante in tutto questo, salvo il fatto che sar\u00e0 necessario elaborare una nuova e diversa sintesi politica: questo richieder\u00e0 tempi piuttosto lunghi e non favorir\u00e0 il varo di nuove grandi iniziative europee.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Molto pi\u00f9 preoccupanti sono invece la Francia e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong> <\/a>(anche se le loro vicende non sono facilmente comparabili). Tra i grandi Paesi, queste sono le due maggiori eccezioni. Essi hanno visto ambedue il successo della destra nazionalista, di misura in Francia, massiccio in Italia.<\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>Antitesi tra ridislocazione del potere nella globalizzazione e nell&#8217;Ue<\/strong><br \/>\nCosa potrebbe significare questo per l\u2019Unione? \u00c8 in atto una importante ridislocazione del potere all&#8217;interno della globalizzazione, che vede le grandi potenze (Usa, Cina, buona terza la Russia, e altre ancora) aggirare o persino smantellare i grandi accordi multilaterali e indebolire o svuotare le maggiori organizzazioni internazionali. Di conseguenza il mutamento in atto diviene meno controllabile, pi\u00f9 aspro, e i rapporti tra le grandi potenze si tingono di mercantilismo e si esercitano a colpi di minacce ed ultimatum. L\u2019interesse generale, vedi il caso della protezione dell\u2019ambiente, viene ignorato.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">L\u2019equilibrio che si delinea all&#8217;interno del Parlamento europeo, con l\u2019apporto necessario dei Liberali e forse anche dei Verdi, grazie alla tenuta dei Popolari e dei Socialisti (che perdono voti e seggi, ma restano i due pi\u00f9 forti gruppi parlamentari), \u00e8 del tutto contrario a questi sviluppi nel quadro globale. Questa maggioranza, e questa Europa, con le sue Istituzioni, \u00e8 multilateralista, per il controllo degli armamenti, a favore di regole pi\u00f9 stringenti che permettano di controllare lo spazio cibernetico e quello extra-atmosferico, vuole proteggere l\u2019ambiente, i diritti umani, e cos\u00ec di seguito. In altri termini, questa Europa oggi \u00e8 all&#8217;opposizione nel mondo. Non \u00e8 certo da sola, ma la sua posizione pu\u00f2 facilmente farsi precaria.<\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>Un&#8217;Europa all&#8217;opposizione nel Mondo<\/strong><br \/>\nIn effetti, se stessimo solo ai numeri e alle Istituzioni, questa Europa \u00e8 una realt\u00e0 economica, e potrebbe divenire rapidamente anche una realt\u00e0 militare di tutto rispetto, comparabile con Cina e Usa. Politicamente, per\u00f2, \u00e8 tutta un\u2019altra cosa, perch\u00e9 la sua grave frammentazione interna indebolisce ogni forma di leadership e rende lento ed inefficace il processo di presa delle decisioni. In tal modo l\u2019influenza e l\u2019efficacia delle posizioni europee si riducono ai minimi termini.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Il pi\u00f9 grave \u00e8 che le pressioni esterne si accoppiano alle divisioni interne, aggravandole. La politica americana, quella cinese e quella russa puntano direttamente ad influenzare i singoli governi nazionali, molto pi\u00f9 fragili e malleabili delle Istituzioni europee. Si favorisce cos\u00ec il formarsi di raggruppamenti anomali, che vedono negli altri partner europei e nelle stesse Istituzioni pi\u00f9 degli avversari che dei compagni di cordata. Paradossalmente il Parlamento europeo sembra oggi meno esposto del Consiglio dei Ministri (dove siedono i governi) a questi giochi di influenza, ma il buon funzionamento dell\u2019Ue richiede il raggiungimento di una linea consensuale.<\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>Una doppia minaccia, interna ed esterna<\/strong><br \/>\nIl futuro \u00e8 incerto. Queste elezioni, viste le premesse, sono andate piuttosto bene. Il Parlamento ha la possibilit\u00e0, e il dovere, di svolgere un ruolo importante, forse decisivo, per il futuro dell\u2019Unione. Ma molto dipender\u00e0 da come le varie leadership nazionali leggeranno i risultati elettorali. La doppia minaccia, assicurata all&#8217;interno dalla forza dei nazionalisti di destra e all&#8217;esterno dalle politiche delle grandi potenze, \u00e8 di carattere esistenziale.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Difficilmente potr\u00e0 essere manovrata e assorbita in modo indolore, salvo forse in qualche caso marginale. I maggiori governi europeisti possono scegliere di affrontare la crisi con misure avanzate e coraggiose, attuando ad esempio politiche comuni per l\u2019ambiente, per la protezione sociale, per la difesa, oppure potranno rinchiudersi in un limitato tatticismo che, inevitabilmente, porter\u00e0 a misure diverse a seconda dei Paesi, accrescendo la cacofonia, ed in ultima analisi la frammentazione. Un cuore di leone o un cuore di pecora?<\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>L&#8217;Italia tra l&#8217;isolamento nel rilancio o la partecipazione nello sfascio<\/strong><br \/>\nAltri contributi parleranno pi\u00f9 dettagliatamente dell\u2019Italia. Qui per\u00f2 devo notare che il nostro Paese, fra i grandi europei (fatta sempre eccezione del Regno Unito), \u00e8 un problema a parte, la cui singolarit\u00e0 indebolisce gravemente le prospettive europee. Assieme alla Polonia e all\u2019Ungheria, l\u2019Italia \u00e8 il Paese dove sono pi\u00f9 forti, e al governo, le formazioni nazionaliste (per di pi\u00f9 essendo noi, a differenza degli altri due, membri dell\u2019area Euro).<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Questa nostra eccezione indebolisce la Francia e la Germania e rende pi\u00f9 difficile un accordo tra quei governi. Rischiamo l\u2019isolamento in un\u2019Europa al rilancio, o la partecipazione a un\u2019Europa allo sfascio. Non sono alternative incoraggianti, e richiederebbero una maggiore attenzione da parte di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Parlamento europeo vede una forte crescita dei partiti nazionalisti e di estrema destra, ma rimane largamente dominato dalle formazioni &#8216;europeiste&#8217;. Dopo le elezioni europee, il problema non \u00e8 tanto nelle Istituzioni europee quanto nei Paesi membri; e ci\u00f2 crea una estrema debolezza, quasi un\u2019assenza di leadership. 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