{"id":74199,"date":"2019-05-28T00:13:06","date_gmt":"2019-05-27T22:13:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74199"},"modified":"2019-05-28T14:27:08","modified_gmt":"2019-05-28T12:27:08","slug":"ue-ora-europee-partecipate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-europee-partecipate\/","title":{"rendered":"Ue ora: consultazioni popolari europee fra le pi\u00f9 partecipate"},"content":{"rendered":"<p>Il dato che spicca delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\"><strong>elezio<\/strong><strong>n<\/strong><strong>i europee<\/strong><\/a> \u00e8 l\u2019affluenza alle urne. Un netto 50,95% che, raffrontato al misero 42,61% della tornata precedente, fa davvero ben sperare per il <strong>futuro politico dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-storta-istituzioni-paesi\/\">Unione<\/a><\/strong>. Quelle appena svolte si affermano come le quinte consultazioni popolari europee pi\u00f9 partecipate delle nove che si sono tenute finora. E, visto che il trend era sempre stato negativo (passando progressivamente dal 61,99% del 1979 al 42,6% del 2014), il recupero di oltre 8 punti percentuali rispetto al minimo storico deve essere visto come un successo assoluto.<\/p>\n<p><strong>I cittadini europei hanno sentito\u00a0 il bisogno di interrogarsi sull\u2019Unione europea<br \/>\n<\/strong>Le ragioni di questo \u201crevirement\u201d sono sicuramente tante e molte scontano specifiche situazioni domestiche. Tuttavia, la principale spinta alle urne \u00e8 dipesa dalla forte polarizzazione che in molti paesi dell\u2019Unione si \u00e8 delineata tra partiti <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-italia-tocci\/\"><strong>euro-scettici<\/strong><\/a> da una parte ed \u00a0europeisti dall\u2019altra.\u00a0Questa netta contrapposizione ha risvegliato le coscienze europee degli elettori da ambo le parti.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 dell\u2019inesistente dibattito sui temi europei, che, nonostante la loro indiscutibile importanza, sono stati praticamente assenti dalle campagne elettorali nazionali, concentrate ovunque su confronti e parole d\u2019ordine di rigida appartenenza interna. Indipendentemente dalle motivazione e dall\u2019esito finale, un maggior accesso al voto \u00e8 un segnale importante: i cittadini europei, informati o disinformati che fossero, hanno sentito, pi\u00f9 che nel passato, il bisogno di interrogarsi sull\u2019Unione europea e sul suo futuro.<\/p>\n<p>Il paventato assalto alla fortezza non c\u2019\u00e8 stato.\u00a0I partiti euroscettici escono da questa tornata elettorale indubbiamente rafforzati, ma molto meno di quanto ci si aspettasse, mentre quelli favorevoli all\u2019Europa tengono.\u00a0Dalle prime proiezioni, che andranno confermate, la situazione appare\u00a0 immutata rispetto al vecchio emiciclo.<\/p>\n<p><strong>Una delle forze vincenti e in crescita sono i verdi<br \/>\n<\/strong>La compagine dei partiti a favore del rafforzamento dell\u2019integrazione perde qualche pezzo (tra i 30 e 35 deputati), ma mantiene di gran lunga la maggioranza dei 2\/3, con oltre 540 europarlamentari su 751 totali. Lo schieramento alternativo, invece, sembra che riesca ad acquistare al massimo una decina di nuovi seggi, non avvicinandosi, per\u00f2, neppure a quota 200.<\/p>\n<p>Andando pi\u00f9 nel dettaglio dello schieramento europeista, la migliore performance l\u2019hanno registrata i partiti che si riconoscono nell\u2019Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l&#8217;Europa (Alde), che dagli attuali 70 deputati, sembra che crescer\u00e0 fino a toccare quota 109-110, riconquistando la posizione di terza forza alle spalle dei Popolari Europei (Ppe) e dei Sociali e Democratici (S&amp;D), che invece escono fortemente ridimensionati dalle consultazioni (passando rispettivamente da 214 a 182 seggi \u2013 Ppe e da 190 a 147 \u2013 S&amp;D). Altra forza vincente \u00e8 quella dei Verdi, che crescono fino a raggiungere o sfiorare i 70 europarlamentari (dai 50 che ne avevano).<\/p>\n<p>Sul fronte opposto, a crescere di pi\u00f9 \u00e8 il <em>Rassemblement<\/em> di Europa delle Nazioni e della Libert\u00e0 (Enl) capitanato da Matteo Salvini, che passa dagli attuali 38 a 58-71 parlamentari (qui \u00e8 difficile capire quali siano le effettive appartenenze). Perdono, invece, una quindicina di posizioni (da 74 a 59) i Conservatori e Riformisti Europei (Cre), mentre restano al palo o salgono di poco (da 46 a 44\/54) i partiti che si riconoscono in Europa della Libert\u00e0 e della Democrazia Diretta (Eldd).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia dopo queste elezioni, conferma la sua eccentricit\u00e0 politica rispetto a tutti gli altri<br \/>\n<\/strong>Se dal piano europeo passiamo a quello nazionale possono emergere aspetti particolarmente rilevanti, a seconda del paese sul quale ci si concentra.\u00a0Un caso d\u2019indubbio interesse riguarda l\u2019Italia.\u00a0Il nostro paese, dopo queste elezioni, conferma la sua eccentricit\u00e0 politica rispetto a tutti gli altri. L\u2019Italia, infatti, \u00e8 l\u2019unico Stato dove la maggioranza assoluta dei voti si \u00e8 espressa a favore di partiti euroscettici (Lega 34,7%, Fratelli d\u2019Italia 6,5% e Movimento % Stelle 17,1%).<\/p>\n<p>Neppure nel Regno Unito della Brexit (Brexit Party al 33,1%, Conservatori al 8,7% e l\u2019UKIP al 3,5%), nella Francia di Marine Le Pen (Rassemblement national al 23,31%) o nella Polonia di Jaros\u0142aw Kaczy\u0144ski (Diritto e Giustizia \u2013 PiS 45,5%) sono riusciti a fare meglio. Questa condizione pone l\u2019Italia in una posizione obiettivamente difficile se si guarda, in particolare, alle imminenti assegnazioni delle cariche pi\u00f9 influenti nelle istituzioni unioniste.<\/p>\n<p>A breve, infatti, attraverso differenti ed insidiose procedure europee, si dovr\u00e0 decidere chi ricoprir\u00e0 le funzioni di: presidente del Parlamento europeo, presidente della Commissione europea, presidente del Consiglio europeo, presidente della Bce, alto rappresentante per Esteri e la Pesc. Tanto per cominciare. Tutte posizioni chiave per il futuro dell\u2019Unione e degli Stati membri.<\/p>\n<p><strong>Tra le pecche dell&#8217;Italia una cattiva reputazione a livello europeo <\/strong><br \/>\nL\u2019Italia in questa complicata mano di \u201cpoker\u201d sconta almeno tre debolezze.\u00a0La prima e meno determinate, le deriva da essere un paese che attualmente ha ben tre suoi nazionali ad occupare altrettanti posti di prima grandezza: presidente del Parlamento con Antonio <strong>Tajani<\/strong>, presidente della Bce con Mario <strong>Draghi<\/strong> e Alto Rappresentante con Federica <strong>Mogherini<\/strong>.<\/p>\n<p>La seconda ragione sta nella cattiva reputazione che negli ultimi tempi il nostro governo si \u00e8 guadagnato all\u2019interno delle stanze che contano della Ue e di altri Stati membri. Il braccio di ferro sullo sforamento del deficit di bilancio, le critiche sulla gestione dell\u2019Unione bancaria europea, la politica muscolare in materia di migrazioni, il completamento del Tav, sono solo alcuni esempi di importanti dossier dove il nostro paese si \u00e8 impegnato in una strenua quanto controproducente opposizione alle istanze delle istituzioni europee. Infine, l\u2019esito di queste elezioni, che, in base alle affiliazioni politiche di cui si \u00e8 detto, porter\u00e0 l\u2019Italia dell\u2019europarlamento (che in buona parte corrisponde a quella governativa) a tentare difficili intese all\u2019interno di gruppi e famiglie politiche, che poco o nulla hanno in comune, se non il fastidio verso le istituzioni ed i vincoli di Bruxelles.<\/p>\n<p>Non a caso, tra i <a href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/eu-elections-2019\/news\/the-race-for-eu-top-posts-heats-up\/\"><strong>nomi<\/strong><\/a> che gi\u00e0 da tempo circolano in merito a chi occuper\u00e0 gli scranni pi\u00f9 ambiti dei palazzi europei \u00a0non compare mai un cognome italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dato che spicca delle elezioni europee \u00e8 l\u2019affluenza alle urne. Un netto 50,95% che, raffrontato al misero 42,61% della tornata precedente, fa davvero ben sperare per il futuro politico dell\u2019Unione. 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