{"id":74221,"date":"2019-05-29T23:47:03","date_gmt":"2019-05-29T21:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74221"},"modified":"2019-06-04T09:53:22","modified_gmt":"2019-06-04T07:53:22","slug":"agusta-westland-india-interesse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/agusta-westland-india-interesse\/","title":{"rendered":"Caso Agusta Westland &#8211; India: difendere l&#8217;interesse nazionale"},"content":{"rendered":"<p>Con la definitiva assoluzione si chiude la vicenda dei due manager di <strong>Finmeccanica<\/strong> (oggi <a href=\"https:\/\/www.leonardocompany.com\/\">Leonardo<\/a>) Giuseppe <strong>Orsi<\/strong> e Bruno <strong>Spagnolini<\/strong>, accusati di corruzione internazionale per le supposte tangenti pagate a ufficiali indiani al fine di favorire nel 2010 la vendita di dodici elicotteri pesanti <strong>AW 101<\/strong> destinati al trasporto delle autorit\u00e0. Vicenda che ha distrutto due carriere prestigiose e ha sottratto al Paese due manager di indiscussa capacit\u00e0 a livello internazionale, che, insieme, avevano fatto crescere e diventare <strong>Agusta Westland<\/strong> una delle prime imprese elicotteristiche mondiali e che, come riconosciuto dalla stessa procura, avrebbero commesso il reato senza alcun vantaggio personale.<\/p>\n<p><strong>Un lungo incubo giudiziario<br \/>\n<\/strong>Otto anni di incubo giudiziario con una magistratura oscillante fra non colpevolezza (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/lassoluzione-di-augustawestland-non-ripara-il-danno\/\">primo grado)<\/a>\u00a0e colpevolezza (secondo grado, poi annullato), arrivando, a distanza di due anni dall&#8217;inizio dell\u2019inchiesta, all&#8217;arresto e alla detenzione per due mesi di Orsi (nel frattempo diventato presidente e amministratore delegato di Finmeccanica): il tutto senza avere trovato traccia di oltre 50 milioni di euro (il 10% dell\u2019intera commessa) che, secondo la Procura di Busto Arsizio, sarebbero usciti dalle casse della societ\u00e0 Agusta Westland, senza che se ne fossero accorti controllori finanziari, revisori, sindaci e nemmeno quelli della controllante Finmeccanica, oltre tutto un gruppo il cui socio di riferimento \u00e8 lo Stato tramite il Ministero dell\u2019Economia e Finanze (da cui dipende la Guardia di Finanza).<\/p>\n<p>E, ancora pi\u00f9 incredibile, la corruzione sarebbe stata messa in atto per convincere gli indiani ad acquistare quella che tutti consideravano la migliore macchina della sua categoria, nata per far fronte alle rigorose esigenze delle Marine britannica e italiana e poi sviluppata anche in una versione Vip, gi\u00e0 scelta per il trasporto del presidente americano (anche se poi la protezione degli interessi industriali americani ha portato a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/03\/leffetto-boomerang-del-protezionismo-americano\/\">chiudere prematuramente il contratto<\/a>).<\/p>\n<p>Niente sembrava avere senso nell\u2019ipotesi accusatoria, ma, ovviamente, molti si aspettavano che fossero state trovate inoppugnabili prove delle &#8216;mazzette&#8217; pagate. E, invece, niente, nulla di nulla, come oggi finalmente si riconosce.<\/p>\n<p>In questo quadro ci si dovrebbe, per\u00f2, domandare perch\u00e9 nell\u2019estate del 2014 (prima dell\u2019assoluzione in primo grado) il nuovo presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti abbia deciso il patteggiamento di circa 8 milioni di euro al fine di chiudere l\u2019inchiesta sul coinvolgimento del gruppo industriale.<\/p>\n<p>Alla luce della recente sentenza, gli azionisti di Finmeccanica potrebbero avere qualcosa da ridire e sarebbe interessante sapere quali siano state le valutazioni dei rappresentanti del Mef nel Consiglio di Amministrazione della societ\u00e0. Cos\u00ec come sarebbe il caso di domandarsi se qualcuno sar\u00e0 chiamato a pagare non solo i danni subiti dai due personaggi ingiustamente coinvolti, ma soprattutto il danno diretto (annullamento della commessa) e indiretto (immagine dell\u2019industria italiana pesantemente compromessa sui mercati internazionali) subito dal Paese.<\/p>\n<p>Questa vicenda ha visto contrapporsi due opposti livelli di attenzione: da una parte un ben oliato e rumoroso tritacarne mediatico con l\u2019abituale pubblicazione di intercettazioni telefoniche e ambientali e di documenti, in gran parte estranei all\u2019inchiesta, e relative sentenze di condanna emesse sui mass media invece che nei tribunali; e, dall&#8217;altra, un silenzio assordante dei vari governi che si sono succeduti in questo decennio, nonostante avessero la disponibilit\u00e0 di strumenti di informazione riservata (civile e militare) e il dovere di tutelare l\u2019interesse nazionale.<\/p>\n<p><strong>La mancata tutela dell&#8217;interesse nazionale<\/strong><br \/>\nAl di l\u00e0 delle vicende personali e industriali, \u00e8 in realt\u00e0 quest\u2019ultimo l\u2019aspetto pi\u00f9 grave di tutta la storia, destinato a perdurare nel tempo e inevitabilmente allargato all&#8217;intero mercato internazionale della difesa. Quanto al mercato indiano, ci vorranno anni e anni per riuscire a rientrarvi, facendo dimenticare le accuse di diffusa corruzione lanciate da parte italiana.<\/p>\n<p>Il Sistema\u00a0<strong>Italia<\/strong> ha dato, purtroppo, una brutta prova di inefficienza, se non di autolesionismo, senza mettere in atto alcuna misura per limitare i danni di immagine e, soprattutto, senza saper ridurre al minimo i tempi di un\u2019inchiesta che, senza comprovati riscontri, avrebbe dovuto finire sul nascere.<\/p>\n<p>Quando sono in gioco gli interessi nazionali, dovrebbero essere assicurati alla magistratura tutti i mezzi necessari per operare tempestivamente e, soprattutto, dovrebbe essere coinvolto personale esperto e altamente competente in grado di gestire la complessit\u00e0 giuridica internazionale. Basti solo pensare che, in questo caso, tutti i documenti erano in inglese, e anche molti testimoni parlavano inglese, a fronte dei quali stavano responsabili delle indagini e giudici che l\u2019inglese, forse, lo avevano studiato a scuola: emblematico l\u2019episodio dell\u2019udienza presso il tribunale di Busto Arsizio in cui venne chiamato a testimoniare Jeffrey Hoon, gi\u00e0 ministro della Difesa britannico, che non pot\u00e9 essere ascoltato per la mancanza di un valido interprete simultaneo!<\/p>\n<p>Se questa esperienza non ci spinger\u00e0 ad affrontare seriamente le questioni emerse, tutto sar\u00e0 avvenuto invano e continuer\u00e0 ad incombere il rischio che possa ripetersi in qualsiasi momento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la definitiva assoluzione si chiude la vicenda dei due manager di Finmeccanica (oggi Leonardo) Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini, accusati di corruzione internazionale per le supposte tangenti pagate a ufficiali indiani al fine di favorire nel 2010 la vendita di dodici elicotteri pesanti AW 101 destinati al trasporto delle autorit\u00e0. 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