{"id":74224,"date":"2019-05-29T18:20:50","date_gmt":"2019-05-29T16:20:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74224"},"modified":"2019-06-02T22:01:04","modified_gmt":"2019-06-02T20:01:04","slug":"india-naredra-modi-bjp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/india-naredra-modi-bjp\/","title":{"rendered":"India: Narendra Modi, l&#8217;uomo forte, e il suo Bjp vincono di nuovo"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019uomo forte dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/india-elezioni-modi-gandhi\/\"><strong>India<\/strong><\/a> ha vinto nettamente. Mai nella storia dell\u2019India era successo: <strong>Narendra Modi<\/strong> \u00e8 il primo premier a tornare al potere vincendo con una percentuale cos\u00ec nettamente pi\u00f9 alta rispetto al primo successo. Prima di lui, solo Nehru era riuscito a bissare nel 1957 il successo del 1952 aumentando i voti, ma del 2%, molto meno del 10% che Modi ha ora guadagnato rispetto alle elezioni del 2014, salendo dal 31% al 41%.<\/p>\n<p>Il <strong>Bjp<\/strong> (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bharatiya_Janata_Party\">Bharatiya Janata Party<\/a>, Partito del Popolo indiano) del premier ha conquistato la maggioranza in molti Stati, ottenendo alla fine 303 seggi sui 542 in gioco, 21 in pi\u00f9 rispetto alle scorse elezioni. Insieme a quelli degli altri partiti che compongono la National Democratic Alliance, conquista 352 seggi, 16 in pi\u00f9 della passata tornata, anche se il partito di Modi ha i numeri per governare da solo.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Congresso_Nazionale_Indiano\"><strong>Partito del Congresso <\/strong><\/a>di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/modi-il-renziano-che-sbaraglia-i-gandhi\/\"><strong>Rahul Gandhi<\/strong><\/a>, invece, conquista otto seggi in pi\u00f9 rispetto al 2014, fermandosi a 52, arrivando a 87 (27 in pi\u00f9 rispetto al 2014) con quelli degli altri ppartiti della coalizione di centro sinistra United Progressive Alliance.<\/p>\n<p><strong>Un atto di violenza che fa vincere nel Paese della non violenza<\/strong><br \/>\nEppure, le premesse sembravano diverse. Un\u2019India in grosse difficolt\u00e0 economiche, con dati negativi per disoccupazione, crescita, esportazioni, produzione agricola, sembrava destinata al cambiamento. Ma \u00e8 bastato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/india-pakistan-tensioni-kashmir\/\">un attentato e un bombardamento<\/a> a cambiare l\u2019ordine dei fattori. Nel Paese del padre dell\u2019<em>Ahimsa<\/em>, della non violenza, atti di violenza hanno permesso a Modi di stravincere. E\u2019 indubbio che l\u2019uomo forte arrivato dal Gujarat, il primo di questa infornata di leader populisti del pianeta a salire al potere, abbia cavalcato il nazionalismo, la sicurezza nazionale, il sentimento di avversione verso le minoranze (musulmani in testa) e i Paesi nemici, per vincere le elezioni.<\/p>\n<p>Modi ha vinto anche con una campagna stampa notevole, combattuta sul campo come sulla rete, con una presenza asfissiante sui social dove il color zafferano dell\u2019induismo, una bandiera non solo per il suo partito Bjp, ma anche per il suo nazionalismo induista, ha sventolato in continuazione. Quando tutto sembrava perso, quando elezioni statali avevano decretato una sconfitta per il suo partito e il suo governo, ecco che l\u2019attentato del 14 febbraio (un attacco kamikaze nel Kashmir fece 42 vittime tra le forze di sicurezza indiane) e la susseguente ferma risposta di Modi, che mand\u00f2 i suoi caccia a bombardare campi di terroristi in territorio pakistano, ha fatto riguadagnare consensi al premier.<\/p>\n<p>E cos\u00ec \u00e8 stato: l\u2019onda populista, nazionalista, del Paese ha fatto dimenticare le difficolt\u00e0, le promesse non mantenute, la pessima condizione delle campagne (in un Paese dove l\u2019agricoltura \u00e8 preponderante) e ha spinto Modi non verso la riconferma, ma verso la vittoria schiacciante con umiliazione degli avversari.<\/p>\n<p><strong>Gli avversari sconfitti e il destino incerto dei Gandhi<\/strong><br \/>\nGi\u00e0, questi. I Gandhi della dinastia Nehru sembrano spariti. Rahul Gandhi, figlio di Rajiv e di Sonia, che ha guidato il Partito del Congresso del suo bisnonno Nehru, aveva promesso nuovi posti di lavoro, reddito minimo garantito per le fasce pi\u00f9 povere della popolazione, la modifica della legislazione che regola il lavoro femminile, la cancellazione dei debiti dei contadini, una maggior tutela dei diritti dei minori, lotta alla corruzione e quote rosa nel Governo.<\/p>\n<p>Un programma niente male nell\u2019India disastrata o, comunque, non brillante (\u201cshining\u201d, come recitava uno slogan politico di qualche anno fa), che invece ha portato il rampollo della dinastia pakistano-indo-italiana a perdere addirittura il suo storico collegio di Amethi, dove tutti i membri della sua famiglia prima di lui sono stati eletti. Entrer\u00e0 in Parlamento dalla finestra, grazie ad un seggio ottenuto nel Kerala, ma il suo futuro politico \u00e8 incerto. Pochi scommettono sulla sua conferma a capo del partito; gli altri sono divisi tra chi lo vede sostituito dalla sorella Pryanka, novella Indira (alla quale assomiglia pure fisicamente) e novella Sonia, e chi vende i Gandhi sostituiti tutti da una nuova dirigenza esterna alla dinastia. A pesare contro Pryanka, il matrimonio con il discusso Robert Vadra, per cui anche se il nome e la storia dei Gandhi Nehru hanno ancora fascino, non \u00e8 escluso un cambio radicale.<\/p>\n<p><strong>&#8216;Spariti&#8217; i musulmani e i comunisti<\/strong><br \/>\nInsieme ai Gandhi, sono spariti anche i musulmani e i comunisti. Come nel miglior copione nazional-populista (non a caso Narendra Modi vanta tra i leader a lui pi\u00f9 vicini Donald Trump e Benjamin Netanyahu), l\u2019ondata che ha portato il leader zafferano di nuovo al governo ha spazzato via \u201cgli altri\u201d. In Uttar Pradesh, lo Stato pi\u00f9 popoloso del Paese (oltre 200 milioni di persone), dove si assegnano 80 seggi, con la pi\u00f9 alta presenza di musulmani (oltre 40 milioni), nemmeno un fedele dell\u2019Islam ha conquistato un seggio al Parlamento. In West Bengala, una volta feudo comunista, questi hanno preferito votare Bjp anzich\u00e9 il partito dell\u2019ex leader sindacalista Mamata Banerjee.<\/p>\n<p>Modi, nei suoi anni di politica in Gujarat, sia come esponente del Bjp che come capo del governo locale, \u00e8 stato avvicinato anche a scandali e crimini contro i musulmani. Nel 2002 ad Ahmedabad estremisti ind\u00f9 massacrarono quasi 70 persone, in maggioranza musulmani, e Modi fu incriminato di esserne il mandante (e fu poi assolto al termine di un&#8217;indagine che lasci\u00f2 molti dubbi). In quell\u2019anno in Gujarat, dove Narendra Modi era premier, ci furono molti massacri da parte dei fondamentalisti ind\u00f9 contro i musulmani, come l\u2019incendio di una panetteria a Vadodara nel quale morirono 14 persone, delle quali 11 musulmani.<\/p>\n<p><strong>I proclami di inclusivit\u00e0 a confronto con la realt\u00e0<br \/>\n<\/strong>Poco dopo la vittoria Modi ha parlato di inclusivit\u00e0 e della volont\u00e0 di togliere le caste (di fatto la Costituzione indiana vieta qualsiasi discriminazione basata sulla casta, ma nel sistema quotidiano induista queste vivono e vegetano). Difficilmente per\u00f2 potr\u00e0 non tenere conto della sua base, che in questo ultimo quinquennio si \u00e8 macchiata di orrendi crimini contro i \u201cmangiatori di mucca\u201d, fedeli di altri religioni in genere.<\/p>\n<p>In primo luogo, dovr\u00e0 trovare una soluzione alla atavica questione del tempio di Ayodhya: l\u00ec sorgeva un tempio dedicato al dio Rama (\u00e8 il suo luogo di nascita, secondo la tradizione), poi soppiantato dalla Moschea di Babur, distrutta nel 1992 proprio dai militanti induisti che ancora chiedono l\u2019allontanamento dei musulmani, nonostante una corte abbia concesso un terzo del sito ai fedeli dell\u2019Islam.<\/p>\n<p>Nelle fila del suo partito, e se la trover\u00e0 in Parlamento, Modi ha pure Sadhvi Pragya, alias Pragya Singh Thakur, accusata e condannata a nove anni per terrorismo nel 2008 per l\u2019esplosione di un ordigno collocato nei pressi di una moschea a Malegaon, in Maharashtra &#8211; morirono sei persone -. Nel 2015, il governo Modi la liber\u00f2. La donna, nella campagna elettorale di quest\u2019anno, ha definito patriota Nathuram Godse, l\u2019assassino di Gandhi, tanto che il premier ha dovuto prenderne le distanze.<\/p>\n<p><strong>Messa da parte democrazia ed economia per l&#8217;uomo forte<\/strong><br \/>\nPer molti analisti, \u00e8 un chiaro esempio della qualit\u00e0 non solo del prossimo Parlamento, ma anche del voto, nel quale pare che gli indiani abbiano messo da parte valori democratici e situazione economica e abbiano scelto l\u2019uomo forte e potente. Qualche giorno fa sul New York Time \u00e8 apparso un editoriale dello scrittore indiano \u00a0Pankaj Mishra, dal titolo <em>How Narendra Modi Seduced India With Envy and Hate<\/em> (Come Narendra Modi ha sedotto l\u2019India con invidia e odio).<\/p>\n<p>E&#8217; una analisi forte contro l\u2019attuale premier che cos\u00ec fotografa la vittoria elettorale: \u201cL&#8217;incarico affidato a Mr. Modi in India \u00e8 lo stesso di molti demagoghi di estrema destra: solleticare una popolazione spaventata e arrabbiata con il capro espiatorio di minoranze, rifugiati, estremisti, liberali e altri, mentre accelera le forme predatorie del capitalismo. Potrebbe non essere riuscito a creare opportunit\u00e0 di lavoro per gli indiani svantaggiati. [\u2026] Al posto di ogni liberazione dalle ingiustizie, ha emancipato le emozioni pi\u00f9 oscure; ha concesso la licenza ai suoi sostenitori di odiare esplicitamente una serie di persone, dai perfidi pachistani e musulmani indiani ai loro pacificatori indiani &#8216;anti-nazionali&#8217;\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo forte dell\u2019India ha vinto nettamente. Mai nella storia dell\u2019India era successo: Narendra Modi \u00e8 il primo premier a tornare al potere vincendo con una percentuale cos\u00ec nettamente pi\u00f9 alta rispetto al primo successo. 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