{"id":74235,"date":"2019-05-31T00:45:33","date_gmt":"2019-05-30T22:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74235"},"modified":"2019-05-31T00:47:39","modified_gmt":"2019-05-30T22:47:39","slug":"missioni-internazionali-italia-naviga-a-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/missioni-internazionali-italia-naviga-a-vista\/","title":{"rendered":"Missioni internazionali: l&#8217;Italia continua ma naviga a vista"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 13 maggio il <strong>Parlamento<\/strong> italiano ha autorizzato la <strong>continuazione delle missioni internazionali<\/strong>, garantendo per tutto il 2019 la copertura finanziaria ed assicurativa necessaria alle operazioni condotte dal personale dispiegato all\u2019estero. La pubblicazione di questo documento <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/missioni-sicurezza-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">era attesa da tempo<\/a>, sia per regolarizzare la posizione delle Forze armate e di polizia impiegate nei vari teatri operativi, sia per le potenziali variazioni introdotte dalla compagine governativa giallo-verde insediatasi nel corso del 2018.<\/p>\n<p><strong>Un coinvolgimento all\u2019estero all\u2019insegna della continuit\u00e0<\/strong><br \/>\nMentre l\u2019approvazione della proroga delle operazioni internazionali per l\u2019ultimo trimestre dello scorso anno rappresentava una formalit\u00e0, per il 2019 erano attese significative novit\u00e0 sulle operazioni in corso. Alla luce delle numerose <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/afghanistan-ritiro-italiano-sbagliando\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dichiarazioni dei membri dell\u2019esecutivo<\/a>, era da mettere in conto una cospicua riduzione dell\u2019impegno italiano all\u2019estero. Tuttavia, ad una lettura del nuovo documento, che il Consiglio dei ministri ha presentato alle Camere il 23 aprile, si registra un coinvolgimento di Roma nei teatri operativi improntato alla <strong>sostanziale continuit\u00e0<\/strong> rispetto allo scorso anno.<\/p>\n<p>Nel 2019 l\u2019Italia partecipa infatti a <strong>43 missioni internazionali<\/strong>, tenendo fede agli <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/pi_fe_09.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">impegni presi ad inizio 2018<\/a> ed aderendo anche ad una ulteriore iniziativa Nato in territorio iracheno, avviata dal governo nell\u2019ultimo trimestre dello scorso anno. Anche i dati relativi al dispiegamento del personale risultano pressoch\u00e9 invariati, con una consistenza media delle forze armate stimata attorno alle 6.300 unit\u00e0, sulla falsariga di quanto previsto per il 2018. Pure le risorse economiche destinate alle operazioni internazionali si mantengono stabili, facendo anzi registrare una leggera variazione di segno positivo, passando dai precedenti 1,11 agli attuali 1,13 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Dunque vi sono state poche modifiche sostanziali, tra cui spicca soprattutto una nuova missione di carattere bilaterale in <strong>Tunisia,<\/strong> che va a sostituirsi all\u2019impegno assunto a partire da gennaio 2018 in ambito Nato. Pi\u00f9 che il numero complessivo delle partecipazioni italiane e dei fondi destinati da Roma alle operazioni internazionali, \u00e8 il peso del coinvolgimento italiano nelle varie aree geografiche a fornire rilevanti indicazioni. Con una riduzione dei contingenti operanti in aree come Afghanistan ed Iraq, e conseguentemente dell\u2019onere finanziario connesso alla loro presenza, e lo spostamento di questi in altre operazioni come <em>Sea Guardian<\/em>, l\u2019Italia conferma l\u2019intenzione di procedere al suo <strong>riposizionamento geografico nell\u2019area del cosiddetto \u201cMediterraneo allargato\u201d<\/strong>. Lo spostamento delle truppe nella regione euro-mediterranea \u00e8 funzionale al perseguimento dell\u2019obiettivo primario di garantire la sicurezza dei cittadini tramite un efficace contrasto alle sfide pi\u00f9 pressanti, oggi rappresentate dal controllo delle rotte migratorie e dalla prevenzione di attentati terroristici, questioni legate all\u2019incalzare di tensioni negli Stati africani e dalla loro perdurante instabilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p><strong>Il valore aggiunto delle missioni internazionali<\/strong><br \/>\nContestualizzando la prosecuzione delle missioni in una prospettiva pi\u00f9 ampia, l\u2019impegno italiano all\u2019estero contribuisce anche a <strong>definire il ruolo che Roma vuole giocare sullo scacchiere internazionale<\/strong>, nonch\u00e9 la sua posizione in merito agli impegni presi in sede multilaterale. Per quanto riguarda il primo aspetto, la partecipazione alle operazioni, infatti, al di l\u00e0 del contesto di riferimento nel quale vengono portate avanti \u2013 Nazioni Unite, Nato, Unione europea \u2013 permette all\u2019Italia di ergersi quale punto di raccordo in contesti particolarmente problematici. Un caso lampante \u00e8 rappresentato dal <strong>Libano<\/strong>, Paese con il quale l\u2019Italia gode di ottimi legami alla luce dell\u2019instaurazione di una missione di assistenza bilaterale e di una massiccia presenza nel contingente dispiegato nell\u2019ambito dell\u2019operazione dell&#8217;Onu\u00a0<strong>Unifil.<\/strong> Con la recente nomina del generale Stefano Del Col a capo missione, Roma ha incrementato ulteriormente il proprio ruolo di prestigio nel Paese dei cedri, qualificandosi come attore di primo rilievo per la stabilizzazione del Libano e dell\u2019area mediorientale.<\/p>\n<p>In parallelo, la presenza in teatri operativi all\u2019estero permette al nostro Paese di non disattendere le promesse fatte in ambito multilaterale. Il riferimento \u00e8 qui soprattutto all&#8217;Alleanza Atlantica dal momento che Roma, nonostante gli impegni presi durante il summit 2014 in Galles, non \u00e8 riuscita ad alzare l\u2019asticella in materia di <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/iai1907.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spese per la difesa<\/a>, che nel 2018 si attestavano intorno all\u20191% e non subiranno cambiamenti in senso positivo nel futuro prossimo. In virt\u00f9 dell\u2019adozione di un approccio poliedrico durante il summit di luglio 2018 a Bruxelles, il superamento della <strong>soglia del 2% del Pil da destinare alla difesa<\/strong> (<em>cash<\/em>) non \u00e8 l\u2019unico criterio atto a definire il rispetto degli obblighi euro-atlantici. Nella definizione del contributo sono infatti da considerare anche le capacit\u00e0 militari di propriet\u00e0 dello Stato membro, specie se queste sono utilizzabili nei vari scenari ed interoperabili con le piattaforme degli Alleati (<em>capabilities<\/em>), cos\u00ec come il contributo reale, in termini di risorse umane ed equipaggiamenti, alle operazioni intraprese sotto l\u2019egida della Nato (<em>contribution<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Gli errori da non ripetere in futuro <\/strong><br \/>\nPotrebbero essere stati questi i motivi che hanno indotto i vertici governativi ad un\u2019inversione di tendenza rispetto a quanto ripetutamente annunciato nel corso delle rispettive campagne elettorali. Le missioni internazionali costituiscono uno strumento essenziale per definire la proiezione esterna dell\u2019Italia, ma non devono essere semplicemente sfruttate in vista di questo significativo risvolto. La sicurezza del personale inviato nei vari teatri operativi rappresenta un aspetto che non pu\u00f2 essere trascurato, e che rende l\u2019Italia responsabile di assicurare adeguata protezione ai cittadini che si muovono all\u2019esterno del proprio territorio.<\/p>\n<p>Se per le iniziative condotte in contesti multilaterali si pu\u00f2 contare sul supporto di partner meglio equipaggiati, la conduzione di iniziative bilaterali da parte dell\u2019Italia esige che l\u2019apparato difensivo sia organizzato in maniera efficace. Il discorso non si esaurisce per\u00f2 nella singola fornitura di sistemi in grado di prevenire danni per i soldati oggetto di un potenziale attacco nemico, ma si estende anche a tutto ci\u00f2 che riguarda la regolarizzazione delle coperture assicurative e finanziarie essenziali per la conduzione delle missioni. In quest\u2019ottica, \u00e8 paradossale l\u2019incuria recentemente mostrata dalle istituzioni per la tematica, con i quasi cinque mesi di ritardo con cui \u00e8 avvenuta l\u2019estensione dell\u2019ultima copertura, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/missioni-internazionali-italia-fine-mese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">anch\u2019essa approvata fuori tempo massimo<\/a> lo scorso ottobre.<\/p>\n<p>Quello in esame \u00e8 l\u2019ennesimo caso in cui si dimostra una palese mancanza di interesse dei vertici del governo rispetto al mondo della difesa, esacerbata da una<strong> <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/difesa-italia-spese-allarme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">incapacit\u00e0 di fornire una programmazione di lungo periodo<\/a><\/strong>, come dimostrano anche le sempre pi\u00f9 tardive pubblicazioni del Documento programmatico pluriennale e la propensione per decisioni sempre pi\u00f9 episodiche e scorporate da una visione di pi\u00f9 ampio respiro.<\/p>\n<p>Se i decisori hanno optato per la prosecuzione delle missioni internazionali in modo da assicurare all\u2019Italia una posizione di rilievo mondiale, \u00e8 bene che si impegnino affinch\u00e9 in futuro non vi siano incertezze che minino la posizione delle Forze armate dislocate all\u2019estero, cos\u00ec da evitare ripercussioni negative anche sull\u2019immagine trasmessa dall\u2019Italia al di fuori dei propri confini.<\/p>\n<p>In un settore cruciale come quello della difesa \u00e8 impensabile navigare a vista, e l\u2019unico modo per evitare figuracce \u00e8 chiarire sin dall\u2019inizio l\u2019obiettivo da perseguire, a seguito di un\u2019analisi ponderata delle <strong>priorit\u00e0 nazionali<\/strong> e dello sforzo, in termini di risorse sia umane sia finanziarie, necessario al suo raggiungimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 13 maggio il Parlamento italiano ha autorizzato la continuazione delle missioni internazionali, garantendo per tutto il 2019 la copertura finanziaria ed assicurativa necessaria alle operazioni condotte dal personale dispiegato all\u2019estero. 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