{"id":74254,"date":"2019-06-02T18:53:16","date_gmt":"2019-06-02T16:53:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74254"},"modified":"2019-06-06T21:48:00","modified_gmt":"2019-06-06T19:48:00","slug":"israele-elezioni-netanyahu-urne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/israele-elezioni-netanyahu-urne\/","title":{"rendered":"Israele: elezioni; Netanyahu non ce la fa, si torna alle urne"},"content":{"rendered":"<p>Un anno perso. E\u2019 l\u2019idea che si coglie sui giornali israeliani dopo la convocazione di nuove <strong>elezioni<\/strong> perch\u00e9 l\u2019ex premier Benjamin <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/israele-elezioni-likud-netanyahu\/\"><strong>Netanyahu<\/strong><\/a> non \u00e8 riuscito a formare un governo. Eppure le condizioni per farcela c\u2019erano: con 35 seggi conquistati su 120, il suo Likud \u00e8 stato il partito pi\u00f9 votato nelle politiche\u00a0 del 9 aprile (alla pari con il Blu e Bianco di Benny <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/israele-elezioni-sondaggi-prospettive\/\"><strong>Gantz<\/strong><\/a>). E pesavano per 75 seggi i voti dei partiti che, dopo le elezioni, avevano chiesto al presidente Reuven <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Reuven_Rivlin\">Rivlin<\/a> di incaricare Netanyahu di formare il nuovo governo dello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/israele-elezioni-netanyahu-centristi\/\"><strong>Stato israeliano<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>La prima volta in 71 anni<\/strong><br \/>\nEppure, Bibi non ce l\u2019ha fatta. Si torner\u00e0 a votare il 17 settembre. Considerando che le elezioni furono indette a dicembre e che dalle prossime elezioni di settembre alla formazione del governo passer\u00e0 oltre un mese, ecco che si \u00e8 perso un anno. E\u2019 la prima volta in Israele, nei 71 anni di vita del Paese, che un premier incaricato non riesce a formare un governo e si ritorna alle urne. Eppure,\u00a0le elezioni del 9 aprile erano state viste come un referendum su Netanyahu, vinto in maniera netta dall\u2019esponente del Likud.<\/p>\n<p>E&#8217; stato lo stesso ex premier a convincere i suoi a votare per lo scioglimento della Knesset, soprattutto per impedire che il presidente Rivlin potesse dare a qualcun altro, magari al rivale Gantz, l\u2019incarico di formare il governo. Le ragioni dell\u2019esecutivo mancato sono diverse. La questione del servizio militare degli ultra-ortodossi \u00e8 la buccia di banana o, se volete, la cartina di tornasole, la punta dell\u2019iceberg del problema.<\/p>\n<p><strong>Una questione personale, pi\u00f9 che politica e\/o religiosa<\/strong><br \/>\nNetanyahu e Avigdor <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Avigdor_Lieberman\"><strong>Lieberman<\/strong><\/a>, l\u2019uomo che ha di fatto impedito a Bibi il quarto mandato consecutivo (solo David Ben-Gurion ha fatto meglio di lui, guidando il Paese dalla sua nascita per cinque mandati consecutivi come premier), hanno avuto un rapporto conflittuale da sempre. L\u2019esponente dell\u2019ebraismo russo, si era dimesso da ministro della Difesa provocando la crisi nel governo di Netanyahu, per una diversa visione sulla tregua a Gaza.<\/p>\n<p>Le sue posizioni sugli Haredim, gli ebrei ortodossi che rappresentano il 10% della popolazione (ma che, secondo proiezioni, saranno molti di pi\u00f9 negli anni a venire, visto che crescono a ritmi sconvolgenti per i tanti figli che fanno) erano note, soprattutto la sua idea di uguaglianza e giustizia sociale.<\/p>\n<p>Da ministro della Difesa, si era battuto e aveva ottenuto che non ci fossero discriminazioni basate sull&#8217;orientamento sessuale. E, forte di una sentenza della Corte Suprema, Lieberman si \u00e8 impuntato sulla necessit\u00e0 che anche gli ortodossi ebrei servano nelle forze armate come tutti i giovani e le giovani israeliane.<\/p>\n<p>Che fosse una sorta di vendetta dell\u2019ex ministro nei confronti di Netanyahu \u00e8 stato chiaro quando nelle febbrili ore di mercoled\u00ec 29 sera, Bibi cercava la quadratura del cerchio e ha ceduto sulla questione del servizio militare degli Haredi. Ma Liberman gli ha lo stesso sbattuto la porta in faccia.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;intreccio tra religione e politica<\/strong><br \/>\nChe si tratti di una vendetta personale, lo dimostra anche un\u2019altra cosa: pensare che la religione sia avulsa dalla vita, anche politica, del Paese, indipendentemente da chi governi, significa non conoscere Israele che, va ricordato, viene anche chiamato Terra Santa. Arrivi venerd\u00ec sera o di sabato? Il tuo albergo non fa check-in, gli autobus e i treni non funzionano, gli ascensori non possono essere comandati e si fermano a tutti i piani, ristoranti chiusi, servizi ridotti al lumicino. Ed \u00e8 un paese laico. Ti vuoi sposare? Se non sei ebreo non puoi, ma, indipendentemente dal tuo orientamento sessuale, religioso o\u00a0 politico, se ti sposi all&#8217;estero il matrimonio pu\u00f2 essere riconosciuto in Israele.<\/p>\n<p>Sono solo alcuni esempi. A Gerusalemme, la polizia israeliana che controlla la zona est (palestinese) nella quale si trova anche la citt\u00e0 vecchia, ha fatto anticipare di un giorno la tradizionale processione cattolica per le vie del quartiere cristiano guidata dal vescovo, che sancisce la fine del mese mariano, perch\u00e9 venerd\u00ec 31 coincideva con l\u2019ultimo venerd\u00ec di Ramadan (termina marted\u00ec 4).<\/p>\n<p>La laicit\u00e0 si scontra con la vera essenza del Paese, che dimostra come la questione degli ebrei ortodossi a molti risulta essere una scusa. L\u2019azione \u00e8 stata anti-Netanyahu, un referendum politico contro quello popolare: l&#8217;ex premier, nelle ultime ore, le ha provate tutte, offrendo ministeri anche agli arabi e ai laburisti, suoi nemici storici. Ma non al Blu e Bianco di Gantz.<\/p>\n<p><strong>Meglio le urne che l&#8217;alleanza con Gantz<\/strong><br \/>\nQuella che sembrava essere la coalizione pi\u00f9 naturale non \u00e8 stata presa in considerazione da Netanyahu. Anzi. Ha preferito tornare alle urne pur di non concedere qualcosa al suo ex capo di stato maggiore. Che, dalle elezioni ad oggi, non si \u00e8 fatto sentire molto, tant\u2019\u00e8 vero che qualcuno mette in discussione la sua leadership, anche se i partiti di sinistra e gli arabi gli hanno offerto il loro appoggio per settembre.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, l\u2019ennesimo referendum su Netanyahu del 17 settembre preceder\u00e0 di un circa un mese le audizioni per i casi di corruzione nei confronti dell\u2019ex premier, secondo il calendario stabilito dal procuratore generale Avichai Mandelblit. Difficile che Netanyahu riesca a ottenere un altro rinvio. E, su tutto, incombe la politica internazionale, con il forum che a giugno ospiter\u00e0 il Bahrein, nel quale verr\u00e0 svelato il piano economico di Donald Trump per il Medio Oriente, che \u00e8 stato criticato dalla Palestina per la mancanza di informazione, coinvolgimento e di discussione politica, chiedendone il boicottaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un anno perso. E\u2019 l\u2019idea che si coglie sui giornali israeliani dopo la convocazione di nuove elezioni perch\u00e9 l\u2019ex premier Benjamin Netanyahu non \u00e8 riuscito a formare un governo. 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