{"id":74258,"date":"2019-06-02T22:00:16","date_gmt":"2019-06-02T20:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74258"},"modified":"2019-06-02T22:00:16","modified_gmt":"2019-06-02T20:00:16","slug":"serbia-kosovo-sussulto-tensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/serbia-kosovo-sussulto-tensioni\/","title":{"rendered":"Kosovo: sussulto di tensioni con Serbia in chiave Ue e Nato"},"content":{"rendered":"<p>A <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/kosovo-operazione-allied-force\/\">vent\u2019anni dalla fine della guerra<\/a> contro Slobodan Milosevic, il <strong>Kosovo<\/strong> continua ad essere teatro di tensioni con la Repubblica di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/serbia-vucic-proteste-kosovo\/\"><strong>Serbia<\/strong> <\/a>che non ne ha ancora riconosciuto l\u2019indipendenza. Dal 2008, infatti, nonostante i tavoli di dialogo fra Pristina e Belgrado (con la benedizione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/balcani-allargamento-ue-33\/\"><strong>Ue<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/nato-70-anni-successi-sfide\/\"><strong>Nato<\/strong><\/a>), mai c\u2019\u00e8 stata intenzione da parte serba di accettare che l\u2019ex provincia sia diventata uno Stato indipendente e sovrano.<\/p>\n<p><strong>Prodromi dei sussulti di tensione<br \/>\n<\/strong>L\u2019ultimo mese del 2018 ha scosso gli equilibri dei <strong>Balcani<\/strong> meridionali:\u00a0\u00a0caldeggiata dal presidente della Repubblica Hashim Thaci e dal premier Ramush Haradinaj arriva da Pristina la decisione di fare della Kosovo Security Force (reparto di sicurezza interna costituito nel 2009 e addestrato dall&#8217;Alleanza Atlantica) una moderna forza militare di 5000 effettivi e 3000 ausiliari. A met\u00e0 dicembre la questione arriva sui banchi del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu, preoccupato per una decisione che comprometterebbe il gi\u00e0 fragile rapporto con la vicina Serbia. Neanche la Nato \u00e8 convinta: vent&#8217;anni di presenza sul campo hanno palesato ai membri la fluidit\u00e0 dei rapporti tra Pristina e Belgrado; pertanto il segretario generale Jens Stoltenberg esprime apertamente il suo scetticismo sull&#8217;opportunit\u00e0 di una &#8216;Kosova Army&#8217;.<\/p>\n<p>Come da timori, dura la reazione del presidente serbo Aleksandr Vucic che percepisce come provocazioni sia il progetto di un esercito kosovaro sia la decisione di Pristina di aumentare i dazi sulle merci importate da Serbia e Bosnia.<\/p>\n<p>Tensioni che non si stemperano.\u00a0 A febbraio 2019 \u00e8 una proposta di Belgrado a suscitare malumori fra i kosovari: tracciare un nuovo confine, cos\u00ec da inglobare le citt\u00e0 kosovare a maggioranza serba. Proposta che fa infuriare Haradinaj, che replica con un suo piano:\u00a0 mantenere inalterati i confini, consentire l\u2019ammissione del Kosovo agli organismi internazionali (Onu e Osce), istituire un tribunale per punire i responsabili serbi dei crimini di guerra nel 1999.\u00a0 La risposta di Vucic \u00e8 secca: \u201cNon lo accetter\u00f2 mai\u201d. Il premier Ana Brnabic definisce il progetto \u201ccontro ogni compromesso e dialogo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Minoranze ed economia<br \/>\n<\/strong>Lo scontro sul confine affonda le radici nel conflitto del 1999. E le preoccupazioni di Belgrado per la sorte delle minoranze serbe sono note sin dall&#8217;inizio degli Anni Duemila, quando rivolte e manifestazioni anti-serbe hanno portato alla distruzione di parte del patrimonio culturale serbo-ortodosso.<\/p>\n<p>Sui monti Topaoni,\u00a0 in gioco non c\u2019\u00e8 solo l\u2019identit\u00e0 di due popoli, ma anche il loro futuro. In localit\u00e0 di Trepca, infatti, a una manciata di chilometri di Mitrovica, vi \u00e8 un grande complesso industriale per l\u2019estrazione della bauxite, minerale da cui si ricava l\u2019alluminio. Un tempo fiore all\u2019occhiello dell\u2019industria jugoslava, dal 1999 \u00e8 un\u2019area contesa fra la Serbia e l\u2019ex provincia. La ridefinizione dei confini ha quindi provocato una perdita economica per Belgrado, che gi\u00e0 nell&#8217;ottobre 2016 aveva duramente contestato la scelta del Parlamento kosovaro di nazionalizzare il vecchio impianto estrattivo, allarmato anche dalle parole dell\u2019allora premier Isa Mustafa che ha rivendicato il sito di Trepca quale \u201cpropriet\u00e0 del Kosovo\u201d.<\/p>\n<p>Se per Vucic l\u2019alluminio \u00e8 una risorsa per ampliare il mercato della Serbia e aumentarne le capacit\u00e0 produttive, per Pristina \u00e8 un\u2019ancora di salvezza. Come ai tempi di Tito e di Milosevic, infatti, le disparit\u00e0 economiche e di sviluppo fra i due Paesi sono ancora molto forti: nel 2017, ad esempio, il tasso di disoccupazione del Kosovo era del 30% contro il 14% della Serbia.<\/p>\n<p><strong>La dimensione regionale<\/strong><br \/>\nNel delicato gioco diplomatico che si disputa fra Pristina e Belgrado c\u2019\u00e8 anche un altro elemento che va tenuto in considerazione, quello del ruolo dei dueSstati nella Penisola balcanica. Alleato strategico di Mosca nei Balcani ma anche candidato ufficiale all\u2019adesione all\u2019Ue, la Repubblica di Serbia \u00e8 ostacolata nel suo progetto di avvicinamento all\u2019Unione europea dal mancato riconoscimento del Kosovo.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo invece \u00e8 in cerca di una credibilit\u00e0 internazionale, percependo la presenza della missione internazionale sul suo territorio come un\u2019 interferenza. Ci\u00f2 motiverebbe la decisione di fondare un proprio esercito, l\u2019aumento dei dazi e, nell&#8217;ultima settimana, le perquisizioni e gli arresti condotti a Mitrovica: scelte decisamente impopolari, ma, agli occhi di Haradinaj e del suo governo, necessarie a dimostrare al vicino e agli alleati occidentali che Pristina \u00e8 capace di prendere decisioni in autonomia e di assumersene la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Invero, i compiti della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kosovo_Force\"><strong>Kfor<\/strong> <\/a>si limitano alla formazione del personale per la sicurezza interna e al contributo a garantire stabilit\u00e0 nell&#8217;area, senza influire di fatto sulla vita politica del Kosovo. E, interpretazioni a parte, un suo completo ritiro sarebbe un grave danno per la repubblica kosovara, ancora economicamente debole e politicamente poco incisiva per privarsi dell\u2019importante sostegno dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>I fatti di Mitrovica non vanno dunque letti come estemporanea crisi fra due Paesi, n\u00e9 come potenziale pericolo di escalation militare. Belgrado ha s\u00ec mobilitato l\u2019esercito ma, con ogni probabilit\u00e0, quei soldati non oltrepasseranno il confine. La voce grossa di Vucic, infatti, fa parte del gioco della politica: presentare l\u2019avversario come pericoloso per la pace e dare di s\u00e9 l\u2019immagine di leader responsabile alla guida di una nazione stabile. Anche le critiche lanciate venerd\u00ec all\u2019Unione europea vanno in questa direzione: fornire l\u2019immagine di una Serbia determinata a dialogare, ma che si sente isolata dalla comunit\u00e0 internazionale e lasciata in bal\u00eca di un vicino che fa scelte avventate.<\/p>\n<p>Quindi solo abile retorica e niente scontri. Belgrado, in fondo, avrebbe molto da perdere: l\u2019eventuale adesione all\u2019Ue significherebbe ottenere\u00a0 investimenti e garantire alle proprie aziende l\u2019apertura a nuovi mercati, opportunit\u00e0 importanti che un intervento armato vanificherebbe. La vera guerra, semmai ci sar\u00e0, verr\u00e0 combattuta in seguito e sul piano finanziario tra uno stato membro dell\u2019Unione e la sua ex provincia, dipendente dalle importazioni e dai rifornimenti esteri e con minore credibilit\u00e0 diplomatica e geopolitica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A vent\u2019anni dalla fine della guerra contro Slobodan Milosevic, il Kosovo continua ad essere teatro di tensioni con la Repubblica di Serbia che non ne ha ancora riconosciuto l\u2019indipendenza. Dal 2008, infatti, nonostante i tavoli di dialogo fra Pristina e Belgrado (con la benedizione di Ue e Nato), mai c\u2019\u00e8 stata intenzione da parte serba [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":74259,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[75,97,100,401,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74258"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74258"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74258\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74260,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74258\/revisions\/74260"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74259"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74258"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74258"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74258"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}