{"id":7430,"date":"2008-02-22T00:00:00","date_gmt":"2008-02-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-ruolo-dellue-per-la-stabilita-regionale\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:59","slug":"il-ruolo-dellue-per-la-stabilita-regionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/02\/il-ruolo-dellue-per-la-stabilita-regionale\/","title":{"rendered":"Il ruolo dell\u2019Ue per la stabilit\u00e0 regionale"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019enfasi posta dai media sulla mancanza di unit\u00e0 in seno all\u2019Unione europea sull\u2019opportunit\u00e0 di riconoscere l\u2019indipendenza del Kosovo \u00e8 comprensibile, ma fuorviante. Certamente una dichiarazione unanime sarebbe stata un segnale di coesione, ma il problema del riconoscimento \u00e8, nel breve periodo, secondario. Il problema principale \u00e8 invece la gestione della situazione sul terreno: il consolidamento istituzionale del Kosovo; il miglioramento delle condizioni economiche e di investimento; la sicurezza. L\u2019Ue, con la cooperazione della Nato per quanto attiene alla sicurezza, si \u00e8 assunta queste responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Giudizi parziali<\/b><br \/>Non \u00e8 possibile liquidare come un fallimento  la politica dell\u2019Ue verso il Kosovo perch\u00e9 alcuni Stati preferiscono rimandare a tempi pi\u00f9 opportuni la questione del riconoscimento oppure rifiutano di riconoscere il Kosovo nelle attuali condizioni. Questi stessi Stati hanno dato il loro assenso (nel caso di Cipro si \u00e8 trattata di un&#8217;astensione costruttiva) all\u2019invio di una missione civile e di polizia che conter\u00e0 circa 1800 funzionari Ue pi\u00f9 un migliaio di coadiutori locali. Si tratta della pi\u00f9 ambiziosa missione civile dell\u2019Ue, che riflette la volont\u00e0 dell\u2019Unione \u2013 di <i>tutti<\/i> i suoi Stati \u2013 di gestire in prima persona la questione kosovara. Questo aspetto andrebbe sottolineato con eguale, se non maggiore, enfasi che la mancanza di unit\u00e0 sulla questione del riconoscimento. Quanto l\u2019Ue sta facendo ora in termini pratici, infatti, \u00e8 quanto avrebbe fatto anche se tutti i suoi membri avessero riconosciuto ufficialmente la sovranit\u00e0 del Kosovo. \u00c8 parziale il giudizio di chi critica l\u2019Unione per non aver fatto quello che non rientra nelle sue specifiche attribuzioni \u2013 i singoli Stati membri hanno diritto di riconoscere o meno un nuovo stato in autonomia \u2013 e tace su quanto l\u2019Ue pu\u00f2 fare e ha fatto \u2013 la mobilitazione di ingenti risorse umane e finanziarie per garantire la stabilit\u00e0 dei Balcani. <\/p>\n<p>Alcuni commentatori (per esempio Bill Emmott sul \u00abCorriere della sera\u00bb del 20 febbraio e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=739\"><b><u>Natalino Ronzitti<\/u><\/b><\/a> su questa rivista) sostengono che l\u2019Ue avrebbe dovuto riconoscere la sovranit\u00e0 del Kosovo solo di fatto e non di diritto. L\u2019argomento \u00e8 persuasivo, perch\u00e9 \u00e8 innegabile che la secessione unilaterale della provincia costituisca una violazione del diritto internazionale e, per quanto americani ed europei sostengano il contrario, stabilisca un precedente potenzialmente pericoloso. Ma l\u2019Ue ha seguito proprio questa linea: la (dubbia) base legale della missione Ue resta la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?id=747\"><b><u>risoluzione 1244<\/u><\/b><\/a> del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu, la stessa su cui si \u00e8 retta finora la presenza internazionale in Kosovo. <\/p>\n<p>Discutibile \u00e8 anche l\u2019accusa all\u2019Ue, anch\u2019essa formulata da Emmott ma condivisa da molti altri commentatori, di non aver offerto alla Serbia incentivi sufficienti ad indurla a cedere la sovranit\u00e0 sul Kosovo. L\u2019Ue ha dato alla Serbia una chiara prospettiva di adesione, cio\u00e8 il massimo che sia in grado di offrire. Ci sono ovviamente molti passi intermedi tra l\u2019adesione e lo stato attuale delle relazioni Ue-Serbia che l\u2019Unione avrebbe potuto compiere per guadagnarsi il favore dei serbi. Alcuni di questi passi sono stati fatti, in ultimo l\u2019offerta di un pi\u00f9 favorevole regime di visti. Ma trattare con la Serbia \u00e8 molto difficile. La ri-elezione del filo-occidentale Tadic alla presidenza della repubblica non deve ingannare. Tadic ha meno poteri del primo ministro Kustunica, che sul Kosovo ha sempre mantenuto una linea pi\u00f9 vicina a quella fieramente nazionalista del Partito radicale (primo partito d\u2019opposizione, e anzi primo partito serbo in generale) che a quella di Tadic. Non \u00e8 Tadic l\u2019uomo con cui bisogna negoziare a Belgrado, e questo i diplomatici e servizi segreti di Usa, Francia e altri lo sanno bene.<\/p>\n<p>Si sottovaluta quanto forti siano le resistenze dei serbi a venire a patti sulla questione del Kosovo, cos\u00ec come sulla cooperazione con il tribunale dell\u2019Aja. Quest\u2019ultimo punto in particolare non pu\u00f2 essere taciuto quando si accusa l\u2019Ue di non aver offerto abbastanza alla Serbia. Da pi\u00f9 di dieci anni l\u2019Ue ha condizionato la piena cooperazione con Belgrado alla consegna di alcuni criminali di guerra, in particolare Ratko Mladic, ritenuto responsabile del massacro di Srebrenica. Si pu\u00f2 sostenere che l\u2019Ue dovrebbe mettere da parte questa condizione per il fine pi\u00f9 alto di garantire maggiore stabilit\u00e0 ai Balcani, ma bisogna riconoscere che anche l\u2019argomento contrario si fonda su solide ragioni.<\/p>\n<p>L\u2019Ue \u00e8 stata criticata anche perch\u00e9, senza un riconoscimento ufficiale da parte di tutti i suoi membri, non potr\u00e0 stringere trattati internazionali con il Kosovo. Questo \u00e8 un problema reale, ma di medio-lungo periodo. L\u2019Ue pu\u00f2 aggirarlo attingendo a programmi di assistenza e ricostruzione che non richiedono vincoli contrattuali, come del resto ha gi\u00e0 fatto e continua a fare nei Balcani e in altre aree (si pensi ad esempio all\u2019assistenza politica, tecnica ed economica fornita all\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese). Il Kosovo \u00e8 ben distante dalla condizione in cui sar\u00e0 in grado di richiedere la creazione di relazioni formali paritarie con i membri dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Futuro incerto<\/b><br \/>La secessione unilaterale del Kosovo non rimarr\u00e0 senza conseguenze, ma non \u00e8 ancora possibile prevedere con chiarezza cosa succeder\u00e0 di qui in avanti. Un\u2019ipotesi \u00e8 che la situazione si \u2018congeli\u2019, un po\u2019 come \u00e8 accaduto a Cipro Nord o alle pi\u00f9 instabili province separatiste e filo-russe di Abkhazia e Ossezia del Sud (in Georgia) e Transnistria (in Moldavia). La Serbia risentir\u00e0 pi\u00f9 di ora dell\u2019influenza russa, grazie anche all\u2019accordo che permetter\u00e0 a Gazprom di acquisire la maggioranza del monopolio petrolifero serbo a prezzi stracciati. La Russia vuole fare della Serbia uno snodo per la distribuzione del gas in Europa sud-orientale e, pertanto, non \u00e8 interessata a una rottura dei rapporti tra Serbia ed Ue. Anzi, in prospettiva Mosca potrebbe anche favorire l\u2019adesione della Serbia all\u2019Unione. Pur nelle mutate condizioni di oggi, quindi, il Kosovo e la Serbia restano parte di un gioco pi\u00f9 grande tra l\u2019Ue, gli Usa e la Russia. <\/p>\n<p>L\u2019Unione europea si \u00e8 assunta il compito di gestire direttamente la stabilizzazione dei Balcani, compresa la situazione in Kosovo. Chi chiede che l\u2019Unione assuma un ruolo di pi\u00f9 alto profilo negli affari internazionali, prendendo su di s\u00e9 l\u2019onere di gestire situazioni di crisi (in particolare nel suo immediato vicinato), non pu\u00f2 concentrarsi esclusivamente sulla questione del riconoscimento. Quest\u2019ultima andr\u00e0 affrontata, ma non \u00e8 la priorit\u00e0 nel breve periodo. Nel breve periodo la priorit\u00e0 \u00e8: chi ha la responsabilit\u00e0 ultima sul Kosovo? Oggi l\u2019Ue ne ha pi\u00f9 di ieri. Vediamo se sapr\u00e0 esserne all\u2019altezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019enfasi posta dai media sulla mancanza di unit\u00e0 in seno all\u2019Unione europea sull\u2019opportunit\u00e0 di riconoscere l\u2019indipendenza del Kosovo \u00e8 comprensibile, ma fuorviante. Certamente una dichiarazione unanime sarebbe stata un segnale di coesione, ma il problema del riconoscimento \u00e8, nel breve periodo, secondario. 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