{"id":74312,"date":"2019-06-04T08:46:12","date_gmt":"2019-06-04T06:46:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74312"},"modified":"2019-06-10T12:11:48","modified_gmt":"2019-06-10T10:11:48","slug":"migranti-riforme-ue-necessarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/migranti-riforme-ue-necessarie\/","title":{"rendered":"Migranti: le tre riforme della politica dell&#8217;Ue necessarie"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 maggio si sono tenute le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a>. L\u2019esito di queste consultazioni va ad aprire nuovi scenari nel <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/portal\/it\"><strong>Parlamento europeo<\/strong><\/a> (e anche nella Commissione europea) che influenzeranno quello che sar\u00e0 il futuro dell\u2019Unione. In questo contesto \u00e8 importante interrogarsi su quali saranno le decisioni che il nuovo Parlamento andr\u00e0 a prendere e quali problematiche dovr\u00e0 fronteggiare. E, di particolare rilevanza, \u00e8 comprendere come la nuova Assemblea decider\u00e0 di muoversi sulla <strong>questione migratoria<\/strong>, un aspetto di crescente importanza per il futuro dell\u2019Ue, cui i parlamentari uscenti non sono riusciti a dare una risposta sostanziale e dove abbiamo individuato <strong>tre riforme<\/strong> da attuare.<\/p>\n<p>Questa prospettiva assume un ulteriore rilevanza se pensiamo agli sviluppi politici negli Stati europei, dove posizioni ostili al fenomeno migratorio si stanno diffondendo e rafforzando. Questo \u00e8 testimoniato, ad esempio,\u00a0 dalle misure atte al restringimento dei flussi e dall&#8217;adozione di provvedimenti restrittivi per il conferimento dello statuto di rifugiato (come ben dimostrato dal \u2018decreto sicurezza\u2019 adottato in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p><strong>L\u2019incapacit\u00e0 di trovare un accordo condiviso<\/strong><br \/>\nLa questione migratoria e le difficolt\u00e0 dell\u2019Unione europea a farvi fronte sono emerse chiaramente gi\u00e0 a partire dal 2015, quando, davanti al costante aumento dei flussi diretti verso l\u2019Europa, l\u2019Unione si \u00e8 divisa, non riuscendo a fornire una risposta comune. Da una parte c&#8217;erano Paesi come la Germania e l\u2019Italia che spingevano verso una politica umanitaria (basti pensare alla creazione della missione marittima Mare Nostrum da parte del governo Letta gi\u00e0 nel 2013 o all&#8217;apertura dei confini da parte della Germania per consentire l\u2019ingresso ai migranti bloccati lungo la cosiddetta rotta balcanica nel 2015). Dall&#8217;altra c&#8217;erano Paesi come l\u2019Ungheria, la cui risposta ai flussi \u00e8 consistita nell&#8217;erezione di barriere lungo i propri confini.<\/p>\n<p>In questo contesto, l\u2019Unione prov\u00f2 a portare avanti una propria politica, esemplificata dalla creazione di un Meccanismo di Ricollocamento volontario dei migranti. Tuttavia, la mancanza di volont\u00e0 politica da parte degli Stati nella sua applicazione port\u00f2 al fallimento di questo strumento. L\u2019Unione ha inoltre cercato di attuare riforme dei suoi vecchi dispositivi, come ad esempio il regolamento di Dublino sull&#8217;esame delle richieste d&#8217;asilo. Tuttavia, l&#8217;Ue non \u00e8 stata in grado di accordarsi sulla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/migranti-ue-asilo-riforma\/\">modifica<\/a>, portando cos\u00ec ad uno dei pi\u00f9 importanti fallimenti dell\u2019Unione in quest\u2019ambito (come ammesso dallo stesso commissario europeo Dimitris Avramopoulos il 4 dicembre 2018).<\/p>\n<p><strong>Tre riforme necessarie per il futuro della politica migratoria europea<\/strong><br \/>\nA cinque anni dall&#8217;emergere della questione migratoria, poco \u00e8 stato fatto per trovare una vera soluzione a livello europeo. Il Parlamento che andr\u00e0 ad insediarsi ai primi di luglio dovr\u00e0 gestire una situazione molto complicata. Come gi\u00e0 detto, ci sono almeno tre importanti riforme da attuare.<\/p>\n<p>In primo luogo, \u00e8 fondamentale attuare una riforma del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/dublino-riforma-necessaria-europa\/\"><strong>Regolamento di Dublino<\/strong><\/a>. Una delle principali difficolt\u00e0 della questione migratoria pu\u00f2 essere infatti ricondotta a questo regolamento e al principio di \u2018primo ingresso\u2019 secondo cui il Paese d\u2019ingresso sul suolo europeo dei richiedenti asilo deve farsi carico delle loro domande. Questo principio ha prodotto un effetto negativo durante i periodi di flussi pi\u00f9 elevati, portando cinque Stati, fra cui l&#8217;Italia, a gestire il 72% delle richieste di asilo a livello europeo, come messo in evidenza da un rapporto del Parlamento di Strasburgo.<\/p>\n<p>Dublino, dunque, non funziona: \u00e8 un ingranaggio che fa inceppare la macchina europea, costringendo alcuni Paesi a dovere gestire da soli la situazione. In questo senso \u00e8 fondamentale riformare il principio di primo ingresso, accompagnandolo ad un sistema di ridistribuzione dei richiedenti asilo su base europea.<\/p>\n<p>Questa fondamentale riforma sarebbe facilitata se accompagnata da una seconda riforma, quella di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/migranti-ue-passi-frontex\/\"><strong>Frontex,\u00a0<\/strong><\/a>inglobando nelle sue competenze le missioni di Ricerca e Soccorso (in inglese Sar), che vengono attualmente svolte da organizzazioni espressione della societ\u00e0 civile (le Ong), le quali stanno subendo un pesante processo di criminalizzazione da parte di diversi governi europei per via del loro operato.<\/p>\n<p>Conferire a Frontex questa competenza avrebbe svariate conseguenze. Innanzitutto, contribuire a rendere pi\u00f9 trasparente lo svolgimento di queste operazioni (riducendone di conseguenza le opposizioni); in secondo luogo, ricondurre l\u2019ambito d\u2019azione nel Mediterraneo sotto lo scrutinio delle Istituzioni europee, cosa che non avviene con l\u2019attuale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/migranti-eunavformed-sicurezza-sar\/\">operazione Sophia<\/a> (essendo questa un\u2019operazione militare); infine, come gi\u00e0 accennato sopra, fare venire meno il principio di \u2018primo ingresso\u2019 previsto da Dublino. Delegando infatti queste operazioni a un\u2019agenzia europea (il cui staff proviene dai Paesi Ue), sarebbe pi\u00f9 facile spingere per una distribuzione su base europea delle persone tratte in salvo, creando in questo modo un vero meccanismo di solidariet\u00e0 tra gli Stati membri.<\/p>\n<p>Infine, ed \u00e8 la terza riforma, \u00e8 fondamentale che l\u2019Unione <strong>aumenti i fondi<\/strong> allocati per la questione migratoria. Al momento, infatti, solo una minima parte del budget europeo (circa l\u20191,6% nel periodo 2014-2020) viene destinato all&#8217;immigrazione e all&#8217;asilo. Un pi\u00f9 forte sostegno economico potrebbe portare al rafforzamento di agenzie come l\u2019Ufficio europeo di Sostegno per l\u2019Asilo (Easo), contribuendo a rafforzare l\u2019azione dell\u2019Ue in quest\u2019ambito. Il che consentirebbe, inoltre, di aumentare le capacit\u00e0 dell\u2019Unione di fornire un migliore supporto agli Stati membri e di rafforzare, nello stesso tempo, l&#8217;efficacia dell\u2019azione dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Le riforme qui elencate non sono le uniche possibili. Esse rappresentano, per\u00f2, importanti tasselli per andare a costruire una vera politica europea sul tema dell\u2019immigrazione e dell\u2019asilo.\u00a0 Questo aspetto \u00e8 fondamentale anche per evitare di proseguire il processo di esternalizzazione che l\u2019Ue sta mettendo in atto con i Paesi terzi, un processo che pone sostanziali dubbi per le condizioni inumane e in piena violazione dei diritti umani che i migranti devono subire. Una situazione che l\u2019Ue non pu\u00f2 accettare e che si pu\u00f2 superare solo con una maggiore integrazione della sua azione in questo campo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 maggio si sono tenute le elezioni europee. 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