{"id":74322,"date":"2019-06-07T08:33:14","date_gmt":"2019-06-07T06:33:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74322"},"modified":"2019-06-13T11:47:44","modified_gmt":"2019-06-13T09:47:44","slug":"parlamento-europeo-geografia-aula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/parlamento-europeo-geografia-aula\/","title":{"rendered":"Parlamento europeo: la nuova geografia dell\u2019Aula"},"content":{"rendered":"<p>Sui risultati delle recenti <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a> \u00e8 gi\u00e0 stato scritto molto. In tanti hanno in particolare sottolineato il netto aumento della partecipazione (tranne che in Italia), la mancanza della sperata o temuta ondata nazionalista e la sostanziale tenuta dei partiti europeisti, anche se con significativi spostamenti dai <strong>popolari<\/strong> verso i <strong>liberali<\/strong> e dai <strong>socialisti<\/strong> verso i <strong>verdi<\/strong>. Sappiamo anche che, se tutto ci\u00f2 non modifica gli equilibri di fondo, i compromessi saranno pi\u00f9 complicati a partire dalle nomine dei prossimi vertici dell\u2019Unione europea. C\u2019\u00e8 tuttavia anche un altro angolo di osservazione che merita di essere approfondito.<\/p>\n<p>Il consolidamento dell\u2019organizzazione del Parlamento europeo in <strong>gruppi politici transnazionali<\/strong> ha una doppia funzione. Da un lato vuole evitare che l\u2019Assemblea di Strasburgo si trasformi in un altro terreno di confronto fra interessi nazionali. Dall\u2019altro, per\u00f2, i singoli gruppi parlamentari transnazionali hanno finora anche avuto la funzione di permettere al loro interno una <strong>sintesi fra posizioni nazionali<\/strong> che \u00e8 diversa e per certi versi complementare a quella che si realizza in seno al Consiglio. Ci\u00f2 \u00e8 stato particolarmente importante per i due gruppi maggiori, popolari e socialisti. L\u2019obiettivo di acquisire una certa egemonia comportava la necessit\u00e0 di essere <strong>inclusivi sul piano geografico<\/strong>, ma il prezzo da pagare era una <strong>scarsa coerenza politica e ideologica<\/strong>.<\/p>\n<p>Come vedremo, il problema riguarda anche i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-euroscettici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovi gruppi \u201cemergenti\u201d<\/a>. La domanda che viene spontanea \u00e8 fino a che punto le ultime elezioni abbiano introdotto elementi di novit\u00e0. Ai fini di questa analisi, i partiti nazionalisti ed euroscettici non sono molto importanti. Ci limiteremo quindi a quelli cosiddetti \u201ceuropeisti\u201d. Una prima cosa che salta agli occhi \u00e8 che le elezioni del 23-26 maggio hanno introdotto maggiore squilibrio geografico.<\/p>\n<p><strong>Ppe, l\u2019estinzione di italiani e francesi<\/strong><br \/>\nL\u2019intuizione geniale dell\u2019allora cancelliere tedesco Helmut Kohl nel favorire la creazione del Partito popolare europeo (Ppe) come lo abbiamo conosciuto sinora non \u00e8 stata solo quella di garantire l\u2019esistenza di un gruppo potenzialmente maggioritario, ma anche di avere un contenitore politico in cui non erano presenti solo i tradizionali partiti di origine democristiana ma tutte le principali forze conservatrici. Questa per esempio fu la ragione dell\u2019insistenza per far entrare <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-pd-forza-italia-riscatto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Forza Italia<\/strong><\/a>\u00a0malgrado le diffuse reticenze a proposito del suo leader storico. Questi partiti non erano necessariamente tutti al governo, ma alcuni di essi lo erano sempre. Il risultato \u00e8 stato un gruppo al cui interno c\u2019era di tutto, compreso l\u2019ungherese <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-gruppo-di-visegrad\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Viktor <strong>Orb\u00e1n<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>La caratteristica principale era per\u00f2 la presenza di forti partiti di centrodestra, potenzialmente di governo, in tutti i maggiori Paesi: una situazione che rendeva il Ppe un possibile <strong>terreno di sintesi franco-tedesca<\/strong> allargato a Italia e Spagna. \u00a0Le ultime elezioni non hanno solo condotto a un indebolimento del Ppe nel suo insieme, ma all\u2019implosione (secondo alcuni la virtuale sparizione) delle due fondamentali componenti francese e italiana: i gollisti (oggi <em>Les Republicains<\/em>) e Forza Italia. I conservatori britannici erano gi\u00e0 usciti da tempo, dando vita al gruppo Ecr.<\/p>\n<p>In queste condizioni, alla Cdu\/Csu tedesca \u2013 che in questi giorni ha ottenuto la riconferma del suo Manfred <strong>Weber<\/strong> alla guida del gruppo parlamentare, <em>ndr<\/em> -, a parte i nordici e una variegata componente orientale (compreso l\u2019impresentabile Orb\u00e1n) resta un solo interlocutore in un Paese importante: il Partito popolare spagnolo, peraltro anch\u2019esso in crisi.<\/p>\n<p><strong>S&amp;D, il fronte meridionale<\/strong><br \/>\nLe cose non vanno meglio per l\u2019altro gruppo tradizionalmente maggioritario, i socialisti e democratici (S&amp;D). Anch\u2019esso era politicamente poco omogeneo, comprendendo tutte le anime del socialismo europeo, ma anche un certo numero di partiti dell\u2019Est, in realt\u00e0 elementi riciclati della vecchia nomenclatura comunista. Anche qui i francesi sono quasi scomparsi e i tedeschi sono fortemente indeboliti. Il successo degli spagnoli e dei portoghesi, assieme alla sostanziale tenuta degli italiani, conduce a una certa <strong>\u201cmeridionalizzazione\u201d del socialismo europeo<\/strong>.<\/p>\n<p>Bisogna dire che sia gli iberici sia gli italiani tendono a essere pi\u00f9 pragmatici e meno ideologici dei francesi, ma la quasi scomparsa di questi ultimi indebolisce la rappresentativit\u00e0 del gruppo nel suo insieme. In sostanza, i due principali gruppi politici sono praticamente privi di una importante componente francese. Non \u00e8 poca cosa.<\/p>\n<p><strong>Liberali in cerca d\u2019identit\u00e0<\/strong><br \/>\nVediamo ora i liberali, fra i cosiddetti \u201cvincitori\u201d delle elezioni. Il successo \u00e8 essenzialmente dovuto all\u2019arrivo in massa di 23 deputati francesi della <em>Renaissance <\/em>di Emmanuel <strong>Macron<\/strong>. Questi ultimi pensano di poter dominare il nuovo gruppo. \u00c8 presumibile che la coesione di questo fronte terr\u00e0 nell\u2019importante <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-ue-nomine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">partita delle nomine<\/a>. Tuttavia, visto con gli occhi dei liberali del nord Europa, il tasso di liberalismo dei deputati macronisti \u00e8 piuttosto modesto; \u00e8 quindi difficile che la supremazia numerica possa tradursi in egemonia culturale.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che si scopra il problema gi\u00e0 al momento di definire il nome del nuovo gruppo: comprender\u00e0 il termine \u201cliberale\u201d, ancora tossico per molti in Francia? C\u2019\u00e8 poi un problema speculare a quello del Ppe: l\u2019assenza, stavolta, di una importante componente tedesca.<\/p>\n<p><strong>Verdi uniti dai \u201cno\u201d<\/strong><br \/>\nInfine, quella dei <strong>verdi<\/strong> \u00e8 considerata giustamente la principale novit\u00e0 di queste elezioni. Il nuovo gruppo sar\u00e0 l\u2019unico a comportare una forte presenza sia francese sia tedesca, ma una totale assenza di italiani e spagnoli. Trattandosi di una novit\u00e0, vale anche la pena di interrogarsi sulle implicazioni politiche. \u00c8 chiaro che l\u2019onda verde rispecchia un sentimento non effimero diffuso nella societ\u00e0. I problemi ambientali e il riscaldamento climatico saranno necessariamente al centro dell\u2019agenda europea. Tuttavia, il meno che si pu\u00f2 dire \u00e8 che i progetti concreti sono per il momento molto vaghi. Nessuno infatti pensa che la soluzione risieda nel diventare tutti vegani, o andare in treno da Stoccolma a Palermo. La sintesi fra ambiziosi programmi ambientali e le esigenze di sviluppo e competitivit\u00e0 dell\u2019economia non sar\u00e0 semplice: basti pensare al problema dell\u2019industria automobilistica e della sua importanza per l\u2019economia europea.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, bisogna notare che le posizioni dei verdi tedeschi e francesi sono molto distanti. I primi sono tradizionalmente pragmatici e pronti addirittura a governare con la Cdu, mentre i secondi sono fortemente impregnati da un\u2019ideologia anticapitalista che tra l\u2019altro non \u00e8 detto corrisponda alle reali aspirazioni dei giovani borghesi delle citt\u00e0 francesi che li hanno votati. Su una cosa i verdi di ogni nazionalit\u00e0 rischiano per\u00f2 di convergere: l\u2019<strong>opposizione a nuovi trattati commerciali<\/strong> (in particolare quello con gli Stati Uniti) e a un forte impiego del bilancio Ue nel campo della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-nuovo-parlamento-difesa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>difesa comune<\/strong><\/a>. Parliamo di due dei pi\u00f9 importanti problemi che l\u2019Unione dovr\u00e0 affrontare nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><strong>Il rischio di un&#8217;Assemblea indebolita<\/strong><br \/>\nTutto ci\u00f2 pu\u00f2 condurre a una conclusione provvisoria. La struttura dei gruppi europeisti del nuovo Parlamento non sar\u00e0 solo pi\u00f9 complicata, ma anche meno coerente sul piano geografico. Questi partiti riusciranno probabilmente a mettersi d\u2019accordo sugli equilibri di vertice. Non vi \u00e8 inoltre ragione di pensare che non sapranno svolgere egregiamente il loro compito di co-legislatore dell\u2019Unione. \u00c8 tuttavia possibile che si rivelino pi\u00f9 deboli che in passato nell\u2019esprimere orientamenti strategici per l\u2019avvenire dell\u2019Ue e nella loro funzione di accompagnamento della sintesi politica fra i governi. \u00c8 d\u2019altro canto possibile che questo Parlamento sia anche il riflesso della generale instabilit\u00e0 del quadro politico europeo e che quindi la legislatura potrebbe condurre a importanti cambiamenti anche al suo interno.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Isopix\/Isopix via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sui risultati delle recenti elezioni europee \u00e8 gi\u00e0 stato scritto molto. 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