{"id":74339,"date":"2019-06-10T20:07:42","date_gmt":"2019-06-10T18:07:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74339"},"modified":"2019-06-16T00:31:36","modified_gmt":"2019-06-15T22:31:36","slug":"difesa-priorita-italia-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/difesa-priorita-italia-nato\/","title":{"rendered":"Difesa: quali priorit\u00e0 dell&#8217;Italia per l\u2019agenda della Nato"},"content":{"rendered":"<p>Di fronte ai dirompenti cambiamenti politici e tecnologici, nonch\u00e9 della natura stessa del potere sulla scena globale, le regole del gioco per la <strong>difesa<\/strong> e la<strong> sicurezza<\/strong> nello scacchiere internazionale stanno cambiando in maniera spiazzante. L\u2019emergere di nuove potenze continentali come la Cina, ma anche di attori non-statali completamente nuovi come il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/big-data-cambridge-analytica-svolta\/\"><strong>gruppo Gafa<\/strong><\/a> (Google, Apple, Facebook, Amazon) capace di influire attraverso le proprie decisioni sulla vita di centinaia di milioni di persone, fanno parte di questo processo di globalizzazione e al tempo stesso frammentazione dell\u2019ordine internazionale.<\/p>\n<p>Compiuti 70 anni, la <strong>Nato<\/strong>, la pi\u00f9 longeva alleanza politico-militare del mondo, si pu\u00f2 verosimilmente dire <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/nato-70-anni-successi-sfide\/\">ben attrezzata<\/a> per affrontare la tempesta. Ma pu\u00f2 dirsi lo stesso dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a>? Il 70.o anniversario della Nato \u00e8 una buona occasione per fare il punto sul ruolo italiano al suo interno, ma anche e soprattutto sulle priorit\u00e0 che dovrebbero essere perseguite da Roma tramite la costruzione delle necessarie alleanze con gli altri Stati membri, la capacit\u00e0 propositiva e l\u2019investimento di risorse adeguate.<\/p>\n<p><strong>Dalle missioni alle capacit\u00e0, gli investimenti che servono<br \/>\n<\/strong>Negli ultimi decenni, l\u2019Italia si \u00e8 ritagliata un suo ruolo all&#8217;interno dell\u2019Alleanza atlantica. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile grazie all\u2019attivismo italiano in particolar modo per quel che riguarda la partecipazione alle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/missioni-internazionali-italia-naviga-a-vista\/\">missioni internazionali<\/a> sotto egida Nato. Tuttavia, negli ultimi anni quest\u2019ultima ha ridotto il suo impegno nei vari teatri di crisi, concentrandosi maggiormente sulla difesa collettiva. Di fronte a uno scenario geopolitico in rapido mutamento, l\u2019attivismo italiano nelle missioni all&#8217;estero non quindi \u00e8 pi\u00f9 sufficiente per contribuire agli obiettivi dell\u2019Alleanza (e di Roma). In relazione a questo, sono due le questioni che rischiano di diventare una palla al piede per chi rappresenta l\u2019Italia al tavolo atlantico: la stagnazione della spesa nella difesa e, all&#8217;interno di questa, i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/difesa-italia-spese-allarme\/\">mancati investimenti<\/a> in equipaggiamenti, ricerca tecnologica ed esercizio, soffocati dallo squilibrio verso la voce del personale.<\/p>\n<p>Su questi temi l\u2019Italia rischia di ritrovarsi a fare il convitato di pietra, visto che tutti i principali <em>players<\/em> europei stanno dimostrando la capacit\u00e0 di rispondere all&#8217;insistente richiesta del presidente Usa Donald Trump di rispettare gli impegni presi dagli stessi governi europei nel 2014, in particolare sull&#8217;aumento della spesa per la difesa fino al 2% del Pil entro il 2024.<\/p>\n<p>L\u2019eccezione \u00e8 proprio l\u2019Italia che quest\u2019anno vedr\u00e0 calare ancora una volta la percentuale del Pil destinata alla difesa, in controtendenza con tutti i partner europei. Calo direttamente collegato al tema dei mancati investimenti. La distribuzione tra le <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/bilancio-della-difesa-italiano-una-chiave-di-lettura\">varie voci della spesa<\/a> \u00e8 infatti sbilanciata verso il personale (60.6%), a scapito dei tanto necessari investimenti in equipaggiamenti e ricerca tecnologica (28.1%), ma soprattutto delle spese fondamentali per l\u2019operativit\u00e0 della forze armate, dall&#8217;addestramento alla manutenzione dei mezzi (11.4%).<\/p>\n<p>Le conseguenze che ne derivano influiscono in negativo sulla capacit\u00e0 d\u2019azione dell\u2019Italia nello scacchiere internazionale e sul suo peso negoziale. Si tratta infatti di garantire la credibilit\u00e0 del Paese agli occhi dei propri alleati e <em>competitors<\/em>, ma anche di stare al passo con gli sviluppi tecnologici. Il primo rischio \u00e8 quello di non assicurare l\u2019interoperabilit\u00e0 con gli equipaggiamenti alleati, americani <em>in primis<\/em>, processo che escluder\u00e0 dalle operazioni congiunte chi rimarr\u00e0 indietro. Il secondo e crescente rischio, in una fase di riposizionamento della Nato dalle operazioni all&#8217;estero alla difesa collettiva dopo l\u2019annessione russa della Crimea, \u00e8 quello di non avere adeguate forze pesanti e <em>high-tech<\/em> adatte per scenari di conflitto ad alta intensit\u00e0, da usare proprio in un\u2019ottica di deterrenza per evitare che tali scenari si concretizzino.<\/p>\n<p><strong>Oltre il Mediterraneo, sicurezza cibernetica e cooperazione Nato-Ue<br \/>\n<\/strong>Investire risorse adeguate \u00e8 condizione necessaria ma non sufficiente per una buona politica di difesa, se manca la definizione delle priorit\u00e0 e delle strategie per perseguirle anche in ambito Nato \u2013 tema al centro di un <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/eventi\/70-anni-di-nato-priorita-italiane-il-futuro-dellalleanza-atlantica\"><strong>evento IAI a Roma il prossimo 13 giugno<\/strong><\/a>\u00a0-. La stabilizzazione della regione del Mediterraneo, ed in particolare della Libia, \u00e8 ovviamente tra queste. La piena operativit\u00e0 raggiunta da quasi un anno dal <em>Nato Strategic Direction South \u2013Hub, <\/em>ospitato presso le strutture del <em>Joint Force Command<\/em> di Napoli, potrebbe favorire questo obiettivo, se opportunamente sfruttato, portando sui tavoli alleati una maggiore consapevolezza di ci\u00f2 che accade a sud del Mediterraneo e delle possibili opzioni per affrontare crisi e instabilit\u00e0 come quella libica.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, nell&#8217;agenda non dovrebbero mancare proposte relative ai grandi temi dell\u2019Alleanza che vadano oltre il focus italiano sul Mediterraneo. Occorre fare reali passi in avanti sul piano della sicurezza e difesa <em>cyber<\/em>, anche per difendersi dal rischio di interferenze esterne nel processo elettorale e democratico in Italia e in Europa. Qui si tratta di pensare creativamente al valore aggiunto che le capacit\u00e0 di<em> cyber warfare<\/em> dei Paesi Nato, messe a fattore comune in ambito alleato, possano dare in un campo in cui sono i giganti tecnologici privati ad avere le chiavi di un web sempre pi\u00f9 campo di battaglia per intelligence, disinformazione e propaganda.<\/p>\n<p>Come terzo ma non ultimo punto, \u00e8 nel pieno interesse dell\u2019Italia far fruttare le recenti iniziative di cooperazione per la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-nuovo-parlamento-difesa\/\">difesa europea<\/a> nel quadro dello <em>European Defence Fund<\/em> (Edf) e della <em>Permanent Structured Cooperation<\/em> (Pesco), in un\u2019ottica sinergica con la Nato. Quest\u2019ultime vanno viste come un\u2019occasione preziosa di sviluppare quelle tecnologie e capacit\u00e0 mancanti che l\u2019Italia non potrebbe sostenere da sola, che per\u00f2 pu\u00f2 essere colta solo stanziando gli investimenti nazionali richiesti per ottenere i cofinanziamenti Ue, assicurando al tempo stesso che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-regole-difesa-europea\/\">l\u2019attuazione dell&#8217;Edf<\/a> colmi i gap militari pi\u00f9 gravi e urgenti identificati a livello europeo.<\/p>\n<p>Malgrado le difficili relazioni con l\u2019alleato a stelle e strisce, la partnership strategica per una pi\u00f9 stretta cooperazione tra Nato e Ue \u00e8 una delle tematiche sulle quali l\u2019Italia potrebbe avanzare proposte concrete, ad esempio per quel che riguarda le minacce ibride, la sicurezza e difesa cibernetica, o la parte di ricerca e sviluppo tecnologico. La regolarit\u00e0 dei contatti tra i Paesi appartenenti alle due istituzioni e tra i relativi staff internazionali in questa cornice potrebbe essere un\u2019opportunit\u00e0 aggiuntiva per contribuire a dissipare le diffidenze reciproche. Del successo della partnership Nato-Ue, lanciata a Varsavia nel 2016 da una dichiarazione congiunta dei vertici dei due attori, beneficerebbe la sicurezza europea e la coesione tra tutti i Paesi coinvolti.<\/p>\n<p>Al tavolo atlantico occorre inoltre evitare controproducenti ragionamenti a compartimenti stagni, favorendo una visione globale e comprensiva delle minacce. Cercare quindi di uscire dalla narrativa di opposizione tra fianco est e fianco sud, che vede gli alleati divisi tra Europa orientale e Europa meridionale e intenti a tirare una coperta che \u00e8 sempre troppo corta. Le minacce si intersecano tra loro e temi come il terrorismo, l\u2019interferenza della Russia nelle elezioni in Europa, i rischi e le minacce cibernetiche inclusa la massiccia diffusione di notizie false, sono problematiche che riguardano tutti gli alleati europei, particolarmente in un sistema internazionale al tempo stesso pi\u00f9 globalizzato e pi\u00f9 frammentato. Cercare un (seppur difficilissimo) compromesso per una strategia Nato condivisa su queste tematiche, con un focus forte ma niente affatto esclusivo sul Mediterraneo, dovrebbe essere la stella polare di un\u2019agenda italiana in grado di incidere sul presente e sul futuro dell\u2019Alleanza in linea con i propri interessi nazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte ai dirompenti cambiamenti politici e tecnologici, nonch\u00e9 della natura stessa del potere sulla scena globale, le regole del gioco per la difesa e la sicurezza nello scacchiere internazionale stanno cambiando in maniera spiazzante. 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