{"id":74348,"date":"2019-06-10T20:04:49","date_gmt":"2019-06-10T18:04:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74348"},"modified":"2019-06-14T00:33:47","modified_gmt":"2019-06-13T22:33:47","slug":"kazakhstan-scontri-piazza-elezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/kazakhstan-scontri-piazza-elezioni\/","title":{"rendered":"Kazakhstan: scontri di piazza per le elezioni post-Nazarbayev"},"content":{"rendered":"<p>Nessuna sorpresa dal <strong>Kazakhstan<\/strong>. Kassym-Jomart <strong>Tokayev<\/strong>, presidente ad interim dopo le inaspettate dimissioni di Nursultan <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/kazakhstan-era-nazarbayev-democrazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nazarbayev<\/strong>\u00a0<\/a>\u00a0lo scorso marzo, \u00e8 stato confermato alla guida del Paese centro-asiatico con il 70,76% dei voti dal voto di domenica 9 giugno. Un risultato che non \u00e8 piaciuto a molti kazaki, scesi in piazza a protestare nelle citt\u00e0 principali del Paese. La risposta del regime non si \u00e8 fatta attendere: circa 500 manifestanti sono stati arrestati dalla polizia.<\/p>\n<p><strong>Un tentativo (fallito) di guadagnare legittimit\u00e0<\/strong><br \/>\n\u00c8 evidente come, nonostante le dimissioni di Nazarbayev &#8211; al potere da trent&#8217;anni e unico presidente mai conosciuto da Kazakhstan indipendente -, il governo kazako non avesse nessun interesse a democratizzare il Paese. Le elezioni sono state semplicemente una messinscena per legittimare la presidenza Tokayev sia davanti ai cittadini che alla comunit\u00e0 internazionale. Anche la percentuale ottenuta da Tokayev ne \u00e8 un esempio: il 70,76% \u00e8 ben pi\u00f9 modesto del 97,7% ottenuto da Nazarbayev nel 2016.<\/p>\n<p>Tuttavia, insieme all\u2019irrilevanza dei candidati dell\u2019opposizione, getta ombre sul tentativo di guadagnare credibilit\u00e0 internazionale. Credibilit\u00e0 minacciata ancora di pi\u00f9 dai <a href=\"https:\/\/twitter.com\/jardemalie\/status\/1137687636968165382\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">video<\/a> in cui si vede una singola persona votare con cinque o sei schede elettorali, ma soprattutto da quelli in cui la <a href=\"https:\/\/twitter.com\/joannalillis\/status\/1137674603197796352\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">polizia<\/a> trascina via con la forza coloro che erano scesi in piazza a manifestare pacificamente.<\/p>\n<p>Se l\u2019Occidente ha spesso chiuso un occhio sull\u2019autoritarismo di Nazarbayev, anche grazie alle prospettive economiche offerte dalla <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-nella-nuova-via-della-seta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nuova Via della Seta<\/a>\u00a0<\/strong>cinese che attraversa l&#8217;Asia centrale, le scene del 9 giugno sono difficili da ignorare e rischiano di minare la reputazione internazionale faticosamente costruita dal primo presidente kazako.<\/p>\n<p>La maggior parte dei manifestanti era ad Almaty, capitale economica del Paese, e ad Astana, di recente ribattezzata Nur-Sultan in onore di Nazarbayev, ma si sono tenute proteste anche in altre citt\u00e0, tra cui Shymkent e Aktobe. Ad Almaty, non appena giunti ad Astana Square, il luogo previsto per la protesta, i manifestanti hanno trovato ad attenderli la polizia, che ne ha spinti a decine dentro autobus preparati appositamente per disperdere le contestazioni.<\/p>\n<p>In seguito alle proteste, circa 500 persone sono state arrestate, tra cui diversi giornalisti: non solo kazaki, come i corrispondenti di Radio Azattyq Sanya Toiken e Petr Trotsenko, ma anche stranieri, come il giornalista britannico Chris Rickleton. Una repressione che non \u00e8 bastata a fermare le proteste, con i manifestanti che sono scesi in piazza anche luned\u00ec 10 giugno.<\/p>\n<p><strong>La stretta pre-voto sugli attivisti<\/strong><br \/>\nTokayev, nel commentare le proteste, ha cercato di presentarsi come una figura mediatrice e conciliante: ha dichiarato che le elezioni non dovrebbero diventare un \u201ccampo di battaglia\u201d e in una conferenza stampa si \u00e8 detto tollerante verso espressioni di dissenso e pronto al dialogo con l\u2019opposizione. Dichiarazioni in netto contrasto con la decisione di inviare la <a href=\"https:\/\/twitter.com\/JaparUsenov\/status\/1137652101776064513\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">polizia<\/a> in assetto antisommossa per le strade della capitale.<\/p>\n<p>La situazione per la societ\u00e0 civile kazaka si era gi\u00e0 fatta tesa nei giorni prima delle elezioni, in cui si sono stati registrati casi di perquisizioni nelle abitazioni di alcuni attivisti, interrogati poi dalla polizia, mentre altri si sono visti improvvisamente recapitare la chiamata per il servizio militare. Anche per i <a href=\"https:\/\/www.rferl.org\/a\/seven-rfe-rl-journalists-denied-accreditation-for-kazakh-presidential-vote\/29988536.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">giornalisti<\/a> non era andata molto meglio: dei reporter di Radio Free Europe, giunti nel Paese per seguire le elezioni, si sono visti negare l\u2019accredito stampa all\u2019ultimo minuto. E il giorno delle elezioni Internet \u00e8 rimasto bloccato per diverse ore.<\/p>\n<p><strong>Prima l&#8217;economia, poi la democrazia<\/strong><br \/>\nLa strategia del governo Nazarbayev era sintetizzata dal motto \u201cPrima l\u2019economia, poi la politica\u201d: lo sviluppo economico era considerato un prerequisito per quello democratico, che si sarebbe potuto realizzare soltanto in un secondo momento. Il risultato \u00e8 un Paese con il Pil pro capite pi\u00f9 alto dell\u2019<strong>Asia Centrale<\/strong>, ma in fondo a tutte le classifiche per libert\u00e0 di espressione e libere elezioni.<\/p>\n<p>Molti analisti hanno a lungo sostenuto che i kazaki accettassero passivamente questa strategia, dando la priorit\u00e0 al benessere economico a scapito della propria libert\u00e0 di espressione. In Kazakhstan ,una rivoluzione per rovesciare il governo &#8211; come quelle avvenute in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/kirghizistan-anomalia-russia-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kyrgyzstan<\/strong><\/a>, il vicino pi\u00f9 povero ma meno autoritario, nel 2005 e 2010 &#8211; \u00e8 sempre sembrata impossibile. Eppure, giornalisti e attivisti non sono sorpresi dalle proteste di Almaty e Nur-Sultan: a loro dire, il discontento e la frustrazione verso il governo erano in crescita da anni.<\/p>\n<p>In questo contesto, per molti kazaki le dimissioni di Nazarbayev rappresentavano la speranza, per quanto tenue, di poter muovere qualche passo verso un sistema democratico. Ma per ora, le scene del 9 giugno fanno pensare che il Paese stia viaggiando in senso opposto, verso un modello ancora pi\u00f9 autoritario, e forse anche senza la stabilit\u00e0 di cui si vantava spesso il primo presidente. E se \u2013 come congetturato da molti \u2013 Tokayev prima o poi si dimetter\u00e0 in favore di Dariga <strong>Nazarbayeva<\/strong>, presidente del Senato e primogenita di Nursultan, in Kazakhstan nascer\u00e0 una vera e propria dinastia autocratica.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Holdorbekov Muhtor Turapovich\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuna sorpresa dal Kazakhstan. Kassym-Jomart Tokayev, presidente ad interim dopo le inaspettate dimissioni di Nursultan Nazarbayev\u00a0\u00a0lo scorso marzo, \u00e8 stato confermato alla guida del Paese centro-asiatico con il 70,76% dei voti dal voto di domenica 9 giugno. Un risultato che non \u00e8 piaciuto a molti kazaki, scesi in piazza a protestare nelle citt\u00e0 principali del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":74356,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[74,85,508,1571],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74348"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74348"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74348\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74360,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74348\/revisions\/74360"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74356"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}