{"id":74362,"date":"2019-06-11T11:37:39","date_gmt":"2019-06-11T09:37:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74362"},"modified":"2019-06-11T11:37:39","modified_gmt":"2019-06-11T09:37:39","slug":"mo-manama-vertice-peace-prosperity","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/mo-manama-vertice-peace-prosperity\/","title":{"rendered":"MO: Manama si prepara al Vertice &#8216;Peace for Prosperity&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Manama<\/strong>, capitale del regno del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bahrein\"><strong>Bahrain<\/strong><\/a>, ospiter\u00e0 il 25 e 26 giugno il Vertice &#8216;<em>Peace for Prosperity&#8217;<\/em>, in cui verr\u00e0 esaminata la proposta degli Stati Uniti relativa a un\u2019eventuale futura soluzione del conflitto israelo-palestinese, chiamata &#8216;<em>Deal of the Century&#8217;<\/em>. Al di l\u00e0 degli accordi che emergeranno, l&#8217;incontro ha di per s\u00e9 il merito di rappresentare un evento di portata storica poich\u00e9 vedr\u00e0 al tavolo, per la prima volta a livello ufficiale, rappresentanti di Stati arabi e di Israele. Chiaramente contrario al piano \u00e8 l\u2019Iran, la cui leadership ha giudicato \u201clesivo dei diritti dei palestinesi\u201d il contenuto dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p><strong>Primo Summit di pace in una capitale araba<\/strong><br \/>\n<u><\/u>Il luogo di svolgimento, Manama, assume un assoluto rilievo simbolico. Per la prima volta, infatti, sar\u00e0 la capitale di un Paese arabo moderato (a maggioranza sciita, governato da una monarchia sunnita) ad ospitare i negoziati sul tema.<\/p>\n<p>La presenza di rappresentanti del Governo israeliano in un Paese arabo non rappresenta una novit\u00e0 di per s\u00e9. Il premier Benjamin\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/israele-elezioni-netanyahu-urne\/\"><strong>Netanyahu<\/strong><\/a>, la cui\u00a0politica \u00e8 aperta al dialogo con i Paesi arabi moderati, s&#8217;\u00e8 gi\u00e0 recato in visita ufficiale in Oman lo scorso ottobre, mentre il ministro per la Cultura e lo Sport, Miri <strong>Regev<\/strong>, ha presenziato ad una manifestazione sportiva svoltasi recentemente negli Emirati Arabi Uniti.<\/p>\n<p>Questa per\u00f2 volta sar\u00e0 diverso. A Manama, l\u2019incaricato del Governo israeliano (fonti locali indicano l\u2019attuale Ministro delle finanze, Moshe <strong>Kahlon<\/strong>) rappresenter\u00e0 il suo Paese per sedersi al tavolo con diplomatici di Arabia Saudita, EAU e Bahrain e gettare le basi di un accordo che potrebbe rivelarsi fondamentale per i futuri equilibri regionali.<\/p>\n<p><strong>Non solo sicurezza e Gerusalemme<\/strong><br \/>\n<u><\/u>Altro aspetto rilevante \u00e8 l\u2019approccio che distingue l\u2019attuale proposta dalle precedenti, in quanto non \u00e8 focalizzata esclusivamente sulla sicurezza e sul nodo di Gerusalemme. Stando alle prime indicazioni, infatti, Jared <strong>Kushner<\/strong> e Jason <strong>Greenblatt<\/strong> (uomini di fiducia del presidente Usa Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/usa-politica-mediorientale-trump\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a> per il Medio Oriente) hanno sviluppato un percorso che condurrebbe \u2013 a loro giudizio &#8211; a un futuro migliore per il popolo palestinese, attraverso programmi che favoriscano importanti investimenti (l&#8217;Fmi vi parteciper\u00e0, unitamente ad altri Istituzioni finanziarie globali) nella regione ed a migliorare le relazioni con Israele.<\/p>\n<p>Secondo alcune fonti, il piano che sar\u00e0 discusso a Manama verrebbe finanziato in gran parte dall\u2019Arabia Saudita e, in percentuale minore, da Unione europea, Cina e Stati Uniti, per un totale di circa 90 miliardi di dollari.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;allineamento tra Israele e i Paesi arabi moderati<\/strong><br \/>\nDi fondamentale importanza \u00e8 anche la tempistica scelta per proporre il nuovo piano. Gli Stati Uniti hanno colto il preciso momento in cui l\u2019allineamento degli interessi di Israele e del mondo arabo moderato pare favorevole a nuovi negoziati di pace. Non \u00e8 un mistero che oggi Israele, Arabia Saudita, EAU, Bahrain, Egitto e Giordania condividono l\u2019obiettivo di impedire che l\u2019influenza iraniana possa penetrare maggiormente nella regione, avanzando lungo l\u2019asse consolidato Baghdad \u2013 Damasco \u2013 Beirut \u2013 Gaza.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019Arabia Saudita ha i maggiori interessi a difendere la sua leadership nell&#8217;area e spinge, quindi, per un avvicinamento sottotraccia (ma non troppo) con Israele, in chiave anti-iraniana. E non solo: Riad sarebbe disposta a farsi carico di gran parte degli investimenti previsti dal piano, ma in cambio chiede un maggiore impegno degli Stati Uniti per aumentare la pressione su Teheran (in parte gi\u00e0 manifestatosi con l\u2019uscita dall&#8217;accordo sul nucleare, il ripristino e l\u2019aumento delle sanzioni economiche e finanziarie e lo schieramento di nuove unit\u00e0 terrestri ed aeronavali nella regione).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;assenza annunciata dei palestinesi<br \/>\n<\/strong>L\u2019approvazione del nuovo piano di pace ruota, chiaramente, soprattutto intorno alla posizione che assumer\u00e0 in futuro l\u2019autorit\u00e0 palestinese, da tempo in crisi per le fratture che dividono Hamas da al-Fatah. Nonostante non siano stati ancora rivelati i dettagli della proposta, \u00e8 verosimile che un tale ammontare d\u2019investimenti comporti in cambio precise richieste e, quantomeno, il disarmo delle cellule terroristiche operanti a Gaza.<\/p>\n<p>L\u2019Anp, attraverso comunicati ufficiali, ha gi\u00e0 reso nota l\u2019intenzione di non partecipare al <em>summit<\/em>\u00a0di Manama e di rifiutare, in futuro, qualsiasi ulteriore proposta di pace provenga dagli Stati Uniti che non tenga conto delle aspirazioni politiche del popolo palestinese. Dichiarazioni queste che, per\u00f2, non considerano le necessit\u00e0 contingenti dello stesso popolo, le cui gi\u00e0 precarie condizioni dovranno fare i conti anche con l\u2019annunciato taglio dei fondi destinati all\u2019Unrwa, deciso dall&#8217;Amministrazione Usa. \u00c8 chiaro che il rifiuto palestinese, ad oggi certo, potrebbe essere strumentalizzato in chiave mediatica da Israele e Usa, aumentando l\u2019isolamento dei vertici dell\u2019Anp.<\/p>\n<p><strong>La questione al centro degli equilibri regionali<\/strong><br \/>\nIl <em>summit<\/em> di Manama difficilmente metter\u00e0 fine al conflitto israelo-palestinese, anche per il momento di debolezza politica del premier israeliano, incapace di formare un Esecutivo nonostante la vittoria nelle elezioni di aprile scorso. Peraltro, \u00a0i Governi arabi moderati, seppur abbiano finora supportato Ramallah pi\u00f9 con comunicati ufficiali che con iniziative concrete, non cambieranno (a livello formale, almeno) la loro visione sul problema e sosterranno ancora il diritto dei palestinesi ad uno Stato indipendente, con capitale Gerusalemme est.<\/p>\n<p>In attesa delle elezioni israeliane fissate a settembre prossimo, molto dipender\u00e0 anche dai dettagli del piano, in riferimento in particolare al nodo di Gerusalemme ed ai territori occupati. Ma tale quadro e l\u2019annunciata assenza dell\u2019Anp on sembrano preoccupare eccessivamente i protagonisti dell\u2019evento, in quanto sono tutti convinti che la questione palestinese \u00e8 oramai inglobata in uno scontro pi\u00f9 generale che investe l\u2019intero Medio Oriente.<\/p>\n<p>E una vittoria del presidente Trump, indipendentemente dagli esiti del confronto, sar\u00e0 quella di essere stato capace di riunire intorno allo stesso tavolo per la prima volta i rappresentanti dei Governi di Israele, Arabia Saudita, EAU e Bahrain in una capitale di un Paese arabo moderato, per compiere insieme un primo importante passo verso una strategia condivisa che punti a contrastare le mire espansionistiche iraniane nella regione.<\/p>\n<p>Per ora, l\u2019Anp e l\u2019intero cosmo palestinese resteranno ad osservare, in attesa di capire le strategie della propria leadership, divisa tra necessit\u00e0 di bilanciare principi e ideologie, da una parte, con pragmatismo e visione storica realistica, dall&#8217;altra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Manama, capitale del regno del Bahrain, ospiter\u00e0 il 25 e 26 giugno il Vertice &#8216;Peace for Prosperity&#8217;, in cui verr\u00e0 esaminata la proposta degli Stati Uniti relativa a un\u2019eventuale futura soluzione del conflitto israelo-palestinese, chiamata &#8216;Deal of the Century&#8217;. 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