{"id":74373,"date":"2019-06-13T11:46:14","date_gmt":"2019-06-13T09:46:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74373"},"modified":"2019-06-18T00:31:17","modified_gmt":"2019-06-17T22:31:17","slug":"mediterraneo-marosi-contenzioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/mediterraneo-marosi-contenzioso\/","title":{"rendered":"Mediterraneo: i marosi del contenzioso turco-greco-cipriota"},"content":{"rendered":"<p>A oltre un anno dall&#8217;incidente della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/cipro-ambizioni-marittime-levante\/\"><u>Saipem 12000,\u00a0<\/u><\/a>nulla \u00e8 cambiato nel Mediterraneo orientale. Sempre pi\u00f9 evidente \u00e8 lo scontro per lo sfruttamento delle risorse marine: la Turchia si contrappone non solo a Grecia e Cipro, ma anche all\u2019Ue e persino a Israele ed Egitto. Torna ad agitarsi, in concomitanza con il rinnovo delle istituzioni Ue, la questione dell\u2019autoproclamata Repubblica turca Cipro del Nord (Rtcn) e dei diritti della sua comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Posizione Ue<br \/>\n<\/strong>In un recente <a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/575899\/\"><u>dibattito organizzato dal Forum Turchia-Ue,\u00a0<\/u><\/a>cui hanno anche partecipato esponenti dello <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\">IAI<\/a>, si \u00e8 discusso di riapertura del negoziato di adesione della Turchia all\u2019Ue, del ruolo della Turchia in Siria e dei contenziosi marittimi.<\/p>\n<p>Circa le tensioni del Mediterraneo orientale, \u00e8 stato messo in chiaro che non giova certo alla distensione\u00a0 la posizione Ue sulla difesa della Zona economica esclusiva (Zee) di Cipro, considerata parte della pi\u00f9 ampia Zee europea. Per l\u2019Ue, i confini della Zee reclamata da Cipro e gi\u00e0 spartita per accordo con Egitto (2003), Libano (2007) e Israele (2010). sono in sostanza intangibile frontiera marittima europea.<\/p>\n<p>La partita si gioca anche sull&#8217;applicazione da parte della Turchia della Convenzione del diritto del mare (Cnudm), considerata dall\u2019Ue posizione non discutibile. Ankara non intende divenirne parte (anche Usa, Israele e Libia ne sono fuori) , in modo da potere contestare il diritto della Grecia ad estendere a 12 miglia le proprie acque territoriali (ora sono di 6 miglia), in accordo con la stessa Convenzione.<\/p>\n<p><strong>Intransigenza turca<br \/>\n<\/strong>Il rifiuto di Ankara di sottoscrivere la Cnudm potr\u00e0 difficilmente cambiare sino a quando il regime della Convenzione sar\u00e0 percepito non come un insieme di regole\u00a0 che hanno acquisito valore consuetudinario ma come una minaccia ai propri interessi.<\/p>\n<p>Questo vale sia per la spartizione della Zee dell\u2019Egeo sia per l\u2019allargamento delle acque territoriali greche che causerebbe l\u2019interclusione delle coste turche. Se questo avvenisse, per salvaguardare il libero accesso della Turchia all&#8217;alto mare e per garantire il transito nelle vie di comunicazione con il Mar Nero, in teoria bisognerebbe stabilire corridoi internazionali di traffico.<\/p>\n<p>Su tutta la questione aleggia il problema della posizione della Turchia nella Nato. L\u2019Alleanza aveva imposto in passato a Grecia e Turchia di astenersi dall&#8217;aggravare la tensione: nell&#8217;Egeo, l\u2019obiettivo era\u00a0 quello di preservare la libert\u00e0 dell\u2019alto mare e la connessa mobilit\u00e0 delle Forze aero-navali senza procedere a proclamazioni unilaterali.<\/p>\n<p>Ora Ankara accusa la Nato di parteggiare per la Grecia eccependo persino che l\u2019Alleanza violi con le proprie attivit\u00e0 il regime di demilitarizzazione delle Isole dell\u2019Egeo stabilito dagli Accordi di Losanna del 1923 e di Parigi del 1947. Anche gli Stati Uniti hanno preso posizione contro le pretese turche.<\/p>\n<p><strong>Intesa freco-cipriota<br \/>\n<\/strong>Oggettivamente, le posizioni greche contrarie alle pretese turche per un\u2019estesa Zee che si spinga sino all\u2019Egitto coincidono con quelle cipriote. Anzi, pu\u00f2 dirsi che Cipro mette in atto quello che la Grecia indica solo come possibile. Appare evidente come la non appartenenza alla Nato e lo scudo dell\u2019Ue, oltre che il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/cipro-lequazione-regionale-non-torna-ancora\/\"><u>sostegno britannico\u00a0<\/u><\/a>(Cipro \u00e8 anche membro del Commonwealth), siano per Nicosia un vantaggio.<\/p>\n<p>L\u2019accorta politica marittima cipriota &#8211; che non dimentichiamolo \u00e8 ai primi posti mondiali per tonnellaggio di mercantili di bandiera &#8211; trova continue conferme. Basti pensare <a href=\"https:\/\/cyprus-mail.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/\"><u>all\u2019attivit\u00e0 di pubblica informazione<\/u>\u00a0<\/a>volta a spiegare alla comunit\u00e0 internazionale le proprie posizioni in materia di frontiere dei mari adiacenti.<\/p>\n<p>La ragione sembra quindi essere solo dalla parte cipriota. Questo potrebbe aver indotto Nicosia ad autorizzare attivit\u00e0 offshore della Saipem 12000 in aree marittime disputate, quando invece cautela vuole che si evitino simili azzardi.<\/p>\n<p>Tuttavia, la disputa riguarda oramai tutta la Zee attorno a Cipro: a sud e ad est sono in ballo i diritti della popolazione della Rtcn a ottenere vantaggi economici dalle attivit\u00e0 offshore; a nord-ovest, si \u00e8 aperto un nuovo fronte dopo che Ankara ha inviato una nave di ricerca scortata da fregate in un\u2019area ricadente nella Zee cipriota, a ovest del meridiano 32\u00b016\u203218\u201d E, rivendicata come propria.<\/p>\n<p><strong>Interessi italiani<br \/>\n<\/strong>L\u2019affronto subito dall\u2019Eni per essere finita in mezzo al fuoco incrociato della disputa turco-cipriota \u00e8 rimasto sostanzialmente impunito. Forse bisognerebbe ripartire dall&#8217;episodio dello scorso anno per effettuare una concreta valutazione degli interessi marittimi italiani in relazione alla situazione del Mediterraneo orientale ed in particolare del Mar di Levante.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, non risulta nemmeno che l\u2019Italia abbia reagito adeguatamente all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/italia-trivellazioni-avanzata-algeria\/\"><u>iniziativa\u00a0 dell\u2019Algeria<\/u>\u00a0<\/a>di estendere la propria Zee su zone della nostra piattaforma continentale, con il rischio di ritrovarsi presto a subire altri torti derivanti da attivit\u00e0 offshore nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Senza dimenticare che nell\u2019ambito del G7 l&#8217;Italia ha assunto posizioni favorevoli alla libert\u00e0 di navigazione che in teoria combaciano con l\u2019aspirazione turca che non vengano ridotte le aree di alto mare dell\u2019Egeo.<\/p>\n<p>Sinora l\u2019Ue, che \u00e8 parte della Cnudm, ma che non ha competenze in materia di definizione dei confini marittimi, ha solo condannato le pretese turche. Se in futuro l\u2019Italia si attivasse per la riapertura del negoziato di adesione della Turchia all\u2019Ue, potrebbero porsi le condizioni per una riconsiderazione del contenzioso turco-greco-cipriota in termini meno ultimativi e stringenti per Ankara.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A oltre un anno dall&#8217;incidente della\u00a0Saipem 12000,\u00a0nulla \u00e8 cambiato nel Mediterraneo orientale. Sempre pi\u00f9 evidente \u00e8 lo scontro per lo sfruttamento delle risorse marine: la Turchia si contrappone non solo a Grecia e Cipro, ma anche all\u2019Ue e persino a Israele ed Egitto. 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