{"id":74382,"date":"2019-06-14T00:36:21","date_gmt":"2019-06-13T22:36:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74382"},"modified":"2019-06-17T23:54:07","modified_gmt":"2019-06-17T21:54:07","slug":"moldova-crisi-istituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/moldova-crisi-istituzionale\/","title":{"rendered":"Moldova: una profonda e pericolosa crisi istituzionale"},"content":{"rendered":"<p>La piccola <strong>Moldova<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/07\/moldova-un-quadro-politico-confuso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sta vivendo<\/a> in questi giorni una profondissima e pericolosa crisi istituzionale. A seguito della visita della scorsa settimana a Chi\u015fin\u0103u dell\u2019emissario del Cremlino, Dmitry Kozak, lo stallo politico post-elettorale pareva definitivamente superato. Ai socialisti filorussi (Psrm) del presidente Igor <strong>Dodon<\/strong> sarebbe andata l\u2019importante carica di speaker del Parlamento, mentre agli europeisti di Maia <strong>Sandu<\/strong> (Acum) il governo di minoranza. Insieme avrebbero amministrato il Paese, mettendo nell&#8217;angolo il terzo polo del Parlamento: i democratici (Pdm) del discusso oligarca Vlad <strong>Plahotniuc<\/strong>, vera eminenza grigia della piccola Repubblica.<\/p>\n<p>Pareva fatta. Soprattutto in considerazione del fatto che il commissario dell&#8217;Unione europea\u00a0per la Politica di vicinato, Johannes Hahn, e il responsabile del Dipartimento Usa per l\u2019Est Europa, Brad Freden \u2013 in quei giorni nella capitale moldava \u2013 non avevano espresso alcuna rimostranza.<\/p>\n<p><strong>Il colpo di coda di Plahotniuc<\/strong><br \/>\nMa le risorse di Plahotniuc paiono inesauribili. Con una interpretazione pretestuosa della norma dei \u201ctre mesi\u201d di tempo per formare un esecutivo, la Corte costituzionale \u2013 composta da uomini vicini al leader democratico \u2013 ha dichiarato illegittimo il nascente governo di Maia Sandu, poich\u00e9 insediatosi oltre la scadenza limite &#8220;dei 90 giorni\u201d. La Corte ha poi sospeso dalle sue funzioni il capo dello Stato, ordinando al premier uscente Pavel Filip (Pdm) di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. Il mancato passaggio dei poteri \u00e8 stato vissuto in modo cos\u00ec convulso e frenetico da indurre Filip a commettere errori come la fissazione della data delle nuove consultazioni in un giorno feriale: venerd\u00ec 6 settembre.<\/p>\n<p>Il nuovo Parlamento ha reagito votando all&#8217;unanimit\u00e0 dei presenti (Psrm e Acum insieme) l\u2019incostituzionalit\u00e0 della decisione della Corte, completando la reciproca delegittimazione dei poteri dello Stato. Come se non bastasse, l\u2019ingegnoso &#8216;Mr. P&#8217; si \u00e8 lanciato in una capillare guerra personale fatta di dossieraggi, ricatti e incitamenti alla rivolta popolare.<\/p>\n<p><strong>Lo schema del ribaltone politico del leader democratico<br \/>\n<\/strong>Il tentativo di ribaltone politico segue uno schema ben preciso: accusare il presidente della Repubblica di tradimento della Patria, mostrando prove \u201cinconfutabili&#8221;; pretendere lo scioglimento del Psrm per finanziamento illecito estero (Russia), escludendolo da future elezioni; chiedere le elezioni anticipate; neutralizzare i funzionari pubblici che dichiarano sostegno al nuovo governo Sandu; comprare il sostegno delle potenze occidentali.<\/p>\n<p>In questo guerra intestina, ormai irreversibile, il primo che molla perde tutto: se Plahotniuc si adeguasse al nuovo corso, rischierebbe il carcere per corruzione senza via di fuga sicura per l\u2019estero; se Dodon accettasse di tornare alle urne, il Psrm potrebbe essere escluso ed egli accusato di alto tradimento; se Sandu si apprestasse a nuove elezioni, la propria formazione risulterebbe ridimensionata e privata del consenso dell\u2019elettorato unionista ed europeista a causa dell\u2019inviso patto con i filorussi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;atteggiamento della comunit\u00e0 occidentale<\/strong><br \/>\nLa comunit\u00e0 internazionale pare al momento sostenere il nuovo governo, seppur bizzarro, considerandolo frutto di regolari e democratiche elezioni. Ma l\u2019inossidabile magnate cerca di creare un consenso internazionale attorno alla propria opposizione per la &#8216;salvezza&#8217; della Moldova.<\/p>\n<p>La decisione del premier uscente Filip di trasferire l\u2019ambasciata moldava in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme ha proprio questo scopo. Cos\u00ec come la contestuale cessione del vastissimo terreno dell\u2019ex stadio repubblicano a Chi\u015fin\u0103u all&#8217;ambasciata degli Stati Uniti, affinch\u00e9 costruiscano la nuova sede. Con questi due provvedimenti il vecchio esecutivo cerca di ottenere con scambi concreti il prezioso sostegno di Israele e degli Usa.<\/p>\n<p>Nel frattempo gli sherpa di &#8216;Mr. P&#8217; stanno sondando l\u2019eventuale appoggio del governo di Bucarest, anch\u2019esso in forte difficolt\u00e0 sul fronte corruzione, cercando di persuaderlo che le elezioni anticipate sarebbero a primario vantaggio dei movimenti unionisti in Moldova, i quali potrebbero crescere vistosamente grazie all&#8217;azzeramento dell\u2019offerta politica.<\/p>\n<p>Dal canto suo Mosca ha gi\u00e0 dichiarato \u2013 parole di Putin \u2013 che sosterr\u00e0 il presidente Dodon contro ogni tentativo di usurpazione del potere, aspettandosi che le cancellerie occidentali si schierino dalla parte giusta. Ovvero contro i poteri oligarchici.<\/p>\n<p><strong>Emergenza energia e &#8216;generale Inverno&#8217;<\/strong><br \/>\nIl Cremlino ha buona ragione di essere in apprensione. Qualora non vi sia a Chi\u015fin\u0103u un governo responsabile nel pieno delle proprie funzioni prima del prossimo inverno, diverrebbe impossibile affrontare l\u2019attesa crisi energetica nella regione. Con la sospensione del transito di gas russo attraverso l\u2019Ucraina, la regione separatista di <strong>Transnistria<\/strong> rischierebbe seriamente di rimanere al gelo con inevitabili ripercussioni sul tessuto socio-economico.<\/p>\n<p>Il presidente transnistriano e amico di Putin, Vadim Krasnosesky, senza i giusti appoggi esterni faticherebbe a fronteggiare eventuali sommosse eterodirette. Kiev ha gi\u00e0 annunciato che l\u2019Sbu (intelligence) sta rafforzando il controspionaggio lungo tutto il confine condiviso con la Moldova, proprio per impedire l\u2019ingresso nella piccola repubblica di agenti segreti russi o di cittadini radicalizzati.<\/p>\n<p>L\u2019unico leader Ue che pare essersi accorto della gravit\u00e0 della situazione pare essere il presidente della Romania, Klaus Iohannis, il quale ha scritto una lettera a Bruxelles per chiedere \u201cin regime d\u2019urgenza\u201d provvedimenti negoziati e condivisi. D\u2019altronde Bucarest vuole evitare una crisi geopolitica e securitaria lungo le proprie frontiere.<\/p>\n<p>E possibilmente sapere gi\u00e0 da ora con chi rapportarsi per l\u2019eventuale vendita alla Moldova di gas romeno a prezzi politici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La piccola Moldova sta vivendo in questi giorni una profondissima e pericolosa crisi istituzionale. A seguito della visita della scorsa settimana a Chi\u015fin\u0103u dell\u2019emissario del Cremlino, Dmitry Kozak, lo stallo politico post-elettorale pareva definitivamente superato. Ai socialisti filorussi (Psrm) del presidente Igor Dodon sarebbe andata l\u2019importante carica di speaker del Parlamento, mentre agli europeisti di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":74399,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1701,1698,1702,1703,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74382"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74382"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74382\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74404,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74382\/revisions\/74404"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}