{"id":7440,"date":"2008-02-22T00:00:00","date_gmt":"2008-02-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lindipendenza-che-divide-il-mondo\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:59","slug":"lindipendenza-che-divide-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/02\/lindipendenza-che-divide-il-mondo\/","title":{"rendered":"L\u2019indipendenza che divide il mondo"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019autoproclamazione dell\u2019indipendenza del Kosovo, il 17 febbraio scorso, si \u00e8 aperta una complessa fase nei rapporti internazionali. Molti degli elementi di questo intricato scenario sono ancora in movimento e le conseguenze imprevedibili. Si moltiplicano le iniziative diplomatiche, caratterizzate dalla classica ambiguit\u00e0. Oltre alle dinamiche interne in Serbia e in Kosovo, \u00e8 opportuno analizzare il coinvolgimento internazionale che si muove su diversi piani: Onu, Ue, Usa, Russia e Cina, senza dimenticare l\u2019apertura di una complicata partita su scala regionale.<\/p>\n<p>          <b>La questione dei requisiti<\/b><br \/>Se la nostra analisi prende le mosse dal problema della legalit\u00e0 internazionale, dobbiamo ricordare che, secondo la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?id=747\"><b><u>risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1244<\/u><\/b><\/a>(10 giugno 1999), con cui si concluse la campagna aerea della Nato contro la Jugoslavia (Serbia e Montenegro) della primavera di quell\u2019anno, e in base alla Costituzione serba, il Kosovo \u00e8 parte integrante dello Stato serbo, in quanto erede internazionalmente riconosciuto della Federazione jugoslava. La stessa risoluzione prevedeva che lo <i>status<\/i> finale della provincia, temporaneamente affidato ad un protettorato internazionale, sarebbe stato deciso da un\u2019ulteriore risoluzione dello stesso Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>        Secondo una consolidata prassi politica nelle operazioni di <i>state building<\/i>, per arrivare alla definizione dello <i>status<\/i> definitivo \u00e8 necessario raggiungere determinati standard: rientro dei profughi (200.000 serbi, rom e montenegrini sono stati espulsi dalla provincia nel giugno 1999), tutela e garanzia per le minoranze rimaste, rispetto dello stato di diritto, creazione di istituzioni politiche e amministrative interetniche. Secondo molte valutazioni internazionali, un ulteriore problema del Kosovo in questi anni \u00e8 stato costituito dalla presenza di una fortissima criminalit\u00e0 organizzata, impegnata nel commercio delle droghe e nella tratta degli esseri umani. <\/p>\n<p>      In questi anni si sono svolti, come previsto, i negoziati  tra serbi e albanesi del Kosovo, condotti in una prima fase dal finlandese Ahtisaari e successivamente dalla trojka (Usa, Ue e Russia). Durante i negoziati, mentre la Serbia si \u00e8 pi\u00f9 volte dichiarata disponibile alla ricerca di un compromesso (presentando diversi \u201cmodelli\u201d di accordo), gli albanesi hanno sin dall\u2019inizio posto l\u2019indipendenza come <i>conditio sine qua non<\/i> per la ricerca di un accordo. <\/p>\n<p>L\u2019autoproclamazione di indipendenza e il rapido riconoscimento da parte di alcuni Stati (Afghanistan, Usa, Francia, Gran Bretagna e, il 21 febbraio, l\u2019Italia) si pongono fuori dal quadro delineato dall\u2019Onu nel 1999. Questi primi atti hanno creato forti tensioni sul piano internazionale e non configurano per il momento l\u2019ingresso formale del Kosovo nella Comunit\u00e0 internazionale (Nazioni Unite). Si pu\u00f2 parlare persino di una \u201cbalcanizzazione\u201d (la divisione come destino) dell\u2019intera comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p><b>La posizione delle Nazioni Unite<\/b><br \/>Il Consiglio di Sicurezza si \u00e8 diviso sulla richiesta urgente da parte della Russia di annullare l\u2019autoproclamazione di indipendenza. Mentre Usa, Gran Bretagna e Francia hanno riconosciuto il Kosovo indipendente, Russia e Cina considerano la proclamazione illegale, chiedendo che si continui a procedere in base a quanto previsto dalla risoluzione 1244. Una volta di pi\u00f9 una vicenda balcanica indebolisce gravemente le Nazioni Unite, del resto in crisi da parecchi anni. Da parte sua, il Segretario generale, rifiutandosi di entrare nel merito sulla legalit\u00e0 o meno della secessione unilaterale, ha dichiarato che per l\u2019Onu l\u2019unico documento valido continua ad essere la risoluzione del 1999, e che le Nazioni Unite continueranno a mantenere la loro presenza, civile in Kosovo (Unmik). La Kfor, le truppe che, a comando Nato, garantiscono attualmente l\u2019ordine nella provincia agiscono almeno formalmente su mandato delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p><b>Unione Europea divisa<\/b><br \/>Per l\u2019ennesima volta la Ue si divide quando si tratta di assumere una comune posizione in politica estera. La celebre battuta di Kissinger sull\u2019impossibilit\u00e0 di trovare il \u201cnumero di telefono\u201d dell\u2019Europa resta drammaticamente attuale. L\u2019unica cosa su cui i 27 paesi hanno concordato \u00e8 sull\u2019impossibilit\u00e0 di assumere una posizione concorde; i singoli Stati sono stati lasciati liberi di procedere o meno al riconoscimento del Kosovo \u201csulla base delle leggi interne e del diritto internazionale\u201d. L\u2019Ue sembra aver abbandonato quello che \u00e8 stato il suo punto di riferimento giuridico durante la lacerante crisi jugoslava degli anni Novanta, e cio\u00e8 le conclusioni della Commissione Badinter, secondo cui andava riconosciuta l\u2019indipendenza delle 6 Repubbliche che formavano la Jugoslavia post-bellica nelle loro frontiere, rifacendosi a quanto stabilito dalla Costituzione del paese.<\/p>\n<p> Anche la decisione dell\u2019Unione di inviare una missione civile, Eulex, di 2000 uomini (poliziotti e magistrati in larga misura), i cui primi contingenti sono arrivati in Kosovo il giorno prima della proclamazione d\u2019indipendenza, ha suscitato forti polemiche, innanzitutto sul piano della legalit\u00e0 internazionale. La missione non opera infatti sotto mandato del Consiglio di Sicurezza, n\u00e9 per invito delle autorit\u00e0 serbe che la considerano persino \u201cforza di occupazione\u201d. Da un punto di vista puramente giuridico, questa \u00e8 la prima volta che la Ue &#8211; in questo caso unanime &#8211; opera al di fuori del quadro di legalit\u00e0 rappresentato dalle Nazioni Unite. Per una delle non rare ironie della storia, quest\u2019ultimo capitolo della disgregazione jugoslava avviene quando la Presidenza Ue \u00e8 detenuta dalla Slovenia, prima Repubblica a proclamare, nel 1991, la secessione unilaterale.<\/p>\n<p><b>Russia e Stati Uniti <\/b><br \/>La Russia, che ha investito poco nella attuale crisi balcanica, sta invece rafforzando la sua immagine di custode della legalit\u00e0 internazionale. Pi\u00f9 volte Putin, nelle sue ultime dichiarazioni in veste di Presidente russo, ha rimproverato l\u2019Unione di condurre una politica ambigua, applicando standard ogni volta diversi e creando precedenti di lesione del diritto internazionale, che non potranno restare senza conseguenze nei rapporti tra Russia e Ue.  In ogni caso Mosca si schiera decisamente a fianco della Serbia, tentando di rafforzarne la posizione di fronte alla Comunit\u00e0 internazionale. <\/p>\n<p>Gli Usa, che avevano gi\u00e0 \u201cufficiosamente\u201d promesso l\u2019indipendenza agli albanesi del Kosovo nel febbraio-marzo 1999 e \u201cufficialmente\u201d con il discorso di George Bush di alcuni mesi or sono a Tirana, hanno svolto, almeno apparentemente, un ruolo defilato nelle ultime settimane, lasciando l\u2019iniziativa (e i costi) alla Ue.  In ogni caso, anche grazie alla presenza di una grandiosa base militare in Kosovo (Campo Bondsteel, costruita immediatamente dopo la guerra del 1999), gli Stati Uniti resteranno un fattore essenziale nell\u2019evolversi della situazione. <\/p>\n<p>      <b>Il contesto balcanico<\/b><br \/>Le conseguenze pi\u00f9 potenzialmente pericolose dell\u2019indipendenza del Kosovo si potranno registrare su scala regionale. Da una parte vi \u00e8 un possibile effetto domino; sulla base dell\u2019autodeterminazione \u201cetnica\u201d, i serbi in Bosnia o gli albanesi in Macedonia potrebbero chiedere l\u2019indipendenza o l\u2019unione con altri Stati della regione. La decisione di riconoscere o meno il Kosovo potrebbe perci\u00f2 determinare laceranti problemi interni alla Bosnia, al Montenegro e alla Macedonia. E ci\u00f2 potrebbe ulteriormente accelerare il processo di avvicinamento alla Ue di questi paesi. <\/p>\n<p>A Belgrado, con voto unanime, il Parlamento ha annullato tutti gli atti di Pristina in materia di indipendenza. Persino il filo-occidentale e moderato Tadic, fresco vincitore delle elezioni presidenziali, ha dichiarato che \u201cla Serbia non riconoscer\u00e0 mai l\u2019indipendenza del Kosovo, dove storicamente \u00e8 nato lo Stato serbo\u201d e che per i serbi rappresenta il simbolo dell\u2019identit\u00e0 nazionale. Il leit-motiv che risuona in questi giorni in Serbia \u00e8: \u00e8 solo l\u2019inizio della nostra battaglia per riportare ufficialmente il Kosovo all\u2019interno della Serbia. Oltre al ritiro degli ambasciatori in tutti i paesi che hanno riconosciuto o riconosceranno il Kosovo indipendente, Belgrado ha gi\u00e0 avviato un processo presso la Corte di Giustizia dell\u2019Aja  contro i paesi  che, violando il diritto internazionale, si sono schierati a fianco del governo di Pristina. <\/p>\n<p>Sul piano interno, presidente e premier kosovari sono stati incriminati per secessione. Ufficialmente, la Serbia ha pi\u00f9 volte ribadito che non ricorrer\u00e0 all\u2019uso della forza per recuperare la provincia ribelle, ma non si possono escludere incidenti dalle conseguenze imprevedibili nel caso in cui Pristina pretenda di esercitare i suoi diritti sovrani sulla parte settentrionale del Kosovo, ove i serbi continuano a costituire la maggioranza della popolazione e che confina direttamente con la Serbia. <\/p>\n<p>      La Serbia si avvia a concludere, con una possibile pesante sconfitta, un secolo di storia che aveva iniziato nell\u2019entusiasmo vittorioso delle Guerre balcaniche e della Prima guerra mondiale, la guerra in cui aveva pagato un altissimo prezzo di sangue (con la morte di un quarto della popolazione), non solo in difesa della propria sopravvivenza, ma anche in nome della creazione di un nuovo Stato, patria comune per gli slavi del sud. <\/p>\n<p>       Il Kosovo pare dunque avviarsi ad acquisire una dimensione statuale che non ha mai avuto nella sua storia. La sua popolazione, che negli ultimi decenni ha molto sofferto per diversi motivi, meriterebbe un futuro pacifico e stabile.  Ma sar\u00e0 questa la conclusione di quella \u201cprimavera dei popoli balcanici\u201d che, partendo dal principio dell\u2019autodeterminazione dei popoli, purtroppo pi\u00f9 volte in questa sfortunata regione si \u00e8 tradotto in \u201cautodeterminazione mia, morte tua\u201d?  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019autoproclamazione dell\u2019indipendenza del Kosovo, il 17 febbraio scorso, si \u00e8 aperta una complessa fase nei rapporti internazionali. Molti degli elementi di questo intricato scenario sono ancora in movimento e le conseguenze imprevedibili. Si moltiplicano le iniziative diplomatiche, caratterizzate dalla classica ambiguit\u00e0. Oltre alle dinamiche interne in Serbia e in Kosovo, \u00e8 opportuno analizzare il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[97],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7440"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7440"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7440\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62847,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7440\/revisions\/62847"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}