{"id":74413,"date":"2019-06-16T00:30:21","date_gmt":"2019-06-15T22:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74413"},"modified":"2019-06-19T13:17:10","modified_gmt":"2019-06-19T11:17:10","slug":"golfo-oman-fiamme-iran-yemen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/golfo-oman-fiamme-iran-yemen\/","title":{"rendered":"Golfo di Oman (quasi) in fiamme: Iran e Yemen, una sola partita"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Cresce il senso di accerchiamento a Riad: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/arabia-saudita-trump-ago-bilancia\/\"><strong>Arabia Saudita<\/strong><\/a> ed <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/emirati-arabi-lunga-mano-gaza\/\"><strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong><\/a> (Eau) sperimentano direttamente gli effetti indiretti della politica trumpiana della \u201cmassima pressione\u201d sull\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/golfo-hormuz-ritorno-passato\/\"><strong>Iran<\/strong><\/a>. Ovvero, l\u2019aumento degli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/golfo-mari-caldi-hormuz\/\">attacchi via mare<\/a>, molto verosimilmente riconducibili a Teheran e al suo network transnazionale sciita (compresi gli huthi, gli insorti yemeniti alleati ma non <i>proxy <\/i>dell\u2019Iran), contro obiettivi commerciali ed energetici nel <strong>Golfo dell\u2019Oman<\/strong> e nel Mar Rosso Meridionale. E aumentano anche gli attacchi degli huthi, con missili e droni, contro obiettivi civili in Arabia Saudita. Perch\u00e9 le due partite, Iran e <strong>Yemen<\/strong>, si stanno inestricabilmente legando, poich\u00e9 giocate, con modalit\u00e0 asimmetriche e da attori connessi tra loro, lungo il perimetro marittimo e aereo della Penisola arabica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><b>L\u2019accerchiamento della Penisola Arabica<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">La tensione \u00e8 sempre pi\u00f9 alta a est dello stretto di Hormuz: il 13 giugno, un mese dopo i sabotaggi a quattro petroliere al largo dell\u2019emirato di Fujairah (Eau), altre due petroliere, una norvegese, l\u2019altra giapponese, sono state misteriosamente attaccate nel Golfo dell\u2019Oman: equipaggi in salvo ma navi in fiamme.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Dunque, l\u2019escalation prosegue, cos\u00ec come le accuse di <strong>Stati Uniti<\/strong> e Arabia Saudita all\u2019Iran: dato il ripetersi di minacce e incidenti, la \u201croutinizzazione\u201d di uno scontro a bassa intensit\u00e0 nelle acque intorno alla Penisola Arabica (stretto di Hormuz, Golfo di Oman, ma anche Mar Rosso meridionale e Bab el-Mandeb, a causa degli attacchi marittimi degli insorti huthi dello Yemen), \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un fattore di rischio globale per la sicurezza marittimo-energetica e la libert\u00e0 di navigazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><b>Due incidenti, stesso schema<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">C\u2019\u00e8 una ricorrente sincronia fra gli attacchi missilistici degli insorti yemeniti, gli huthi, contro il territorio saudita e gli incidenti asimmetrici via mare a est di Hormuz. Dal mese di maggio, gli huthi hanno intensificato il lancio di droni e missili contro obiettivi civili (aeroporti, oleodotti) in Arabia Saudita. Il 12 giugno, hanno colpito con un missile l\u2019aeroporto civile di Abha, nell\u2019Asir saudita, provocando 26 feriti, il numero<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pi\u00f9 alto registrato finora. Poi, il 13 giugno, i nuovi attacchi alle petroliere nel Golfo di Oman.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Lo stesso schema si era verificato il mese scorso. Il 12 maggio, quattro navi commerciali (due petroliere saudite nella zona economica esclusiva degli Eau, una nave con bandiera emiratina, un\u2019altra con vessillo norvegese) erano state sabotate al largo di Fujairah, nel Golfo dell\u2019Oman, gi\u00e0 Mare arabico. Nessuno aveva rivendicato l\u2019azione. Le navi riportarono danni limitati e un\u2019inchiesta coordinata dagli Eau riscontr\u00f2 danni compatibili con l\u2019uso di mine marittime, dietro cui si celerebbe, secondo Abu Dhabi \u201cuno Stato\u201d. Il 14 maggio, sette droni avevano poi colpito due installazioni petrolifere nell\u2019area di Riad, provocando l\u2019interruzione momentanea dell\u2019oleodotto East-West (Petroline) per accertamenti. Il lancio era stato rivendicato dagli huthi, in ritorsione ai bombardamenti sauditi nello Yemen. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Certo, gli insorti yemeniti, attori con una genesi e un\u2019agenda di politica interna, non sono <i>proxy <\/i>di Teheran, dalla quale ricevono per\u00f2 aiuti militari e addestramento. Tuttavia, la forte frammentazione del movimento degli huthi rende sempre pi\u00f9 contraddittorie le loro mosse politiche (per esempio, tre giorni dopo l\u2019inizio del ritiro da Hodeida secondo i piani dell\u2019Onu, essi rivendicavano l\u2019attacco alle installazioni petrolifere saudite) e ci\u00f2 potrebbe favorire una convergenza fra l\u2019ala pi\u00f9 intransigente e militare (quella della famiglia Al Huthi di Saada) e la fazione dei &#8216;falchi&#8217; iraniani. <\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><b>I limiti della strategia saudita &#8216;oltre Hormuz&#8217;<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">I due incidenti marittimi inviano un segnalo univoco ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi: gli interessi delle monarchie possono essere colpiti anche al di l\u00e0 del Golfo stesso, nonch\u00e9 dello stretto di Hormuz. Quindi, non esistono \u201cmari sicuri\u201d intorno alla Penisola arabica. Il messaggio \u00e8 insidioso: da un decennio, sauditi ed emiratini investono nello sviluppo di infrastrutture energetiche e commerciali \u201coltre Hormuz\u201d, data la rivalit\u00e0 con l\u2019Iran e il rischio di escalation. Un trend sempre pi\u00f9 marcato, alimentato da una vivace <i>geopolitica dei porti<\/i> fra Golfo, Mar Rosso &#8211; Corno d\u2019Africa e Oceano Indiano occidentale. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">I principali progetti infrastrutturali e urbanistici dell\u2019Arabia Saudita, legati anche a &#8216;<a href=\"https:\/\/vision2030.gov.sa\/en\">Vision 2030<\/a>&#8216;,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>fanno perno sulla costa occidentale: l\u2019oleodotto Petroline convoglia il greggio della regione orientale del regno verso i terminal per l\u2019export di Yanbu, Mar Rosso. Ma proprio il suo lembo meridionale, e prima delle operazioni militari emiratine in Yemen anche lo stretto del Bab el-Mandeb, sono stati teatro di attacchi marittimi (con missili, imbarcazioni-drone e mine) da parte degli huthi, anche contro navi commerciali. Nell\u2019agosto 2018, dopo un attacco a una petroliera di Riad, i sauditi hanno sospeso per dieci giorni il loro transito petrolifero nel Bab el-Mandeb. <\/span><span class=\"s1\">Dunque, neanche la rotta occidentale pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata dai sauditi come un\u2019alternativa sufficientemente sicura a Hormuz.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><b>Un\u2019iniziativa navale?<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Dopo che le truppe filo-emiratine hanno strappato agli huthi l\u2019area costiera del Bab el-Mandeb in Yemen, l\u2019Arabia Saudita ha lanciato il progetto della <i>Red Sea Alliance<\/i> (con Egitto, Gibuti, Somalia, Sudan, Yemen e Giordania) per la sicurezza marittima nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. Pi\u00f9 a sud, l\u2019ancora operativa EuNavfor (l\u2019Operazione Atalanta dell\u2019Unione europea) ha contribuito, insieme alla <i>Ocean Shield<\/i> della Nato conclusasi nel 2016, a ridurre il fenomeno della pirateria al largo delle coste somale. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Proprio un\u2019iniziativa navale multilaterale per la messa in sicurezza dei principali snodi energetico-commerciali della Penisola Arabica potrebbe prendere forma ora: un possibile argine all\u2019escalation che consentirebbe a Donald Trump di \u201cbattere un colpo\u201d e mostrarsi solidale con gli alleati, ma senza aprire un conflitto imprevedibile a poco pi\u00f9 di un anno dalle elezioni Usa. Con la consapevolezza, per\u00f2, che quello marittimo \u00e8 solo un aspetto, anche se il pi\u00f9 pressante, del mosaico rotto del Golfo. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cresce il senso di accerchiamento a Riad: Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (Eau) sperimentano direttamente gli effetti indiretti della politica trumpiana della \u201cmassima pressione\u201d sull\u2019Iran. 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