{"id":74427,"date":"2019-06-17T23:51:51","date_gmt":"2019-06-17T21:51:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74427"},"modified":"2019-06-19T17:14:58","modified_gmt":"2019-06-19T15:14:58","slug":"energia-europa-decarbonizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/energia-europa-decarbonizzazione\/","title":{"rendered":"Energia: l&#8217;Ue accelera su decarbonizzazione; e l\u2019Italia?"},"content":{"rendered":"<p>Gli Stati membri dell&#8217;<strong>Ue<\/strong> accelerano sui temi della<strong> decarbonizzazione<\/strong>, proprio alla vigilia del <strong>Consiglio europeo<\/strong> del 20-21 giugno, che affronter\u00e0 la questione dei<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-clima-al-voto-con-il-pianeta-nel-cuore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> cambiamenti climatici<\/a> in vista del <strong>vertice sull&#8217;Azione per il Clima<\/strong> convocato dalle <strong>Nazioni Unite<\/strong> per il 23 settembre 2019. L\u2019incontro di gioved\u00ec rappresenta, infatti, l\u2019ultimo appuntamento disponibile per i governi europei sottoscrivere la <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/clima\/policies\/strategies\/2050_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Strategia a lungo termine per il 2050<\/em><\/a> &#8211; pubblicata dalla Commissione nel novembre 2018 &#8211; prima del vertice di New York voluto dalla segretario generale dell&#8217;Onu Ant\u00f3nio Guterres. Ma il Consiglio europeo rappresenta anche un\u2019opportunit\u00e0 per testare la volont\u00e0 e l\u2019ambizione dell\u2019Ue in materia di decarbonizzazione, e soprattutto per comprendere chi tra gli Stati membri si porr\u00e0 alla guida di questo processo di grande rilevanza strategica.<\/p>\n<p><strong>La guida europea<br \/>\n<\/strong>Oltre ai Piani nazionali energia e clima (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/energia-clima-pniec-sole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pniec<\/a>) al 2030, presentati in bozza alla fine del 2018 e da sottomettere in versione definitiva entro il 2019, i meccanismi di governance definiti nell\u2019ambito dell\u2019<strong>Unione dell&#8217;energia<\/strong> richiedono agli Stati membri anche la definizione di strategie nazionali di lungo periodo con orizzonte al 2050. Queste, partendo dalla <em>Strategia a lungo termine <\/em>dell\u2019Ue che punta a un\u2019Europa a impatto climatico zero al 2050, definiranno le traiettorie identificate dai governi per raggiungere la neutralit\u00e0 climatica nei tempi previsti da Bruxelles.<\/p>\n<p>Si tratta di livelli di ambizione difficilmente immaginabili solamente qualche anno fa, quando l\u2019obiettivo della riduzione delle emissioni all\u201980-90% sembrava gi\u00e0 un risultato straordinario, ma resi quantomai necessari dall&#8217;acuirsi della minaccia climatica su scala globale e dalla proiezioni per nulla rassicuranti dell\u2019ultimo rapporto \u201csul riscaldamento globale a 1.5\u00b0\u201d pubblicato dall\u2019Ipcc. Nonostante la forte guida della Commissione su questo dossier, il raggiungimento del nuovo obiettivo sar\u00e0 chiaramente vincolato agli sforzi messi in atto dagli Stati membri, che saranno chiamati ad allineare le loro politiche al 2030 con il pi\u00f9 generale target di neutralit\u00e0 climatica previsto per l\u2019orizzonte temporale al 2050.<\/p>\n<p><strong>Verso una convergenza?<br \/>\n<\/strong>Negli ultimi mesi l\u2019Ue \u00e8 apparsa fortemente divisa su questo dossier, con un gruppo di Paesi pi\u00f9 progressisti e ambiziosi in tema di decarbonizzazione contrapposto a una frangia &#8211; composta soprattutto da paesi dell\u2019Europa centro-orientale capitanati dalla Polonia &#8211; decisamente meno propensa a sottoscrivere sin da ora impegni al rialzo. La frattura si era gi\u00e0 materializzata lo scorso maggio, quando un non-paper su &#8216;Il Clima per il futuro dell\u2019Europa&#8217;, firmato da un totale di otto Paesi capeggiati dalla Francia &#8211; Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia -, incoraggiava i capi di Stato e di Governo riunitisi al Vertice di Sibiu a porre la questione climatica al centro dell\u2019Agenda Strategica Europea 2019-2024. Significativa l\u2019iniziale assenza dal gruppo dei virtuosi di Italia e Germania, i due principali Paesi manifatturieri europei, il cui peso &#8216;energetico&#8217; nel contesto europeo ha un chiaro impatto sull\u2019ambizione del blocco in materia.<\/p>\n<p>Proprio in extremis, alla vigilia del vertice di Bruxelles di gioved\u00ec e venerd\u00ec, Roma e Berlino si sono aggiunte al gruppo dei favorevoli insieme ai governi britannico, greco, sloveno e slovacco, nonch\u00e9 alla Finlandia che sta per assumere la presidenza di turno. Un segnale importante, quello mandato da Italia e Germania, che non solo consolida un\u2019unit\u00e0 di intenti all&#8217;interno dell\u2019Ue in tema di decarbonizzazione, ma che al contempo d\u00e0 all\u2019Europa la spinta necessaria ad affrontare la tematica sul piano globale. Con soltanto l\u20198% delle emissioni globali, l\u2019Unione non pu\u00f2 infatti accontentarsi di fare bene i compiti a casa propria, ma deve ergersi a guida di un processo multilaterale che coinvolga i grandi emettitori del presente (Cina e Usa in primis) e che intercetti quelli del futuro. Gi\u00e0 dal meeting di New York, a settembre.<\/p>\n<p><strong>Implicazioni per l&#8217;Italia<br \/>\n<\/strong>Fortunatamente l\u2019Italia &#8211; nonostante la titubanza iniziale &#8211; si presenter\u00e0 al Consiglio europeo di Bruxelles al fianco della maggioranza dei Paesi virtuosi sul fronte della\u00a0decarbonizzazione. L\u2019unica collocazione possibile per un Paese &#8211; peraltro candidatosi ad ospitare la prossima <strong>Cop26<\/strong> &#8211; in linea con gli obiettivi europei al 2020, e &#8211; nonostante alcune debolezze del Pniec presentato alla Commissione in materia di misure e <em>policies<\/em> attuative &#8211; generalmente all&#8217;avanguardia sui temi <em>low-carbon<\/em>, come dimostrato anche dalla scelta di uscire dal carbone entro il 2025, primo fondamentale passaggio nel processo di decarbonizzazione del settore elettrico.<\/p>\n<p>Ora la sfida per governo e stakeholders \u00e8 quella di definire un collegamento tra gli obiettivi al 2030 e quelli (in un certo senso radicali) per il 2050, il tutto garantendo quei criteri di stabilit\u00e0 e sicurezza necessari per il funzionamento dei settori energetico e industriale, e pi\u00f9 in generale per la sostenibilit\u00e0 socio-economica a livello nazionale. La neutralit\u00e0 climatica al 2050 rappresenta infatti una sfida non banale, con costi iniziali non irrilevanti, soprattutto per un Paese industrializzato come l\u2019Italia. E l\u2019unico modo per affrontarla \u00e8 provando a cavalcarne con saggezza le opportunit\u00e0, guidando una transizione tecnologica e industriale\u00a0 in senso <em>low-carbon<\/em>.<\/p>\n<p>Se in alcuni settori, come nella generazione elettrica o nell\u2019<em>housing<\/em>, la transizione al 2050 sembra potenzialmente raggiungibile grazie all&#8217;integrazione di rinnovabili, batterie e stoccaggi, efficienza energetica, demand\/response e digitalizzazione, in altri settori &#8211; come quello dei trasporti a medio\/lungo raggio e della manifattura pesante (ed energivora) &#8211; lo scenario appare oggi pi\u00f9 incerto. La maturazione di nuove tecnologie (si pensi ad esempio all\u2019idrogeno e ai biocombustibili) e la definizione di nuovi processi e nuove procedure &#8211; ad esempio per la produzione industriale &#8211; giocheranno un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questi obiettivi.<\/p>\n<p>Questo scenario apre una grande opportunit\u00e0 industriale per l&#8217;Italia. Lanciare &#8211; in prospettiva 2050 ma con l\u2019obiettivo di \u2018monetizzarne\u2019 i benefici ben prima &#8211; una vera e propria trasformazione in senso <em>low-carbon<\/em> del suo tessuto economico. Sviluppando (o rafforzando) filiere industriali funzionali non soltanto al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di met\u00e0 secolo, ma che assicurino al Paese un primato tecnologico e di know-how su scala continentale e globale.<\/p>\n<p>Dopo avere perso alcune sfide (ad esempio quella della manifattura dei pannelli solari), ed essere in grave ritardo su altre (accumuli e\u00a0 stoccaggi), \u00e8 giunta l\u2019ora di definire una politica industriale che intercetti i sacrosanti impegni climatici definiti a livello europeo e globale. E trasformare la lotta al cambiamento climatico, da costo, in opportunit\u00e0 per il Paese e i suoi cittadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Stati membri dell&#8217;Ue accelerano sui temi della decarbonizzazione, proprio alla vigilia del Consiglio europeo del 20-21 giugno, che affronter\u00e0 la questione dei cambiamenti climatici in vista del vertice sull&#8217;Azione per il Clima convocato dalle Nazioni Unite per il 23 settembre 2019. 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