{"id":74430,"date":"2019-06-18T11:58:39","date_gmt":"2019-06-18T09:58:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74430"},"modified":"2019-06-21T13:14:15","modified_gmt":"2019-06-21T11:14:15","slug":"societa-spettro-attivismo-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/societa-spettro-attivismo-europa\/","title":{"rendered":"Societ\u00e0: lo spettro dell&#8217;attivismo nell&#8217;Europa del XXI Secolo"},"content":{"rendered":"<p>Uno spettro s\u2019aggira per l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/strategia-globale-europa-autonoma\/\">Europa<\/a>:\u00a0<\/strong>non \u00e8 il comunismo, ma l\u2019attivismo. Il XXI potrebbe rivelarsi il secolo dei flash mob: cittadini organizzati che si mobilitano per dettare l\u2019agenda politica, costringere i governanti a risolvere i problemi della societ\u00e0 condizionandone le scelte. Sulla cittadinanza attiva, scommettono sia il sociologo ed economista tedesco Wolfgang Streeck sia Rupert Younger, direttore del Centre for Corporate Reputation dell\u2019 Universit\u00e0 di Oxford e autore, assieme a Frank Partnoy. di una riscrittura del Manifesto del Partito comunista di Marx ed Engels, a 171 anni dalla sua pubblicazione.<\/p>\n<p><strong>La speranza pu\u00f2 arrivare dalla societ\u00e0 civile<\/strong><br \/>\nEntrambi a Torino in occasione di <a href=\"http:\/\/biennaledemocrazia.it\/\">Biennale Democrazia,<\/a> evento di punta con Gustavo Zagrebelsky presidente capace di portare a Torino l\u2019intellighenzia pi\u00f9 accreditata, attraverso analisi differenti sono giunti a conclusioni molto simili: la speranza pu\u00f2 arrivare dalla <strong>societ\u00e0 civile<\/strong>. \u00a0Nel riesumare lo spettro di marxiana memoria per vestirlo di altri panni, Younger li ha chiamati \u201cattivisti\u201d.<\/p>\n<p>Non appartengono alla classe operaia e neppure sono proletari, ma sono le tante Greta Thunberg e Malala Yousafzai che si mobilitano per la difesa dell\u2019ambiente come per la difesa e promozione dei diritti umani. \u00a0Sono le primavere arabe e \u00a0i contestatori di Wall Street, ma anche i gilet gialli. Il sistema economico-sociale fonte di sempre pi\u00f9 esasperate diseguaglianze, pu\u00f2 essere modificato non dai partiti n\u00e9 dai governi e neppure dall\u2019 Europa istituzionalmente intesa, ma attraverso azioni dal basso, diffuse, continue, consapevoli, mirate sugli obiettivi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;attualit\u00e0 del Manifesto e l&#8217;eccezione della propriet\u00e0 privata<\/strong><br \/>\nObiettivi che, tutto sommato, non sono tanto diversi da quelli del 1848 se \u00e8 vero che \u201cnel riscriverlo sono state cambiate \u2013 ha osservato Younger, chiarendo di non essere affatto marxista\u00a0 &#8211; soltanto il 26% delle parole del Manifesto, le altre sono pertinenti allora come oggi\u201d. Uno dei punti eliminati \u00e8, per\u00f2, il cuore del marxismo: l\u2019abolizione della propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p>\u201cIn questi tempi \u2013 sostiene Younger \u2013 anche Marx ed Engels sarebbero d\u2019accordo con noi. La propriet\u00e0 privata \u00e8 pi\u00f9 diffusa, la protezione del proprio bene, pensiamo alla casa, riguarda un gran numero di persone. Il cuore delle richieste che vengono dalla societ\u00e0 civile oggi \u00e8 garantire standard di vita accettabili, il diritto al lavoro, all&#8217;istruzione e alla sanit\u00e0 gratuiti, l\u2019eliminazione della corruzione, l\u2019accesso alle tecnologie e alla finanza che sia d\u2019aiuto allo sviluppo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Younger, partire dal &#8216;locale&#8217;<\/strong><br \/>\nYounger la definisce \u201c rivoluzione tranquilla che costringe le \u00e9lite a rispondere alle grandi questioni sociali\u201d poste dalla societ\u00e0 civile e \u2013 secondo lui \u2013 per realizzare questo programma il \u201clocale\u201d \u00e8 il primo terreno su cui muoversi perch\u00e9 \u00e8 il livello \u201cdove la voce delle persone \u00e8 pi\u00f9 rappresentata. Il localismo \u2013 afferma Younger \u2013 riduce il potere delle \u00e9lite che tendono a creare grandi gruppi, grandi organizzazioni internazionali tra loro concorrenti che non vogliono condividere i finanziamenti e le mission\u201d.<\/p>\n<p>Younger crede nella \u201ccapacit\u00e0 delle masse di organizzarsi attorno a un\u2019idea. Il potere della tecnologia di creare collegamenti \u00e8 straordinaria. Le condizioni ci sono per trovare terreni comuni\u201d. L\u2019obiezione, indirettamente, \u00e8 venuta da Wolfgang Streeck. E\u2019 possibile che grandi o piccole azioni locali possano davvero innescare un cambiamento a fondo del sistema imperante?<\/p>\n<p><strong>Streeck, la resilienza del capitalismo<\/strong><br \/>\nDirettore emerito a Colonia dell\u2019 Istituto Max Planck sullo studio delle societ\u00e0, da anni \u00e8 uno dei pi\u00f9 accreditati analisti del capitalismo e nella sua lectio all\u2019Universit\u00e0 non ha fatto ricorso a Marx ed Engels, ma ad Antonio Gramsci: \u201cLa crisi consiste nel fatto che il vecchio ordine muore e il nuovo non pu\u00f2 nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi pi\u00f9 svariati\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Streeck, \u201cnon c\u2019\u00e8 opposizione mondiale anticapitalista\u201d. Ci sono movimenti, come quello ambientalista, ma \u201cnon sono coordinati. Il capitalismo lo \u00e8\u201d. Un sistema duro a morire anche perch\u00e9 \u201cormai -ha osservato \u2013 non \u00e8 solo pi\u00f9 una modalit\u00e0 economica, ma un modus vivendi\u201d. Nella sua storia \u00e8 entrato periodicamente in crisi, ma \u00e8 stato capace di riemergere trasformandosi.<\/p>\n<p><strong>La promessa mancata una malattia terminale?<\/strong><br \/>\nTuttavia dal 2008 \u00e8 entrato in una fase che potrebbe essergli fatale, quella neo-liberale, del capitalismo finanziario sganciato dal lavoro, della fine delle economie nazionali e l\u2019inizio del mercato globale con la sua promessa mancata di maggior benessere per tutti. \u201cL\u2019 Unione europea \u2013 sostiene Streeck \u2013 \u00e8 una struttura creata cos\u00ec com\u2019\u00e8 dal neoliberalismo che \u00e8 congelato. Ha imposto l\u2019austerity, il taglio dei debiti, ma non ha affrontato i problemi. L\u2019 Europa\u00a0 si \u00e8 cristallizzata\u201d.<\/p>\n<p>Imprimerle una nuova marcia \u00e8 possibile se i cittadini non si lasceranno abbagliare dai \u201cfenomeni morbosi\u201d di gramsciana memoria, dove la rabbia trova sfogo sugli emarginati, la paura fa muro a ogni alternativa. Se Younger divide il mondo tra \u201chave\u201d e \u201chave not\u201d dove gli \u201chave not\u201d sono gli esclusi dal potere prima ancora che dalla ricchezza e incita \u201cattivisti del mondo unitevi\u201d, Streeck teme che le \u201cimprovvisazioni \u201c locali non bastino a creare un nuovo equilibrio nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Fallito il neo capitalismo (\u201cL\u2019indebitamento \u00e8 aumentato ovunque \u2013 dice Streeck \u2013 e dunque l\u2019incremento del debito non riguarda soltanto l\u2019Italia, ma \u00e8 fenomeno globale\u201d), aumentate le diseguaglianze, \u201cecco che gli Stati che reggono sul consenso perdono credibilit\u00e0. Ci troviamo in una fase del capitalismo con un mix di paura di perdere tutto quello che abbiamo conquistato e avidit\u00e0 di una sempre maggiore soddisfazione dei nostri bisogni consumistici. Questo sta accadendo nell\u2019 Occidente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lo spettro cinese la vera incognita<\/strong><br \/>\nE\u00a0 le stesse persone \u2013 aggiunge Streeck \u2013 che hanno paura di perdere il lavoro, se lo hanno, o la casa o la pensione, nello stesso tempo \u201cdevono essere fiduciosi come consumatori\u201d. Una schizofrenia del sistema che si riflette nella psicologia di massa. In questa epoca di \u201cdisintegrazione\u201d, di crollo di qualsiasi certezza, \u201cnon c\u2019\u00e8 opposizione mondiale anticapitalista\u201d.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 opposizione attraverso una filosofia-ideologia sistematica, ma c\u2019\u00e8 quella che l\u2019 economista Jeffrey Sachs della Columbia University e grande critico di Donald Trumps, chiama \u201cdiversity\u201d, nuovi modelli che si fanno largo nella finanza come nell&#8217;economia di mercato basati su cooperazione e condivisione. Sachs ammira la socialdemocrazia dei paesi Scandinavi, con i loro welfare e i loro servizi pubblici, sostenibili con fior di tasse pagate da cittadini felici. Ma, intanto, s\u2019aggira uno spettro \u2013 su questo tutti concordano \u2013 quello cinese. E su questo nessuno s\u2019azzarda a fare previsioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno spettro s\u2019aggira per l\u2019Europa:\u00a0non \u00e8 il comunismo, ma l\u2019attivismo. Il XXI potrebbe rivelarsi il secolo dei flash mob: cittadini organizzati che si mobilitano per dettare l\u2019agenda politica, costringere i governanti a risolvere i problemi della societ\u00e0 condizionandone le scelte. 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