{"id":74433,"date":"2019-06-18T11:45:27","date_gmt":"2019-06-18T09:45:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74433"},"modified":"2019-06-21T12:01:22","modified_gmt":"2019-06-21T10:01:22","slug":"strategia-globale-europa-autonoma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/strategia-globale-europa-autonoma\/","title":{"rendered":"Strategia globale: per un\u2019Europa autonoma nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>Tre anni sono una vita in politica. Tanto pi\u00f9 per l&#8217;Unione europea e per il suo ruolo nel mondo. La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/ue-un-anno-strategia-globale-un-punto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Strategia globale dell&#8217;Unione europea<\/strong><\/a> (Eugs) \u00e8 stata pubblicata esattamente tre anni fa, presentata agli Stati membri da <strong>Federica Mogherini<\/strong>, Alto Rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la sicurezza comune e vicepresidente della Commissione, appena due giorni dopo la decisione del Regno Unito di lasciare l&#8217;Ue.<\/p>\n<p>La <strong>Brexit<\/strong> arrivava in un momento in cui l\u2019Unione annaspava alla ricerca di una difficile unit\u00e0. Unit\u00e0 ritrovata attorno alla Strategia globale. Concordata fra tutti gli Stati membri e le istituzioni europee, l\u2019Eugs ha anche rappresentato l&#8217;espressione di un&#8217;Unione aperta e apparentemente unita, di fronte a un mondo sempre meno liberale e sempre pi\u00f9 frammentato e instabile.<\/p>\n<p><strong>Il mondo attorno al Vecchio continente<\/strong><br \/>\nGli sviluppi nel resto del mondo non hanno reso le cose semplici. Attori esterni \u2013 alleati o avversari &#8211; hanno cercato di danneggiare, dividere o indebolire l&#8217;Unione in questi anni. La <strong>Russia<\/strong> non si limita pi\u00f9 a ingerire nei rapporti con i partner orientali dell&#8217;Unione europea, ma cerca anche di interferire nei processi democratici degli Stati membri dell&#8217;Ue. L&#8217;ascesa della <strong>Cina<\/strong> non \u00e8 percepita solo in Asia ma si manifesta sempre pi\u00f9 in Europa, attraverso la <em>Belt and Road Iniatiative<\/em>, l\u2019imponente iniziativa per potenziare le connessioni con un intento geostrategico sempre pi\u00f9 chiaro. E poi ci sono gli <strong>Stati<\/strong> <strong>Uniti<\/strong>, un tempo il principale sostenitore del progetto europeo sin dalla sua nascita. Oggi a Washington siede per\u00f2 un&#8217;amministrazione con poca simpatia per l&#8217;Unione europea e per i valori che essa rappresenta. Lo scetticismo dell\u2019attuale presidente degli Usa per un ordine globale multilaterale \u2013 che la Strategia definisce come un interesse esistenziale per l\u2019Ue &#8211; \u00e8 viscerale. L&#8217;Ue continua a lavorare con gli Stati Uniti ogni volta e l\u00ec dove \u00e8 possibile, ma non pu\u00f2 pi\u00f9 rivolgersi in automatico a Washington per cercare soluzioni multilaterali a questioni globali urgenti.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 accaduto in un momento di profondo cambiamento globale e regionale. La crescente competizione commerciale e tecnologica tra Stati Uniti e Cina dimostra non solo la messa in discussione dell\u2019assetto multilaterale, ma anche che la crescenta multipolarit\u00e0 del sistema internazionale \u00e8 all\u2019origine di nuovi conflitti e contestazioni.<\/p>\n<p>Spostandoci pi\u00f9 vicino al Vecchio continente, le aree limitrofe all&#8217;Unione europea, a est come a sud, continuano a presentare Stati fragili, conflitti e rivalit\u00e0 regionali &#8211; dai Balcani al Caucaso, dal Medio oriente al Sahel -, da dove emerge un (dis)ordine globale alternativo a quello basato su regole internazionali accettate da tutti. L\u2019ambito della <strong>non-proliferazione<\/strong> e del controllo degli armamenti \u00e8 un ottimo esempio. La violazione e il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal <em>Joint Comprehensive Plan of Action<\/em>, l\u2019accordo sul <strong>nucleare iraniano<\/strong>, da una parte, o la violazione russa e il ritiro di Washington dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/inf-equilibrio-nucleare-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Trattato sugli Euromissili<\/strong><\/a> (Inf), dall\u2019altra, pongono minacce vitali per la sicurezza dell\u2019Unione europea e del mondo. A questi sviluppi geopolitici se ne aggiungono altri, in particolare nelle aree del contrasto ai cambiamenti climatici, della demografia e della digitalizzazione. Tutte sfide che richiedono con urgenza soluzioni basate su regole multilaterali: trovarle \u00e8 l\u2019esercizio politico pi\u00f9 importante della nostra epoca.<\/p>\n<p><strong>Verso un\u2019Unione pi\u00f9 autonoma e cooperativa<\/strong><br \/>\nTre anni dopo, le cinque priorit\u00e0 della Strategia globale dell\u2019Ue &#8211; la sicurezza dell&#8217;Unione; \u00a0la resilienza statale e sociale a est e a sud; l\u2019approccio integrato ai conflitti e alle crisi; gli ordini regionali cooperativi; e la governance globale per il XXI secolo \u2013 sono ancor pi\u00f9 attuali di quanto non lo fossero gi\u00e0 nel 2016.<\/p>\n<p>In alcuni campi sono stati compiuti dei progressi significativi. La sicurezza dell&#8217;Unione, in particolare nel settore della <strong>difesa<\/strong>, risalta a questo riguardo. Gli europei ora sanno e agiscono riconoscendo che la sicurezza, inclusa la difesa, \u00e8 parte integrante del progetto europeo. La cooperazione strutturata permanente nell\u2019ambito della difesa (<strong>Pesco<\/strong>), la revisione coordinata annuale sulla difesa (Card), la capacit\u00e0 militare di pianificazione e condotta (Mpcc), il Fondo europeo per la difesa (<strong>Edf<\/strong>) e la componente civile della politica di sicurezza e di difesa comune (Csdp) possono sembrare acronimi misteriosi per osservatori non europei. Eppure, per un&#8217;Unione che ha tradizionalmente lottato per compiere insieme anche i pi\u00f9 piccoli passi in avanti in materia di sicurezza e difesa, queste iniziative, enunciate nella Strategia globale di tre anni fa e implementate in seguito, rappresentano un cambiamento paradigmatico nel progetto europeo. Ma non si tratta che dei primi pilastri costitutivi di un&#8217;<strong>Unione europea di sicurezza e difesa<\/strong>. La strada da percorrere \u00e8 ancora lunga e irregolare; ma il viaggio \u00e8 iniziato.<\/p>\n<p>Gli eventi internazionali hanno anche reso sempre pi\u00f9 necessaria la governance globale e la cooperazione regionale, anch\u2019esse tra le cinque priorit\u00e0 dell&#8217;Eugs. Con il multilateralismo che \u00e8 diventato il nemico pubblico numero uno dell&#8217;America di Trump &#8211; tuttora il primo e principale alleato della maggior parte degli Stati membri dell\u2019Ue -, gli europei sono stati catapultati in un ruolo di responsabilit\u00e0 senza precedenti. L&#8217;Ue \u00e8 sempre pi\u00f9 chiamata ad esporsi a tutela dell\u2019ordine internazionale in tutte le sue manifestazioni. Dagli investimenti nel sistema delle Nazioni Unite, comprese agenzie chiave come l&#8217;<strong>Unrwa<\/strong>, all&#8217;attuazione di accordi multilaterali come gli <strong>Obiettivi di sviluppo sostenibile<\/strong> e l&#8217;<strong>Accordo sul clima di Parigi<\/strong>, passando per i passi avanti compiuti nell&#8217;agenda del <strong>commercio internazionale<\/strong> in particolare con il Giappone e il Canada, sino ai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/nucleare-appello-accordo-iran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tentativi fatti per salvare l&#8217;accordo nucleare iraniano<\/a> e il sostegno a <strong>organizzazioni regiona<\/strong>li come l&#8217;<strong>Unione africana <\/strong>e l\u2019Asean.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea \u00e8 diventata cos\u00ec <strong>un leader indispensabile nel sostenere il multilateralismo<\/strong> in tutto il mondo. Se l&#8217;Ue riuscir\u00e0 in questo sforzo \u00e8, per\u00f2, un\u2019incognita. Che senza l&#8217;impegno attivo, creativo e persino testardo dell&#8217;Ue, il multilateralismo rischi di svanire \u00e8 pressoch\u00e9 certo. E altrettanto certo \u00e8 che l&#8217;Unione, che a sua volta rappresenta la forma pi\u00f9 radicale di multilateralismo al mondo, non sopravviverebbe in un assetto internazionale in cui l&#8217;unilateralismo e il bilateralismo sono la norma.<\/p>\n<p>Le crescenti turbolenze in corso nel Vicinato europeo, orientale e meridionale, suggeriscono che la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/ue-resilienza-nellazione-esterna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>resilienza<\/strong><\/a> e un <strong>approccio integrato ai conflitti e alle crisi <\/strong>sono ulteriori priorit\u00e0 individuate dalla Strategia ancora oggi decisamente all\u2019ordine del giorno. In entrambe le aree, l&#8217;Ue ha compiuto progressi, in particolar modo per quanto riguarda il nesso <strong>sicurezza-sviluppo<\/strong>, nonch\u00e9 la cooperazione tra attori, strumenti e politiche di sicurezza interna ed esterna. Tuttavia, molto resta ancora da fare, in particolare per declinare resilienza e approccio integrato lungo la direttrice del nesso <strong>clima-sicurezza<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il senso profondo di un&#8217;Europa multilaterale<\/strong><br \/>\nLa Strategia globale ha fornito all&#8217;Unione una <strong>narrativa strategica<\/strong>, alla quale non solo tutti gli Stati membri continuano ad aderire, ma nell\u2019ambito della quale essi stessi si sono evoluti. La Strategia, insieme a una serie di sviluppi politici che l&#8217;hanno preceduta e seguita, ha anche contribuito a innescare diverse azioni legate alle cinque priorit\u00e0 individuate nel 2016.<\/p>\n<p>Ma questo dovrebbe essere solo l&#8217;inizio. Sostenere un ruolo globale pi\u00f9 efficace rappresenta l&#8217;ambizione per l\u2019Unione europea di diventare un attore pi\u00f9 autonomo nel mondo. L&#8217;obiettivo di tale autonomia, come suggerisce l&#8217;etimologia della parola stessa, \u00e8 la capacit\u00e0 di vivere secondo le nostre leggi senza eccessive interferenze, attacchi e destabilizzazioni. Le leggi in questione &#8211; nazionali, europee e internazionali &#8211; sono lontane dall&#8217;essere protezionistiche o autarchiche. Inserite in un contesto europeo, che di per s\u00e9 \u00e8 la forma pi\u00f9 consolidata di multilateralismo nella storia dell\u2019uomo, queste leggi non possono che essere di natura cooperativa. Di fatto, con l\u2019aumento della capacit\u00e0 di agire efficacemente, gli europei sviluppano in parallelo la capacit\u00e0 di lavorare con i partner. L&#8217;obiettivo dell&#8217;autonomia non \u00e8 quindi quello di agire contro, ma semmai di agire insieme ai nostri partner. Solo come seconda scelta l&#8217;Ue decider\u00e0 di muoversi da sola.<\/p>\n<p>L&#8217;ambizione di essere autonomi riguarda tutti gli ambiti dell&#8217;azione esterna: da sicurezza e difesa a commercio e finanza, da energia e spazio fino a nuovi campi come cyber e intelligenza artificiale. Comprende quindi l\u2019autonomia strategica &#8211; che a sua volta implica capacit\u00e0 decisionali, capacit\u00e0 civili e militari, nonch\u00e9 la volont\u00e0 comune di usarle -, ma non si limita alla difesa e alla sicurezza. Tutto questo, di sicuro, non si ottiene gratuitamente. La cooperazione sistematica europea, a cominciare dalla difesa, comporta certo risparmi reali attraverso la riduzione della frammentazione e della duplicazione, e una maggiore interoperabilit\u00e0 ed economie di scala. Ma essa vuol dire anche destinare nuove risorse all&#8217;azione esterna europea. Gli europei devono far seguire alle parole i fatti, se i loro interessi e principi lo richiedono.<\/p>\n<p>Chiaramente cercare l&#8217;autonomia \u00e8 un obiettivo di lungo termine. Il focus \u00e8 incentrato sul raggiungimento di un pi\u00f9 alto grado di autonomia rispetto all\u2019esistente. Questo richieder\u00e0 tempo, ma \u00e8 un obiettivo raggiungibile nel tempo solo se l\u2019azione comincia adesso.<\/p>\n<p>Lo scopo dell&#8217;autonomia non \u00e8 quello di ritirarsi nella chiusura e nel protezionismo. N\u00e9 di partecipare alle rivalit\u00e0 fra potenze globali attualmente in corso. Un&#8217;Unione autonoma \u00e8 in grado di interagire e impegnarsi con le potenze, grandi e piccole, ma nella ricerca di un ordine internazionale multilaterale fondato sulle regole. In fin dei conti, questo \u00e8 l&#8217;unico modo in cui gli europei possono proteggere e promuovere i propri interessi a casa e nel mondo e rispettare i valori, i principi, le norme e le regole sanciti dai nostri Trattati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre anni sono una vita in politica. Tanto pi\u00f9 per l&#8217;Unione europea e per il suo ruolo nel mondo. 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