{"id":74464,"date":"2019-06-18T10:53:57","date_gmt":"2019-06-18T08:53:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74464"},"modified":"2019-06-23T09:10:13","modified_gmt":"2019-06-23T07:10:13","slug":"golfo-iran-usa-attacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/golfo-iran-usa-attacchi\/","title":{"rendered":"Golfo: Iran\/Usa, attacchi segnano svolta nei calcoli di Teheran"},"content":{"rendered":"<p>Probabilmente non sapremo mai con certezza chi ha compiuto gli attacchi alle due petroliere nel <strong>Golfo di Oman<\/strong> la scorsa settimana. L\u2019Amministrazione Trump ha immediatamente puntato il dito contro l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/golfo-usa-iran-tensioni\/\"><strong>Iran<\/strong><\/a>, adducendo prove che per\u00f2 sono state <a href=\"https:\/\/www.newsweek.com\/intelligence-experts-question-iran-video-us-track-record-ginning-evidence-war-not-good-1444169\">considerate insufficienti<\/a> da pi\u00f9 parti.<\/p>\n<p>Certamente \u00e8 possibile che Teheran sia responsabile, ma la realt\u00e0 regionale \u00e8 estremamente complessa e sfaccettata. Tutti gli attori coinvolti hanno contribuito ad inasprire l\u2019attuale crisi, la cui origine va fatta risalire alla decisione unilaterale del presidente americano, nel maggio 2018, di abbandonare il cosiddetto Joint Comprehensive Plan of Action (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-motivazioni-trump-icpoa\/\"><strong>Jcpoa<\/strong><\/a>), l\u2019accordo nucleare siglato tre anni prima.<\/p>\n<p><strong>&#8216;False flag&#8217;: eventualit\u00e0 da non escludere<br \/>\n<\/strong>Se si vuole scagionare la Repubblica Islamica dagli attacchi della scorsa settimana, bisogna necessariamente ipotizzare un\u2019operazione \u201csotto falsa bandiera\u201d, cio\u00e8 un\u2019azione compiuta da nemici dell\u2019Iran con il preciso obiettivo di accusarlo dell\u2019accaduto al fine di inasprire il suo isolamento internazionale.<\/p>\n<p>Fra questi avversari figurano l\u2019Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti (Uae) e Israele. Si tratta di attori che hanno dimostrato la loro spregiudicatezza in conflitti come quello siriano e yemenita. Essi hanno compiuto ogni sforzo per isolare economicamente il loro rivale regionale e vedrebbero di buon occhio un cambio di regime a Teheran. Ma non al prezzo di un conflitto armato, che li coinvolgerebbe direttamente.<\/p>\n<p>Secondo questa logica, la scelta di colpire una petroliera giapponese proprio mentre il premier Shinzo Abe era in visita a Teheran avrebbe avuto l\u2019obiettivo di mettere in imbarazzo Teheran, stroncando sul nascere ogni possibile apertura negoziale nei suoi confronti dopo il recente inasprimento delle tensioni tra forze americane e iraniane nel Golfo.<\/p>\n<p><strong>Ira, pazienza finita, svolta strategica<br \/>\n<\/strong>E\u2019 tuttavia possibile seguire un\u2019altra linea di ragionamento, in base alla quale gli attacchi nel Golfo di Oman segnalerebbero una svolta nel calcolo strategico di Teheran.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019uscita americana dal Jcpoa, l\u2019Iran aveva adottato una paziente strategia di attesa, continuando a rispettare l\u2019accordo nella speranza che gli altri firmatari avrebbero infine onorato i loro impegni. Gli europei si erano mostrati intenzionati a creare uno strumento finanziario (<a href=\"https:\/\/www.ecfr.eu\/article\/commentary_trading_with_iran_special_purpose_vehicle_how_it_can_work\">Instex<\/a>) in grado di aggirare almeno parzialmente le sanzioni nuovamente imposte dagli Usa; e Russia e Cina avevano ventilato la possibilit\u00e0 di prendere parte a questo meccanismo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 avrebbe permesso a Teheran di limitare i danni economici fino alle presidenziali americane del 2020, che avrebbero sperabilmente segnato l\u2019uscita di scena di Trump e l\u2019arrivo di un\u2019amministrazione disposta ad aderire nuovamente al Jcpoa.<\/p>\n<p>A un anno da quella decisione, la leadership iraniana si \u00e8 trovata a dover correggere le proprie previsioni. Il nuovo embargo statunitense si \u00e8 dimostrato ben pi\u00f9 duro di quello imposto ai tempi di Bush e Obama, provocando un\u2019inflazione galoppante, una grave recessione e intaccando pesantemente il tenore di vita degli iraniani.<\/p>\n<p>Le aziende europee sono fuggite dal Paese, mentre l\u2019Instex \u00e8 a tutt\u2019oggi non operativo e sar\u00e0 comunque limitato inizialmente ai soli \u201cscambi umanitari\u201d.<\/p>\n<p>Dal canto suo la Cina, gi\u00e0 impegnata con gli Usa nella \u201cguerra dei dazi\u201d, ha fino a questo momento preferito non sfidare Washington sul terreno delle sanzioni all\u2019Iran. E intanto appare \u00a0concreta la possibilit\u00e0 che Trump venga rieletto nel 2020.<\/p>\n<p>Fra i decisori iraniani la necessit\u00e0 di correggere la strategia della \u201cpazienza strategica\u201d, imponendo costi reali agli Stati Uniti e alle controparti dell\u2019accordo nucleare per la loro condotta, ha perci\u00f2 cominciato ad apparire stringente.<\/p>\n<p><strong>Accordo nucleare agli sgoccioli<br \/>\n<\/strong>Lo scorso maggio l\u2019Iran ha comunicato la decisione di sospendere temporaneamente alcuni suoi obblighi relativi all&#8217;accordo nucleare, concedendo agli altri firmatari 60 giorni per onorare la propria parte dell\u2019intesa prima di adottare ulteriori misure.<\/p>\n<p>Pur compiendo questo strappo, la leadership iraniana si \u00e8 mostrata inizialmente cauta \u2013 in particolare accelerando l\u2019arricchimento dell\u2019uranio a ritmi che avrebbero portato a un superamento dei limiti consentiti dall&#8217;accordo <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-iran-nuclear-enrichment\/iran-months-from-hitting-enriched-uranium-cap-despite-acceleration-idUSKCN1TF2DG\">solo dopo alcuni mesi<\/a> \u2013 ed attenta a ribadire la propria intenzione di non uscire dall&#8217;accordo, a patto per\u00f2 di ricevere finalmente la dovuta contropartita economica.<\/p>\n<p>Neanche questa mossa ha ottenuto per\u00f2 gli effetti sperati: gli europei hanno genericamente promesso di moltiplicare gli sforzi per rendere operativo l\u2019Instex, senza fornire alcuna scadenza precisa e diffidando esplicitamente l\u2019Iran dall&#8217;abbandonare l\u2019accordo.<\/p>\n<p>Un messaggio analogo \u00e8 giunto da Mosca, mentre Washington ha risposto inviando altri mezzi militari nel Golfo. Agli occhi di Teheran, l\u2019Amministrazione Trump rimane determinata a strozzare economicamente l\u2019Iran e ad assediarlo militarmente, con l\u2019obiettivo di giungere a un cambio di regime nel Paese.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 potrebbe aver determinato un nuovo aggiustamento nel calcolo strategico dei vertici iraniani, che sarebbe all\u2019origine degli attacchi che lo scorso maggio coinvolsero <a href=\"https:\/\/www.thenational.ae\/uae\/uae-says-four-cargo-vessels-sabotaged-off-fujairah-coast-1.860279\">quattro petroliere,<\/a> vicino alla costa degli Uae, e degli attacchi della scorsa settimana.<\/p>\n<p><strong>Fallimento della strategia Usa di \u201cmassima pressione\u201d<br \/>\n<\/strong>Secondo questa logica, Teheran avrebbe deciso di rispondere alla pressione americana, e all&#8217;inerzia dei firmatari dell\u2019accordo, imponendo una propria strategia di pressione. A pi\u00f9 riprese i responsabili iraniani avevano ribadito che, se all\u2019Iran fosse stato impedito di esportare petrolio dal Golfo, nessun altro lo avrebbe fatto.<\/p>\n<p>La scelta di non colpire direttamente Washington, ma di provocare danni limitati agli asset dei suoi alleati nella regione, sarebbe finalizzata a scongiurare un\u2019escalation militare americana. Allo stesso tempo, l\u2019attacco a una petroliera giapponese segnalerebbe a tutti i Paesi dipendenti dal greggio del Golfo che accettare i \u201cdiktat\u201d statunitensi comporter\u00e0 dei costi anche per loro.<\/p>\n<p>E\u2019 poi interessante notare che gli obiettivi finora colpiti \u2013 incluso l\u2019oleodotto saudita preso di mira a maggio dagli Huthi, gruppo sciita vicino a Teheran che combatte contro Riad nello Yemen \u2013 sono esterni allo Stretto di Hormuz. La selezione di questi obiettivi indicherebbe che l\u2019Iran \u00e8 potenzialmente in grado di paralizzare l\u2019esportazione di petrolio dal Golfo anche senza chiudere lo stretto.<\/p>\n<p>Se queste tesi sono corrette, significa che l\u2019Iran ha deciso di rispondere asimmetricamente alla strategia della \u201cmassima pressione\u201d voluta dall\u2019Amministrazione Trump. Qualora Washington cadesse nella tentazione di imporre ulteriori costi a Teheran per aver compiuto questa scelta, il rischio di un\u2019escalation militare diventerebbe concreto. L\u2019unica via d\u2019uscita dall\u2019impasse attuale sta nella riapertura di un negoziato, che per\u00f2 l\u2019Iran accetter\u00e0 solo previo congelamento delle sanzioni che stanno strangolando la sua economia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente non sapremo mai con certezza chi ha compiuto gli attacchi alle due petroliere nel Golfo di Oman la scorsa settimana. 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