{"id":74474,"date":"2019-06-21T00:07:51","date_gmt":"2019-06-20T22:07:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74474"},"modified":"2019-06-21T12:02:24","modified_gmt":"2019-06-21T10:02:24","slug":"hong-kong-passo-indietro-governo-proteste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/hong-kong-passo-indietro-governo-proteste\/","title":{"rendered":"Hong Kong: passo indietro del governo dopo le proteste"},"content":{"rendered":"<p>Non accenna a spegnersi l\u2019eco delle <strong>proteste<\/strong> popolari, di ampiezza senza precedenti, che hanno spinto il governo di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/hong-kong-demosisto-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hong Kong<\/a><\/strong> a mettere nel cassetto il contestatissimo progetto di legge sull\u2019<strong>estradizione<\/strong>. Una sospensione temporanea dell\u2019iter legislativo, ha promesso la Chief executive dell\u2019ex colonia britannica <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/hong-kong-la-preferita-pechino-sul-trono\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carrie Lam<\/a><\/strong>, dopo averne nei giorni precedenti seccamente escluso l\u2019eventualit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio \u00e8 stato accompagnato da professioni di scuse, ripetute e di intensit\u00e0 crescente, ma vane. Infatti, le scuse e il ritiro &#8211; pochi dubitano che la sospensione sia in realt\u00e0 un\u2019archiviazione definitiva &#8211; non sembrano in grado di placare una piazza imbaldanzita dal successo, che reclama adesso a gran voce la testa della Chief executive.<\/p>\n<p><strong>A difesa della specificit\u00e0 dell\u2019ex colonia<\/strong><br \/>\nL\u2019epilogo della vicenda \u00e8 al momento tutto da scrivere. Entusiasmi e passioni, specie collettivi, sono per loro natura passeggeri. Presto o tardi, l\u2019onda lunga del movimento di massa \u00e8 destinata a ritrarsi. Non senza conseguenze, per\u00f2: e indipendentemente dagli strascichi che la vicenda produrr\u00e0 per le persone coinvolte, \u00e8 possibile ricavarne sin d\u2019ora degli insegnamenti il cui significato forse si proietta anche al di l\u00e0 dei rapporti tra la Regione amministrativa speciale e la madrepatria.<\/p>\n<p>Il primo insegnamento \u00e8, piuttosto, un monito, anche se incoraggiante: a non prendere sottogamba l\u2019attaccamento della gente di Hong Kong alla propria identit\u00e0. Tre manifestazioni oceaniche nell\u2019arco di una settimana &#8211; l\u2019ultima delle quali ha fatto scendere per le strade circa due milione di persone, ovvero quasi un terzo della popolazione complessiva dell\u2019ex colonia &#8211; sono un messaggio a prova di equivoci della volont\u00e0 di difendere ad ogni costo le prerogative di specialit\u00e0 racchiuse nella formula \u201cUn Paese, due sistemi\u201d. Una specificit\u00e0 fatta meno di tradizioni democratiche, di cui in verit\u00e0 gli stessi britannici erano stati avari (eccezion fatta per l\u2019ultimo governatore, Chris Patten), che di deferenza quasi sacrale verso quei principi dello <strong>stato di diritto <\/strong>di cui l\u2019indipendenza del potere giudiziario costituisce un caposaldo. E del resto, la certezza del diritto e la ragionevole aspettativa dell\u2019imparzialit\u00e0 e della correttezza degli operatori della giustizia costituiscono ingredienti indispensabili per la vitalit\u00e0 e il buon funzionamento di un sistema economico a cui si tiene sia da una parte che dall\u2019altra della linea di frontiera che ancora separa Hong Kong dalla Cina continentale.<\/p>\n<p><strong>La posizione della Cina<\/strong><br \/>\nLa seconda lezione, anch\u2019essa di segno sostanzialmente positivo, \u00e8 che l\u2019amministrazione di Pechino \u00e8 apparsa non solo sensibile all\u2019esigenza di non intaccare le caratteristiche che sono alla base della riuscita dell\u2019esperimento socio-economico in atto nell\u2019ex colonia, ma anche determinata a fare quanto in suo potere per assicurare che quell\u2019esperimento &#8211; un mix di istituzioni giuridiche anglosassoni, aspirazioni (costumi e consumi) libertarie occidentali, turbo-capitalismo con caratteristiche confuciane (ovvero cinesi) &#8211; prosegua senza turbative sostanziali. Lo dimostra la circostanza che l\u2019idea di presentare il disegno di legge sull\u2019estradizione non era stata suggerita da Pechino ma era il frutto di un\u2019iniziativa esclusiva di Carrie Lam. E che, al contrario, sarebbero stati proprio i dirigenti di Pechino competenti a soprintendere agli affari di Hong Kong, a persuadere una Chief executive che le cronache descrivono riluttante a quell\u2019inversione di rotta senza la quale i movimenti di protesta si sarebbero con ogni probabilit\u00e0 ulteriormente intensificati, con ripercussioni difficilmente calcolabili.<\/p>\n<p>La terza lezione, meno rassicurante delle precedenti, \u00e8 una conferma. La conferma dell\u2019insipienza della classe dirigente di Hong Kong, alla quale \u00e8 affidata l\u2019autonomia di una gestione in cui Pechino, a meno che non veda in gioco propri interessi vitali, non vuole interferire. I predecessori della Lam avevano dato numerose dimostrazioni della propria inadeguatezza.<\/p>\n<p>L\u2019attuale Chief executive ha per\u00f2 superato di gran lunga i suoi predecessori, scoperchiando, con un\u2019iniziativa tanto pi\u00f9 improvvida in quanto presa a ridosso della ricorrenza del trentennale di piazza Tienanmen, il vaso di Pandora della separatezza del sistema giudiziario di Hong Kong dal resto della Cina, un tab\u00f9 che tocca corde identitarie sentite come profonde dalla gente comune in egual misura che dalla comunit\u00e0 degli affari.\u00a0 Ed \u00e8 una circostanza attenuante solo all\u2019apparenza il fatto che a muovere la Lam fosse stato il caso umano di una famiglia di Taiwan, che invocava giustizia per un proprio caro ucciso per mano di un criminale di Hong Kong. Le migliori intenzioni non possono emendare la sventatezza di un provvedimento \u2013 quale quello sull\u2019estradizione &#8211; che ha ridestato timori mai del tutto sopiti, a Hong Kong come altrove, soprattutto a Taiwan.<\/p>\n<p><strong>Nessuna battuta d\u2019arresto per l\u2019autonomia<\/strong><br \/>\nDa questi timori la popolazione di Hong Kong ha saputo trarre il coraggio per una dimostrazione di forza probabilmente inedita, sicuramente inattesa. Una prova di forza tanto pi\u00f9 strabiliante in quanto capace di produrre il risultato pi\u00f9 incoraggiante di tutti: la progressiva erosione dello status di autonomia speciale di Hong Kong ha subito una repentina, almeno momentanea, ma innegabile battuta di arresto. Questa non pu\u00f2 che essere una buona notizia per chi ha a cuore le sorti delle libert\u00e0 civili, nell\u2019ex colonia britannica e non solo.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, la resilienza di cui la societ\u00e0 civile di Hong Kong ha dato prova pone una sfida delicata e complessa per la leadership cinese, ed in primo luogo per il Presidente Xi Jinping. Dalle risposte che Pechino vi sapr\u00e0 dare dipender\u00e0 in misura non piccola il futuro delle relazioni tra la Cina e Hong Kong, che la Dichiarazione congiunta sino-britannica del 1983 vuole improntate ad un \u201calto grado di autonomia\u201d almeno sino al 2047, ovvero cinquant\u2019anni dopo il ritorno alla sovranit\u00e0 cinese. Gli avvenimenti delle ultime settimane lasciano almeno sperare che il contenuto di tali risposte sia meno scontato di quanto fosse dato temere sino a non molto tempo fa.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Stephen Shaver\/ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non accenna a spegnersi l\u2019eco delle proteste popolari, di ampiezza senza precedenti, che hanno spinto il governo di Hong Kong a mettere nel cassetto il contestatissimo progetto di legge sull\u2019estradizione. Una sospensione temporanea dell\u2019iter legislativo, ha promesso la Chief executive dell\u2019ex colonia britannica Carrie Lam, dopo averne nei giorni precedenti seccamente escluso l\u2019eventualit\u00e0. L\u2019annuncio \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":74476,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[985,77,1711,876],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74474"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74474"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74474\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74477,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74474\/revisions\/74477"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74476"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}