{"id":74520,"date":"2019-06-25T09:03:26","date_gmt":"2019-06-25T07:03:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74520"},"modified":"2019-06-25T09:09:45","modified_gmt":"2019-06-25T07:09:45","slug":"disarmo-npt-conferenza-cinquantenario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/disarmo-npt-conferenza-cinquantenario\/","title":{"rendered":"Disarmo: Npt verso la conferenza del cinquantenario"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.disarmo.org\/rete\/a\/10563.html\">Trattato contro la proliferazione delle armi nucleari<\/a> (<strong>Npt<\/strong>) \u00e8 il fondamentale strumento internazionale per regolare le problematiche dell\u2019energia nucleare, proibendo l\u2019accesso di nuovi Paesi alle armi nucleari, richiedendo il disarmo nucleare e promuovendo le applicazioni nucleari pacifiche. Entrato in vigore nel 1970, \u00e8 quasi universale, mancando solo cinque adesioni: Corea del Nord, India, Israele, Pakistan e Sud Sudan.<\/p>\n<p>L\u2019Npt, unico nella giurisdizione internazionale, ammette una disparit\u00e0 di diritti e doveri fra le parti, distinguendo Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti (<em>Nuclear-weapons states<\/em> \u2013 Nws) dai rimanenti Paesi (<em>Non-nuclear-weapon states<\/em> \u2013 Nnws): tale discriminazione \u00e8 in principio solo temporanea, richiedendo l\u2019articolo VI il disarmo nucleare, ma di fatto si sta perpetuando nel tempo e costituisce la causa principale delle difficolt\u00e0 del Trattato stesso, all\u2019avvicinarsi del suo 50\u00b0 anniversario.<\/p>\n<p><strong>Le conferenze di revisione dell\u2019Npt<br \/>\n<\/strong>Ogni cinque anni l\u2019Npt prevede una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/il-ritorno-del-nucleare\/\">conferenza<\/a> per \u201cesaminare il funzionamento del Trattato al fine di accertare se le finalit\u00e0 del suo preambolo e le sue disposizioni si stiano realizzando\u201d e proporre suggerimenti per rafforzare il controllo dell\u2019energia nucleare militare e civile.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni \u00e8 andata diminuendo l\u2019attenzione alle applicazioni pacifiche non direttamente legate alla produzione di materiale fissile e l\u2019Npt \u00e8 essenzialmente considerato come bilancia fra disarmo e non-proliferazione. Di fatto le conferenze di revisione sono sempre state caratterizzate dallo scontro tra Nws e Nnws, i primi insistendo su condizioni pi\u00f9 strette e maggiori garanzie di non proliferazione, i secondi ribadendo gli obblighi riguardo al disarmo nucleare.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 in queste conferenze ogni decisione, compresa l\u2019agenda dei lavori, richiede l\u2019unanimit\u00e0 di consensi, il pi\u00f9 delle volte non si concorda un documento finale, specie in occasione di gravi tensioni politiche. La conferenza del 2015 ha visto insanabili e irriducibili contrapposizioni sulla maggioranza dei punti in esame e si \u00e8 conclusa senza un documento condiviso; diventa ora particolarmente delicata la conferenza del 2020, in preparazione della quale si sono svolti tre comitati preparatori, l\u2019ultimo (PrepComIII) lo scorso maggio, con la partecipazione di 150 membri su 191 e di numerosi osservatori dalla societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p><strong>Le difficolt\u00e0 del III comitato preparatorio<br \/>\n<\/strong>Il PrepComIII avrebbe dovuto produrre un rapporto condiviso con raccomandazioni per la conferenza del 2020, ma, pur senza raggiungere i livelli di scontro del 2015, non si \u00e8 trovato un accordo sui principali argomenti discussi.<\/p>\n<p>I lavori e il clima generale hanno risentito gravemente dei recenti sviluppi negativi: la generale modernizzazione delle armi nucleari, la cessazione del trattato sui missili a gittata intermedia (Inf), l\u2019incerta estensione del trattato New Start, il ritiro unilaterale americano dall\u2019accordo Jcpoa sul programma nucleare iraniano con l\u2019inasprimento del contrasto fra Usa e Iran (espresso in duri scontri durante i lavori del comitato) e lo stallo sulle armi nucleari della Corea del Nord. La questione cruciale \u00e8 la mancanza di prospettive per il disarmo nucleare, senza alcun sviluppo negli ultimi 10 anni.<\/p>\n<p>Il PrepComIII ha visto incancrenirsi le contrapposizioni gi\u00e0 emerse nella precedenti conferenze e nuovi scismi all\u2019interno di organizzazioni e alleanze, in particolare a seguito del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/disarmo-armi-nucleari-vaticano\/\">trattato sulla proibizione delle armi nucleari<\/a> (Tpnw), non ancora in vigore ma sostenuto da 120 Paesi e avversato dai Nws e da loro alleati. Nel PrepComIII questa dicotomia si \u00e8 duramente riproposta, con divisioni anche all\u2019interno dell\u2019Unione europea, della <em>Collective Security Treaty Organization<\/em> e di altri raggruppamenti continentali.<\/p>\n<p><strong>Le divisioni all&#8217;interno degli Nws<\/strong><br \/>\nGli Nws sono giunti con proposte divergenti sull\u2019approccio al disarmo e durante i lavori si sono scambiati accuse e attacchi sui contenziosi aperti. Con vari distinguo, Cina, Francia e Gran Bretagna rimangono legate a un approccio al disarmo basato su passi successivi, come definiti nelle conferenze del 2000 e del 2010.<\/p>\n<p>La Russia ha ribadito invece che le armi nucleari le sono necessarie per rispondere a specifiche minacce esterne e che occorre legare il disarmo nucleare a un \u201cdisarmo generale e completo\u201d, basato sul principio di \u201csicurezza indivisibile\u201d, minacciata da fattori destabilizzanti e da sviluppi di nuove armi convenzionali.<\/p>\n<p>Gli stati Uniti hanno liquidato il processo a passi successivi verso il disarmo proponendo la \u201ccreazione di un ambiente per il disarmo nucleare\u201d (Cend) per affrontare le \u201cmotivazioni fondamentali di sicurezza che hanno reso necessaria la deterrenza nucleare\u201d; solo comprese queste motivazioni sar\u00e0 possibile creare condizioni che possano favorire il disarmo. La Cend\u00a0 interferisce con progressi concreti e misurabili nella realizzazione degli impegni di disarmo gi\u00e0 concordati; e la proposta americana non ha trovato seguito fra tutti gli alleati, fedeli al processo a passi incrementali.<\/p>\n<p>Ulteriore terreno di scontro il problema della creazione di una zona denuclearizzata nel Medio Oriente, per cui nel 2010 era stata decisa una conferenza preparatoria, mai convocata per i contrasti fra Israele (col sostegno americano) ed Egitto; ora in sede Onu (con la contrariet\u00e0 di Israele e Usa) \u00e8 ripartita l\u2019iniziativa per una conferenza da tenersi entro il 2019, processo che certamente influir\u00e0 sui lavori del 2020.<\/p>\n<p><strong>Le raccomandazioni controverse<\/strong><br \/>\nUna prima bozza di \u201cRaccomandazioni alla Conferenza del 2020\u201d \u00e8 stata giudicata dalla maggioranza dei Paesi inadeguata, formalistica e silente sui punti cruciali; una seconda bozza, particolarmente incisiva sui temi del disarmo, ha trovato l\u2019opposizione decisa dei Nws e di Paesi occidentali; il presidente del comitato, l\u2019ambasciatore malese Syed Hussin, ha quindi deciso di presentare la seconda bozza come personale documento di lavoro.<\/p>\n<p>Il PrepComIII ha comunque concordato alcuni punti procedurali che agevoleranno i lavori della prossima conferenza, in particolare la presidenza affidata al diplomatico argentino Rafael Mariano Grossi e l\u2019agenda dei lavori. Grossi prevede di contattare nei prossimi mesi non solo i Paesi parte, ma anche organizzazioni non governative, il mondo della ricerca e dell\u2019industria nucleare, per preparare al meglio i lavori della conferenza.<\/p>\n<p>Purtroppo le ampie divergenze che dividono la comunit\u00e0 internazionale e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/nucleare-clima-giudizio-universale\/\">i duri contrasti <\/a>fra le potenze nucleari sui problemi critici della sicurezza internazionale e il controllo degli armamenti rendono estremamente deboli le prospettive di una proficua conferenza di revisione nel 2020 e la stessa sopravvivenza dell\u2019Npt \u00e8 esposta a gravi rischi se non migliorer\u00e0 il clima mondiale e non si attenueranno le continue provocazioni politiche e militari in troppi contesti estremamente delicati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Trattato contro la proliferazione delle armi nucleari (Npt) \u00e8 il fondamentale strumento internazionale per regolare le problematiche dell\u2019energia nucleare, proibendo l\u2019accesso di nuovi Paesi alle armi nucleari, richiedendo il disarmo nucleare e promuovendo le applicazioni nucleari pacifiche. 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