{"id":74592,"date":"2019-07-02T12:55:24","date_gmt":"2019-07-02T10:55:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74592"},"modified":"2019-07-04T07:16:19","modified_gmt":"2019-07-04T05:16:19","slug":"vaticano-russia-convergenze-francesco-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/vaticano-russia-convergenze-francesco-putin\/","title":{"rendered":"Vaticano-Russia: le convergenze tra Francesco e Putin"},"content":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019era un caldo insopportabile in quei primi giorni di luglio\u201d. L\u2019incipit di \u201cDelitto e castigo\u201d, il romanzo pubblicato da F\u00ebdor Dostoevskij nel 1866, sembra scritto apposta per l\u2019ennesimo incontro vaticano tra il presidente russo <strong>Vladimir Putin<\/strong> e <strong>papa Francesco<\/strong>, gioved\u00ec 4 luglio. Il terzo, per l\u2019esattezza, dopo il primo nel 2013 e l\u2019ultimo di quattro anni fa. Durante il magistero bergogliano, soltanto la cancelliera tedesca Angela Merkel \u00e8 stata ricevuta pi\u00f9 volte dal Santo Padre. Non certo un caso, per quello che, ad oggi, \u00e8 un dei leader pi\u00f9 vicini al pontefice.<\/p>\n<p>Affermazione impensabile per molti, conseguenza logica per pochi. Quei pochi che, nel 2004, avevano prestato particolare attenzione alle parole dell\u2019allora cardinale \u2013 oggi Papa emerito \u2013 <strong>Joseph Ratzinger<\/strong>, che aveva spiegato come la Chiesa dovesse sottrarsi alla categoria di <strong>\u201cOccidente\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La \u201cgeopolitica dello spirito\u201d<\/strong><br \/>\nFrancesco, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/vaticano-manifesto-geopolitica-spirito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il Papa che \u00e8 venuto \u201cdalla fine del mondo\u201d<\/a>, ha fatto proprie le parole del suo predecessore Benedetto XVI. Principale obiettivo della sua politica domestica, infatti, \u00e8 la cesura definitiva con il romanocentrismo, che assegna al cattolicesimo il ruolo di mero incensiere della civilt\u00e0 occidentale. Un passo imprescindibile per chi vuol portare avanti <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/vaticano-cina-accordo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un dialogo sistematico con il continente asiatico<\/a>, ultima frontiera della missione cattolica e mercato di anime sempre pi\u00f9 vasto.<\/p>\n<p>Svincolarsi dall\u2019Occidente significa, contestualmente, rapporti sempre meno fitti con le cancellerie euroatlantiche e <strong>(in)attese convergenze con partner come Mosca<\/strong>. La narrazione banalizzante e manichea, del resto, mal si sposa con le relazioni internazionali: papa Francesco e Putin, parlando di <strong>Ucraina<\/strong>, <strong>Medio oriente<\/strong> e pace internazionale, usciranno senz\u2019altro dagli schemi stantii che riducono la storia a una contrapposizione tra buoni e cattivi. Con buona pace dei nostalgici di equilibri ormai andati.<\/p>\n<p><strong>Sul tavolo Ucraina e Medio oriente<\/strong><br \/>\nPer la Santa Sede, aprirsi a Oriente significa innanzitutto confrontarsi con il mondo ortodosso. L\u2019incontro all\u2019aeroporto di Cuba del 2016 tra papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill ha dato inizio al riavvicinamento di quel che il Grande scisma del 1054 aveva diviso. Il ristabilimento della piena comunione tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa \u00e8 parte integrante dell\u2019agenda di papa Francesco, ma il conflitto ucraino e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/russia-ucraina-la-crisi-travolge-anche-la-chiesa-ortodossa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le faglie geo-religiose che separano Mosca e Kiev<\/a>\u00a0rischiano di rendere ancor pi\u00f9 complicato il ricongiungimento tra i cristiani europei.<\/p>\n<p>Bergoglio, gi\u00e0 nel 2015, aveva invitato Putin a compiere uno sforzo per raggiungere la pace in Ucraina. Gli ultimi sviluppi, per\u00f2, non facilitano i piani del pontefice: l\u2019autocefalia concessa sul finire dello scorso anno dal patriarca di Costantinopoli alla Chiesa ortodossa ucraina, sganciandola da Mosca, ha creato un\u2019ulteriore frattura all\u2019interno dell\u2019ex spazio sovietico. Come se non bastasse, poco pi\u00f9 di un mese fa, lo stesso presidente russo ha annunciato che la popolazione russofona del Donbass ucraino avrebbe presto goduto della cittadinanza della Federazione. Un vero e proprio ginepraio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come quello mediorientale, dove la Russia, ormai da tempo, ha messo le mani fino ai gomiti. Putin, sin dalle prime mosse in <strong>Siria<\/strong>, ha ritagliato per il proprio Paese il ruolo di protettore dei cristiani d\u2019Oriente. Fatto che, anche in Vaticano, trova apprezzamento diffuso, visto che la stragrande maggioranza degli aiuti ai fedeli della Mezzaluna fertile proviene proprio da Mosca. La lettera che papa Francesco scrisse a Putin nel 2013 per il raggiungimento della pace in Siria, del resto, corrobora la tesi per la quale la Santa Sede vede nella Russia un attore imprescindibile per gli equilibri del Vicino e del Medio oriente. Una considerazione ben diversa rispetto a quella che l\u2019ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva per la Federazione russa, relegata a mero \u201cattore regionale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Tra Santa Sede e Mosca spunta Trump<\/strong><br \/>\nUcraina e Medio oriente, dunque, i principali dossier sul tavolo di papa Francesco e Putin. Ma non i soli. I due principali \u2013 e pi\u00f9 recenti \u2013 eventi della cronaca internazionale, del resto, non potranno sfuggire al dialogo bilaterale. E il destino vuole che in entrambi ci sia lo zampino dell\u2019attuale inquilino della Casa Bianca, Donald Trump. Qualche giorno fa, il tycoon newyorchese ha mosso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/corea-trump-kim-panmunjom\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i primi, storici passi di un presidente statunitense sul suolo nordcoreano<\/a>, alla presenza di Kim Jong-un. Dopodich\u00e9, a latere del G20 di Osaka, ha espresso in maniera chiara l\u2019intenzione di procedere alla normalizzazione dei rapporti tra Washington e Mosca.<\/p>\n<p>Due temi che Putin e \u2013 soprattutto \u2013 papa Francesco non potranno non considerare. Del resto, Bergoglio, durante il suo pontificato, si \u00e8 speso in prima persona per l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/corea-kim-papa-riunificazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">unit\u00e0 della penisola coreana<\/a><\/strong>, visitando la Corea del Sud nel 2014 e ricevendo il presidente Moon Jae-in in Vaticano lo scorso ottobre. La pace tra Seul e Pyongyang \u00e8 corollario di una diffusa pace internazionale, che papa Francesco e la diplomazia vaticana vanno cercando, temendo il radicamento di quella che il pontefice, proprio di ritorno dalla Corea del Sud, defin\u00ec come <strong>\u201cTerza guerra mondiale a pezzi\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Per una pace internazionale, l\u2019intesa tra Russia e Stati Uniti \u00e8 requisito fondamentale. Le ultime mosse di Trump e una possibile convergenza tra le due potenze potrebbero portare papa Francesco ad un ripensamento \u2013 almeno parziale \u2013 sul presidente americano, non certo il leader preferito di Bergoglio. E se un cambio di rotta nei rapporti tra Santa Sede e Stati Uniti dovesse avvenire per mano della Russia, allora s\u00ec che lo schema stantio dei buoni e dei cattivi salterebbe. Con buona pace, di nuovo, dei nostalgici.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Evandro Inetti\/ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019era un caldo insopportabile in quei primi giorni di luglio\u201d. L\u2019incipit di \u201cDelitto e castigo\u201d, il romanzo pubblicato da F\u00ebdor Dostoevskij nel 1866, sembra scritto apposta per l\u2019ennesimo incontro vaticano tra il presidente russo Vladimir Putin e papa Francesco, gioved\u00ec 4 luglio. 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