{"id":74597,"date":"2019-07-02T07:02:42","date_gmt":"2019-07-02T05:02:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74597"},"modified":"2019-07-02T12:54:12","modified_gmt":"2019-07-02T10:54:12","slug":"consiglio-d-europa-riammissione-russa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/consiglio-d-europa-riammissione-russa\/","title":{"rendered":"Consiglio d&#8217;Europa: riammissione russa e nuova leadership"},"content":{"rendered":"<p>La sessione di giugno dell\u2019Assemblea parlamentare del <strong>Consiglio d&#8217;Europa<\/strong> a <strong>Strasburgo<\/strong> \u00e8 stata cruciale per due ragioni in particolare. La prima \u00e8 l\u2019elezione, il 26 giugno, del nuovo segretario generale dell&#8217;organizzazione, che a maggio ha compiuto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/consiglio-d-europa-70-anni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>70 anni<\/strong><\/a>. Si tratta del ministro degli Esteri della Croazia, <strong>Marija Pej\u010dinovi\u0107 Buri\u0107<\/strong> che, con 159 voti su 268, ha superato l\u2019altro candidato, l&#8217;omologo belga Didiers Reynders. La Pej\u010dinovi\u0107 Buri\u0107 sostituisce il segretario uscente Thorbj\u00f8rn Jagland, ex primo ministro norvegese. Il mandato del segretario generale \u00e8 di cinque anni e, oltre a rappresentare i 47 Stati membri, \u00e8 \u201cresponsabile della pianificazione strategica e della gestione delle attivit\u00e0 e del bilancio\u201d che per quest\u2019anno ammonta a 437 milioni di euro.<\/p>\n<p>La seconda ragione \u00e8 l\u2019adozione, lo stesso giorno, di una risoluzione, approvata con 116 voti a favore, 62 contro e 15 astenuti, che stabilisce la <strong>riammissione della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-grattacapo-consiglio-deuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Russia<\/a><\/strong> e dei suoi delegati nell\u2019Aula di Strasburgo, dopo la diserzione due anni fa in segno di protesta per aver subito la rimozione del diritto di voto decretata dopo l\u2019invasione russa del territorio ucraino della <strong>Crimea.<\/strong> La decisione \u00e8 rilevante sia dal punto di vista politico sia da quello economico, dato che la sospensione della Federazione russa e dei suoi parlamentari ha comportato il mancato versamento della quota russa al bilancio dell\u2019istituzione. In gioco vi erano quindi la sopravvivenza e la natura stessa del Consiglio d\u2019Europa, il cui scopo \u00e8 quello di proteggere i <strong>diritti umani<\/strong> di oltre 800 milioni di cittadini.<\/p>\n<p>Nonostante la netta maggioranza dei voti espressi a favore della riammissione della Russia, la discussione che ha preceduto il voto \u00e8 stata lunga ed impegnativa, soprattutto per l\u2019ostruzionismo, piuttosto inusuale in seno a quest\u2019Assemblea, esercitato dai conservatori dei Paesi vicini o confinanti con la Russia e dai britannici.<\/p>\n<p><strong>Il significato del ritorno della delegazione russa<\/strong><br \/>\nLa risoluzione 2292, oltre a ristabilire le credenziali della Federazione russa, sancisce anche un principio fondamentale. Il testo afferma che nel caso occorra sanzionare un Paese ci\u00f2 non deve avvenire attraverso la rimozione del diritto di voto e delle prerogative parlamentari dei rappresentanti di quel Paese. La via deve essere un\u2019altra. L\u2019affermazione di questo principio ha indotto i diciotto parlamentari della Duma russa a far ritorno a pieno titolo a Strasburgo.<\/p>\n<p>Il che significa poter tornare a discutere e ingaggiare un confronto su determinati problemi che l\u2019Assemblea parlamentare giudica come abusi o violazioni dei diritti umani commessi dalla Federazione russa.<\/p>\n<p>Una questione a cui hanno prestato attenzione i senatori e membri dell&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa Roberto Rampi, italiano, e Andr\u00e9 Gattolin, francese, il primo appartenente al gruppo socialista e il secondo al gruppo liberale, ed entrambi iscritti al Partito Radicale Transnazionale. A Radio Radicale, Roberto Rampi ha detto: \u201cEravamo di fronte a una scelta che riguardava la natura del Consiglio d\u2019Europa: dovevamo stabilire se questo \u00e8 il luogo del <em>soft power\u00a0<\/em>in cui si discute, ci si confronta, ci si divide, ci si contamina e in cui si tenta con la forza della persuasione di cambiare le cose, oppure se \u00e8 il club dei bravi, dei migliori, dal quale ogni volta ad ogni passo escludiamo questo o quel Paese perch\u00e9 non si \u00e8 comportato bene in questa o quella circostanza\u201d. Effettivamente, l\u2019istituzione preposta alla protezione dei diritti umani e dello stato di diritto difficilmente pu\u00f2 esercitare la sua pressione su chi non fa parte di essa.<\/p>\n<p>Andr\u00e9 Gattolin ha aggiunto: \u201cHo incontrato diversi rappresentanti di Ong ucraine, georgiane e di altri Paesi, in particolare sulla questione delle sparizioni forzate, e non ho avuto critiche rispetto alla mia scelta di votare a favore della risoluzione. Sanno che il Consiglio d\u2019Europa e la <strong>Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo<\/strong> sono tra gli ultimi di una serie di strumenti a cui poter ricorrere per far rispettare lo stato di diritto. \u00c8 evidente quindi il contrasto tra la posizione dei politici e quella degli attivisti per i diritti umani. Naturalmente non andremo a incidere subito sulle politiche repressive della Russia ma possiamo aiutare il ripristino dello stato di diritto e la popolazione russa. Possiamo continuare a sostenere chi fa inchieste, chi si batte per il rispetto dei diritti fondamentali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Opposte chiavi di lettura del voto<\/strong><br \/>\nContrasto che trova conferma nelle parole strumentali dei detrattori di questa istituzione, in particolare di uno dei membri della delegazione della Federazione russa, che non ha perso tempo a presentare al pubblico russo il ritorno in Assemblea come l\u2019accettazione da parte della stessa dell\u2019annessione della Crimea. Il 26 giugno stesso infatti, il parlamentare russo Leonid Slutsky ha affermato che il ritorno \u00e8 stato \u201cun primo passo significativo verso il riconoscimento della Crimea come territorio russo da parte dei Paesi del Consiglio d&#8217;Europa\u201d. Il delegato ucraino Leonid Yemets ha pubblicato su Facebook una dichiarazione delle delegazioni estone, georgiana, lettone, lituana, polacca, slovacca e ucraina in cui si afferma invece che \u201cil Consiglio d\u2019Europa sta perdendo la fiducia delle persone che difende\u201d.<\/p>\n<p>Una dichiarazione, quest\u2019ultima, che sembra non dare il giusto peso a quanto richiesto il giorno seguente, gioved\u00ec 27 giugno, dalla plenaria dell\u2019Assemblea con il rapporto Zingeris, ovvero la riapertura delle indagini in Russia sull\u2019assassinio del leader dell\u2019opposizione russa Boris Nemtsov, ucciso a colpi di pistola a due passi dal Cremlino nel febbraio 2015.<\/p>\n<p><strong>Novit\u00e0 per il coordinamento fra Assemblea parlamentare e Comitato dei ministri<\/strong><br \/>\nInfine, occorre sottolineare un elemento di novit\u00e0 non affatto secondario, scaturito dalla vicenda della sospensione russa: approvando il rapporto De Sutter, il 24 giugno, Assemblea parlamentare e <strong>Comitato dei ministri<\/strong> del Consiglio d\u2019Europa hanno stretto le relazioni coordinando maggiormente il rispettivo lavoro. Sembrerebbe un costo in termini di riduzione dell\u2019indipendenza dell\u2019Assemblea, ma la logica dell\u2019Assemblea parlamentare non \u00e8 quella di un Parlamento tradizionale.<\/p>\n<p>Il Consiglio d\u2019Europa non \u00e8 uno Stato con un potere esecutivo e uno legislativo. Comitato e Assemblea esercitano due forme di rappresentanza, il primo rappresenta i governi e il secondo i Parlamenti, il che rende sensata la decisione di accrescere il lavoro comune. Per di pi\u00f9, fino ad oggi, il Comitato dei ministri \u00e8 rimasto piuttosto sordo rispetto alle iniziative dell\u2019Assemblea parlamentare. Aumentando il coordinamento con il Consiglio, la riforma De Sutter offre l\u2019opportunit\u00e0 all\u2019Assemblea parlamentare di aumentare il proprio peso. \u00c8 quantomeno auspicabile, per chi crede nella promozione dei diritti umani e dello stato di diritto.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Benoit Doppagne\/Belga via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sessione di giugno dell\u2019Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa a Strasburgo \u00e8 stata cruciale per due ragioni in particolare. La prima \u00e8 l\u2019elezione, il 26 giugno, del nuovo segretario generale dell&#8217;organizzazione, che a maggio ha compiuto 70 anni. 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