{"id":74600,"date":"2019-07-02T07:20:07","date_gmt":"2019-07-02T05:20:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74600"},"modified":"2019-07-04T07:20:09","modified_gmt":"2019-07-04T05:20:09","slug":"usa-trump-messico-nafta-nafta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/usa-trump-messico-nafta-nafta\/","title":{"rendered":"Usa: i guai di Trump con Messico e Canada, nuovo Nafta"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi mesi le tematiche del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/sviluppo-sostenibile-riforma-globalizzazione\/\"><strong>commercio internazionale<\/strong> <\/a>sono state prioritarie per l\u2019Amministrazione Trump. Il presidente si \u00e8 concentrato sullo scontro con la<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/cina-tregua-stati-uniti\/\"><strong> Cina<\/strong><\/a>, con cui dopo il <a href=\"https:\/\/g20.org\/en\/\">Vertice del G20<\/a> \u00e8 scattata l&#8217;ennesima tregua, ma allo stesso tempo ha cercato di lavorare ad una promessa importante della sua campagna elettorale 2016: riformare il <strong>Nafta<\/strong>. Per questo motivo dopo mesi di lavoro diplomatico <strong>Usa<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/usa-accordo-migranti-messico\/\"><strong>Messico<\/strong><\/a> e <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/usa-canada-frontiera-calda\/\">Canada<\/a><\/strong> hanno firmato l\u2019Usmca, un nuovo accordo di libero scambio continentale. Nella trattativa, Trump ha riportato delle vittorie, ma potrebbe avere compromesso i rapporti di vicinato.<\/p>\n<p>Prima di parlare del futuro del trattato \u00e8 necessario vedere in cosa consiste e come si \u00e8 arrivati alla firma. Il Presidente Trump ha senza dubbio forzato la mano, ha usato la tecnica del &#8216;<em>divide et impera&#8217;<\/em>\u00a0con i suoi vicini, costringendoli ad accettare condizioni sfavorevoli. Questa strategia, se nel breve termine pagher\u00e0, nel lungo periodo potrebbe creare un clima aggressivo e un\u2019insicurezza generale che potrebbero convincere Messico e Canada ad attivare misure di \u201c<em>ritorsione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo accordo e i negoziati per arrivarci<br \/>\n<\/strong>Per capire cosa prevede il nuovo accordo bisogna partire dal Nafta. Il nuovo trattato \u00e8 infatti molto simile al vecchio, tranne per tre cambiamenti rilevanti. Per prima cosa con le nuove regole perch\u00e9 un\u2019automobile rientri nell&#8217;esenzione dai dazi deve avere il 75% delle sue parti fatte al&#8217;\u2019interno dei tre paesi, quando prima bastava il 50%. Questo provvedimento \u00e8 stato fortemente voluto dagli Stati Uniti per proteggere di fatto la propria industria automobilistica nel MidWest.<\/p>\n<p>Nella stessa direzione vanno le altre modifiche, come l\u2019allungamento del copyright da 50 anni a 70 anni dalla morte del detentore del brevetto, l\u2019innalzamento del salario medio a 16 dollari l\u2019ora e l\u2019abolizione dei dazi che il Canada manteneva sul proprio mercato di beni alimentari.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sembrano aver vinto su tutti i fronti portando a casa un trattato che pare andare tutto a loro favore. I negoziatori statunitensi hanno implementato una tecnica di negoziato che ha lasciato gli altri due Paesi totalmente sorpresi. Le trattative del Nafta erano state sicuramente lunghe e snervanti, ma erano state anche caratterizzate da un clima generalmente disteso. Gli incontri sull\u2019Usmca sono invece stati fortemente caratterizzati da contrapposizioni marcate.<\/p>\n<p>I negoziatori di Trump hanno da subito approcciato gli altri due Paesi sfruttando le divisioni che c&#8217;erano tra Messico e Canada e minacciandoli su altri piani. L\u2019apertura del mercato canadese dei prodotti agricoli, in particolare dei latticini, \u00e8 qualcosa che Washington \u00e8 riuscita ad ottenere grazie alla minaccia, sostenuta da Citt\u00e0 del Messico, dell\u2019abbandono delle trattative e della costruzione di un accordo bilaterale tra Messico e Stati Uniti che avrebbe escluso Ottawa.<\/p>\n<p>Se i messicani avevano pensato di sostenere la strategia di Trump pensando di guadagnarci solamente, hanno dovuto qualche settimana dopo subire la stessa minaccia con Canada e Stati Uniti questa volta uniti. La dirimente questa volta era invece quella del salario minimo. Washington e Ottawa volevano vederlo anche pi\u00f9 alto dei 16 dollari finale, ma alla fine il Messico \u00e8 riuscito ad accordarsi a quel prezzo.<\/p>\n<p><strong>Un clima teso in Nord America<br \/>\n<\/strong>La fine delle trattative \u00e8 stata di conseguenza condizionata da questo pregresso. Nella sala adibita alla firma, il clima era quanto mai teso e nei mesi successivi non si \u00e8 migliorato, condizionando la ratifica del trattato e i rapporti diplomatici quotidiani tra i tre Paesi.<\/p>\n<p>La prima difficolt\u00e0 che si incontrer\u00e0 sar\u00e0 sulla ratifica del trattato. Il Messico lo ha gi\u00e0 fatto, ma gli Stati Uniti e il Canada ancora mancano all&#8217;appello. Trump deve chiaramente affrontare un Congresso a maggioranza democratica alla Camera che vuole ulteriori garanzie dal punto di vista della protezione del lavoro. Il Canada dal canto suo \u00e8 forse il Paese pi\u00f9 colpito da questo accordo e proprio per questo rallenta il pi\u00f9 possibile l&#8217;iter di ratifica per fare uno sgarbo a Trump.<\/p>\n<p>Nonostante i consigli di abbassare i toni del segretario al Commercio Wilbur Ross, Trump ha deciso di utilizzare ancora nelle scorse settimane la minaccia commerciale contro il Messico. Il president \u00e8 riuscito a imporre al neo-presidente messicano\u00a0Andr\u00e8s Manuel\u00a0L\u00f3pez Obrador di rafforzare le misure di controllo dell\u2019immigrazione, pena l\u2019imposizione di sanzioni.<\/p>\n<p>Nonostante il Paese centro-americano abbia in prima battuta accettato le condizioni, la risposta questa volta non si \u00e8 fatta attendere. Il ministero del Commercio messicano ha infatti iniziato a studiare un piano di sanzioni contro gli Stati Uniti. Le stime del Brookings Institute affermano che il costo per Washington sarebbe circa intorno ai 28 miliardi di dollari l\u2019anno con un elevatissimo costo occupazionale.<\/p>\n<p>Il danno, per di pi\u00f9, non sarebbe distribuito su tutta l&#8217;Unione, ma mirato a danneggiare gli Stati rossi, cio\u00e8 repubblicani. L\u2019obiettivo del Messico infatti sarebbe quello di imporre misure in modo chirurgico mirando a distretti congressuali e aree a forte maggioranza repubblicana. L\u2019intenzione \u00e8 chiaramente quella di scatenare una rivolta dei repubblicani del Congresso contro il presidente o di fare spostare la bilancia verso i democratici alle prossime elezioni.<\/p>\n<p>Se il Messico sta valutando questa risposta all&#8217;atteggiamento aggressivo di Trump, il Canada non \u00e8 da meno. Nonostante adesso il primo ministro Justin Trudeau sia invischiato in una difficile campagna elettorale, a Ottawa sono tutti convinti che qualunque sia il risultato alle elezioni di ottobre il prossimo primo ministro sar\u00e0 una spina nel fianco della Casa Bianca. Questo perch\u00e9 vi sono moltissime intese molto favorevoli agli Usa, ad esempio quella sull&#8217;Artico o quella sugli idrocarburi, che i canadesi vorrebbero ridiscutere con un atteggiamento non certo amichevole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi mesi le tematiche del commercio internazionale sono state prioritarie per l\u2019Amministrazione Trump. Il presidente si \u00e8 concentrato sullo scontro con la Cina, con cui dopo il Vertice del G20 \u00e8 scattata l&#8217;ennesima tregua, ma allo stesso tempo ha cercato di lavorare ad una promessa importante della sua campagna elettorale 2016: riformare il Nafta. 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