{"id":74622,"date":"2019-07-03T23:37:49","date_gmt":"2019-07-03T21:37:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74622"},"modified":"2019-07-05T09:39:23","modified_gmt":"2019-07-05T07:39:23","slug":"ue-nomine-italia-bordo-campo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-italia-bordo-campo\/","title":{"rendered":"Ue: nomine, un successo franco-tedesco con l&#8217;Italia a bordo campo"},"content":{"rendered":"<p>La prima reazione \u00e8 ovviamente di sollievo. Che al terzo tentativo,\u00a0 dopo estenuanti consultazioni, e interminabili maratone negoziali, il Consiglio europeo sia riuscito ieri in extremis a trovare un accordo sul pacchetto di <strong>nomine<\/strong> ai vertici delle istituzioni dell&#8217;<strong>Ue<\/strong> \u00e8 di per s\u00e9 una buona notizia. Altrettanto importante la notizia di oggi dell\u2019elezione, al secondo scrutinio, di David<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/David_Sassoli\"> <strong>Sassoli<\/strong><\/a>, italiano ed esponente dei socialisti e democratici, alla presidenza del <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/portal\/it\"><strong>Parlamento europeo<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Certo sarebbe stato un clamoroso segnale di divisione e incertezza se i capi di Stato e di governo non fossero riusciti a trovare una intesa prima della seduta solenne del Parlamento europeo che doveva eleggere il suo presidente. Ma il rischio era molto concreto \u00a0perch\u00e9 il quadro politico emerso dai risultati delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a> del 26 maggio scorso era molto pi\u00f9 complesso e articolato di quello della precedente legislatura. Perch\u00e9 la nuova maggioranza in Parlamento dovr\u00e0 necessariamente essere pi\u00f9 ampia della sperimentata alleanza fra popolari e socialisti che aveva caratterizzato le precedenti legislature. Ed infine perch\u00e9 il rifiuto del metodo degli &#8216;spitzenkandidaten&#8217;, apertamente contestato da vari e autorevoli membri del Consiglio europeo, aveva provocato il rischio di uno scontro fra Consiglio e Parlamento.<\/p>\n<p><strong>I discorsi sul metodo e la solidit\u00e0 dell&#8217;asse franco-tedesco<\/strong><br \/>\nOra c\u2019\u00e8 l\u2019accordo e non possiamo che\u00a0 rallegrarcene. Se per\u00f2 andiamo a vedere pi\u00f9 da vicino come si \u00e8 arrivati all&#8217;accordo e alle singole personalit\u00e0 designate, forse qualche precisazione si impone. Quanto al metodo, piaccia o non piaccia a qualcuno in Italia, l\u2019accordo raggiunto suggella ancora una volta la solidit\u00e0 dell\u2019asse franco-tedesco. Angela Merkel e Emmanuel Macron, dopo aver fallito il primo tentativo, concepito a Osaka e respinto soprattutto perch\u00e9 non sufficientemente condiviso, hanno di nuovo dato le carte e si sono aggiudicati le due posizioni pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>La Merkel, che qualcuno dava ormai sul viale del tramonto, anche per avere dovuto rinunciare al suo candidato, che era anche candidato ufficiale dei popolari (quel Manfred Weber da molti giudicato non all&#8217;altezza dell\u2019incarico), ottiene l\u2019obiettivo che aveva in mente da tempo, e sul quale aveva puntato, sapendo che la presidenza della Bce era un obiettivo molto pi\u00f9 difficile da ottenere. La nuova presidente della Commissione sar\u00e0 infatti la sua fedelissima ministra della Difesa, Ursula von der Leyen, una esponente di punta della Cdu, certamente ottima ministra della Difesa, ma di cui si conosce poco se non che ha \u00a0fama di rigorista.<\/p>\n<p>Macron ottiene la presidenza della Bce per Christine Lagarde, la candidata francese probabilmente \u00a0pi\u00f9 autorevole\u00a0 e pi\u00f9 titolata per quella posizione, cui la Francia teneva particolarmente sapendo di dovere cedere la Commissione alla Germania. E\u2019 una nomina che rassicura quanti temevano una discontinuit\u00e0 alla Bce rispetto alla linea di Draghi.<\/p>\n<p>Sanchez, molto attivo in questa fase, in proprio e come rappresentante dei socialisti, ottiene per la Spagna e il gruppo socialista la posizione di Alto Rappresentante per Josep Borrell, sperimentato politico di lungo corso, gi\u00e0 presidente del Parlamento europeo, \u00a0con grande esperienza e standing internazionale. E alla famiglia dei liberali tocca, come premio di consolazione, la posizione di Presidente del Consiglio europeo, con il primo ministro belga in carica\u00a0 Charles Michel, in un incarico che a prima vista appare ridimensionato a quello di \u201chonest broker\u201d fra\u00a0 i capi di Stato e di governo.<\/p>\n<p><strong>Un pacchetto all&#8217;insegna della continuit\u00e0, tanti a bocca asciutta<\/strong><br \/>\nTutto compreso quindi un pacchetto di nomine all&#8217;insegna della continuit\u00e0, con buona pace di chi (soprattutto in Italia) aveva ingenuamente immaginato che con le elezioni del 26 maggio l\u2019Unione europea avrebbe voltato pagina e cambiato rotta.<\/p>\n<p>Restano a bocca asciutta da questo pacchetto di nomine i Paesi di Visegrad e pi\u00f9 in generale tutti i cosiddetti nuovi membri (quelli entrati nell&#8217;Ue dopo il 2004). Restano a bocca asciutta i partiti delle varie e frammentate famiglie nazionaliste e sovraniste, perch\u00e9 malgrado il risultato elettorale del 26 maggio, peraltro circoscritto ad alcuni Paesi, continuano ad essere una minoranza tutto sommato marginale nelle dinamiche del Parlamento europeo. Resta a bocca asciutta il Regno Unito che si considera ormai fuori e aveva anticipato che si sarebbe astenuto sulle nomine. Quanto all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> non aveva realisticamente nessuna \u201cchance\u201d replicare l\u2019exploit della legislatura che si sta concludendo.<\/p>\n<p>Sul ruolo svolto dall&#8217;Italia in questa vicenda verrebbe da dire tutto si \u00e8 svolto come da copione. Con la complicazione che in questa circostanza il presidente del Consiglio si \u00e8 trovato a dover gestire contemporaneamente la questione delle nomine e quella della procedura di infrazione per deficit eccessivo. Conte \u00e8 indubbiamente riuscito (per ora) a contenere i danni sul fronte della procedura di infrazione, malgrado le intemperanze verbali dei due azionisti di riferimento del governo. Ma oggettivamente non poteva fare miracoli sulle nomine. Dopo avere annunciato che avrebbe gestito personalmente il dossier, \u00e8 stato costretto da Salvini ad opporsi alla candidatura di Frans Timmermans alla presidenza della Commissione (un olandese atipico, ma sicuramente pi\u00f9 vicino alla sensibilit\u00e0 italiane su tanti temi). E alla fine ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco accettando il pacchetto franco-tedesco come il minore dei mali.<\/p>\n<p>Si sono cos\u00ec rivelate corrette quelle previsioni che vedevano l\u2019Italia marginalizzata in Europa, come risultato della collocazione in Europa dei due partiti di governo, con la Lega in un gruppo minoritario di nazionalisti euro-scettici e i Cinque Stelle addirittura costretti a stare nel gruppo misto perch\u00e9 incapaci di trovare alleati nel Parlamento europeo. Si aggiunga che il Governo italiano e la maggioranza che lo sostiene hanno anche dovuto registrare lo scacco di vedere eletto un esponente dell\u2019opposizione alla presidenza del Parlamento.<\/p>\n<p>Ora per l\u2019Italia si apre la partita del commissario (che ci spetta di diritto). Bisogner\u00e0 che qualcuno si ricordi che, se vogliamo concorrere per un portafoglio &#8216;pesante&#8217;, il nostro candidato dovr\u00e0 essere competente e professionalmente attrezzato, dovr\u00e0 avere il gradimento della presidente della Commissione e infine dovr\u00e0 superare un giudizio del Parlamento che quest\u2019anno potrebbe essere anche pi\u00f9 severo che nel passato.<\/p>\n<p>A questo punto c\u2019\u00e8 da augurarsi che il Parlamento, possibilmente con ampia maggioranza, dia l&#8217;investitura alla Von der Leyen come previsto dai Trattati. Ma non sar\u00e0 un passaggio facile n\u00e9 scontato. La presidente designata dovr\u00e0 dare prova di grande abilit\u00e0 e sensibilit\u00e0 se vorr\u00e0 compattare una maggioranza ampia di popolari, socialisti, liberali e verdi a sostegno del suo programma per la legislatura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima reazione \u00e8 ovviamente di sollievo. 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