{"id":74679,"date":"2019-07-07T20:31:41","date_gmt":"2019-07-07T18:31:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74679"},"modified":"2019-07-17T22:18:37","modified_gmt":"2019-07-17T20:18:37","slug":"spagna-sanchez-numeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/spagna-sanchez-numeri\/","title":{"rendered":"Spagna: S\u00e1nchez senza numeri, si avvicina l&#8217;ora X"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019investitura di Pedro <strong>S\u00e1nchez<\/strong> a presidente del governo spagnolo sar\u00e0 votata nel Congresso il 23 luglio: in prima battuta sar\u00e0 necessaria la maggioranza assoluta di 176 voti; in seconda, 48 ore dopo, sar\u00e0 sufficiente la maggioranza semplice. Ma in questo momento, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/spagna-sanchez-incognite-governo\/\">leader socialista<\/a> non ha i numeri per passare neppure nel secondo dei casi. A quella data saranno trascorsi gi\u00e0 tre mesi dalle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/spagna-sanchez-psoe-governo\/\"><strong>elezioni politiche<\/strong><\/a> di aprile vinte dai socialisti, successo confermato nelle successive <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a> che hanno fatto del Psoe il primo partito della famiglia socialista europea.<\/p>\n<p>Tanto che S\u00e1nchez ha concordato la data dell\u2019investitura da Strasburgo, dove stava negoziando per conto del gruppo socialdemocratico i vertici dell\u2019Unione europea, intento a riconquistare alla Spagna quella visibilit\u00e0 internazionale perduta nell\u2019epoca di Mariano Rajoy. Alla fine, per\u00f2, l\u2019asse franco-spagnolo si \u00e8 mostrato inconsistente ed \u00e8 prevalso il solito patto franco-tedesco, nuovo solo nel genere, nel segno del pi\u00f9 tradizionale liberismo economico. Tuttavia, la conquista per il suo ministro degli Esteri Josep <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-europa-piu-forte-nel-mondo\/\">Borrell<\/a> dell\u2019incarico di Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, ha fatto dire a S\u00e1nchez che \u201cla Spagna \u00e8 tornata in campo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un governo di cooperazione con sostegno esterno a geometria variabile<\/strong><br \/>\nFinora, il presidente incaricato, che dispone di soli 123 voti propri, ha fatto appena un giro di consultazioni, ha invocato l\u2019astensione di Popolari e Ciudadanos e ha incontrato Pablo Iglesias solo un paio di volte, in modo cordiale ma infruttuoso. Nonostante i 42 voti voti di Unidas-Podemos siano fondamentali per costruire, assieme all&#8217;astensione di altri, la maggioranza utile alla sua elezione, l\u2019intesa a sinistra non procede, perch\u00e9 nel Psoe sembra essere prevalsa l\u2019idea di un governo di minoranza con il sostegno esterno a geometria variabile, anche se in un rapporto preferenziale con la formazione viola.<\/p>\n<p>La formula proposta da S\u00e1nchez \u00e8 quella di un \u201cgoverno di cooperazione\u201d, che consisterebbe in un\u2019intesa programmatica tra i due partiti e la presenza di Podemos solo nelle seconde file del governo. Questa posizione, presente fin dal giorno successivo il 28 aprile, si \u00e8 andata rafforzando tra i socialisti col tempo, col pretesto del risultato delle elezioni autonomiche e municipali di maggio celebrate assieme alle europee, che ha mostrato un\u2019ulteriore riduzione\u00a0 di consensi a livello territoriale per Podemos, con la perdita di diverse delle citt\u00e0 che nel 2015 rappresentarono l\u2019onda del\u00a0 cambio.<\/p>\n<p>Ma Podemos rivendica un governo di coalizione, progressista e plurale per rispondere alle priorit\u00e0 del Paese, come hanno indicato i risultati elettorali. E non sembra disponibile a una soluzione differente. Anche davanti alla minaccia di un ritorno a elezioni a novembre. Perch\u00e9 S\u00e1nchez ha gi\u00e0 detto\u00a0 di voler essere eletto presidente non oltre il mese di luglio.<\/p>\n<p><strong>La prospettiva di nuove elezioni<\/strong><br \/>\nDal 23 luglio, infatti, comincia a correre il tempo di due mesi, passati i quali senza che nessun candidato sia investito presidente le camere si sciolgono automaticamente e si convocano nuove elezioni entro un tempo stabilito. Come successe nel 2016, quando S\u00e1nchez prov\u00f2 senza successo a farsi eleggere da Ciudadanos e Podemos e ci volle poco meno di un anno per avere di nuovo un governo a guida popolare. Per quanto sembri incredibile, a oggi uno scenario elettorale in autunno non si pu\u00f2 escludere.<\/p>\n<p>E\u2019 probabile che in una nuova consultazione a guadagnarci sarebbero socialisti e popolari, i primi riconquistando voti alla loro sinistra, i secondi ricompattando la destra; tanto pi\u00f9 in un momento di crisi interna a Ciudadanos per la fuoriuscita di quadri e dirigenti, dopo l\u2019abbandono\/cacciata di Manuel Valls per avere favorito con i suoi voti l\u2019elezione di Ada Colau\u00a0 a sindaca di Barcellona. Ma non si pu\u00f2 confidare che la mobilitazione della sinistra contro l\u2019estrema destra si manterrebbe cos\u00ec alta in un nuovo confronto elettorale come lo fu in aprile.<\/p>\n<p><strong>I negoziati, le posizioni e il ruolo delle autonomie<\/strong><br \/>\nAd ogni modo, ora ci sono tre settimane per sbloccare la situazione e negoziare un\u2019intesa. E se il leader di Ciudadanos Albert Rivera, impegnato nella conquista della guida della destra, dice che non parteciper\u00e0 alla prossima consultazione del presidente incaricato, il presidente del Pp Pablo Casado offre solo i pochi voti dei suoi deputati in Navarra, se il Psoe evita di ottenere la presidenza della Comunit\u00e0 autonoma con il sostegno degli indipendentisti baschi di Bildu.<\/p>\n<p>Iglesias scrive una lettera aperta a S\u00e1nchez sul quotidiano La Vanguardia, esortandolo a concretizzare l\u2019ipotesi di un governo di coalizione, impegnandosi a riconsiderare la sua proposta nel caso in cui questo governo non dovesse avere la fiducia del parlamento. Esquerra Republicana de Catalunya si dice disponibile a non bloccare un\u2019ipotesi di governo a guida S\u00e1nchez, mentre i deputati di Junts per Catalunya non hanno ancora raggiunto una posizione definitiva.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, in Catalogna tutto procede a fatica, in attesa della sentenza del processo contro la leadership indipendentista che si \u00e8 concluso nella prima met\u00e0 di giugno. Le accuse di ribellione, sedizione, disobbedienza e distrazione di fondi pubblici, confermate dal pubblico ministero e dall\u2019avvocatura dello Stato, non depongono per un verdetto leggero. L\u2019indipendentismo si \u00e8 ritrovato a Strasburgo il giorno della costituzione dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/portal\/it\">europarlamento<\/a> per protestare per l\u2019assenza degli eurodeputati Carles Puigdemont e Toni Com\u00edn, in esilio, e Oriol Junqueras, in carcere. Eletti da oltre due milioni di cittadini europei, ma cui lo Stato spagnolo ha impedito di partecipare alla sessione inaugurale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019investitura di Pedro S\u00e1nchez a presidente del governo spagnolo sar\u00e0 votata nel Congresso il 23 luglio: in prima battuta sar\u00e0 necessaria la maggioranza assoluta di 176 voti; in seconda, 48 ore dopo, sar\u00e0 sufficiente la maggioranza semplice. Ma in questo momento, il leader socialista non ha i numeri per passare neppure nel secondo dei casi. 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