{"id":74696,"date":"2019-07-09T11:42:08","date_gmt":"2019-07-09T09:42:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74696"},"modified":"2019-07-16T11:58:57","modified_gmt":"2019-07-16T09:58:57","slug":"ue-nomine-letta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-letta\/","title":{"rendered":"Ue: nomine; Letta, risultato positivo, rischi erano enormi"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Nelle nuove <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-italia-bordo-campo\/\"><strong>nomine<\/strong> <strong>Ue<\/strong><\/a>, il metodo che \u00e8 stato utilizzato rappresenta sicuramente un passo indietro. Ha ridato forza al Consiglio europeo e ai governi ed \u00e8 stato poco trasparente&#8221;, dice ad Affarinternazionali Enrico Letta, docente universitario, uomo politico, ex presidente del Consiglio. &#8220;Dopo di che, i rischi che si correvano erano enormi e il risultato, in termini di persone scelte, \u00e8 tutto sommato positivo&#8221;. Dal 2015, Letta dirige la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencespo.fr\/psia\/index.html\"><em>Paris School of International Affairs<\/em>\u00a0dell\u2019Universit\u00e0\u00a0SciencesPo\u00a0<\/a>di Parigi e, recentemente, \u00e8 stato nominato presidente dell\u2019Association of Professional Schools of International Affairs (Apsia) che ha sede a Washington.<\/p>\n<p><strong>La settimana scorsa sono stati designati quanti &#8211; donne e uomini &#8211; dovrebbero ricoprire i vertici delle istituzioni europee. \u00c8 soddisfatto da queste nomine?<br \/>\nE. Letta<\/strong> &#8211; Lo considero un bicchiere mezzo pieno in una situazione che era potenzialmente di crisi. Il rischio di ritrovarci in un <em>cul de sac<\/em> o di dovere chiedere al presidente uscente della Commissione europea Jean-Claude Juncker di rimanere in carica per alcuni mesi era reale. Ci sono alcune ombre, soprattutto sul metodo pi\u00f9 che sulle persone, ma il fatto che si sia riusciti, molto rapidamente, a risolvere l\u2019impasse e a trovare un pacchetto complessivo che rende le istituzioni europee subito funzionanti mi sembra una buona notizia. L\u2019equilibrio trovato \u00e8 assolutamente accettabile e il messaggio di avere due donne a capo delle istituzioni \u00e8 sicuramente importante. A questo aggiungo il fatto che l\u2019Italia \u00e8 riuscita in un mezzo miracolo grazie all&#8217;elezione di David <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-coniglio-cilindro\/\"><strong>Sassoli<\/strong>\u00a0<\/a> a presidente del Parlamento europeo. Quindi, mettendo tutto insieme, alla fine prevalgono sicuramente gli elementi positivi.<\/p>\n<p><strong>Parlando del metodo, questa volta la procedura degli <em>Spitzenkandidaten<\/em> non \u00e8 stata seguita e il Parlamento europeo \u00e8 stato tagliato completamente fuori. Qual \u00e8 la lezione da trarre?<br \/>\nE. Letta<\/strong> &#8211; Nel 2014 \u00e8 stato utilizzato un metodo che dava centralit\u00e0 agli elettori e ai partiti politici europei, anche se la centralit\u00e0 del Parlamento europeo era un po&#8217; sovrastimata. Tutto sommato, i partiti europei erano sovrani decidendo il loro candidato alla presidenza della Commissione, poi gli elettori sceglievano e poi il partito che arrivava primo era quello che indicava il presidente della Commissione. Quel metodo l\u00ec era un passo avanti, ma non era perfetto; e lo si \u00e8 visto questa volta, quando i due partiti principali sono scesi di consensi. Immaginare che il candidato del partito che aveva preso il 23 per cento dei voti fosse automaticamente il presidente della Commissione era eccessivo anche secondo me. Non teneva conto della sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>Il Parlamento entra in primo piano se si costruisce, con dei metodi tipici delle democrazie parlamentari, un\u2019alleanza parlamentare e si fa eleggere presidente della Commissione colui che \u00e8 stato in grado di costruire questa maggioranza parlamentare. Questo sviluppo nella procedura degli <em>Spitzenkandidaten<\/em> non c\u2019\u00e8 stato e si \u00e8 un po&#8217; annullato tutto tornando al vecchio metodo, ovvero ad una specie di conclave dal quale improvvisamente sono usciti cinque nomi, tra cui il presidente del Parlamento che, giustamente, \u00e8 stato rifiutato e sostituito dalla persona di Sassoli.<\/p>\n<p>Il metodo utilizzato, che rid\u00e0 forza al Consiglio europeo e ai governi ed \u00e8 sicuramente poco trasparente, rappresenta un passo indietro. Dopodich\u00e9, i rischi che si correvano erano enormi e il risultato, in termini di persone scelte, \u00e8 tutto sommato positivo.<\/p>\n<p><strong>Andando nello specifico, le nomine di Ursula\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ursula_von_der_Leyen\"><strong>von der Leyen<\/strong><\/a><strong>\u00a0come presidente della Commissione europea e di Christine<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Christine_Lagarde\"> Lagarde<\/a> a capo della Banca centrale europea (Bce) confermano il predominio dell\u2019asse franco-tedesco?<br \/>\nE. Letta<\/strong> &#8211; Questa partita \u00e8 sicuramente una vittoria del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel ed \u00e8 evidente che l\u2019asse franco-tedesco, che era dato per morto, \u00e8 pi\u00f9 vivo che mai. E questo \u00e8 stato anche un messaggio molto forte per tutti coloro che hanno lavorato contro questo asse, in particolare l\u2019Italia e i Paesi di Visegrad.<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, dobbiamo considerare che Macron e la Merkel, per vincere, hanno dovuto imporre candidati dei loro Paesi, cosa che non accedeva da molto tempo. E non \u00e8 detto che sia un elemento di forza, anzi. La Germania \u00e8 sempre stata molto forte facendo guidare persone vicine alla Germania che per\u00f2 non erano tedesche. Oggi invece ha sentito il bisogno di avere una leadership tedesca.<\/p>\n<p><strong>In un momento in cui l\u2019Europa \u00e8 minacciata dall\u2019ascesa dei nazionalismi, la nomina della Von der Leyen a capo della Commissione, \u00e8 una scelta giusta?<br \/>\nE. Letta<\/strong> &#8211; La verit\u00e0 \u00e8 che nessuno conosce veramente chi \u00e8 e nessuno \u00e8 in grado di dire che tipo di presidente di Commissione sar\u00e0. In fondo, con Juncker era diverso: tutti sapevano che tipo di presidente sarebbe stato. Certo, rispetto a tutti gli altri presidenti, \u00e8 l\u2019unica ad avere un focus specifico sulla difesa e ci possiamo aspettare qualcosa su questo. Sul resto, per\u00f2, credo che nessuno sia in grado di fare previsioni, soprattutto sul rapporto che avr\u00e0 con il Consiglio europeo. La vera questione \u00e8 infatti capire se lei sar\u00e0 un presidente di Commissione che continuer\u00e0, nella scia di Juncker, ad avere un\u2019autonomia rispetto al Consiglio o ritorner\u00e0, sui passi di Manuel Barroso, ad avere una scarsa autonomia. Questa \u00e8 la chiave di tutto. Il resto \u00e8 secondario.<\/p>\n<p><strong>Parlando della Bce, invece, Christine Lagarde sostituir\u00e0 Mario Draghi. Cosa si aspetta da lei?<br \/>\nE. Letta<\/strong> &#8211; Io credo che la Lagarde sia sempre stata attenta ad avere una politica monetaria espansiva, come quella che ha cercato di sostenere Mario Draghi, e quindi ritengo che possa essere un presidente della Bce che asseconder\u00e0 questa logica. E anche se la sua nomina \u00e8 stata una sorpresa, \u00e8 stata molto ben accolta da tanti ambienti che temevano Jens Weideman presidente della Bce. Weideman, che era il candidato di punta, sarebbe stato un disastro completo, che avrebbe diviso l\u2019area dell\u2019euro. Quindi, sicuramente, la Lagarde parte con il plus del pericolo mancato e anche queste cose contano.<\/p>\n<p><strong>Ora per l\u2019Italia si apre la partita del commissario e si parla di un commissario con un \u201cportafoglio pesante\u201d. L\u2019Italia ce la far\u00e0?<br \/>\nE. Letta<\/strong> &#8211; Non lo so, mi auguro di s\u00ec. Conta molto il profilo del candidato commissario italiano, perch\u00e9 oramai si tratta di una vicenda molto politica e, se l\u2019Italia mette in campo un candidato di sfida contro Bruxelles, la vedo difficile. Dovranno fare delle scelte che non siano provocatorie, anche perch\u00e9 potrebbero essere a forte rischio di conferma da parte del Parlamento europeo, che oramai ha una capacit\u00e0 di promuovere e bocciare i singoli. Quindi sono convinto che sia importante il profilo. Credo che sar\u00e0 fatto. In questa partita anche il presidente della Repubblica ha, giustamente, il diritto di parola, dal momento che si tratta di una materia che riguarda l\u2019intero Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nelle nuove nomine Ue, il metodo che \u00e8 stato utilizzato rappresenta sicuramente un passo indietro. 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