{"id":74719,"date":"2019-07-10T11:26:30","date_gmt":"2019-07-10T09:26:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74719"},"modified":"2019-07-16T09:03:15","modified_gmt":"2019-07-16T07:03:15","slug":"migranti-soccorso-mare-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/migranti-soccorso-mare-italia\/","title":{"rendered":"Migranti: soccorso in mare, l&#8217;Italia in lotta con se stessa"},"content":{"rendered":"<p>Nel disperato tentativo di uscire dall&#8217;isolamento in cui si \u00e8 confinata in anni di continue emergenze migratorie vissute in simbiosi con un Paese altrettanto instabile come la <strong>Libia<\/strong>, l\u2019<strong>Italia<\/strong> prova a ripercorrere la strada dell\u2019interdizione marittima contro le Ong, alleandosi con Malta. Nei fatti, si tratta di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/migranti-libia-malta-italia-asse-sar\/\">quell\u2019asse nel soccorso in mare (Sar) con Valletta e Tripoli\u00a0<\/a>che si va profilando come possibile.<\/p>\n<p>Sullo sfondo si intravedono le mosse che la nuova legislatura Ue dovr\u00e0 necessariamente mettere in campo in materia di sorveglianza marittima e ricollocamenti e che esponenti politici tedeschi hanno gi\u00e0 cominciato a discutere ipotizzando un paradossale lancio di un\u2019operazione modello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/eunavformed-dopo-accordi-cooperazione\/\">Eunavformed<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Interno vs Ong<br \/>\n<\/strong>Il ruolo delle Ong nel soccorso in mare (Sar) \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/www.guardiacostiera.gov.it\/stampa\/Pages\/guardia-costiera-incontra-rappresentanti-per-soccorso-.aspx\">riconosciuto dall\u2019Italia sin dal 2016<\/a>\u00a0per fronteggiare le emergenze migratorie seguire all\u2019Operazione Mare Nostrum. Si \u00e8 cos\u00ec aperta una falla nel sistema del Sar basato su assetti pubblici ed episodicamente su mercantili in transito.<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.interno.gov.it\/it\/servizi-line\/documenti\/codice-condotta-ong-impegnate-nel-salvataggio-dei-migranti-mare\">Codice di condotta dell\u2019Interno<\/a> del 2017 ha cercato di arginare il fenomeno anche con il pretendere il rispetto delle competenze libiche, ma non \u00e8 sopravvissuto al cambiamento di governo del 2018 n\u00e9 ha mai assunto valenza in ambito Ue. In esso si affermava con forza la giurisdizione degli Stati di bandiera sulla nave pur ammettendo l\u2019ingresso in porti italiani.<\/p>\n<p>Sulla scia di tali iniziative l\u2019Interno, con varie direttive e col DL &#8216;Sicurezza Bis&#8217;, ha affermato il rispetto della sovranit\u00e0 italiana nelle acque territoriali: si assume che il passaggio di navi con migranti in posizione irregolare configuri una violazione dell\u2019ordine e della sicurezza pubblica oltre che, nel caso di imbarcazioni straniere, dei principi internazionali del transito inoffensivo.<\/p>\n<p>Da parte delle Ong, come noto, si contestano tali poteri nazionali sostenendo, sulla base del principio di necessit\u00e0, di aver diritto di far sbarcare immediatamente le persone salvate in un luogo sicuro (Pos) di loro scelta.<\/p>\n<p><strong>Nodo del Pos<br \/>\n<\/strong>I mercantili dovrebbero attenersi, nella definizione del Pos, alle istruzioni della competente zona Sar o, quanto meno, se agiscono autonomamente in emergenza, avrebbero il diritto\/dovere di fare scalo al \u201cporto pi\u00f9 vicino\u201d in modo da minimizzare i disagi ai naufraghi e ridurre i costi del trasporto. Ai mercantili delle Ong l\u2019interno ha chiesto di rispettare la responsabilit\u00e0 libica di indicare il Pos. Anche la nostra Guardia costiera ha cessato di operare nella Sar libica riconoscendo la piena competenza di Tripoli.<\/p>\n<p>Varie sono le opinioni in proposito e non sempre concordanti a cominciare dalle decisioni della magistratura italiana e dalle Agenzie delle NU che da tempo lanciano allarmi sulla violazione dei diritti umani: il Consiglio Ue, nella riunione del <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/media\/35936\/28-euco-final-conclusions-en.pdf,\">28 giugno 2018<\/a>, ha riconosciuto la competenza della Guardia costiera libica ad operare nella sua Sar e quindi a fare sbarcare i migranti salvati, mentre invece la Commissione e l\u2019Alto rappresentante hanno negato che Tripoli possa essere un Pos. Anche il nostro Ministro degli esteri ha rilasciato dichiarazioni di questo segno, pur in mancanza di una presa di posizione ufficiale del Governo. Per la Tunisia non vi sono invece riscontri ufficiali alle opinioni delle Ong che la escludono dai possibili Pos.<\/p>\n<p>Da non dimenticare infine che la mossa di Tripoli di preannunciare la chiusura dei centri di raccolta dopo il loro bombardamento da parte delle Forze di Bengasi, potrebbe indicare la volont\u00e0 di uscire dall\u2019imbarazzante sospetto di un coinvolgimento nella violazione dei diritti umani.<\/p>\n<p><strong>Preteso blocco navale<br \/>\n<\/strong>\u00c8 ricorrente il richiamo ad un preteso blocco navale inteso come misura interdittiva delle partenze dalle coste libiche. Varie sono le controindicazioni operative e legali visto che il potere di disporlo spetterebbe solo allo Stato costiero il quale non potrebbe per\u00f2 violare i diritti umani delle persone che intendono espatriare.<\/p>\n<p>L\u2019impossibilit\u00e0 di attuare un tale blocco navale \u00e8 tra le cause del fallimento dell\u2019operazione <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/migranti-eunavformed-sicurezza-sar\/\">Eunavformed Sophia<\/a> che l\u2019aveva prevista come \u201cfase 3\u201d: l\u2019interdizione delle partenze dalla Libia avrebbe peraltro reso necessario quel consenso che Tripoli ha sempre negato.<\/p>\n<p>Il richiamo dell\u2019Interno all\u2019impiego della nostra Marina per impedire ingressi irregolari in acque italiane \u00e8 stato pi\u00f9 volte causa di contrasti con la Difesa. Da ultimo, parrebbe essere stato concordato un ritorno al dispositivo navale di presenza e sorveglianza avanti a coste di Libia e Tunisia per agevolare l\u2019intervento Sar di quei Paesi.<\/p>\n<p>Fatto sta che l\u2019impiego della Marina in tali funzioni rientranti nell\u2019attivit\u00e0 di \u201cpolizia dell\u2019alto mare\u201d non \u00e8 una novit\u00e0, in quanto previsto da varie norme. Oltretutto, da anni la Marina impegnata a proteggere i rifornimenti energetici dalla Libia con l\u2019 <a href=\"http:\/\/www.marina.difesa.it\/cosa-facciamo\/per-la-difesa-sicurezza\/operazioni-in-corso\/Pagine\/MareSicuro.aspx\"><strong>Operazione Mare Sicuro (Oms)<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Cooperazione italo-maltese<br \/>\n<\/strong>Sembra si stia consolidando, alla luce delle vicende delle navi Ong Alex e Alan Curdi, la tanto attesa cooperazione italo-maltese nel Sar e nella definizione del Pos.<\/p>\n<p>La Valletta persegue in realt\u00e0 proprie finalit\u00e0 che in parte coincidono con le esigenze sicuritarie del nostro Ministero dell&#8217;Interno ma che probabilmente guardano lontano, magari verso il consolidamento di un ruolo guida nell\u2019ambito dell\u2019Ue o anche nella direzione dell\u2019avvicendamento del commissario all&#8217;immigrazione Dimitris Avramopoulos.<\/p>\n<p>Malta non rinuncia, nemmeno nell\u2019accogliere le Ong, a ribadire di farlo per cosi dire\u00a0<em>ex gratia<\/em> escludendo ogni responsabilit\u00e0 relativa alla propria competenza Sar. Proprio questo dovrebbe per\u00f2 indurci a pretendere da Valletta un impegno scritto che sanzioni in modo duraturo la facile politica delle intese verbali caso per caso.<\/p>\n<p><strong>Quadro multilaterale Ue<br \/>\n<\/strong>Il quadro Ue risultante dalle nuove elezioni comincia ad animarsi. Le prese di posizioni contro le inadempienze italiane sono ancora ricorrenti ma presto potrebbero assumere una valenza positiva, magari con l\u2019aiuto dei nostri vicini maltesi. A breve l\u2019Ue potrebbe tornare a confrontarsi con le proposte di modifica del Regolamento di Dublino abbandonando il criterio dello Stato di primo ingresso in favore di una suddivisione dei richiedenti asilo tra i Paesi membri in base a quote prefissate.<\/p>\n<p>Il nostro Paese vuol mantenere la rotta verso la Libia in sostegno delle capacit\u00e0 e competenze della Guardia costiera di Tripoli, manifestando quella fermezza negli orientamenti di politica estera che invece fa difetto in altri quadranti geopolitici.<\/p>\n<p>Sorprendentemente, rappresentanti politici tedeschi ci hanno anche teso una mano facendo balenare la possibilit\u00e0 dell\u2019avvio di <a href=\"https:\/\/europa.today.it\/attualita\/migranti-ong-germania.html\">operazioni Sar comuni<\/a>.\u00a0E\u2019 chiaro che questo non significa il riavvio dell\u2019Operazione Sophia, ma quanto meno indica la disponibilit\u00e0 a trattare con noi e con gli altri Partner europei il tema del Sar libico ed ovviamente il connesso problema del Pos ora che il nostro Paese non \u00e8 pi\u00f9 disponibile a garantire l\u2019indiscriminata accoglienza dei migranti salvati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel disperato tentativo di uscire dall&#8217;isolamento in cui si \u00e8 confinata in anni di continue emergenze migratorie vissute in simbiosi con un Paese altrettanto instabile come la Libia, l\u2019Italia prova a ripercorrere la strada dell\u2019interdizione marittima contro le Ong, alleandosi con Malta. 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