{"id":74749,"date":"2019-07-12T01:08:37","date_gmt":"2019-07-11T23:08:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74749"},"modified":"2020-07-18T11:15:32","modified_gmt":"2020-07-18T09:15:32","slug":"africa-afcta-area-libero-scambio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/africa-afcta-area-libero-scambio\/","title":{"rendered":"Africa: nasce l\u2019Afcfta, area di libero scambio per il continente"},"content":{"rendered":"<p>Il summit straordinario dei capi di Stato e di governo dell\u2019<strong>Unione africana <\/strong>(Ua), che ha avuto luogo dal 4 all\u20198 luglio nella capitale del Niger, <strong>Niamey<\/strong>, marca un passaggio storico per l\u2019integrazione del continente. Dopo anni di negoziati, i Paesi africani hanno infatti lanciato l\u2019<strong>Area di libero scambio continentale africana <\/strong>(<em>African Continental Free Trade Area<\/em>, Afcfta nell\u2019acronimo inglese), a seguito della ratifica da parte dei primi 22 Paesi firmatari.<\/p>\n<p>L\u2019Afcfta copre una popolazione di <strong>1,2 miliardi di persone<\/strong> e costituisce <strong>la pi\u00f9 grande area di libero scambio al mondo<\/strong> per numero di Paesi coinvolti dall\u2019entrata in vigore dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Wto). La nuova area di libero scambio si inserisce, inoltre, nell\u2019ambito dell\u2019<strong>Agenda 2063<\/strong>, il programma che guida le azioni dell\u2019Ua volte allo sviluppo del continente: il prossimo passo dovr\u00e0 dunque essere costituito dal completamento del processo di ratifica da parte dei rimanenti altri Stati firmatari.<\/p>\n<p>Il summit non solo ha visto il lancio ufficiale dell\u2019accordo, ma anche la firma di Benin e, soprattutto, <strong>Nigeria<\/strong>. Finora, infatti, la prima economia del continente non aveva aderito al processo di liberalizzazione commerciale. Tuttavia, una volta superate con successo le<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/nigeria-presidente-buhari-riconfermato-problemi-restano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> elezioni dello scorso febbraio<\/a>, il presidente Muhammadu Buhari ha finalmente preso la decisione di partecipare all\u2019Afcfta. Fra i 55 Paesi africani, solo l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/etiopia-eritrea-arabia-saudita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Eritrea<\/strong><\/a> deve dunque ancora firmare l\u2019accordo.<\/p>\n<p><strong>Il potenziale dell\u2019intesa<\/strong><br \/>\nAl momento, l\u2019intesa si concentra sulla riduzione delle tariffe commerciali che precludono <strong>lo sviluppo del commercio intra-africano<\/strong>, ancora oggi una quota minoritaria &#8211; \u00a0<a href=\"http:\/\/www.csfederalismo.it\/images\/policy_paper\/PP39_Fontana_Cofelice_Africa_Europa_NuovaAllenza_Mar2019.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intorno al 19%<\/a> &#8211; \u00a0degli scambi commerciali degli Stati africani. Secondo l&#8217;Ua, il commercio intra-africano \u00e8 ad oggi in media soggetto ad una tariffa del 6,1%, imposta dagli stessi Stati africani, un livello inferiore a quello a cui sottostanno gli scambi con attori esterni. Ad esempio, i rapporti commerciali con l\u2019Unione europea sono regolati da accordi di liberalizzazione che prevedono la reciprocit\u00e0 nell\u2019abbassamento dei dazi.<\/p>\n<p>Un altro ostacolo \u00e8 legato al fatto che molti Paesi africani sono specializzati nell\u2019esportazione di poche materie prime, diventando cos\u00ec vittime della volatilit\u00e0 dei prezzi sui mercati internazionali. L\u2019approfondimento del mercato africano dovrebbe favorire invece una maggiore diversificazione nell\u2019export di molti Stati e, nelle intenzioni dei promotori, far emergere la significativa quota di commercio informale che ancora oggi travalica i confini imposti all\u2019epoca della colonizzazione. Non a caso, il presidente del Niger Mahamadou Issoufou, che ha ospitato il meeting e ha avuto un ruolo chiave nei negoziati, <a href=\"https:\/\/au.int\/en\/pressreleases\/20190707\/operational-phase-african-continental-free-trade-area-launched-niger-summit\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha affermato<\/a> che l\u2019Afcfta \u201cabbatter\u00e0 i confini ereditati dal passato coloniale dell\u2019Africa\u201d.<\/p>\n<p>In attesa dell\u2019inizio dei negoziati sulla fase due del progetto, che dovrebbero coprire gli investimenti, le politiche sulla concorrenza e i diritti di propriet\u00e0 intellettuale, la prima grande sfida sar\u00e0 quella dell\u2019implementazione. L\u2019Afcfta non \u00e8 il primo progetto di integrazione a livello continentale, sebbene probabilmente il pi\u00f9 ambizioso lanciato sinora, e dovr\u00e0 essere appoggiato con costanza dai governi nazionali e dalle istituzioni regionali per poter avere successo nei tempi previsti: la Commissione economica per l\u2019Africa (Eca) prevede la <strong>possibilit\u00e0 di un aumento del 50% del commercio intra-africano<\/strong>. L\u2019obiettivo principale \u00e8 che questa crescita degli scambi si traduca anche in nuovi posti di lavoro ed opportunit\u00e0 economiche per i cittadini africani.<\/p>\n<p><strong>Integrazione regionale e futuro dell\u2019Unione africana<\/strong><br \/>\nIl progetto dell\u2019Afcta intende anche assicurare la <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong> della liberalizzazione commerciale, tutelando ad esempio il 10% degli scambi relativi ai settori economici pi\u00f9 fragili. I timori dei Paesi pi\u00f9 piccoli rispetto ai vantaggi che l\u2019Afcta potrebbe rappresentare per i giganti economici del continente come Nigeria, Sudafrica ed Egitto \u2013 che insieme contano per oltre il 50% del PIL africano &#8211; dovrebbero essere smorzati tramite la previsione di periodi di liberalizzazione flessibili e pi\u00f9 estesi nel tempo.<\/p>\n<p>Dato la complessa rete di interessi politici ed economici in gioco, un ruolo fondamentale sar\u00e0 giocato dall\u2019Unione africana e dalle Comunit\u00e0 economiche regionali (Rec) tuttora esistenti. Da un lato, il segretariato dell\u2019Afcfta costituir\u00e0 una struttura istituzionale autonoma all\u2019interno dell\u2019Ua, e avr\u00e0 dunque un importante ruolo di coordinamento. Le Rec &#8211; alcune delle quali, come l\u2019Eac nell\u2019Africa orientale, presentano piani di liberalizzazione anche pi\u00f9 ambiziosi dell\u2019Afcfta &#8211; saranno chiamate dall\u2019altro lato a un ulteriore sforzo di coordinamento orizzontale, per favorire la diminuzione dei dazi fra le diverse aree regionali. Un primo incontro di coordinamento fra queste organizzazioni si \u00e8 tenuto proprio in occasione del summit di Niamey.<\/p>\n<p>Il lancio dell\u2019Afcfta si inserisce infatti in un pi\u00f9 ampio processo di riforme dell\u2019Unione africana, fra cui figura anche il maggiore coordinamento con le Comunit\u00e0 regionali. Sempre durante il vertice di Niamey, i leader africani hanno anche discusso delle <strong>risorse finanziarie dell\u2019Unione<\/strong>, che ancora oggi dipende in larga parte dai donatori esterni, in particolare dall\u2019Unione europea. L\u2019obiettivo dell\u2019Ua \u00e8 quello di acquisire maggiore autonomia, spingendo gli Stati membri a contribuire direttamente al bilancio dei prossimi anni, in particolare per quanto riguarda il Fondo africano per la pace. Come testimoniano le parole del presidente della Commissione dell\u2019Ua, Moussa Faki Mahamat, sussiste infatti uno stretto legame fra l\u2019Afcfta e le condizioni di sicurezza: \u201cSarebbe deludente discutere di commercio e sviluppo senza pace e sicurezza\u201d, ha dichiarato <em>a latere<\/em> del vertice.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo visto da Bruxelles<\/strong><br \/>\nL\u2019<strong>Unione europea <\/strong>supporta attivamente la costituzione dell\u2019area di libero scambio africana, nella convinzione che possa costituire un passo cruciale per l\u2019integrazione delle economie africane nel mercato internazionale.<\/p>\n<p>Al momento, l\u2019Ue \u00e8 impegnata nei complessi negoziati con i Paesi del gruppo Acp (Africa, Caraibi, Pacifico) per un accordo che succeda a quello di Cotonou, in scadenza nel 2020. Il prossimo accordo dovr\u00e0 definire i nuovi contorni dei rapporti commerciali fra l\u2019Ue e l\u2019Africa, e per questo motivo dovr\u00e0 necessariamente tenere conto della nuova realt\u00e0 sul terreno nel continente africano. Il lancio dell\u2019Afcfta non potr\u00e0 essere ignorato. Tuttavia, se il commercio era stato al centro delle trattative tra blocco Ue e Africa vent\u2019anni fa, oggi il focus politico <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/negotiating-new-eu-africa-agenda-playing-migration-and-chinese-cards\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si \u00e8 spostato maggiormente sui temi della <strong>migrazione<\/strong> e della sicurezza<\/a>. Integrare tali priorit\u00e0 europee con la nuova agenda commerciale africana costituir\u00e0 il principale nodo che le due parti dovranno districare nei prossimi mesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il summit straordinario dei capi di Stato e di governo dell\u2019Unione africana (Ua), che ha avuto luogo dal 4 all\u20198 luglio nella capitale del Niger, Niamey, marca un passaggio storico per l\u2019integrazione del continente. 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