{"id":74778,"date":"2019-07-17T09:02:15","date_gmt":"2019-07-17T07:02:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74778"},"modified":"2019-07-21T07:50:58","modified_gmt":"2019-07-21T05:50:58","slug":"ue-futuro-visegrad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-futuro-visegrad\/","title":{"rendered":"Ue: futuro di Visegr\u00e1d, alleanza dai piedi di argilla"},"content":{"rendered":"<p>Fondato nel 1991 dai governi dell\u2019allora Repubblica Cecoslovacca, della Polonia e dell\u2019Ungheria per far fronte in maniera congiunta alle trasformazioni sociali, economiche ed istituzionali richieste dal processo di integrazione europea, il <strong>Gruppo di Visegr\u00e1d<\/strong> <strong>(V4)<\/strong> \u2013 tornato di recente protagonista a Bruxelles in occasione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-italia-bordo-campo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>negoziati sulle euro-nomine<\/strong><\/a> &#8211; \u00e8 sostanzialmente costituito da Paesi con identit\u00e0, trend economici ed ambizioni politiche spesso diverse.<\/p>\n<p>Dal punto di vista economico, nel 2018, la <strong>Slovacchia<\/strong> &#8211; l\u2019unico dei V4 ad essere anche membro dell\u2019Eurozona &#8211; ha registrato una <strong>crescita del Pil<\/strong> del 4,1%, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ungheria-orban-ppe-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a> del 4,9%, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/polonia-sfida-bruxelles\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Polonia<\/strong><\/a> del 5,1% mentre la <strong>Repubblica Ceca<\/strong> solo del 2,9% (a fronte di una crescita del 4,4% nel 2017). Anche il livello di <strong>disoccupazione<\/strong> mostra andamenti diversi. A Praga si attesta attorno al 2,2%, a Varsavia al 3,9% e a Budapest al 3,7%. A Bratislava, invec,e \u00e8 quasi al doppio, al 6,5%, anche se nel 2017 era all\u20198,1%. Pure i dati sulla produttivit\u00e0 del lavoro mostrano un divario nella regione. La Slovacchia e la Repubblica Ceca registrano trend pi\u00f9 alti rispetto agli altri due membri del V4, che sono ampiamente al di sotto della media europea. Inoltre, il numero di <strong>persone a rischio povert\u00e0<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 basso in Repubblica Ceca (13,3%) ed in Slovacchia (18,1%) rispetto alla Polonia (21,9%) e all\u2019Ungheria (25,6%), che \u00e8 l\u2019unico Paese a superare la media europea del 23,5%.<\/p>\n<p><strong>D\u2019accordo sui migranti, divisi in politica estera<\/strong><br \/>\nSe si analizzano le posizioni politiche dei quattro in maniera pi\u00f9 approfondita, non \u00e8 sempre facile\u00a0 trovare una sintesi. Ci\u00f2 che ha accomunato i V4 nel corso degli ultimi anni sono state proprio le posizioni prese sulla <strong>questione migranti<\/strong>, la retorica anti-immigrazione ed il rifiuto di accettare le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/migranti-quote-ue-tusk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>politiche di ricollocamento<\/strong><\/a> e redistribuzione dei richiedenti asilo proposte dalla Commissione europea; motivo per cui Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca sono state oggetto di apertura di una procedura di infrazione per la mancata implementazione dei meccanismi di ricollocamento. Ma non la Slovacchia, che di fatto ha accolto un numero, seppure esiguo, di richiedenti asilo.<\/p>\n<p>In politica estera, tutti i Paesi del Gruppo di Visegr\u00e1d sono sostenitori della Nato, temono le ripercussioni economiche e politiche della <strong>Brexit<\/strong> &#8211; che secondo loro porter\u00e0 ad una concentrazione di potere nelle mani della Germania &#8211; e sostengono gli <strong>Stati Uniti<\/strong>. Tuttavia, gi\u00e0 il ruolo della <strong>Russia<\/strong>, ad esempio, li divide. Per la Polonia, Mosca \u00e8 una minaccia regionale e nazionale. Invece, per l\u2019Ungheria, la Slovacchia ed in parte la Repubblica Ceca, la Russia potrebbe essere un ottimo partner commerciale. Per questo motivo i tre hanno sempre criticato le sanzioni, che a dir loro danneggiano i mercati nazionali.<\/p>\n<p><strong>L\u2019anomalia slovacca<\/strong><br \/>\nAl di l\u00e0 della politica estera, oggi questa alleanza di comune interesse potrebbe essere messa a repentaglio dai trend politici interni ai quattro Paesi. Di fatto, la Slovacchia, dopo l\u2019omicidio del giornalista J\u00e1n Kuciak nel febbraio 2018, gli scandali di corruzione e le dimissioni del primo ministro Robert Fico e del suo ministro dell\u2019interno Robert Kali\u00e1k, \u00e8 l\u2019unico membro dei V4 ad avere una presidente della Repubblica europeista, la neoeletta <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/slovacchia-europeista-presidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Zuzana \u010caputov\u00e1<\/strong><\/a>, insediatasi un mese fa dopo aver ottenuto il 58% dei voti con una campagna politica all\u2019insegna del cambiamento. In quelle stesse settimane, la coalizione liberale ed europeista formata dai partiti Slovacchia Progressista (la formazione della neo-presidente) e Spolu si \u00e8 imposta alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, ottenendo il 20,11% dei voti e 4 seggi.<\/p>\n<p>Nonostante il governo della Slovacchia resti nelle mani del partito di sinistra Smer-SD dell\u2019ex premier Fico, guidato oggi dal premier <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/slovacchia-catena-dimissioni-pellegrini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Peter Pellegrini<\/strong><\/a>, proprio queste due vittorie elettorali sembrano aver segnato uno spartiacque tra Bratislava e il resto dei Visegr\u00e1d \u2013 e in particolare con Polonia e Ungheria -, dove invece, nel corso delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-gruppo-di-visegrad\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a>, i partiti al governo e la loro retorica euroscettica hanno trionfato.<\/p>\n<p><strong>Diversit\u00e0 di vedute sul futuro dell\u2019Europa<\/strong><br \/>\nLe divisioni pi\u00f9 grandi riguardano in effetti proprio il rapporto con l\u2019Unione europea. Gi\u00e0 dal summit di Bratislava dell\u2019ottobre 2016, i V4 ambiscono a presentarsi ai tavoli europei con una posizione comune in materia di futuro dell\u2019integrazione europea. Questo di fatto non \u00e8 mai avvenuto. Polonia e Ungheria sostengono che ogni ambizione federale debba essere abbandonata e, invece che un \u201csalto in avanti\u201d, l\u2019Unione europea debba fare un salto indietro, concentrandosi su un\u2019agenda limitata, relativa al mercato unico e alla sicurezza.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, Slovacchia e Repubblica Ceca non sono dello stesso avviso. Il governo di minoranza ceco guidato da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/repubblica-ceca-populisti-destra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Andrej Babi\u0161<\/strong><\/a> non ha una visione coerente della politica europea ma tende ad appoggiare un approccio meno ostile verso l\u2019Unione europea e soprattutto verso la Germania.\u00a0 Infatti, proprio come Bratislava, anche Praga teme che sostenere un approccio intergovernativo, come quello caldeggiato da Varsavia e Budapest, possa portare ad un diktat dei paesi dell\u2019Europa occidentale sui Paesi dell\u2019est, riducendone il peso politico e la possibilit\u00e0 di contare di pi\u00f9 sullo scacchiere europeo.<\/p>\n<p>In questo frangente sono proprio i due Paesi pi\u00f9 piccoli del gruppo, la Slovacchia e la Repubblica Ceca, a porre seri interrogativi sul futuro del V4. Se fu proprio la necessit\u00e0 di ottenere una maggiore visibilit\u00e0 a Bruxelles e nell\u2019arena globale a spingere questi Paesi a fare fronte comune, creando un piattaforma politica attraverso la quale perseguire i propri interessi nazionali, oggi la situazione sembra essere cambiata. Quando si tratta di futuro dell\u2019Unione europea, il gruppo Visegr\u00e1d sembra essere poco conveniente a Slovacchia e Repubblica Ceca. Da alleanza nata per affrontare il processo di integrazione europea, il V4 potrebbe essere vanificato proprio dalla diversit\u00e0 di vedute in materia, trasformandolo da V4 a V2, ed indebolendone cos\u00ec sia il peso politico sia la capacit\u00e0 di azione del blocco centro-orientale a livello europeo.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Xinhua\/Tasr\/Martin Baumann\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondato nel 1991 dai governi dell\u2019allora Repubblica Cecoslovacca, della Polonia e dell\u2019Ungheria per far fronte in maniera congiunta alle trasformazioni sociali, economiche ed istituzionali richieste dal processo di integrazione europea, il Gruppo di Visegr\u00e1d (V4) \u2013 tornato di recente protagonista a Bruxelles in occasione dei negoziati sulle euro-nomine &#8211; \u00e8 sostanzialmente costituito da Paesi con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":74781,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[894,150,490,181,185,489],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74778"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74778"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74778\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74782,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74778\/revisions\/74782"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74778"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74778"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74778"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}