{"id":74793,"date":"2019-07-17T07:12:39","date_gmt":"2019-07-17T05:12:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74793"},"modified":"2019-07-21T07:46:19","modified_gmt":"2019-07-21T05:46:19","slug":"ue-uvdl-investitura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-uvdl-investitura\/","title":{"rendered":"Ue: UvdL, l&#8217;investitura &#8216;zoppa&#8217; del Parlamento europeo"},"content":{"rendered":"<p>Poteva andare peggio. Dei due scenari negativi che si potevano temere, \u00e8 stato evitato il pi\u00f9 negativo: una bocciatura che avrebbe aperto una crisi istituzionale assai pericolosa in seno all\u2019<strong>Ue<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-coniglio-cilindro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ursula von der Leyen<\/strong><\/a> (UvdL) \u00e8 invece stata eletta prossimo presidente della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-europa-piu-forte-nel-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Commissione europea<\/strong><\/a>, ma con un modesto margine di voti: 383 rispetto ai 374 necessari, la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Dove \u00e8 l\u2019elemento negativo? Il voto del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-letta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Parlamento europeo<\/strong><\/a> era a scrutinio segreto, quindi sono possibili molte illazioni. Tuttavia, non solo UvdL non \u00e8 riuscita a superare la soglia psicologicamente importante dei 400 voti, ma sembra plausibile dedurre che le siano mancati pi\u00f9 di 70 voti dei tre gruppi parlamentari che avrebbero dovuto sostenerla (i popolari del Ppe, i socialdemocratici dell&#8217;S&amp;D e i liberali-centristi di Renew Europe). Sono quindi stati determinanti i voti di partiti che non avrebbero dovuto esserlo, come il M5S italiani e soprattutto i conservatori polacchi (PiS). Ci\u00f2 significa che si \u00e8 dissolta la maggioranza &#8216;europeista&#8217; uscita dalle elezioni del 26 maggio e che ora ce n\u2019\u00e8 una nuova? Come vedremo \u00e8 una conclusione affrettata, ma si \u00e8 comunque creata una situazione non piacevole. Chi ne \u00e8 responsabile?<\/p>\n<p><strong>Il peccato originale dei governi: avere &#8216;tradito&#8217; gli\u00a0<em>Spitzenkandidaten<br \/>\n<\/em><\/strong>L\u2019unica certezza che sembra accomunare i parlamentari \u00e8 che la colpa \u00e8 dei governi che avrebbero disatteso la procedura democratica degli <em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/ue-nomine-vertice-30-giugno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Spitzenkandidaten<\/a>,\u00a0<\/em>per cui il candidato proposto dal partito maggioritario deve essere designato alla carica di presidente, arrogandosi invece il potere di far uscire dal cappello di una trattativa segreta il coniglio di una candidata &#8216;sconosciuta&#8217;.<\/p>\n<p>L\u2019interpretazione \u00e8 quanto meno audace. In primo luogo, UvdL non ha esperienza diretta delle istituzioni europee, ma \u00e8 da anni una personalit\u00e0 politica notissima in Germania e quindi in Europa, pupilla di Angela Merkel e fervente europeista. Inoltre, chi invoca il crimine di lesa procedura tende a dimenticare che essa non \u00e8 consacrata in nessun trattato, che funzion\u00f2 nel 2014 solo perch\u00e9 il Parlamento convenne che Jean-Claude Juncker doveva essere il candidato e che non avrebbe accettato nessun altro nome.<\/p>\n<p>Nulla di tutto questo \u00e8 successo ora. Il primo errore \u00e8 stato commesso dai popolari, ancora oggi la prima forza politica, che hanno designato un candidato (<strong>Manfred Weber<\/strong>) onorevole, ma considerato unanimemente modesto. Inoltre, i cosiddetti partiti europeisti non sono poi riusciti a mettersi d\u2019accordo su nessun altro nome. In queste condizioni, non deve sorprendere che i governi abbiano ripreso l\u2019iniziativa.<\/p>\n<p>Non dobbiamo infatti dimenticare che l\u2019Ue \u00e8 basata su una doppia legittimit\u00e0: quella dei cittadini attraverso il Parlamento, ma anche quella dei governi dei Paesi membri. Quanto successe nel 2014 fu importante per ristabilire un migliore equilibrio fra le due legittimit\u00e0, ma non poteva in nessun modo sopprimerne una a profitto dell\u2019altra. Quanto \u00e8 successo ci spinge a ricercare una migliore procedura per il futuro, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia. I governi hanno in verit\u00e0 tentato di ammansire il Parlamento puntando su <strong>Frans Timmermans<\/strong>, socialista, candidato del partito arrivato secondo alle elezioni. L\u2019operazione non ha per\u00f2 raccolto la maggioranza per motivi che \u00e8 ormai inutile rivangare.<\/p>\n<p><strong>Il peso della politica interna tedesca e la mossa di UvdL<\/strong><br \/>\nAnche se i mugugni istituzionali dei partiti erano in gran parte infondati, non deve tuttavia sorprendere che UvdL non sia stata accolta trionfalmente al suo arrivo a Strasburgo. Anzi, all\u2019inizio le cose si erano messe piuttosto male, a causa in parte della sua inesperienza, in parte di pregiudizi, ma anche di una sistematica campagna di denigrazione lanciata dai socialisti tedeschi per motivi di politica interna. All&#8217;errore di aggrapparsi a un metodo in s\u00e9 fragile che avevano essi stessi contribuito a indebolire, i partiti ne hanno poi aggiunto un altro pi\u00f9 grave. Avrebbero infatti potuto impegnare la candidata a sottoscrivere un programma comune. In effetti, tentativi in questo senso sono stati compiuti, ma non hanno prodotto risultati. A questo punto, il giorno prima del voto, UvdL ha potuto riprendere l\u2019iniziativa con l\u2019unica mossa sensata: presentare ai partiti il programma che loro stessi si erano dimostrati incapaci di elaborare.<\/p>\n<p>Tutti hanno dovuto ammettere che il testo \u00e8 ben fatto e abbastanza convincente; pur nella sua inevitabile genericit\u00e0, \u00e8 un giusto insieme di retorica europea e di proposte concrete. In verit\u00e0 \u00e8 un abile &#8216;compromesso centrista&#8217;, nel solco della sola tradizione capace di far progredire l\u2019integrazione europea. Come tutti i compromessi centristi pone ovviamente problemi di compatibilit\u00e0. Non sar\u00e0 facile fare funzionare il &#8216;quadrato magico&#8217; che sta al cuore del programma, composto dalla priorit\u00e0 data all&#8217;obiettivo di azzerare le emissioni nette di Co2 per il 2050, dalla necessita di mantenere la crescita e accrescere la competitivit\u00e0, dal&#8217;\u2019impegno ad aumentare la giustizia sociale e di mantenere la preferenza europea per un mondo aperto e multilaterale.<\/p>\n<p>Sappiamo anche che un programma elaborato per piacere al Parlamento stenter\u00e0 in parte a ottenere l\u2019accordo dei governi. Sappiamo, infine, che la realt\u00e0 sar\u00e0 pi\u00f9 complicata e densa di imprevisti: le istituzioni saranno giudicate pi\u00f9 sulla capacit\u00e0 di affrontare questi ultimi che sulla fedelt\u00e0 ai programmi. Tuttavia, quello presentato da UvdL pu\u00f2 costituire un utile quadro di riferimento per quella maggioranza europeista che, dopo le vicende del voto, resta ancora da costruire. \u00c8 infine opportuno notare che le idee di UvdL presentano una notevole continuit\u00e0 rispetto a quelle della Commissione attuale.<\/p>\n<p><strong>I &#8216;franchi tiratori&#8217; europei e la debolezza dei &#8216;partiti europei&#8217;<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 nonostante questo sono mancati tutti quei voti? Le defezioni nel campo di popolari e liberali sono state apparentemente poche. Per avere la risposta bisogna quindi rivolgersi a sinistra, fra i verdi e i socialisti: i primi hanno votato massicciamente contro, i secondi per almeno un terzo. La cosa pu\u00f2 sembrare surreale, se si pensa che il programma di UvdL \u00e8 farcito di ambientalismo e di proposte sociali che non hanno mancato di far arricciare il naso ad alcuni fra i Popolari e sicuramente anche fra i governi.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento dei verdi si pu\u00f2 forse spiegare con l\u2019atavica propensione di alcuni di loro a gloriose sconfitte. Tuttavia ci si sarebbe aspettati pi\u00f9 pragmatismo da parte della componente tedesca, piuttosto moderata, ma che forse non ha voluto differenziarsi in questa fase dai cugini francesi e belgi, che si apprestano a cercare di proibire l\u2019installazione delle reti 5G a Bruxelles. Che invece i socialisti tedeschi e altri alleati minori abbiano deciso per il voto negativo, \u00e8 un\u2019assurdit\u00e0 che fa parte della generale crisi della sinistra europea.<\/p>\n<p>Nulla \u00e8 ovviamente compromesso e la legislatura ha cinque anni di fronte a s\u00e9, ma non \u00e8 stato un bell\u2019inizio. \u00c8 per\u00f2 l\u2019indicazione che il concetto stesso di &#8216;partiti europei&#8217; \u00e8 ancora vago e in parte inconsistente.<\/p>\n<p><strong>Il gioco dei sovranisti<\/strong><br \/>\nDi fronte a questa mediocre prova di parte della sinistra, hanno invece giocato bene alcuni sovranisti: quelli ungheresi adeguandosi alle direttive dei Popolari e quelli polacchi, nonostante UvdL sia stata molto chiara su alcuni punti fondamentali e sensibili che riguardano lo stato di diritto e non si sia discostata dalla linea della Commissione attuale. Ci\u00f2 starebbe a indicare che le classi dirigenti dei Paesi detti di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-futuro-visegrad\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Visegr\u00e1d<\/a> sanno di dover evitare rotture drammatiche che la loro opinione pubblica non capirebbe.<\/p>\n<p>Per concludere, una parola sul comportamento degli italiani. Il Pd ha votato a favore, come era prevedibile e consigliabile. A Matteo Salvini non \u00e8 invece riuscito lo stesso gioco dei sovranisti polacchi e ungheresi. Forse non ne \u00e8 stato capace, forse \u00e8 prigioniero della sua alleanza con Marine Le Pen, forse \u00e8 indebolito da &#8216;russopoli&#8217;. Ci\u00f2 ha aperto la strada a un voto favorevole del M5S, che si sono cos\u00ec fatti i portavoce della tattica di avvicinamento alle istituzioni inaugurata da Giuseppe Conte e da Giovanni Tria al momento del negoziato sulla procedura d\u2019infrazione. Cosa tutto ci\u00f2 voglia dire per il futuro, che si tratti del ruolo del prossimo commissario italiano o dell\u2019atteggiamento verso l\u2019Italia di una Commissione a guida tedesca che sembra muoversi abbastanza in continuit\u00e0 con i predecessori, resta interamente da vedere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poteva andare peggio. Dei due scenari negativi che si potevano temere, \u00e8 stato evitato il pi\u00f9 negativo: una bocciatura che avrebbe aperto una crisi istituzionale assai pericolosa in seno all\u2019Ue. 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