{"id":74804,"date":"2019-07-18T15:09:44","date_gmt":"2019-07-18T13:09:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74804"},"modified":"2019-07-29T23:33:07","modified_gmt":"2019-07-29T21:33:07","slug":"ue-uvdl-donna-comando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-uvdl-donna-comando\/","title":{"rendered":"Ue: UvdL, una donna al comando, adelante con juicio"},"content":{"rendered":"<p>La buona notizia \u00e8 che l\u2019<strong>Unione europea<\/strong> ha una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-uvdl-investitura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuova presidente<\/a> della <strong>Commissione<\/strong>, la prima donna della storia, europeista e pragmatica. Ursula <strong>vor den Leyen, <\/strong>per molti ormai UvdL, ha ottenuto ieri il suo voto di investitura dal <strong>Parlamento europeo<\/strong> di Strasburgo, con una risicata maggioranza di 383 consensi sui 374 necessari e 327 voti contro: numeri che la collocano fra i presidenti meno popolari di sempre.<\/p>\n<p>E qui iniziano le cattive notizie. La nuova presidente, che gi\u00e0 non sembra godere di un forte sostegno in patria, comincia il suo mandato con un patrimonio di legittimit\u00e0 scarso al Parlamento europeo e nullo tra i cittadini europei, che erano andati alle urne pensando di votare per altri candidati originariamente indicati dalle famiglie politiche europee. La sua presidenza \u00e8 invece il prodotto del negoziato politico a Bruxelles, e in particolare di un accordo tra i capi di Stato e di governo.<\/p>\n<p><strong>Il discorso alla plenaria<\/strong><br \/>\nIl discorso di UvdL alla plenaria di Strasburgo ha inoltre convinto i parlamentari solo a met\u00e0, o pi\u00f9 precisamente al 51%. Dal punto di vista dei valori, il suo intervento \u00e8 stato calibrato e evocativo. Ha cominciato con un richiamo a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/ue-simone-veil-madri-matrigne-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Simone Veil<\/a> e a tutte le altre icone femminili europee come muse ispiratrici della sua visione e antesignane del suo ruolo. E non sono mancati i rimandi alla sua identit\u00e0 di donna, madre e medico nei suoi circa 30 minuti di discorso in francese, tedesco e inglese.<\/p>\n<p>Ha individuato le sfide pi\u00f9 impellenti per l\u2019Unione, dal cambiamento climatico alla digitalizzazione al cambiamento demografico, e rimarcato gli effetti che producono nella vita quotidiana dei cittadini. Contro le minacce collegate a regimi autoritari, influenza di potenze esterne e protezionismo, ha sottolineato la necessit\u00e0 di mantenere l\u2019unitariet\u00e0 europea, in difesa dei principi del multilateralismo, del commercio equo e del rispetto delle norme internazionali.<\/p>\n<p>Tuttavia, per quanto riguarda la parte prettamente programmatica, \u00a0il suo menu di riforme \u00e8 apparso fin troppo ricco per essere realistico. Le promesse della neoeletta presidente sono state giudicate troppo vaghe ed eterogenee, a causa di un chiaro tentativo di rispondere a tutte le molteplici aspettative di una maggioranza parlamentare europeista frammentata e divisa sui principali temi dell\u2019agenda europea.<\/p>\n<p><strong>Ambizioni sociali e sui diritti per convincere socialisti e democratici<\/strong><br \/>\nUvdL\u00a0 sapeva di dover convincere in primo luogo il gruppo dei socialisti e democratici ed ha quindi presentato un programma estremamente ambizioso sul sociale e sui diritti. Tra gli obiettivi spiccano una web tax per imporre una tassazione equa nei confronti dei giganti tecnologici, e la strenua difesa dell\u2019economia sociale di mercato, definita come economia in cui il mercato \u00e8 al servizio delle persone e non viceversa.<\/p>\n<p>L\u2019impegno di von der Leyen per il rafforzamento del pilastro dell\u2019Europa sociale \u00e8 effettivamente andato al di l\u00e0 delle aspettative e contro alcuni tab\u00f9 della sua stessa famiglia politica, quella dei popolari, quando ha promesso l\u2019introduzione del salario minimo da definire attraverso la contrattazione collettiva, tenendo conto delle specificit\u00e0 nazionali e locali, e di uno schema europeo di sussidi di disoccupazione .<\/p>\n<p>Altre proposte che vanno nella stessa direzione sono la garanzia giovani e la lotta alla povert\u00e0 verso il rafforzamento dei diritti sociali. Ma, a giudicare dal numero di membri del gruppo S&amp;D che non l\u2019hanno sostenuta, molti sono rimasti scettici sulla credibilit\u00e0 di tali proposte e, soprattutto, sulla capacit\u00e0 di UvdL di trovare le risorse finanziarie necessarie a realizzarle.<\/p>\n<p><strong>I Verdi non vengono a miti consigli<\/strong><br \/>\n\u00c8 poi fallito il tentativo di UvdL convincere i Verdi con un pacchetto sul clima, nel quale spiccano le proposte per una legge sul clima che renda vincolante l\u2019obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2050, la formulazione di un Green New Deal nei primi 100 giorni di mandato e un Patto per la sostenibilit\u00e0 capace di mobilitare 1000 miliardi di euro. Le prime due rischiano di essere solo annunci e la terza solo una nuova modalit\u00e0 di riciclo di fondi esistenti.<\/p>\n<p>Il forte accento della presidente sul tema dei diritti, in particolare per quelli delle donne, \u00e8 lodevole e infonde fiducia per il futuro in un settore ancora troppo trascurato. Non soltanto ha proposto di lanciare una campagna contro la violenza sulle donne, che vorrebbe inserire nella lista dei crimini citati all&#8217;interno dei Trattati, e l\u2019adesione dell\u2019Unione alla Convenzione di Istanbul. Si \u00e8 impegnata anche ad assicurare la piena parit\u00e0 di genere all&#8217;interno della sua Commissione, eventualmente chiedendo agli Stati membri di riconsiderare le loro nomine nel caso in cui dovessero esserci poche donne tra i candidati.<\/p>\n<p>Inoltre, richiamando le origini delle storia europea e l\u2019ancoraggio alla filosofia greca e alla legge romana, von der Leyen ha sottolineato la priorit\u00e0 della tutela dello stato di diritto e il ruolo della Commissione come guardiano dei Trattati e dei suoi principi ispiratori. Anche qui non ha fornito ricette specifiche, ma ha offerto una rassicurazione alle forze europeiste e un monito a quelle euroscettiche e populiste, che avevano individuato in Frans Timmermans \u2013 candidato alla presidenza della Commissione nel cosiddetto &#8216;pacchetto di Osaka&#8217; messo a punto da Merkel e Macron a margine del G20 e poi affossato \u2013 il nemico giurato proprio per la sua lotta contro le violazioni dello stato di diritto e delle libert\u00e0 fondamentali dei governi polacco e ungherese.<\/p>\n<p><strong>Migranti e politica estera<\/strong><br \/>\nSul fronte delle migrazioni, von der Leyen ha indicato le sue priorit\u00e0 nella riduzione della migrazione irregolare, la lotta ai trafficanti, la garanzia del diritto di asilo e la costituzione di corridoi umanitari. Ha sostenuto la necessit\u00e0 di un nuovo Patto europeo sulla migrazione e l\u2019asilo che includa la riforma del sistema di Dublino e l\u2019attuazione di un vero sistema comune di asilo. Ha richiamato la sua esperienza personale di accoglienza di un profugo siriano e l\u2019ha presentata come un esempio positivo di integrazione da seguire.<\/p>\n<p>Ma anche qui non ha fornito una roadmap, solo una sollecitazione, che sicuramente \u00e8 servita come alibi per quei socialisti e democratici che erano intenzionati a votarla e ha creato qualche mal di pancia tra i conservatori, ma non ha posto le basi di una rivoluzione copernicana dell\u2019Europa di fronte a una delle sue sfide pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>Nel settore della politica estera, von der Leyen ha ribadito con forza l\u2019approccio transatlantico e la necessit\u00e0 di pi\u00f9 Europa a livello internazionale. Ha avanzato anche una proposta ambiziosa per l\u2019introduzione del voto a maggioranza qualificata nelle questioni di politica estera, spingendosi ben oltre il suo predecessore Jean-Claude Juncker, che aveva proposto un approccio graduale di abbandono del meccanismo dell\u2019unanimit\u00e0 cominciando dalle missioni civili e dai diritti umani.<\/p>\n<p>Nella parte finale, si \u00e8 soffermata anche sulla Brexit, una decisione di cui ci rammarichiamo \u2013 ha detto \u2013 ma che va accettata. Ferme restando le priorit\u00e0 della tutela dei diritti dei cittadini e la necessit\u00e0 di trovare una soluzione pacifica per la situazione dell\u2019Irlanda del Nord, UvdL ha detto di essere pronta a concedere ancora pi\u00f9 tempo al governo britannico dopo la scadenza fissata a fine ottobre, in un eccesso di zelo, potenzialmente controproducente nella partita sulla Brexit. Non una parola da parte dell\u2019ex ministro della Difesa, e anche questo appare significativo, sulla cooperazione europea in materia di difesa.<\/p>\n<p><strong>Le concessioni di UvdL al Parlamento e le risposte<\/strong><br \/>\nIl discorso si \u00e8 chiuso con una serie di proposte dirompenti in materia di democratizzazione e parlamentarizzazione: una conferenza sul futuro dell\u2019Europa da lanciare nel 2020 con il coinvolgimento dei cittadini europei, il rafforzamento del meccanismo dello <em>Spitzenkandidat<\/em> \u2013 idea che ha suscitato, per ovvie ragioni, l\u2019ilarit\u00e0 degli europarlamentari -, l\u2019introduzione di liste transnazionali alle prossime elezioni europee, e il diritto di iniziativa legislativa del Parlamento europeo. Su quest\u2019ultimo punto, si \u00e8 personalmente assunta il gravoso impegno di tradurre in iniziativa legislativa della Commissione i rapporti del Parlamento: con quali conseguenze, sar\u00e0 da vedere.<\/p>\n<p>Tra le forze politiche, il Partito popolare europeo ha da subito dichiarato il suo consenso unanime all\u2019elezione di von der Leyen. I socialisti e democratici dell&#8217;S&amp;D e i centristi-liberali di Renew Europe hanno prima richiesto maggiori garanzie per un\u2019Europa sociale, sostenibile e solidale nel settore della migrazione, e impegni precisi per la difesa dello stato di diritto, poi nel pomeriggio hanno sciolto la riserva e dato sofferto sostegno, con alcune defezioni annunciate come quella della Spd tedesca. I Verdi hanno optato invece per una posizione intransigente soprattutto su clima, migrazione e stato di diritto.<\/p>\n<p>No sono venuti anche dai gruppi euroscettici di Identit\u00e0 e Democrazia (Id), inclusa la Lega di Matteo Salvini, Conservatori e Riformisti europei, Sinistra Unitaria Europea e i non affiliati di Farage. Numeri alla mano, per UvdL sembrano stati cruciali i voti a favore del Movimento 5 Stelle, che hanno seguito la linea Conte e hanno appoggiato la candidata tedesca, forse nel tentativo di accreditarsi per un posto di peso nel prossimo collegio dei commissari.<\/p>\n<p>Ha prevalso il buonsenso e l\u2019esigenza di stabilit\u00e0 in un momento in cui la richiesta di cambiamento espressa alle urne a maggio dalla volont\u00e0 popolare, la fragilit\u00e0 del progetto europeo e la situazione internazionale avrebbero richiesto maggior coraggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La buona notizia \u00e8 che l\u2019Unione europea ha una nuova presidente della Commissione, la prima donna della storia, europeista e pragmatica. 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