{"id":74822,"date":"2019-07-18T15:06:50","date_gmt":"2019-07-18T13:06:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74822"},"modified":"2019-07-22T16:53:34","modified_gmt":"2019-07-22T14:53:34","slug":"ue-uvdl-ambizione-clima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-uvdl-ambizione-clima\/","title":{"rendered":"Ue: UvdL, l&#8217;Europa riparte con ambizione dal clima"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ex ministra della Difesa tedesca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-uvdl-investitura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ursula von der Leyen<\/strong><\/a> ha incassato marted\u00ec 16 luglio la fiducia, seppur risicata, da parte del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-uvdl-donna-comando\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Parlamento europeo<\/strong><\/a>, che l\u2019ha eletta presidente della nuova <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-europa-piu-forte-nel-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Commissione europea<\/strong><\/a>, affidandole l\u2019incarico di guidare l\u2019esecutivo bruxellese attraverso uno dei periodi pi\u00f9 incerti e articolati della storia dell\u2019Unione. Periodo che vede l\u2019Europa sotto l\u2019attacco dei populisti al suo interno, destabilizzata dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/ue-gb-farage-bipolarismo-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a> e da relazioni intricate con Stati Uniti e Russia e indebolita da una crescita economica fragile e dalla perdurante percezione di crisi sul piano migratorio. In questo intricato quadro strategico,\u00a0il discorso di apertura, carico di ambizione, della neo-presidente all\u2019emiciclo di Strasburgo appare quanto mai significativo. UvdL, che mercoled\u00ec 17 luglio ha passato le consegne di ministro della Difesa tedesco a\u00a0Annegret Kramp-Karrenbauer, delfino designato della cancelliera Merkel, ha infatti identificato i meta-cambiamenti in atto a livello globale, prima tra tutti la questione climatica, come le pi\u00f9 urgenti sfide per il futuro dell\u2019<strong>Ue<\/strong>.<\/p>\n<p>E ha presentato una serie di ambiziose proposte programmatiche su questi temi cruciali, spesso ancora troppo marginali nel dibattito pubblico. Quella che poteva sembrare una <em>captatio benevolentiae<\/em> verso gli europarlamentari verdi, ancora in bilico sulla possibilit\u00e0 di supportare la sua candidatura (alla fine non l&#8217;hanno votata, nonostante l\u2019enfasi da lei posta sul clima), pu\u00f2 e deve diventare il manifesto politico per la trasformazione sostenibile del sistema economico-industriale e del tessuto sociale su scala europea.<\/p>\n<p><strong>Parola d\u2019ordine: ambizione<br \/>\n<\/strong>Livelli di ambizione inaspettati, quelli di Ursula von der Leyen nei confronti del <strong>clima<\/strong> e della <strong>transizione energetica<\/strong>, sfide epocali che hanno una dimensione globale ma anche forti ripercussioni a livello interno, sul piano economico e sociale. Sebbene infatti l\u2019Europa sia gi\u00e0 (e di gran lunga) il leader internazionale nella lotta al cambiamento climatico, gli sforzi intrapresi da Bruxelles &#8211; per quanto lungimiranti &#8211; non sono ancora sufficienti.<\/p>\n<p>Da qui parte la proposta di von der Leyen sulla carbon-neutrality al 2050, espressa per la prima volta in modo cos\u00ec forte e deciso dai vertici dell\u2019Esecutivo europeo: si pensi ad esempio alla timidezza di Jean-Claude Juncker, predecessore di UdvL, sui target 2030 durante l\u2019ultimo Consiglio europeo. Ed \u00e8 proprio da maggiori livelli di ambizione al 2030 che ripartir\u00e0 la neo-presidente, che ha esplicitamente definito la riduzione del 40% delle emissioni insufficiente per raggiungere gli obiettivi europei di lungo periodo. La proposta di abbattere le emissioni di CO<sub>2<\/sub> del 50%, se non 55%, lanciata a Strasburgo &#8211; vista da alcuni come un assist ai verdi, ma rivelatasi insufficiente a garantirsi il loro supporto &#8211; rappresenta un elemento di forte rottura rispetto alle posizioni assunte della Commissione (e di molti Stati membri) fino ad oggi.<\/p>\n<p><strong>Primo passo, fare i compiti a casa<br \/>\n<\/strong>In termini programmatici, von der Leyen ha lanciato l\u2019ambizioso obiettivo di un <em>Green New Deal<\/em> su scala europea, con l\u2019obiettivo di trasformare in modo radicale il tessuto economico e industriale europeo. A ci\u00f2 si aggiunge la proposta di una <em>European Climate Law<\/em>, focalizzata principalmente alla neutralit\u00e0 climatica al 2050, e il lancio di un <em>Sustainable Europe Investment Plan<\/em> che faccia leva sul finanziamento pubblico per alimentare gli investimenti privati su scala continentale. Rilevante anche l\u2019obiettivo di rendere green l\u2019attivit\u00e0 della Banca europea degli investimenti, trasformandola in una vera e propria <em>climate bank<\/em> in grado di mobilitare un trilione di euro di investimenti sostenibili.<\/p>\n<p>Accanto agli aspetti economico-industriali, l\u2019approccio della neo-presidente pone l\u2019accento sulla dimensione sociale, dedicando attenzione al concetto della <strong>Giusta Transizione<\/strong>, ovvero ad uno schema di sviluppo che tenga in considerazione e affronti quegli effetti e quelle esternalit\u00e0 sul piano socio-economico (cio\u00e8 squilibri occupazionali\u00a0 e riconversione dei posti di lavoro; fruibilit\u00e0 servizi energetici) determinate dai processi di trasformazione del mercato energetico.<\/p>\n<p><strong>Azione globale<br \/>\n<\/strong>Con meno del 10% delle emissioni globali di CO<sub>2<\/sub>, l\u2019Unione non pu\u00f2 certamente pensare di contribuire alla lotta al cambiamento climatico limitandosi esclusivamente ad iniziative &#8211; per quanto virtuose &#8211; sul piano interno. Anzi, oggi pi\u00f9 che mai &#8211; anche alla luce dei preoccupanti dati relativi al rallentamento delle rinnovabili e alla crescita delle emissioni su scala globale &#8211; \u00e8 fondamentale che l\u2019Ue consolidi e rafforzi la propria leadership e il suo ruolo di propulsione internazionale nella lotta al cambiamento climatico.<\/p>\n<p>In questo senso, il messaggio della neo-presidente appare chiaro e incoraggiante: spingere le principali economie globali ad incrementare i propri livelli di ambizione entro il 2021. Se da un lato \u00e8 ovvia la necessit\u00e0 di ingaggiare sul piano negoziale non solo Cina e Stati Uniti, principali emettitori mondiali, ma anche (e soprattutto) India &#8211; principale motore della domanda energetica del futuro &#8211; e blocco mediorientale, appaiono al momento incerti gli strumenti a disposizione della futura Commissione a tale scopo.<\/p>\n<p>La promessa di introdurre &#8211; in controtendenza con la visione della Commissione precedente &#8211; una Carbon Border Tax, che prevenga il rischio di <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/polluting-profit-paradox-eus-emissions-trading-system\">carbon leakage\u00a0<\/a>ma soprattutto penalizzi le importazioni con un forte impatto climatico, rappresenta sicuramente un prima tentativo di responsabilizzare l\u2019azione dei grandi partner commerciali internazionali. Ma che rischia di portare con s\u00e9 forti ripercussioni politiche ed economiche, che l\u2019Unione deve tenere in conto ed essere pronta ad affrontare.<\/p>\n<p><strong>Opportunit\u00e0 e sfide del cambiamento<br \/>\n<\/strong>L\u2019ambizione di Ursula von der Leyen sul tema del clima rappresenta, oltre ad un elemento essenziale per provare a salvaguardare la salute del pianeta e dei suoi abitanti, anche una grande opportunit\u00e0 per trasformare profondamente (e in positivo) il tessuto economico e industriale in Europa. L\u2019accelerazione annunciata nel suo discorso, in questo senso, potr\u00e0 rafforzare il ruolo dell\u2019Unione come motore del cambiamento su scala globale e quindi &#8211; magari anche a fronte di costi iniziali non trascurabili &#8211; di ottenere un vantaggio competitivo da consolidare a beneficio dei cittadini e delle aziende europei. Il Green New Deal europeo, con il suo obiettivo di plasmare la politica industriale in base ai processi di dercarbonizzaione, intercetta esattamente questa necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, la metamorfosi industriale sostenibile promossa attraverso il Green New Deal va accompagnato da un massiccio sforzo di trasformazione sociale (e, con esso, comportamentale) declinato a livello nazionale, regionale e locale. In questo senso, il richiamo della neo-presidente alla Giusta Transizione centra la necessit\u00e0 di creare meccanismi su scala europea per bilanciare e compensare alcuni degli squilibri e dei costi che verranno molto probabilmente generati nei primi passaggi di questa fase di transizione epocale. Il rischio di un\u2019Unione divisa e a pi\u00f9 velocit\u00e0 su questi temi va scongiurato con tutti i mezzi possibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ex ministra della Difesa tedesca\u00a0Ursula von der Leyen ha incassato marted\u00ec 16 luglio la fiducia, seppur risicata, da parte del Parlamento europeo, che l\u2019ha eletta presidente della nuova Commissione europea, affidandole l\u2019incarico di guidare l\u2019esecutivo bruxellese attraverso uno dei periodi pi\u00f9 incerti e articolati della storia dell\u2019Unione. 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