{"id":74849,"date":"2019-07-22T16:50:55","date_gmt":"2019-07-22T14:50:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74849"},"modified":"2019-07-26T12:23:53","modified_gmt":"2019-07-26T10:23:53","slug":"ue-questione-geopolitica-europeismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-questione-geopolitica-europeismo\/","title":{"rendered":"Ue e Usa\/Russia\/Cina: la questione geopolitica dell\u2019europeismo"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">C\u2019\u00e8 una questione grossa che \u00e8 altra rispetto a quelle sollevate da analisti e commentatori a proposito dell\u2019elezione della futura presidente della Commissione europea. Che <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/news\/ue-uvdl-presidente-commissione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ursula von der Leyen<\/a> abbia ricevuto il voto favorevole di una maggioranza risicata, che fra i previsti sostenitori vi siano stati dei franchi tiratori e che apporti esterni siano stati decisivi per l\u2019esito sono cose che succedono nelle migliori famiglie (in Italia se ne sa qualcosa) e continueranno a succedere in questo Parlamento dell\u2019Unione, anche oltre il processo di completamento dell\u2019esecutivo collegiale che ha sede a Bruxelles. <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">In buona parte la &#8216;normalit\u00e0&#8217; della vicenda parlamentare, dalla dialettica di poteri fra l\u2019assemblea eletta e il Consiglio europeo, rappresentativo dei governi degli Stati membri (inevitabile nell\u2019ibrido istituzionale intergovernativo\/comunitario adottato dal trattato Maastricht) al tira-e-molla programmatico fra la candidata e i parlamentari potenziali sostenitori, riflette l\u2019attenuarsi dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">allarme pre-elezioni<\/a> che l\u2019emiciclo avrebbe potuto risultare se non dominato, almeno fortemente condizionato dai <strong>sovranisti<\/strong>, che in campagna non avevano fatto mistero dell\u2019intento di cambiare questo tipo di Unione europea in un\u2019altra molto diversa. L\u2019esito ha ridimensionato in parte l\u2019allarme, cos\u00ec sottraendo motivi di coesione alla composita maggioranza &#8216;europeista&#8217;, peraltro sostanzialmente inedita nella storia del Parlamento europeo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\"><strong>In gioco c&#8217;\u00e8 il futuro dell&#8217;Europa tra &#8216;fuoco amico&#8217; e vecchi nemici<\/strong><br \/>\nQui sta l\u2019errore: nel non capire che c\u2019\u00e8 una questione pi\u00f9 grossa delle diatribe istituzionali e delle scelte programmatiche interne, per quanto importanti siano le une e le altre. Si tratta del futuro dell\u2019Europa. Esso \u00e8 oggi sfidato da un complesso di minacce esterne, che, nella misura in cui lo stato di integrazione conseguito ne rappresenta una garanzia sistemica di prosperit\u00e0 economica e sopravvivenza geopolitica, lo mettono drammaticamente in questione. Approfondiamo la questione e vediamole, queste minacce. <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Cominciamo dal &#8216;fuoco amico&#8217;. Il leader della prima potenza al mondo, nostra alleata e garante di sicurezza nonch\u00e9 primo partner economico, \u00e8 un avversario dichiarato del processo di unificazione del Vecchio Continente. Questa avversione si inquadra coerentemente in quella per il multilateralismo sia transatlantico sia globale (Onu, Wto e lotta contro il riscaldamento terrestre) e investe la politica commerciale dell\u2019Ue (preferendo i negoziati bilaterali con i singoli Stati membri, ovviamente squilibrati a suo favore) e gli abbozzi di politica estera (come nel caso dell\u2019accordo con l\u2019Iran) e di difesa (iniziative franco-tedesche) comuni. In pi\u00f9, calorosa amicizia \u00e8 riservata ai nemici dell\u2019integrazione, come i fanatici proponenti della Brexit, Nigel Farage prima e Boris Johnson adesso. Ora Donald Trump, che al suo irrompere sulla scena poteva apparire come un incidente di percorso auspicabilmente passeggero della democrazia americana, potrebbe essere rieletto per un secondo termine, fino al 2024, il che conferisce un carattere storico alla minaccia in questione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Dall\u2019Atlantico agli Urali. Il leader dell\u2019altra superpotenza, dopo essersi ripreso la Crimea nella sola (finora) acquisizione territoriale in Europa del &#8216;dopo 1945&#8217; e avere continuato a destabilizzare la situazione in Ucraina, ci spiega ora che il sistema liberal-democratico \u00e8 superato. Il che non significa che sia vero, ma significa che lui sta facendo quello che pu\u00f2 per renderlo tale. E infatti l\u2019apparato di Putin non solo opera sistematicamente con i mezzi della tecnologia informatica per fare propaganda e diffondere <i>fake news<\/i> onde indebolire politicamente e culturalmente i partiti che in quel sistema si collocano, ma fa (o cerca di fare) avere fondi alle forze che ad esso si oppongono (prima la Le Pen, poi i neonazisti austriaci e la Lega nostrana). Succede che l\u2019Unione europea sia, appunto, il principale baluardo della liberal-democrazia, per cui il sostegno ai sovranisti che la vogliono indebolire chiude semplicemente il cerchio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Il terzo grande attore globale, la Cina, \u00e8 passato nel corso dell\u2019ultimo quinquennio dal ruolo di nostro partner commerciale cooperativo a quello di potenziale rivale dalle ambizioni globali, perseguite con modalit\u00e0 che ci indeboliscono, come far affari &#8216;pesanti&#8217; con Paesi che violano sistematicamente i diritti umani, mentre l\u2019Ue circa di introdurre delle condizioni di compatibilit\u00e0, che cos\u00ec diventano un fattore di svantaggio competitivo. Xi Jinping \u00e8 stato finora sostenitore, almeno a parole, del multilateralismo, ma ha accentuato il controllo dello Stato-partito sull\u2019economia e sulla capacit\u00e0 tecnologica nazionali, mentre sfrutta il bilateralismo e mercantilismo a somma zero propugnati da Trump per avanzare i potenti interessi di quella che \u00e8 oggi la prima potenza demografica e sar\u00e0 domani la prima potenza economica del mondo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Ci sono poi attori minori (ma pi\u00f9 vicini): come la Turchia, formalmente ancora un candidato all\u2019adesione all\u2019Unione, ma ora messa da Erdogan su una china autoritaria e religiosa; o come i Paesi dell\u2019arco Nord Africa-Medio Oriente, ieri teatro delle rivolte ottimisticamente chiamate Primavere arabe e oggi quasi tutti sede di regimi autoritari e oppressivi. Tutti in fila a testimoniare per parte loro che Putin potrebbe non avere tutti i torti. Ma l\u2019elenco delle minacce minori rischia di essere lungo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\"><strong>La dialettica politica nella sfera integrata<\/strong><br \/>\nTorniamo invece alla questione di partenza, alla dialettica politica nella sfera integrata. Se \u00e8 del tutto normale che i Popolari europei perseguano i loro obiettivi e cos\u00ec facciano i Socialisti, i Verdi e i Liberali (ch\u00e9 anzi tale normalit\u00e0 pu\u00f2 essere segno di forza democratica dell\u2019Unione), la loro comune etichetta di &#8216;europeisti&#8217; non dovrebbe limitarsi ad arginare<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>l\u2019offensiva dei sovranisti mirante a indebolire le istituzioni comuni e a riportare poteri alla sfera nazionale, bens\u00ec avere ben chiare le sfide esterne \u2013 sistemiche, geo-politiche e geo-economiche \u2013 e individuare le conseguenti priorit\u00e0 in termini di quella che gli inglesi chiamano \u201c<i>bi-partizan foreign policy<\/i>\u201d e i francesi \u201c<i>la politique de l\u2019interet collectif<\/i>\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Il fatto che fra gli interlocutori di queste sfide vi siano le tre pi\u00f9 grandi potenze al mondo (nei vari significati della parola potenza) indica che affrontarli \u2013 per collaborare tanto quanto per farsi rispettare \u2013 \u00e8 pi\u00f9 fattibile se si opera in maniera congiunta anzich\u00e9 separatamente, Stato per Stato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Il che si salda logicamente con l\u2019antinomia fra le forze europeiste e quelle sovraniste, tutte o quasi tutte di destra o estrema destra, tutte o quasi tutte amiche dei nemici dell\u2019Europa unita.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una questione grossa che \u00e8 altra rispetto a quelle sollevate da analisti e commentatori a proposito dell\u2019elezione della futura presidente della Commissione europea. Che Ursula von der Leyen abbia ricevuto il voto favorevole di una maggioranza risicata, che fra i previsti sostenitori vi siano stati dei franchi tiratori e che apporti esterni siano stati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":74854,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[77,108,1761,432,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74849"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74849"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74849\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74880,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74849\/revisions\/74880"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74854"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}