{"id":74855,"date":"2019-07-26T10:38:09","date_gmt":"2019-07-26T08:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74855"},"modified":"2019-07-29T23:31:45","modified_gmt":"2019-07-29T21:31:45","slug":"georgia-strategia-partenariato-orientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/georgia-strategia-partenariato-orientale\/","title":{"rendered":"Georgia: Ue senza strategia per il Partenariato orientale"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl problema principale \u00e8 che al momento n\u00e9 l\u2019<strong>Unione europea<\/strong> n\u00e9 la <strong>Nato<\/strong> hanno un programma preciso per i Paesi del Partenariato orientale\u201d, spiega Kornely Kakachia, direttore del <strong><a href=\"http:\/\/gip.ge\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Georgian Institute of Politics<\/a><\/strong> e professore di scienze politiche all\u2019Universit\u00e0 statale di Tbilisi, intervistato a proposito della <strong>conferenza internazionale tenutasi a <a href=\"http:\/\/www.batumiconference.ge\/2019\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Batumi<\/a> l\u201911 e il 12 luglio<\/strong> per celebrare i <strong>dieci anni del Partenariato orientale<\/strong> (<em>Eastern Partnership<\/em> \u2013 EaP).<\/p>\n<p><strong>Durante la conferenza, la presidente georgiana Salome Zourabichvili <a href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/eastern-europe\/news\/georgia-suggest-taking-an-unconventional-path-to-eu-accession\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha dichiarato<\/a> che i georgiani vogliono impedire che il processo di avvicinamento all\u2019Ue deceleri e per farlo \u201cBusseremo a tutte le porte e, quando avremo finito di aprirle tutte, saremo ormai membri dell\u2019Unione europea\u201d. Quali sono queste possibili porte?<\/strong><br \/>\n<strong>K. Kakachia<\/strong> &#8211;\u00a0In Georgia siamo coscienti del fatto che al momento l\u2019Unione europea deve affrontare una serie di sfide interne \u2013 Brexit, populismo, questione migratoria \u2013 e di conseguenza non vi \u00e8 molto interesse per l\u2019<strong>allargamento<\/strong>. Ma la Georgia \u00e8 in testa tra i Paesi del Partenariato orientale e non vuole perdere tempo. Per questo la presidente, e con lei anche il nostro Istituto, sostiene che la Georgia abbia bisogno di <strong>un\u2019integrazione graduale con l\u2019Unione sul modello di alcuni Paesi come Svizzera o Norvegia,<\/strong> che non sono membri Ue ma ciononostante godono di alcuni benefici propri della condizione di Stati membri. Se la Georgia si unisce a un programma, e poi a due, tre, quattro, una volta che il clima politico sar\u00e0 quello giusto, le discussioni per l\u2019accesso saranno solo una formalit\u00e0. Si tratta di un processo che sta gi\u00e0 avvenendo con la Nato: la Georgia ha inviato soldati in Afghanistan, agendo di fatto come un membro dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_74858\" aria-describedby=\"caption-attachment-74858\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74858 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/07222019_Kakachia-300x200.jpg\" alt=\"Partenariato orientale\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/07222019_Kakachia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/07222019_Kakachia-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/07222019_Kakachia-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/07222019_Kakachia-125x83.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/07222019_Kakachia.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-74858\" class=\"wp-caption-text\">Kornely Kakachia (\u00a9 Zaza Nikolozishvili &#8211; Georgian Institute of Politics)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>A Batumi \u00e8 stato firmato l\u2019accordo <a href=\"https:\/\/eeas.europa.eu\/delegations\/georgia\/65290\/eu-and-government-georgia-sign-eur-28-million-gel-86-million-security-sector-support-programme_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;SAFE: EU4 Security, Accountability and Fight Against Crime in Georgia\u201d<\/a>, che durer\u00e0 cinque anni e fornir\u00e0 aiuto finanziario e tecnico a Tbilisi per la lotta alla corruzione e alle minacce ibride. Pu\u00f2 essere un esempio di &#8216;porta&#8217; che \u00e8 stata aperta?<\/strong><br \/>\n<strong>K. Kakachia<\/strong> &#8211;\u00a0Certamente. La Georgia non \u00e8 membro di nessuna alleanza militare e ha bisogno di integrarsi in un\u2019organizzazione all\u2019interno della quale pu\u00f2 sviluppare una cooperazione nell\u2019ambito della sicurezza. Questo accordo \u00e8 un passo avanti, ma dipender\u00e0 tutto dalla misura in cui l\u2019Ue vorr\u00e0 coinvolgere Tbilisi in questo tipo di iniziative.<\/p>\n<p><strong>A questo proposito, come inquadrare il discorso del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a Batumi, particolarmente entusiasta verso la Georgia? C\u2019\u00e8 veramente la volont\u00e0 politica da parte dell\u2019Ue di avviare un processo di maggiore integrazione?<\/strong><br \/>\n<strong>K. Kakachia<\/strong> &#8211;\u00a0Non bisogna dimenticare che Tusk \u00e8 un politico polacco. E l\u2019Ue \u00e8 divisa in due: da un lato Polonia, Svezia, Paesi Baltici e Europa dell&#8217;Est, molto favorevoli a un allargamento; dall\u2019altro Francia, Germania, <strong>Italia<\/strong> e altri Paesi che credono che il momento non sia adatto. Anche se Tusk ha parlato come rappresentante dell&#8217;Ue, ha fatto un discorso da politico est-europeo, e al tempo stesso non ha preso nessun impegno in nome dell\u2019Europa, limitandosi ad alzare il morale di Tbilisi. La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019Unione europea vuole interagire con la Georgia, ma da lontano, e n\u00e9 lei n\u00e9 la Nato hanno una strategia chiara per la regione. L\u2019Europa ha ormai esaurito le \u201ccarote\u201d che poteva presentare non solo alla Georgia, ma anche a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ucraina-presidenza-zelensky-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ucraina<\/strong><\/a> e <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/moldova-crisi-istituzionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Moldova<\/a><\/strong>: firmato l\u2019Accordo di Associazione, abolito l\u2019obbligo di visto\u2026 ora a Bruxelles non sanno pi\u00f9 cosa fare per prendere tempo senza aumentare la frustrazione di questi Paesi.<\/p>\n<p><strong>Vista questa mancanza di una strategia, come si evolver\u00e0 l\u2019EaP? Avrebbe senso sviluppare un modello di integrazione differenziata, visto che alcuni Paesi sono pi\u00f9 interessati di altri a una maggiore cooperazione con l\u2019Ue?<\/strong><br \/>\n<strong>K. Kakachia<\/strong> &#8211;\u00a0Sarebbe l\u2019idea migliore, ma l\u2019Ue vuole sostenere tutti i Paesi nel Partenariato orientale. Si potrebbe mantenere il Partenariato, ma stringere rapporti pi\u00f9 stretti con Moldova, Georgia e Ucraina per prepararli all\u2019accesso nell\u2019Ue, come \u00e8 stato fatto per i Paesi baltici negli anni Novanta. L\u2019interesse di questi Paesi per l\u2019Europa \u00e8 maggiore rispetto ad <strong>Armenia<\/strong>,<strong>Azerbaigian<\/strong> e <strong>Bielorussia<\/strong>, e non dovrebbero soffrire per questo motivo, come invece succede ora. Ma al momento il Partenariato \u00e8 un\u2019organizzazione ambigua e le prospettive per il suo futuro sono poco chiare.<\/p>\n<p><strong>Si parla spesso di come la Georgia potrebbe trarre beneficio dall\u2019ingresso nell\u2019Ue: garanzie di sicurezza contro la Russia, che dal 2008 controlla\u00a0<em>de facto<\/em> le province separatiste di Abkhazia e Ossezia del Sud, supporto alla democratizzazione e allo sviluppo economico del Paese. Cosa potrebbe invece offrire Tbilisi all\u2019Europa?<\/strong><br \/>\n<strong>K. Kakachia<\/strong> &#8211;\u00a0Quella georgiana \u00e8 una civilt\u00e0 antica, parte dell\u2019Impero romano e di quello bizantino, ma al tempo stesso distinta e originale, e potrebbe offrire questa originalit\u00e0 culturale all\u2019Europa. Ma soprattutto, l\u2019ingresso di Tbilisi nell\u2019Ue cambierebbe le carte in tavola nell\u2019Europa post-sovietica e pi\u00f9 in l\u00e0, in Asia centrale e persino in Medio oriente. Vedere la Georgia, che negli anni Novanta era considerata uno Stato fallito, diventare un normale Paese europeo grazie a un processo di democratizzazione ed europeizzazione potrebbe avere un impatto positivo nella regione, una regione che l\u2019Ue \u00e8 interessata a stabilizzare. La vicinanza geografica con <strong>Iran<\/strong> e <strong>Turchia<\/strong> consentirebbe anche a Tbilisi di diventare un luogo di dialogo interculturale e di acquisire il ruolo di mediatore nella regione. Al momento la Georgia \u00e8 circondata da Paesi autoritari, ma se ciononostante riuscir\u00e0 a consolidare il suo sviluppo democratico, diventer\u00e0 un esempio, con grande disappunto della Russia. La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/russia-ucraina-azov-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Russia<\/a> non ha veramente bisogno della Georgia, ma una Georgia pienamente democratica ed europea ha il potenziale di influenzare la regione molto pi\u00f9 del <em>soft power<\/em> russo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl problema principale \u00e8 che al momento n\u00e9 l\u2019Unione europea n\u00e9 la Nato hanno un programma preciso per i Paesi del Partenariato orientale\u201d, spiega Kornely Kakachia, direttore del Georgian Institute of Politics e professore di scienze politiche all\u2019Universit\u00e0 statale di Tbilisi, intervistato a proposito della conferenza internazionale tenutasi a Batumi l\u201911 e il 12 luglio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":74877,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[89,430,100,1762,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74855"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74855"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74878,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74855\/revisions\/74878"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74877"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}