{"id":74913,"date":"2019-07-26T10:38:31","date_gmt":"2019-07-26T08:38:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74913"},"modified":"2019-07-26T13:17:58","modified_gmt":"2019-07-26T11:17:58","slug":"egitto-diaspora-esiliati-politici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/egitto-diaspora-esiliati-politici\/","title":{"rendered":"Egitto: il nuovo esodo degli esiliati politici"},"content":{"rendered":"<p><em>Su gentile concessione del <\/em>Carnegie Endowment for International Peace<em>&#8221; pubblichiamo una sintesi in italiano di una pi\u00f9 estesa analisi sull&#8217;esilio in\u00a0Egitto dal 2011 a oggi. <a href=\"https:\/\/carnegieendowment.org\/2019\/03\/29\/egypt-s-political-exiles-going-anywhere-but-home-pub-78728\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qui la versione originale e integrale<\/a>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Mentre per decenni gli egiziani sono espatriati per trovare lavoro all\u2019estero, dal 2011 accade qualcosa di diverso: in migliaia si sono recati all\u2019estero per ragioni politiche. Alcuni sono partiti per la percezione generale che il clima politico era diventato troppo pericoloso per loro, mentre altri se ne sono andati per precise paure dovute a processi, condanne, perdita del lavoro, attacchi ai media e minacce fisiche connessi alle loro attivit\u00e0 politiche, giornalistiche, sociali e civili.<\/p>\n<p>Durante il breve caos politico tra il 2011 e il 2013 in <strong>Egitto<\/strong>,\u00a0a coloro che si opponevano al crescente ruolo degli islamisti era detto che, se la situazione non era di loro gradimento, sarebbero dovuti andare in Canada o negli Stati Uniti; poi, dopo il colpo di stato militare del 2013, fu la volta degli islamisti, invitati ad andare in Qatar o Turchia.<\/p>\n<p><strong>Un caleidoscopio d&#8217;identit\u00e0<\/strong><br \/>\nAl contrario delle ondate di migrazioni politicamente motivate tra il 1950 e il 1970, i migranti adesso hanno varie identit\u00e0, incentivi, destinazioni ed esperienze di esilio. Anche se \u00e8 difficile avere dati precisi, dopo il 2011 gli esiliati sembrano essere pi\u00f9 numerosi, pi\u00f9 giovani e pi\u00f9 altamente istruiti rispetto a quelli del passato. La ragione di questa differenza \u00e8 che molti pi\u00f9 gruppi &#8211; gli islamisti come i cristiani, i liberali come le persone di sinistra, gli artisti come gli uomini d\u2019affari, importanti intellettuali come piccoli attivisti &#8211; sono oggi a serio rischio in Egitto rispetto al passato, quando in pochi affrontavano in un certo momento la <strong>persecuzione politica e sociale<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza suggerisce che ci sono state tre sovrapponibili ondate di egiziani andati in esilio: dall\u2019inizio del 2011, alcuni uomini d\u2019affari pro-regime e parecchi cristiani; dal 2013 numerosi fra gli appartenenti alla Fratellanza musulmana e altri islamisti; e dal 2014 in poi, dopo la recrudescenza della persecuzione nei loro confronti, anche un discreto numero di intellettuali laici e attivisti<\/p>\n<p>La mappatura del fenomeno degli egiziani attualmente in esilio politico presenta vari profili problematici; molti esiliati hanno paura per la loro sicurezza, mentre allo stesso tempo il governo del Cairo non si rende conto che molti suoi cittadini \u201cvotano\u201d andandosene. Ci\u00f2 che \u00e8 chiaro, comunque, \u00e8 che ci sono migliaia di egiziani in esilio politico e che alcune delle loro attivit\u00e0 &#8211; in particolare nei mass media e nella difesa dei diritti umani &#8211; preoccupano il governo egiziano per il potenziale impatto sull\u2019opinione pubblica domestica e su quella internazionale.<\/p>\n<p><strong>Assenza di coesione una volta all&#8217;estero<\/strong><br \/>\nGli egiziani sono andati in esilio politico &#8211; a volte autoimposto, a volte con la coercizione a causa della discriminazione, dell&#8217;imminente carcerazione o della minaccia &#8211; in gran numero dal 2011 e in particolare dopo la met\u00e0 del 2013. Molti sono arrivati in esilio traumatizzati dalla discriminazione, dalla violenza, dal carcere o dalla tortura. Alcuni hanno trascorso mesi a nascondersi o in fuga, incerti se il governo egiziano potesse ancora raggiungere loro o i loro cari. Molti esiliati egiziani (che siano copti, Fratelli musulmani o attivisti secolari) hanno lottato per trovare un luogo di residenza legale e qualche forma di impiego.<\/p>\n<p>Quasi tutti hanno sofferto della <strong>profonda polarizzazione<\/strong> sociale e politica in Egitto, senza sapere di chi potersi fidarsi. Anche le reti un tempo coese, come i <strong>Fratelli musulmani<\/strong>, sono andate incontro a nuove divisioni in esilio, con i membri a discutere sul perch\u00e9 la <strong>transizione post-Mubarak<\/strong> sia fallita in modo cos\u00ec conclamato e su cosa dovrebbe essere fatto ora. Attivisti laici e difensori dei diritti umani hanno continuato a vedere la Fratellanza con diffidenza, soprattutto perch\u00e9 il movimento non \u00e8 riuscito a offrire un resoconto critico del suo ruolo nella transizione democratica fallita dal 2011 al 2013.<\/p>\n<p>Nel frattempo, i membri e i sostenitori della Fratellanza non hanno dimenticato il simile ruolo dei gruppi laici, liberali e di sinistra, nel sostenere la presa del potere politico da parte dell&#8217;esercito nell&#8217;estate del 2013 e in alcuni casi giustificare la sanguinosa repressione che ne segu\u00ec. I copti egiziani, che se ne sono andati temendo discriminazioni da parte degli islamisti, sono stati irremovibili nell\u2019evitare qualsiasi contatto con la Fratellanza o altri gruppi dopo tali esperienze negative. Queste circostanze hanno tenuto gli egiziani all&#8217;estero divisi in piccoli gruppi omogenei da un punto di vista sociale e ideologico, all&#8217;interno delle quali si sentivano ragionevolmente al sicuro, impedendo l&#8217;emergere di sforzi di esilio ampiamente condivisi.<\/p>\n<p><strong>Il futuro di chi \u00e8 andato via<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 di sette anni dopo la rivoluzione, cinque anni dopo il golpe militare e con la repressione che continua ad andare avanti all&#8217;interno del Paese, gli egiziani in esilio politico ora affrontano scelte dolorose. Rinunceranno ai loro sogni per un Egitto pi\u00f9 libero e costruiranno una vita permanente in esilio? Rimarranno impegnati, osservando i segni di una potenziale nuova apertura, o addirittura usciranno dal loro isolamento e collaboreranno per offrire una visione alternativa per il loro Paese d&#8217;origine? Tutte queste scelte presentano benefici ma anche costi.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su gentile concessione del Carnegie Endowment for International Peace&#8221; pubblichiamo una sintesi in italiano di una pi\u00f9 estesa analisi sull&#8217;esilio in\u00a0Egitto dal 2011 a oggi. Qui la versione originale e integrale.\u00a0 Mentre per decenni gli egiziani sono espatriati per trovare lavoro all\u2019estero, dal 2011 accade qualcosa di diverso: in migliaia si sono recati all\u2019estero per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":74914,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[83,1770,124,1769,1771],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74913"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74913"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74913\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74933,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74913\/revisions\/74933"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74914"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}