{"id":74923,"date":"2019-07-26T12:23:24","date_gmt":"2019-07-26T10:23:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74923"},"modified":"2019-07-29T23:28:21","modified_gmt":"2019-07-29T21:28:21","slug":"spagna-fumata-nera-sanchez-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/spagna-fumata-nera-sanchez-settembre\/","title":{"rendered":"Spagna: doppia fumata nera per S\u00e1nchez, si va a settembre"},"content":{"rendered":"<p>Il socialista <strong>Pedro S\u00e1nchez<\/strong>, candidato alla presidenza del governo spagnolo, ha perso entrambe le votazioni \u2013 quella a maggioranza assoluta e quella a maggioranza semplice &#8211; nella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/spagna-sanchez-numeri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sessione d\u2019investitura<\/a> di questa settimana in Parlamento. Nel secondo scrutinio, i voti favorevoli sono stati solo 124: i 123 parlamentari socialisti del Psoe pi\u00f9 l\u2019unico deputato del Partido regionalista de Cantabria e i voti contrari 155, provenienti dalle tre destre del Partido Popular (Pp), Ciudadanos e Vox e dagli indipendentisti di Junts per Catalunya (JxCat).<\/p>\n<p>Ad astenersi sono stati in 67: i gruppi di Unidas-<strong>Podemos<\/strong>, i nazionalisti e gli indipendentisti di sinistra di Pnv e Bildu, i valenciani di Comprom\u00eds e l\u2019Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), che nella prima votazione aveva votato contro. Risultato ottenuto su una platea di 346 e non di 350 votanti, poich\u00e9 quattro deputati catalani indipendentisti, in carcere da oltre un anno e in attesa di sentenza &#8211; Oriol Junqueras per Erc e Jordi S\u00e1nchez, Josep Rull e Jordi Turull per JxCat &#8211; risultano sospesi nelle loro prerogative parlamentari.<\/p>\n<p>Non \u00e8 dunque bastata la pressione sociale e politica delle ultime ore per arrivare ad un accordo di governo tra Psoe e Unidas-Podemos. La trattativa vera, ridotta all\u2019ultimo giorno, dopo avere sprecato tre mesi dalle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/spagna-sanchez-psoe-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni del 28 aprile<\/a><\/strong>, non \u00e8 riuscita a vincere le rigidit\u00e0 e la sfiducia che avevano segnato le relazioni tra i due partiti nelle settimane scorse.<\/p>\n<p><strong>Rischio urne a novembre<\/strong><br \/>\nIl rischio concreto, ora, \u00e8 quello del ritorno a nuove elezioni nel mese di novembre. Una sconfitta per la sinistra spagnola, incapace di mettere a segno il risultato storico di una coalizione di governo progressista. E una sconfitta per la politica che, ancora una volta &#8211; come gi\u00e0 nel 2016 e con lo stesso candidato &#8211; si trova di fronte a un\u2019investitura fallita per la propria incapacit\u00e0 di gestire una logica di patti e di coalizione.<\/p>\n<p>La sessione d\u2019investitura \u00e8 stata astiosa e piena di recriminazioni tra quelli che avrebbero dovuto essere i partner naturali di un\u2019intesa di governo: il candidato premier vi \u00e8 arrivato senza aver chiuso nessuna trattativa, confidando sul fatto che la sua era l\u2019unica candidatura possibile per la Moncloa. E S\u00e1nchez, come tutti hanno sottolineato nel corso del dibattito parlamentare, si \u00e8 presentato come se avesse avuto la maggioranza assoluta dei consensi, anzich\u00e9 appena 123 voti, senza perci\u00f2 cercare\u00a0 le necessarie intese per venire eletto. Assente ogni riferimento al conflitto catalano nel suo discorso d\u2019investitura; appena poche parole, nelle ultime battute, al suo possibile socio di governo e un continuo appello a Pp e Ciudadanos per avere la loro astensione. Quell\u2019astensione che lui neg\u00f2 nel 2016 al Pp di Mariano Rajoy e che gli cost\u00f2 allora la carica di segretario generale del Psoe.<\/p>\n<p><strong>Il tira-e-molla con Podemos<\/strong><br \/>\nUna coalizione di governo tra Psoe e Unidas-Podemos, con la non ostruzione di almeno una parte degli indipendentisti, era osteggiata da molti centri d\u2019interesse in Spagna e accettata malvolentieri dagli stessi socialisti che, all\u2019indomani delle elezioni, vagheggiavano di formazione di un governo in solitaria a geometria variabile. Convinzione rafforzata alla luce dell\u2019esito delle consultazioni europee, comunali e autonomiche di maggio, che tornavano a premiare i socialisti e indebolivano la rapprentanza territoriale di Podemos.<\/p>\n<p>In tre mesi, il Psoe \u00e8 passato dalla proposta di un monocolore duro e puro a quella di un governo di cooperazione, come in Portogallo, dove i socialisti governano con il sostegno esterno delle altre sinistre. Poi ha cominciato ad agitare lo spettro catalano, quello del probabile riacuirsi del conflitto in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/spagna-catalogna-bosch-dialogo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Catalogna<\/a><\/strong> quando ci sar\u00e0 la sentenza del processo ai leader dell\u2019indipendentismo, perch\u00e9 il segretario di Podemos, <strong>Pablo Iglesias<\/strong>, riconosce l\u2019esistenza di prigionieri politici e propone la celebrazione di un referendum di autodeterminazione. Fino ad avanzare perci\u00f2 un veto esplicito alla presenza del leader della formazione viola nell\u2019esecutivo di Madrid, fatto inedito nella storia della costruzione di coalizioni di governo, cui Iglesias ha risposto facendo un passo indietro pur di consentire la nascita di un asse di governo progressista.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 cronaca degli ultimi giorni. Gioved\u00ec 25 luglio, nel dibattito che ha preceduto la seconda votazione, la battaglia tra S\u00e1nchez e Iglesias si \u00e8 giocata sulla narrazione per giustificare il fallimento della costruzione di una coalizione progressista. \u201cIl problema non riguardava il programma ma i ministeri, perch\u00e9 Podemos, con il 25% di voti della Camera voleva controllare l\u2019intero governo\u201d, ha accusato S\u00e1nchez, enumerando le proposte di ministeri e la vicepresidenza offerte alla formazione viola e da questa considerate insufficienti, perch\u00e9 vuote nei contenuti. \u201cCi vuole un governo coerente, non due governi in uno\u201d, ha concluso, evidenziando che la questione \u00e8 di merito. \u201cChiediamo rispetto. \u00c8 \u00a0difficile negoziare un governo in 48 ore quando non lo si \u00e8 fatto in tre mesi, filtrando informazioni alla stampa \u2013 la risposta di Iglesias -. Chiediamo competenze, non poltrone\u201d, confermando la disponibilit\u00e0 a un\u2019intesa nel futuro.<\/p>\n<p><strong>Lancette al 23 settembre<\/strong><br \/>\nCon la doppia bocciatura della candidatura di S\u00e1nchez \u00e8 cominciato il <strong>conto alla rovescia di due mesi<\/strong>: se entro il <strong>23 settembre<\/strong> non ci sar\u00e0 l\u2019investitura del premier, le Camere saranno sciolte e si convocheranno nuove elezioni per il 10 novembre. Tutti i gruppi che si sono astenuti lo hanno fatto sperando in un accordo tra Psoe e Unidas-Podemos nelle prossime settimane che scongiuri il ritorno alle urne. Effettivamente, l\u2019unico candidato possibile \u00e8 ancora e solo Pedro S\u00e1nchez, perch\u00e9 i voti del suo partito e quelli delle formazione viola superano quelli di Pp, Ciudadanos e Vox, mentre le forze che si sono astenute hanno gi\u00e0 in passato portato al governo il leader socialista, votando la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/spagna-sanchez-incognite-governo\/\">mozione di sfiducia<\/a> contro il popolare Mariano Rajoy.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 tra il primo e il secondo scrutinio Erc ha cambiato il suo voto, per dare un\u2019opportunit\u00e0 all\u2019intesa: \u201cPer quanto tempo come sinistra ci pentiremo di non esserci riusciti oggi?\u201d, ha recriminato il repubblicano Gabriel Rufi\u00e1n all\u2019indirizzo di S\u00e1nchez e Iglesias. Esquerra Republicana de Catalunya ha votato diversamente dall\u2019alleato di governo catalano JxCat, che ha confermato invece l\u2019esistenza \u201cdi 155 ragioni per votare no\u201d, in riferimento all\u2019articolo della Costituzione applicato in Catalogna nell\u2019autunno 2017 per commissariarne le istituzioni.<\/p>\n<p>Il rischio di nuove elezioni ha motivato Bildu, la formazione basca della sinistra <em>abertzale<\/em>, che ha mantenuto il suo voto di astensione in entrambi le votazioni, perch\u00e9 \u201cnon abbiamo senso dello Stato spagnolo, ma ci avanza molto buon senso\u201d. L\u2019eventualit\u00e0 che si torni alle urne preoccupa tutti, in particolare la sinistra che rischia la smobilitazione del suo elettorato. In una nuova competizione elettorale, le destre\u00a0 potrebbero rafforzarsi anche con la presentazione di una lista unitaria.<\/p>\n<p>Dal 2015, la Spagna \u00e8 diventata ingovernabile: la fine del bipartitismo ha rotto tutti gli equilibri e il conflitto catalano ha finito col disvelare la crisi di regime. Per settembre \u00e8 attesa anche la sentenza del processo alla leadership indipendentista e tutto sar\u00e0 pi\u00f9 difficile in Spagna e in Catalogna.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 IsopixIsopix via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il socialista Pedro S\u00e1nchez, candidato alla presidenza del governo spagnolo, ha perso entrambe le votazioni \u2013 quella a maggioranza assoluta e quella a maggioranza semplice &#8211; nella sessione d\u2019investitura di questa settimana in Parlamento. 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