{"id":74926,"date":"2019-07-26T10:25:08","date_gmt":"2019-07-26T08:25:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74926"},"modified":"2019-07-29T23:32:16","modified_gmt":"2019-07-29T21:32:16","slug":"iran-usa-ali-vaez","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/iran-usa-ali-vaez\/","title":{"rendered":"Iran\/Usa: Ali Vaez, il MO \u00e8 oggi come l&#8217;Europa nel 1914"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u201cL&#8217;<strong>amministrazione Rohani<\/strong> ha sub\u00ecto un&#8217;enorme pressione interna sul fatto che fosse necessario rispondere alle politiche di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/golfo-usa-iran-tensioni\/\"><strong>Donald Trump<\/strong><\/a>. Ma oggi <\/span><span class=\"s2\">la mia preoccupazione \u00e8 che gli iraniani alzino troppo l\u2019asticella e sbaglino i calcoli. <\/span><span class=\"s1\">Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/medio-oriente-pickering-incognite\/\"><strong>Medio Oriente<\/strong> <\/a>di oggi \u00e8 nella stessa situazione in cui si trovava l\u2019Europa nel 1914: basta un singolo incidente per mettere l\u2019intera regione a repentaglio\u201d. Ali <strong>Vaez<\/strong> \u00e8 il direttore del progetto sull\u2019Iran dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.crisisgroup.org\/\">International crisis group<\/a> (Icg) e insegna alla Georgetown University. Di origini iraniane, Vaez vive a Washington. <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-74928 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ali-vaez-300x273.png\" alt=\"Ali Vaez - Iran - Usa\" width=\"300\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ali-vaez-300x273.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ali-vaez-768x700.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ali-vaez-1024x933.png 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ali-vaez-125x114.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ali-vaez.png 1029w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Domenica scorsa, l\u2019Iran ha sequestrato una petroliera britannica nello stretto di Hormuz.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>La crisi tra gli Stati Uniti e Iran si sta trasformando in una crisi tra Occidente e Iran?<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\"><b>Ali Vaez &#8211; <\/b>Non ancora. Ma ci stiamo avvicinando a questa possibilit\u00e0 anche se per il momento nessuna delle due parti sembra interessata ad aumentare le frizioni ma piuttosto a ridurle. In questo caso, ci\u00f2 che gli iraniani hanno fatto \u00e8 stato una sorta di \u201cocchio per occhio dente per dente\u201d per spingere il Regno Unito a liberare una petroliera iraniana che aveva sequestrato a Gibilterra due settimane prima. <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\"><b>Ci\u00f2 detto le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono ancora molto alte. Le possibilit\u00e0 di una guerra sono realistiche<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\"><b>Ali Vaez &#8211; <\/b>Negli ultimi trent\u2019anni non ci sono mai state cos\u00ec tante possibilit\u00e0 di un confronto militare come quelle che ci sono oggi. Il guaio \u00e8 che fino a poco fa gli iraniani, di fronte alla \u201cstrategia della massima pressione\u201d di Trump, avevano adottato la \u201cstrategia della massima pazienza\u201d che era fondata su due convinzioni. La prima che se l\u2019Iran si fosse impegnato a rispettare l\u2019accordo sul nucleare e a contenersi in Medio Oriente, gli Stati Uniti si sarebbero trovati isolati a livello internazionale e le loro sanzioni economiche sarebbero state meno efficaci. Ma questa convinzione si \u00e8 rivelata sbagliata: nonostante gli Stati Uniti fossero isolati, le loro sanzioni sono state ancor pi\u00f9 efficaci di quelle che l\u2019Amministrazione Obama aveva imposto con il sostegno della comunit\u00e0 internazionale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">La seconda convinzione iraniana era che Trump sarebbe stato un fenomeno passeggero, mentre adesso gli iraniani credono che nel 2020 Trump vincer\u00e0 di nuovo le elezioni. Ci\u00f2 li ha spinti a cambiare approccio perch\u00e9 se prima pensavano che, nonostante le difficolt\u00e0, la loro economia avrebbe retto fino al 2020, sanno che in queste condizioni non pu\u00f2 reggere fino al 2024, ovvero alla fine di un secondo mandato. Ecco perch\u00e9 hanno messo da parte la loro \u201cstrategia della massima pazienza\u201d, respingendo alcuni impegni dell\u2019accordo sul nucleare, anche se fino ad adesso ci\u00f2 che hanno fatto \u00e8 abbastanza calibrato e reversibile.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Ma il problema \u00e8 che ora si sono messi in una retorica che non permette loro di scegliere se continuare o meno questa escalation di provocazioni e ci\u00f2 potrebbe portarli a violare materialmente l\u2019accordo, spingendo gli europei a schierarsi dalla parte degli Stati Uniti. Il Medio Oriente di oggi \u00e8 nella stessa situazione in cui si trovava l\u2019Europa nel 1914: basta un singolo incidente per mettere l\u2019intera regione a repentaglio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\"><b>Quali sono le ragioni principali che hanno approfondito la crisi?<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\"><b>Ali Vaez &#8211; <\/b>Il peccato originale \u00e8 stato commesso a maggio 2018, quando l\u2019Amministrazione Trump si \u00e8 ritirata dall\u2019accordo sul nucleare. Ma il problema \u00e8 stato che un anno dopo, l\u2019Amministrazione americana era sempre pi\u00f9 frustrata dal fatto che nonostante l\u2019economia iraniana fosse in grosse difficolt\u00e0 a causa delle sanzioni economiche non vi era nessun segnale, da parte di Teheran, di cambiare le proprie politiche interne e regionali. L\u2019Iran non ha mostrato nessuna intenzione di impegnarsi con gli Stati Uniti nel rinnovare un pi\u00f9 ampio accordo sul nucleare e ci\u00f2 ha spinto l&#8217;amministrazione americana a raddoppiare la sua politica della \u201cstrategia della massima pressione\u201d, spingendo gli ultimi clienti del petrolio iraniano a tagliare le importazioni. E questo ha sostanzialmente ha fatto evaporare gli ultimi incentivi rimanenti a Teheran di continuare con la strategia della pazienza. <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\"><b>Questo cambiamento di strategia \u00e8 anche il risultato di pressioni interne che il governo di Rouhani ha subito?<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\"><b>Ali Vaez<\/b> &#8211; Assolutamente. L&#8217;amministrazione Rohani ha subito un&#8217;enorme pressione interna sul fatto che fosse necessario rispondere alle politiche di Trump. Ci sono state anche una serie di provocazioni americane senza precedenti, come quella dell\u2019avere designato il corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane come un&#8217;organizzazione terroristica.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Non era mai successo che un Paese attaccasse direttamente un organo ufficiale di un altro Paese. Le sanzioni contro il leader supremo Khamenei hanno poi aggiunto la beffa al danno. Tutto ci\u00f2 ha spinto il governo iraniano a cambiare approccio, anche perch\u00e9 non aveva molti elementi per dimostrare alla propria popolazione che l\u2019approccio della \u201cmassima pazienza\u201d aveva portato dei risultati: gli europei hanno fatto molte promesse che non sono state mantenute.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Ora il rischio \u00e8 che gli iraniani stiano arrivando alla conclusione che l&#8217;inadempienza e il respingimento sono stati pi\u00f9 efficaci della moderazione e della conformit\u00e0. Recentemente sette Paesi europei hanno aderito a Instex (<\/span><span class=\"s2\"><em>il meccanismo finanziario progettato per permettere alle societ\u00e0 iraniane ed europee di commerciare tra loro senza transazioni dirette di denaro, evitando quindi le sanzioni americane, ndr<\/em>) e il presidente francese Emmanuel Macron ha mostrato di voler mediare tra le due parti. Ma la mia preoccupazione \u00e8 che, in questa nuova strategia, gli iraniani alzino troppo l\u2019asticella facendo calcoli sbagliati. <\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><b>Cosa deve fare l\u2019Europa per salvare l\u2019accordo sul nucleare?<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\"><b>Ali Vaez &#8211; <\/b>L\u2019accordo \u00e8 appeso a un filo e l\u2019iniziativa di Macron e di altri di mediare \u00e8 l\u2019ultima speranza che rimane. Ma se questa iniziativa fallisce e l\u2019escalation nelle provocazioni continua, credo che prima o poi vedremo il disfacimento totale dell\u2019accordo. Ci\u00f2 detto, gli europei hanno ancora delle carte importanti da giocare. Primo fra tutti, credo che dovrebbero rendere il meccanismo Instex funzionante il prima possibile. Ci\u00f2 permetterebbe a Teheran di giustificare, a livello interno, la riduzione delle provocazioni e di tornare ad una totale conformit\u00e0 all\u2019accordo. Per questo serve che Francia, Germania e Regno Unito consentano nuovamente credito alle esportazioni. E ovviamente, pi\u00f9 Paesi europei aderiscono al meccanismo, pi\u00f9 \u00e8 difficile per gli Stati Uniti di sabotarlo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Ma, oltre a questo, gli europei possono ancora fare moltissimo politicamente, andando a Teheran per incoraggiare i leader iraniani ad essere pi\u00f9 pazienti e a ridurre le frizioni nella regione. In questa fase penso che l&#8217;unica soluzione realistica per evitare il disastro sia che i mediatori provino a congelare l\u2019escalation. Perch\u00e9 questo accada, gli Stati Uniti dovrebbero tornare ad un approccio pre-maggio 2019, riducendo le sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano permettendo cos\u00ec a Teheran di addolcire i negoziati per la liberazione di prigionieri americani detenuti in Iran. Anche perch\u00e9 in questo momento non credo che sia possibile un nuovo negoziato sul nucleare: le elezioni americane sono troppo vicine e gli iraniani non si fidano di questa Amministrazione. Ci\u00f2 detto, anche se alcuni credono che sia inevitabile, la maggior parte degli iraniani non vuole un confronto militare. Ed \u00e8 proprio per questo che accoglierebbero positivamente l\u2019intervento di un mediatore che possa ridurre le tensioni con l\u2019America. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL&#8217;amministrazione Rohani ha sub\u00ecto un&#8217;enorme pressione interna sul fatto che fosse necessario rispondere alle politiche di Donald Trump. 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