{"id":74944,"date":"2019-07-29T23:25:17","date_gmt":"2019-07-29T21:25:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74944"},"modified":"2019-08-04T23:23:47","modified_gmt":"2019-08-04T21:23:47","slug":"johnson-premier-brexit-trionfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/johnson-premier-brexit-trionfo\/","title":{"rendered":"Johnson premier: tra la Brexit e il trionfo del &#8216;trumpismo&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 iniziata l\u2019era di <strong>Boris Johnson<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/johnson-regno-unito-trono-spade\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">neo-leader dei conservatori britannici e nuovo primo ministro del Regno di Sua Maest\u00e0<\/a>. Proprio come i cugini yankee, i britannici hanno deciso di scommettere su una figura eccentrica, col fare da &#8216;stand-up comedian&#8217; e un biondissimo ciuffo che gi\u00e0 da tempo gli ha procurato una serie di soprannomi, tra cui \u201cnicer Donald Trump\u201d e \u201cblonde bombshell\u201d (la bomba bionda).<\/p>\n<p>Non \u00e8 corretto per\u00f2 parlare di britannici in termini generali. A sceglierlo \u00e8 stata infatti un\u2019esigua minoranza della popolazione, i 160 mila iscritti al Partito conservatore. Di questi, il 66% ha espresso la propria preferenza in suo favore, relegando l\u2019altro candidato, Jeremy Hunt, ex ministro degli Esteri, al ruolo di eterno secondo con 46 mila voti.<\/p>\n<p>Come da copione, quel piccolo ma decisivo 0.2% dell\u2019elettorato britannico complessivo non poteva che scontentare una parte considerevole dell\u2019opinione pubblica restante, scesa a manifestare davanti a Westminster ancor prima che Johnson venisse formalmente proclamato vincitore. E ancora, subito prima di ricevere l\u2019incarico, ostacolando il suo cammino verso Buckingham Palace.<\/p>\n<p><strong>Dal giornalismo alla politica<\/strong><br \/>\nChe Alexander Boris de Pfeffel Johnson, nato a New York 55 anni fa, fosse un candidato quanto meno discutibile alla poltrona che fu di Winston Churchill era noto a tutti. E a testimoniarlo c\u2019\u00e8 una lunga serie di gaffe e spudorate bugie che l\u2019hanno reso (orgogliosamente) pop.<\/p>\n<p>Prima di approdare alla politica, dopo gli studi al prestigioso college di Eton &#8211; quello frequentato dai rampolli reali per intenderci &#8211; e la laurea a Oxford, si \u00e8 dedicato all\u2019attivit\u00e0 giornalistica, grazie alla quale si \u00e8 guadato il licenziamento dal Times per avere fabbricato ad arte una dichiarazione. Senza contare gli imbarazzati scivoloni dalle colonne del Telegraph e dello Spectator, sui matrimoni gay e sulle donne musulmane che indossano l\u2019hijab (ha affermato che assomigliano a delle cassette postali o a dei rapinatori di banca).<\/p>\n<p>A questi vanno a sommarsi le bufale diffuse nella campagna referendaria del 2016 &#8211; mai ritrattate &#8211; sui 350 milioni di sterline da versare ogni settimana nelle casse dell\u2019Ue, per le quali era stato trascinato anche in tribunale, e le scappatelle (anche quelle mai smentite) che si \u00e8 concesso durante i suoi due matrimoni, prima di fare coppia fissa con l\u2019attuale fidanzata trentunenne Carrie Symonds. Fino all\u2019ultimo episodio durante un comizio a Londra, nel quale brandendo un\u2019aringa sottovuoto ha rimarcato l\u2019inutilit\u00e0 e la dannosit\u00e0 di una legge europea sugli alimenti. Peccato solo che la norma in questione fosse &#8216;made in Britain&#8217;.<\/p>\n<p><strong>Un premier di rottura<\/strong><br \/>\nLa storica vocazione atlantica del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/lombra-di-brexit-sulla-grandeur-inglese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Regno Unito<\/strong><\/a> si \u00e8 dunque palesata appieno con Johnson e non solo in campo politico. Un tempo chi abitava al n. 10 di Downing Street era sottoposto a uno screening cavilloso della propria vita pubblica e privata ed era sempre tenuto a rispondere delle proprie parole e azioni di fronte all\u2019opinione pubblica. Ora, il \u201cpolitically incorrect\u201d pu\u00f2 dirsi sdoganato anche nel Regno Unito.<\/p>\n<p>L\u2019elezione di BoJo \u2013 un altro dei suoi nickname &#8211; sembra cos\u00ec ricordare gli eventi che hanno preceduto quella di Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trump<\/a> il quale nel gennaio 2016 aveva dichiarato: \u201cPotrei sparare a qualcuno sulla Quinta Strada e non perderei nemmeno un voto\u201d.<\/p>\n<p>In linea con il trend mondiale, il Trump britannico si \u00e8 rivelato pertanto una figura divisiva, e distruttiva, rispetto alla tradizione politica precedente e persino all\u2019interno della sua stessa famiglia. \u201cQuoque tu, Boris?\u201d avr\u00e0 pensato infatti suo padre, Stanley Johnson, fervente europeista della prima ora e tra i nove fondatori del Club del Coccodrillo, gruppo nato in forma spontanea per riformare le istituzioni comunitarie. E altrettanto suo fratello Jo (ex ministro dei Trasporti) e sua sorella Rachel, giornalista, ex militante del movimento anti-Brexit Change Uk. Il minore Leo, invece, forse proprio per mantenere l\u2019equilibrio familiare, ha scelto di disinteressarsi in toto alla politica.<\/p>\n<p><strong>La Brexit secondo Johnson<\/strong><br \/>\nQuella auspicata dal platinato premier \u00e8 una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-gb-brexit-paralisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a> \u201csenza se e senza ma\u201d. E da brexiteer convinto, annunciando l\u2019inizio di una nuova et\u00e0 dell\u2019oro per il Paese, ha formato una squadra di governo di veri ultras.<\/p>\n<p>Come suo braccio destro al ministero dell\u2019Economia ha nominato Sajid Javid, ex direttore di Deutsche Bank, mentre a Dominic Raab e Priti Patel \u2013 entrambi dimissionari dal governo May, l\u2019uno perch\u00e9 contrario alla linea soft tenuta dall\u2019esecutivo, l\u2019altra per non aver dichiarato i contatti avuti con dei funzionari israeliani &#8211; ha assegnato gli Esteri e gli Interni. Al ministero per la Brexit ha invece confermato Stephen Barclay, l\u2019ultimo ad aver ricoperto questo ruolo; mentre spicca al dicastero dei rapporti con la Camera dei Comuni il falco Jacob Rees-Mogg.<\/p>\n<p>Il team, epurato dagli elementi pi\u00f9 moderati, \u00e8 dichiaratamente orientato a portare a casa la Brexit: con un accordo migliore di quello di Theresa May, per quanto non ci siano soluzioni concrete all\u2019orizzonte, e rispettando la scadenza del 31 ottobre. \u201cIl no deal sar\u00e0 scongiurato\u201d, ha ripetuto come un mantra, quasi fosse terrorizzato dal fallimento. Eppure nel suo gabinetto un\u2019uscita dall\u2019<strong>Ue<\/strong> senza accordo sembra essere tuttora preferibile alla bozza gi\u00e0 confezionata.<\/p>\n<p><strong>Il futuro prossimo del Paese<\/strong><br \/>\nDall\u2019imprevedibile Boris ci si pu\u00f2 aspettare comunque davvero di tutto. Ogni scenario \u2013 dall\u2019eventualit\u00e0 di un nuovo referendum a quella di rivendere il May deal con qualche ritocco esteriore &#8211; \u00e8 ancora aperto. Da Bruxelles, in ogni caso, l\u2019ipotesi di riaprire l\u2019intesa \u00e8 stata categoricamente esclusa, fatta eccezione per la possibilit\u00e0 di aggiustare la dichiarazione politica annessa alla bozza di divorzio.<\/p>\n<p>La prospettiva delle elezioni anticipate, come aveva pronosticato il suo compagno di merende Nigel Farage, trionfatore alle europee di maggio col Brexit Party, sembra al momento la pi\u00f9 quotata. E chi pu\u00f2 dire che in tal senso non ci si debba preparare a un altro colpo di scena?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 iniziata l\u2019era di Boris Johnson, neo-leader dei conservatori britannici e nuovo primo ministro del Regno di Sua Maest\u00e0. 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