{"id":74969,"date":"2019-08-02T20:06:39","date_gmt":"2019-08-02T18:06:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74969"},"modified":"2019-08-02T20:06:39","modified_gmt":"2019-08-02T18:06:39","slug":"mediterraneo-taylor-sicurezza-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/mediterraneo-taylor-sicurezza-libia\/","title":{"rendered":"Mediterraneo: Taylor; sicurezza, cosa devono fare Francia e Italia"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019intervento francese in <strong>Libia<\/strong> del 2011 \u00e8 stato considerato dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> come un insulto. Si \u00e8 trattato di una sorta di monito dal quale si poteva capire che stava per nascere un conflitto tra i due Paesi europei con conseguenze significative in termini di immigrazione e di destabilizzazione dei Paesi del Sahel&#8221; ha dichiarato Paul Taylor, senior fellow di <em>Friends of Europe<\/em> ed editorialista di <em>Politico,\u00a0<\/em>ad\u00a0<em>Affarinternazionali<\/em> in occasione della presentazione di una nuova indagine di <em>Friends of Europe, <\/em>un think-tank con sede a Bruxelles che analizza le politiche dell&#8217;Unione europea.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.friendsofeurope.org\/wp\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/2019_foe_sec_pub_italy_web_0.pdf\">Il rapporto<\/a>, scritto da Taylor, analizza le nuove sfide della <strong>sicurezza<\/strong> nel <strong>Mediterraneo<\/strong> e il ruolo dell\u2019Italia nell\u2019influenzare la risposta europea.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-74978 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Paul-Taylor-300x200.jpg\" alt=\"Paul Taylor\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Paul-Taylor-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Paul-Taylor-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Paul-Taylor.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Paul-Taylor-125x83.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>In questo momento, quali sono le maggiori difficolt\u00e0 che l\u2019Italia sta affrontando nel Mediterraneo?<br \/>\n<\/strong><strong>Paul Taylor<\/strong> \u2013 Oggi la regione che va dal Corno d\u2019Africa al Sahel \u00e8 caratterizzata da una forte instabilit\u00e0, dovuta a forti tensioni, fragilit\u00e0 interne dei singoli Paesi, e spesso scenari di guerre civili. Ai conflitti per l\u2019accaparramento delle risorse, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/sahel-francia-passato-futuro\/\">in aree che fino a poco tempo fa erano soggette al colonialismo <\/a>e successivamente a conflitti etnici, si aggiunge il problema del cambiamento climatico, della desertificazione e dell\u2019esponenziale crescita delle popolazioni. Nel futuro, tutti questi fattori sono destinati a creare nuove guerre. Oggi invece si\u00a0riversano in modo confusionario sulle coste dell\u2019Europa meridionale e l\u2019Italia, data la sua posizione geografica, \u00e8 la nuova frontiera delle migrazioni africane.<\/p>\n<p><strong>Cosa deve fare l\u2019Italia per far fronte all&#8217;immigrazione?<br \/>\n<\/strong><strong>Paul Taylor<\/strong> &#8211; Per riuscire a risolvere questo problema, che non pu\u00f2 essere affrontato con mezzi militari, l\u2019Italia, ancora pi\u00f9 degli Stati del Nord Europa, deve attuare una seria collaborazione con l\u2019Unione europea e la Nato. Il Mediterraneo \u00e8 sempre stato teatro di conflitti ma anche di cooperazione, di commercio e di interazioni umane. Per gestire i flussi da Sud verso Nord c\u2019\u00e8 bisogno di un\u2019azione congiunta: non possiamo risolvere questi problemi nel loro complesso, ma possiamo provare a mitigarli attraverso la cooperazione. Se avviamo una politica per la quale l\u2019unico modo per entrare in Europa \u00e8 attraverso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/migranti-ue-asilo-riforma\/\">la richiesta di asilo politico<\/a>, allora stiamo creando problemi prima di tutto a noi europei.<\/p>\n<p>L\u2019unico modo per ridurre la pressione sui nostri Stati \u00e8 creare pi\u00f9 opportunit\u00e0 per un tipo di immigrazione legale, ad esempio attraverso la concessione di permessi lavorativi temporanei e cos\u00ec via. In sintesi la domanda che l\u2019Italia dovrebbe porsi in questo momento \u00e8: quale strada bisogna intraprendere per attuare una collaborazione solida con l\u2019Ue e la Nato che sia in grado di risolvere la crisi migratoria?<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia \u00e8 quindi responsabile di un certa passivit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019Ue in alcuni settori chiave?<br \/>\n<\/strong>Credo che in questo momento l\u2019Italia stia vivendo un conflitto con i suoi pi\u00f9 importanti partner europei, in particolare Francia e Germania. Pensiamo al conflitto libico, dove in questo momento la Francia e l\u2019Italia hanno posizioni opposte. \u00c8 vero che non sono gli unici Paesi scesi sul campo libico e anche se iniziassero una stretta collaborazione, non \u00e8 detto che potrebbe essere sufficientemente forte dal fermare la guerra civile e arrivare ad una soluzione politica. E questo per via della moltitudine degli attori in campo: da una parte ci sono l\u2019Arabia Saudita, l\u2019Egitto, gli Emirati arabi uniti e la Russia; dall\u2019altra la Turchia e il Qatar.<\/p>\n<p>Ma tornando all\u2019Italia e l\u2019Ue, il mese scorso, ad esempio, mi trovavo a Bruxelles al summit dell\u2019Ue dove i leader europei dovevano discutere delle strategie politiche da adottare nei prossimi cinque anni e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-letta\/\">delle nomine dei nuovi leader delle istituzioni europee chiave<\/a>. L\u2019Italia era in difficolt\u00e0: da una parte sembrava non essere del tutto coinvolta nei dialoghi, dall\u2019altra se ne stava sulla difensiva, dovendo per\u00f2 cooperare comunque con le autorit\u00e0 europee.<\/p>\n<p><strong>Tornando alla Libia, e mettendo da parte l\u2019Italia, come spiegare la mancanza di un\u2019azione collettiva europea<br \/>\n<\/strong><strong>Paul Taylor<\/strong> &#8211; L\u2019Ue prende le sue decisioni all\u2019unanimit\u00e0. Ogni Paese dell\u2019Ue ha i propri interessi storici, ad esempio la Francia con l\u2019Algeria o l\u2019Italia con la Libia. Nel conflitto libico per\u00f2, posizionandosi su due schieramenti opposti, l\u2019Italia e la Francia si sono neutralizzati a vicenda. Oggi, ci\u00f2 che \u00e8 davvero importante \u00e8 che gli Stati europei che hanno forti interessi in Libia intervengano con l\u2019idea di una collaborazione finalizzata alla riconciliazione con gli altri Paesi dell&#8217;Ue. Questo \u00e8 un buon momento per trovare una soluzione comune. Bisognerebbe prendere l&#8217;esempio dalla Francia e dalla Germania, che partono sempre da posizioni diverse, a volte opposte, e dialogano fino a quando non trovano un compromesso.<\/p>\n<p><strong>Prima, per\u00f2, bisognerebbe provare a fermare le frizioni tra Italia e Francia\u2026<br \/>\n<\/strong><strong>Paul Taylor<\/strong> &#8211; Esattamente. Nel mio report \u00e8 possibile capire cosa c\u2019\u00e8 all\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/02\/09\/francia-italia-lo-scontro-vero-e-sui-campi-petroliferi-in-libia-haftar-uomo-di-parigi-punta-ad-accerchiare-litaliano-al-sarraj\/4958346\/\">origine di queste incomprensioni tra i due Paesi<\/a>: l\u2019intervento francese in Libia nel 2011 \u00e8 stato considerato dall\u2019Italia come un insulto. Si \u00e8 trattato di una sorta di monito dal quale si poteva capire che stava per nascere un conflitto tra Italia e Francia con conseguenze significative in termini di immigrazione\u00a0per l\u2019Italia e di destabilizzazione dei Paesi del Sahel per la Francia. Oggi i due schieramenti dovrebbero\u00a0 farsi un esame di coscienza al fine di riparare i danni compiuti nel passato, assumersi la responsabilit\u00e0 del conflitto e, conseguentemente, il compito di risolverlo. &#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019intervento francese in Libia del 2011 \u00e8 stato considerato dall\u2019Italia come un insulto. 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