{"id":74982,"date":"2019-08-04T20:13:22","date_gmt":"2019-08-04T18:13:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=74982"},"modified":"2019-08-10T13:03:17","modified_gmt":"2019-08-10T11:03:17","slug":"amazzonia-papa-bolsonaro-sinodo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/amazzonia-papa-bolsonaro-sinodo\/","title":{"rendered":"Amazzonia: Francesco sfida Bolsonaro a colpi di Sinodo"},"content":{"rendered":"<p>Da circa una settimana, la popolazione umana ha consumato le risorse che il nostro pianeta riesce a produrre in un anno. Il famoso <em><a href=\"https:\/\/www.overshootday.org\/about-earth-overshoot-day\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Earth Overshoot Day<\/strong><\/a><\/em> (Eod), ovvero il giorno esatto in cui avviene il sorpasso della curva del consumo sulla curva di produzione, dagli anni Settanta ad oggi ha subito una variazione di quasi quattro mesi. In negativo, naturalmente: se nel 1971 le risorse terrestri terminavano il 21 dicembre, praticamente ad anno ormai concluso, quest\u2019anno si \u00e8 arrivati al 29 luglio, con un anticipo di tre giorni rispetto al 2018. Uno dei tanti sintomi di quel processo pi\u00f9 ampio \u2013 il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/elezioni-europee-clima-al-voto-con-il-pianeta-nel-cuore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>cambiamento climatico<\/strong><\/a> \u2013 che negli ultimi decenni ha cominciato ad avere un proprio peso specifico anche all\u2019interno delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>E all\u2019interno della crisi socio-ambientale su scala globale, non pu\u00f2 non rientrare la crescente <strong>deforestazione dell\u2019Amazzonia <\/strong>(secondo <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/science-environment-48827490\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">evidenze satellitari<\/a>, ogni minuto viene spazzato via l\u2019equivalente di un campo di calcio). Essa \u00e8 uno \u2013 se non il principale \u2013 dei polmoni verdi del pianeta: la Foresta amazzonica ha infatti la capacit\u00e0 di assorbire pi\u00f9 anidride carbonica di quanta poi, effettivamente, ne produca. Un asset fondamentale per l\u2019equilibrio ambientale mondiale che, da qualche mese, \u00e8 in grave pericolo. Stando ai dati forniti qualche giorno fa dall\u2019Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale (<em>Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais<\/em>, Inpe), sono stati cancellati oltre mille chilometri quadrati di Amazzonia solo nella prima met\u00e0 di luglio, circa il 70% in pi\u00f9 della superficie distrutta nell\u2019intero mese di luglio dello scorso anno.<\/p>\n<p>Numeri non certo casuali. Dal suo insediamento come nuovo presidente della Repubblica del <strong>Brasile<\/strong>, l\u2019ex militare <strong>Jair Messias Bolsonaro<\/strong> ha perseguito l\u2019obiettivo di trasformare il bacino amazzonico da polmone verde del mondo ad hub produttivo. Il tutto senza curarsi troppo delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/brasile-le-mani-di-bolsonaro-su-ambiente-e-amazzonia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">popolazioni indigene, che nella Foresta amazzonica vivono<\/a>, e degli effetti globali di una rapida contrazione della superficie verde dell\u2019Amazzonia. Ed \u00e8 qui che, giocoforza, entrano in scena le relazioni internazionali: dal prossimo 3 ottobre, in Vaticano, <strong>papa Francesco <\/strong>ospiter\u00e0 numerosi rappresentanti delle comunit\u00e0 locali di laici e credenti per il <strong>Sinodo sull\u2019Amazzonia<\/strong>. Un appuntamento che, al di l\u00e0 del valore religioso, avr\u00e0 sicuramente anche un importante significato (geo)politico.<\/p>\n<p><strong><em>Caf\u00e9 com leite<\/em><\/strong><strong> e sovranismo<\/strong><br \/>\nDopo la dominazione portoghese, il Brasile si fece impero nel 1822. Un\u2019esperienza che ebbe a finire poco meno di settant\u2019anni dopo con un colpo di Stato. L\u2019imperatore Pedro II, stanco ed ammalato, venne detronizzato dalla convergenza degli interessi delle oligarchie economiche degli Stati di San Paolo e di Minas Gerais. I produttori di caff\u00e8 nel primo e gli allevatori e produttori di latte nel secondo, colpiti duramente dall\u2019abolizione della schiavit\u00f9, decisero che era giunto il momento di chiudere il capitolo imperiale e dar vita a quella che, fino al 1930, sarebbe stata la Prima Repubblica brasiliana. Che, per la verit\u00e0, aveva ben poco di democratico: l\u2019alternanza al potere delle <em>\u00e9lite<\/em> dei due Stati cre\u00f2 un sistema politico asservito agli <strong>interessi dell\u2019industria agroalimentare<\/strong> che, appunto, prese il nome di <em>Caf\u00e9 com leite<\/em> (<strong>\u201cCaff\u00e8 con latte\u201d<\/strong>).<\/p>\n<p>Fatte le dovute proporzioni, il Brasile rischia di trovarsi nuovamente in una simile condizione. I legami tra Bolsonaro e le industrie dell\u2019agro-business, emersi soprattutto durante la campagna elettorale \u2013 quando l\u2019allora candidato e attuale presidente immaginava una fusione dei ministeri dell\u2019Agricoltura e dell\u2019Ambiente -, sono innegabili. Una volta eletto, Bolsonaro non \u00e8 venuto meno alle sue promesse: i vincoli per lo sfruttamento delle risorse e i reati per danni ambientali sono stati gradualmente ridotti, dando cos\u00ec la possibilit\u00e0 alle lobby del settore agroalimentare di investire con maggior forza nel bacino amazzonico. Ci\u00f2, naturalmente, accelerandone la deforestazione a fini economici.<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 solo questo. Bolsonaro, a pi\u00f9 riprese, ha voluto ribadire come il Brasile abbia piena sovranit\u00e0 sulla porzione di Foresta amazzonica che ricade all\u2019interno dei confini dello Stato. Va da s\u00e9, dunque, che qualsiasi tipo di iniziativa esogena per il bacino brasiliano dell\u2019Amazzonia rappresenti per Bolsonaro un\u2019interferenza. Ecco perch\u00e9, commentando il Sinodo convocato da papa Francesco, il presidente ha detto seccamente che \u201cci stanno rubando l\u2019Amazzonia\u201d. Per il generale Augusto Heleno Pereira, tra i membri del governo pi\u00f9 vicini a Bolsonaro, del resto, \u00e8 un mistero che la stessa foresta sia patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 Unesco: \u201cL\u2019Amazzonia \u00e8 brasiliana, patrimonio del Brasile e dovrebbe essere gestita dal Brasile e per ad esclusivo beneficio del Brasile\u201d, ha detto di recente.<\/p>\n<p><strong>Visioni contrapposte e priorit\u00e0 incompatibili<\/strong><br \/>\nIl Sinodo dell\u2019Amazzonia di ottobre \u00e8 parte integrante del <strong>progetto globale del pontificato di Francesco<\/strong>. Il Papa, con la pubblicazione dell\u2019enciclica <em>Laudato Si\u2019<\/em> del 2015, ha gettato le basi per quella che lo stesso Bergoglio definisce <strong>\u201cecologia integrale\u201d<\/strong>, paradigma non solo ambientale, ma anche \u2013 e soprattutto \u2013 sociale ed economico. Il pianeta \u2013 o, per utilizzare un termine pi\u00f9 religioso, \u201cil Creato\u201d \u2013 \u00e8 un sistema fortemente interconnesso, dove non si pu\u00f2 procedere a distinzioni di competenza, sovranit\u00e0 e giurisdizione. La crisi socio-ambientale ha ripercussioni mondiali e non \u00e8 circoscrivibile ai soli Stati nazionali: per questo, nella <em>Laudato Si\u2019<\/em>, il Rio delle Amazzoni \u00e8 \u201carteria del continente e del mondo\u201d. Non (solo) brasiliana.<\/p>\n<p>Un passaggio che \u00e8 ripreso anche nel <a href=\"http:\/\/www.sinodoamazonico.va\/content\/sinodoamazonico\/it\/documenti\/l-instrumentum-laboris-per-il-sinodo-sull-amazzonia1.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documento di lavoro per il prossimo Sinodo<\/a>. Papa Francesco, come ormai noto, \u00e8 fautore di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/vaticano-manifesto-geopolitica-spirito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un\u2019agenda internazionale e mondialista<\/a>: le crisi ambientali, alle quali si legano intimamente anche quelle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/migranti-climatici-reata-preparati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">migratorie<\/a>, devono essere affrontate con un approccio multilaterale. Visione totalmente opposta, come si \u00e8 visto, a quella di Bolsonaro. Anche in termini di priorit\u00e0: mentre il Sinodo verter\u00e0 molto sulle questioni sociali legate alla deforestazione dell\u2019Amazzonia, per il presidente quest\u2019ultima \u00e8 tappa necessaria per garantire maggior sviluppo al proprio Paese. Due linee rette che, probabilmente, non riusciranno mai ad incontrarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da circa una settimana, la popolazione umana ha consumato le risorse che il nostro pianeta riesce a produrre in un anno. 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